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Dai nostri campus

Tutte le notizie da Area Science Park

15.10.2026
Talenti in azienda: concluso il ciclo di borse 2025
Si è concluso il ciclo 2025 delle borse di studio promosse da Area Science Park per favorire l’incontro tra giovani talenti tecnico-scientifici e imprese del parco. Quindici borsisti hanno intrapreso un percorso di formazione e ricerca in azienda, mettendo alla prova le proprie conoscenze su progetti concreti e acquisendo nuove competenze a fianco di professionisti di diverse discipline. Il programma sostiene la formazione intersettoriale e il trasferimento di conoscenze tra pubblico e privato, offrendo anche la possibilità di accedere ai laboratori e alle infrastrutture di ricerca e tecnologiche di Area Science Park attraverso un catalogo di formazione specialistica. Un’esperienza che unisce l’approfondimento scientifico alla conoscenza dei processi aziendali e delle esigenze a cui l’innovazione è chiamata a rispondere. Numerosi gli ambiti affrontati dai borsisti: intelligenza artificiale, salute, calcolo scientifico, automazione industriale, mobilità e ambiente. Ecco i protagonisti del ciclo 2025: Massimiliano Bosdachin, presso 3I – Impresa Ingegneria Italia, ha lavorato all’integrazione di una rete neurale nei sistemi di visione per il controllo qualità industriale, con l’obiettivo di ridurre i falsi positivi e riconoscere i prodotti conformi anche in presenza di irregolarità superficiali. Alessia Bosco, presso AB ANALITICA, si è dedicata allo sviluppo di un pannello genetico per la diagnosi precoce del carcinoma epatocellulare, attraverso tecnologie di sequenziamento di nuova generazione e l’analisi del DNA tumorale circolante nel sangue. Matej Gruden, presso Althea Italia, ha lavorato a un sistema basato sull’intelligenza artificiale per valutare lo stato funzionale delle sonde ecografiche e identificarne i malfunzionamenti attraverso l’analisi di dati, immagini e segnali. Dario De Lorenzi, presso Bracco Imaging, si è occupato della caratterizzazione strutturale di molecole utilizzate come mezzi di contrasto iodurati, applicando le proprie competenze chimiche all’interno di un gruppo di ricerca multidisciplinare. Davide Grandis Cacciapaglia, presso Clonit, ha approfondito l’impiego delle tecnologie di sequenziamento di nuova generazione per la ricerca di nuovi biomarcatori nella diagnostica molecolare. Alessandro Querenghi, presso ESTECO, ha lavorato a metodi di fluidodinamica computazionale senza griglia, sviluppando in linguaggio Julia un solutore iterativo parallelo ottimizzato per il calcolo ad alte prestazioni e per la simulazione di sistemi di grandi dimensioni. Marco Tallone, presso Glance Vision Technologies, si è dedicato alla ricostruzione tridimensionale e alla localizzazione di oggetti industriali attraverso un robot collaborativo dotato di fotocamera, per facilitare l’automazione delle operazioni di lavorazione. Stellamaris Sotomayor Ruth Burneo, presso Helyx Industries, si è dedicata a un progetto per rendere accessibili tecnologie di rilevazione del DNA per la diagnosi della malaria anche nelle comunità rurali del Camerun, avvicinando gli strumenti diagnostici ai pazienti. Chiara Capraro, presso Laboratorio di Ingegneria Ferroviaria e Traffico – LIFT, ha sviluppato modelli matematici per ottimizzare gli orari del trasporto pubblico e i turni di veicoli e autisti, nel rispetto dei vincoli operativi e normativi. Pietro Mihelj, presso PICOSATS, ha esplorato potenzialità e limiti dell’intelligenza artificiale nelle telecomunicazioni satellitari, con particolare attenzione alle applicazioni per radio e antenne destinate allo spazio. Wendalina Tigani, presso Primo Principio, ha partecipato al progetto IDEOLOGIST, che integra intelligenza artificiale e biodiversità microbica per migliorare la gestione dei vigneti di fronte ai cambiamenti climatici e al degrado del suolo. Giacomo Grion, presso Prodigys Technology, ha lavorato a una soluzione di intelligenza artificiale per l’allenamento e la riabilitazione a distanza, capace di analizzare video acquisiti con dispositivi mobili, rilevare parametri biomeccanici e fornire indicazioni correttive in tempo reale. Riccardo Simonetti, presso Promoscience, si è occupato di una soluzione informatica per aiutare scienziati e ricercatori a costruire piani di lavoro in modo semplice, anche attraverso l’intelligenza artificiale. Serena Di Marco, presso Shoreline, ha studiato tecniche di condizionamento del ciclo riproduttivo di due specie di ostriche, Magallana gigas e Ostrea edulis, per ottenere larve destinate rispettivamente a test ecotossicologici e a progetti di ripopolamento. Gabriel Gustavo Costanzo, presso Test Veritas, ha lavorato allo sviluppo di un prodotto per la valutazione delle prestazioni dei laboratori di analisi chimiche, applicando l’analisi dei dati a esigenze concrete dell’azienda. Crescita, connessione, integrazione, esplorazione: sono alcune delle parole scelte dai borsisti per descrivere l’esperienza. Dalle loro testimonianze emerge il valore di un percorso che permette di acquisire autonomia, lavorare in gruppo e comprendere come un’idea di ricerca possa trasformarsi in una soluzione utile. Per molti, la borsa ha rappresentato anche un’occasione per mettere a fuoco le proprie aspirazioni: proseguire nella ricerca e sviluppo, approfondire gli studi o continuare a lavorare nei settori conosciuti durante il programma. Percorsi diversi, accomunati dalla possibilità di costruire un legame concreto tra formazione scientifica e mondo del lavoro.
