La scuola dei farmaci biosimilari

I nuovi laboratori dell'ICGEB hanno l'obiettivo di replicare i processi di produzione dei farmaci biosimilari e di trasferirli ai Paesi in via di sviluppo

La scadenza del brevetto industriale su un farmaco ne rende possibile la produzione libera, facendo decadere il diritto del titolare al suo utilizzo esclusivo. Tuttavia questo tipo di produzioni richiede competenze molto specializzate, non sempre presenti in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Così, grazie ai nuovi laboratori inaugurati a maggio, l’Unità di Sviluppo Biotecnologico dell’ICGEB ha potenziato la sua capacità di trasferire le conoscenze necessarie a produrre farmaci biosimilari di grande importanza non più coperti da brevetto, come per esempio insulina e interferone. L’ICGEB offre al personale delle ditte farmaceutiche dei suoi 66 Paesi membri corsi di formazione “hands on” che permettono di apprendere le tecniche di produzione dei biosimilari, per poi riprodurle e renderle operative in diversi Paesi del mondo. Ce ne parla Natasa Skoko, Group Leader dell’Unità di Sviluppo Biotecnologico dell’ICGEB di Trieste.

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