Dai nostri campus
14.09.2026
Diciotto anni di passione, impegno e ricerca della FIF
Diciotto anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica, con lo sguardo sempre più rivolto a una dimensione internazionale. La Fondazione Italiana Fegato ETS ha celebrato il proprio 18° anniversario con un evento che non è stato soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione per raccontare un percorso e fare il punto sulle nuove frontiere della ricerca sulle malattie del fegato. Un percorso nel quale la FIF ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel sistema scientifico, costruendo collaborazioni in Italia e nel mondo e sviluppando un approccio capace di collegare ricerca, innovazione, prevenzione e cura. A testimoniare quanto la rete della Fondazione abbia ormai assunto una dimensione internazionale sono stati proiettati i saluti video di alcuni ricercatori e rappresentanti di istituzioni scientifiche di diversi Paesi: dalle Filippine all’Argentina, dal Messico al Brasile fino all’Indonesia. Tra loro Loraine Kay Cabral, Segretaria dell’ASEAN Liver Initiative ed ex fellow FIF; Graciela Mazzone dell’Universidad Austral di Buenos Aires; Norberto Chavez Tapia, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Medica Sur in Messico ed ex fellow FIF; Fatima Theresinha Costa Rodrigues Guma dell’UFRGS – Universidade Federal do Rio Grande do Sul; Eddy Giri-Rachman Putra di BRIN, l’Agenzia Indonesiana per l’Innovazione e la Ricerca; e Renato Solidum, Segretario del DOST – Dipartimento Filippino per la Scienza e la Tecnologia. “La Fondazione Italiana Fegato nel sistema scientifico globale: dal laboratorio alla cura, tra innovazione, prevenzione e futuro” è stato quindi il tema del panel istituzionale, un confronto dedicato alle trasformazioni che stanno interessando la ricerca biomedica e alle opportunità offerte dall’incontro tra discipline, tecnologie e competenze internazionali. A discuterne sono stati Claudio Tiribelli, Presidente della Fondazione Italiana Fegato ETS; Guido Sanguinetti, Full Professor e Group Leader del Machine Learning and Systems Biology Group della SISSA; Gianluca Tell, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Udine; e Umberto Baccarani, Professore di Chirurgia dell’Università degli Studi di Udine e chirurgo dell’équipe dei trapianti di fegato e rene dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC). Il confronto ha offerto l’opportunità di evidenziare una delle sfide più importanti della ricerca contemporanea: trasformare le conoscenze prodotte nei laboratori in strumenti concreti per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie epatiche. Un passaggio nel quale la contaminazione tra ricerca scientifica, medicina, tecnologia e trasferimento delle conoscenze assume un ruolo sempre più decisivo. Diciotto anni dopo la sua nascita, la Fondazione Italiana Fegato ETS conferma così la propria vocazione: fare della ricerca un ponte tra conoscenza e salute, tra il laboratorio e la cura. Un patrimonio di competenze e relazioni sul quale costruire le prossime sfide della ricerca sul fegato.
Dai nostri campus
11.09.2026
Green Energy: prima pietra del progetto di Elettra a Cava Scoria
Si è svolta oggi, presso la Cava Scoria, la cerimonia di presentazione del progetto Green Energy e della posa simbolica della prima pietra del parco fotovoltaico che verrà realizzato da Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca di interesse nazionale con sede nel campus di Area Science Park, finalizzato a rafforzare la sostenibilità energetica della propria infrastruttura di ricerca e a recuperare un’area estrattiva situata tra i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle – Dolina. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini, in rappresentanza del Ministro Anna Maria Bernini, il Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste Giovanni Comelli, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il Sindaco di San Dorligo della Valle – Dolina Aleksander Coretti. Hanno inoltre partecipato circa 200 invitati, tra rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, della comunità scientifica, delle università, degli enti di ricerca, dei professionisti che hanno curato gli aspetti tecnici e progettuali e dei numerosi soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito al percorso amministrativo e autorizzativo che ha portato oggi all’avvio della fase realizzativa del progetto. La posa della prima pietra segna l’avvio della fase realizzativa e conclude il percorso preparatorio avviato nel 2024 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Comune di San Dorligo della Valle – Dolina ed Elettra Sincrotrone Trieste, cui sono seguiti gli studi di fattibilità, la progettazione dell’intervento, le valutazioni ambientali e il completamento dell’iter autorizzativo. Green Energy rappresenta uno dei principali investimenti programmati negli ultimi anni da Elettra Sincrotrone Trieste e contribuirà a rafforzare la sostenibilità energetica di una delle principali infrastrutture di ricerca italiane, utilizzata ogni anno da migliaia di ricercatori provenienti da oltre cinquanta Paesi. Con un investimento complessivo di circa 26,5 milioni di euro, il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 8,8 MWp, costituito da quasi 13.000 moduli bifacciali ad alta efficienza, in grado di produrre oltre 11.600 MWh di energia all’anno, contribuendo a coprire circa il 25% del fabbisogno energetico del Centro. Il parco fotovoltaico avrà inoltre una funzione che va oltre la produzione di energia. Un sistema avanzato di sensori consentirà di monitorare le prestazioni dei moduli e i principali parametri dell’impianto, permettendo di analizzarne e ottimizzarne la produzione in diverse condizioni operative. Il parco diventerà così anche un laboratorio di ricerca applicata sulle tecnologie energetiche, nel quale sperimentare, testare e migliorare soluzioni fotovoltaiche, anche in collaborazione con le aziende del settore, creando nuove opportunità di ricerca e innovazione nel campo delle energie rinnovabili. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che finanzia la realizzazione dell’impianto con 21 milioni di euro, e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha destinato 5,5 milioni di euro all’acquisizione della Cava Scoria. Il progetto è accompagnato inoltre da un articolato programma di recupero ambientale dell’area, con interventi di messa in sicurezza dei versanti, rimodellazione morfologica, rinaturalizzazione e valorizzazione paesaggistica, oltre alla realizzazione di un Centro visite e di una vedetta carsica destinati a favorire la conoscenza del progetto e del territorio. “La ricerca – dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini – è un potente motore di sviluppo e il progetto che prende avvio oggi a Trieste ne è un esempio concreto. Green Energy non sarà soltanto un impianto per produrre energia rinnovabile, ma un’infrastruttura al servizio della ricerca, per sperimentare e migliorare le tecnologie fotovoltaiche e sviluppare nuove soluzioni insieme alle università, agli enti di ricerca e alle imprese. È questo il modello che vogliamo sostenere: mettere in rete conoscenza, competenze e capacità produttiva, trasformando i risultati della ricerca in innovazione e in crescita per i territori. Per questo il Ministero dell’Università e della Ricerca ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, finanziandone la realizzazione con 21 milioni di euro. Un investimento nella ricerca, nella sostenibilità e nella capacità del nostro Paese di costruire oggi le tecnologie di cui avremo bisogno domani”. Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Con la posa della prima pietra del progetto Green Energy compiamo un passo importante per il futuro di Elettra Sincrotrone Trieste e della ricerca in Friuli Venezia Giulia. Elettra è un’eccellenza scientifica internazionale e sostenerne la crescita significa rafforzare la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Green Energy affronta una sfida strategica: aumentare l’autonomia energetica di un’infrastruttura fondamentale per la ricerca. La realizzazione dell’innovativo impianto fotovoltaico dimostra inoltre come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme. La Regione ha scelto di essere protagonista di questo percorso, stanziando 5,5 milioni di euro per l’acquisizione dell’area e gli interventi necessari. È un investimento concreto sulla ricerca, sull’innovazione e sulla sostenibilità del nostro sistema scientifico. Abbiamo inoltre accompagnato il progetto attraverso un efficace coordinamento istituzionale, favorendo la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: istituzioni capaci di fare squadra e creare le condizioni per realizzare opere strategiche. Green Energy guarda al futuro di Elettra, un futuro nel quale ricerca, innovazione, sostenibilità e autonomia energetica rappresentano leve fondamentali di competitività”. “Per Elettra l’energia non è soltanto un costo o una risorsa operativa, ma la condizione essenziale per garantire continuità alla ricerca e l’accesso alle nostre infrastrutture da parte della comunità scientifica internazionale – dichiara Giovanni Comelli, Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste -. Green Energy nasce anche da questa consapevolezza e ha una caratteristica per noi fondamentale: l’energia prodotta servirà alla ricerca svolta con Elettra 2.0 e FERMI, ma lo stesso parco fotovoltaico diventerà parte della nostra attività scientifica, un vero laboratorio a cielo aperto sulle tecnologie energetiche. C’è poi un altro aspetto al quale teniamo particolarmente: il rapporto con il territorio di cui Elettra è parte. Con questo progetto non ci limitiamo a recuperare un’area che ha concluso il proprio ciclo estrattivo, ma vogliamo restituirla al territorio con una funzione nuova. La Cava Scoria diventerà un luogo nel quale produzione di energia rinnovabile, ricerca e recupero ambientale convivono, ma anche uno spazio di conoscenza e divulgazione, aperto a tutti attraverso il Centro Visite e la Vedetta Elettra. Crediamo che un’infrastruttura di ricerca debba generare valore non soltanto attraverso i risultati scientifici, ma anche grazie al legame che costruisce con il territorio in cui opera. Green Energy rappresenta anche questo: trasformare un’esigenza concreta di Elettra in un’opportunità di ricerca, conoscenza e valorizzazione di un luogo che viene restituito alla comunità con una nuova identità”.
Comunicati Stampa Dai nostri campus
28.07.2026
Così le cellule “spengono” i loro interruttori molecolari
Una ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha contribuito a chiarire uno dei meccanismi fondamentali di funzionamento del sistema cellulare, cioè il processo attraverso cui determinate proteine – le Rho GTPasi, che regolano processi quali l’organizzazione del citoscheletro, il movimento cellulare e la comunicazione tra le cellule– si “disattivano” dopo aver svolto la loro funzione. Lo studio, coordinato dalle ricercatrici di Cnr-Iom Angela Parise e Alessandra Magistrato, è pubblicato sul Journal of the American Chemical Society (JACS). Le Rho GTPasi sono proteine che agiscono come interruttori molecolari: alternano uno stato “acceso” e uno “spento”. Quando questo sistema di regolazione viene alterato, possono svilupparsi diverse patologie, tra cui tumori e metastasi. Comprendere nel dettaglio come questi interruttori si attivano e si disattivano rappresenta quindi un’importante sfida per la biologia molecolare e la medicina. Grazie a simulazioni computazionali avanzate, che combinano dinamica molecolare classica e metodi quantistici, le ricercatrici sono riuscite a osservare con risoluzione atomica il meccanismo con cui la proteina RhoA origina la reazione chimica che determina il passaggio dalla forma attiva a quella inattiva. “Lo studio ha identificato un meccanismo finora sconosciuto”, spiega Angela Parise (Cnr-Iom), prima autrice dello studio. “Durante la reazione, una glutammina – un amminoacido presente nel sito attivo della proteina – cambia temporaneamente struttura, comportandosi come una sorta di navetta che trasferisce protoni e rende possibile la reazione chimica. Al termine del processo, l’ingresso di molecole d’acqua permette alla proteina di ritornare nella configurazione iniziale, pronta per un nuovo ciclo di attività. Questo modello risolve un dibattito aperto da anni sul funzionamento delle Rho GTPasi”. “Per noi è stato particolarmente importante riuscire a ricostruire, passo dopo passo, l’intero meccanismo della reazione. L’integrazione tra simulazioni molecolari avanzate e dati strutturali ci ha permesso di osservare passaggi fondamentali che finora erano rimasti invisibili e di proporre un nuovo meccanismo d’azione di queste proteine”, afferma Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del Cnr-Iom. “La possibilità di seguire il movimento degli atomi durante la reazione ci ha consentito di comprendere come la proteina riesca a disattivarsi e a tornare pronta per un nuovo ciclo. Si tratta di un approccio che potrà essere applicato anche allo studio di molte altre proteine coinvolte nella regolazione delle funzioni cellulari”. Applicare simulazioni molecolari avanzate allo studio di proteine e acidi nucleici coinvolti in processi patologici è proprio uno dei focus di ricerca del gruppo di ricerca del Cnr-Iom, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. (Ufficio Stampa del CNR)
Comunicati Stampa Dai nostri campus
23.07.2026
Dr. Schär inaugura a Trieste un nuovo impianto pilota R&D di ultima generazione
Dr. Schär compie un nuovo passo nella propria strategia di innovazione applicata alla nutrizione specifica inaugurando, nelle vicinanze del Dr. Schär R&D Centre nell’Area Science Park di Trieste, un impianto pilota ad alta tecnologia progettato per essere utilizzato anche con l’intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo dei prodotti e ottimizzare il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale, a supporto delle principali aree di attività dell’azienda, dal gluten-free alla medical nutrition, rafforzando il ruolo del Centro come riferimento internazionale per l’innovazione dell’azienda. Realizzato con un investimento di circa 1,2 milioni di euro, il nuovo impianto si estende su una superficie di 453 metri quadrati ed è completamente cablato e digitalizzato. La struttura consente di raccogliere e analizzare in modo integrato i dati provenienti dai diversi macchinari, facilitando un’evoluzione significativa nelle modalità di sviluppo e validazione delle formulazioni. In questo contesto, sviluppo tecnologico e attenzione alla sostenibilità convergono per sostenere l’evoluzione dei processi e garantire standard qualitativi sempre più elevati, in linea con la visione dell’azienda altoatesina: trasformare la nutrizione specifica in un’esperienza quotidiana capace di unire scienza, sicurezza e piacere del cibo. “Questo investimento rappresenta un passo significativo nel percorso di evoluzione del nostro modello di innovazione perché ci consente di rafforzare in modo concreto l’integrazione e la continuità tra ricerca e sviluppo industriale. Il nostro obiettivo è accelerare la trasformazione delle conoscenze in soluzioni applicabili su scala e ampliare ulteriormente il potenziale della nostra attività, anticipando le esigenze future della nutrizione specifica e contribuendo a guidarne l’evoluzione a livello globale.” – Virna Cerne, Senior Director of Global Research & Development del Dr. Schär R&D Centre. Il nuovo impianto pilota si inserisce in un ecosistema consolidato e altamente specializzato. Il Dr. Schär R&D Centre, inaugurato nel 2003, riunisce un team di 35 ricercatori impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, con competenze che spaziano dalla chimica degli alimenti alle biotecnologie, fino allo studio delle materie prime e all’implementazione di progetti agronomici. L’attività comprende anche l’individuazione di soluzioni per il packaging e la valutazione sensoriale dei prodotti, supportata da panel dedicati, e accompagna tutte le fasi, dalla progettazione dei prototipi fino allo scaling up nei 12 stabilimenti produttivi dell’azienda, includendo test su scala intermedia per verificare e ottimizzare le ricette prima della produzione industriale. “Questo approccio integrato ci consente di valorizzare appieno le competenze trasversali del nostro team, di lavorare su ambiti applicativi sempre più ampi e complessi e di ampliare progressivamente il nostro perimetro di azione – continua Cerne – In questo modo possiamo mettere le nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche al servizio di esigenze nutrizionali diverse, sviluppando soluzioni sempre più mirate, efficaci e rispondenti ai bisogni concreti delle persone.” Accanto al gluten-free, mercato in cui l’azienda è leader globale, la ricerca si estende anche alla medical nutrition, con lo sviluppo di prodotti a ridotto contenuto proteico per l’insufficienza renale e di soluzioni nutrizionali per diete chetogeniche, utilizzate nel trattamento di epilessie farmaco-resistenti e disordini metabolici, oltre a nuove aree emergenti di applicazione nutrizionale. Un impegno costante che si traduce in un patrimonio di know-how consolidato, testimoniato da 15 famiglie di brevetti (43 brevetti individuali) e in un approccio integrato che combina qualità nutrizionale, sicurezza, gusto e sostenibilità lungo l’intera filiera.
Dai nostri campus
18.06.2026
Delegazione del Kosovo, guidata dalla Ministra Kusari Lila, visita Area
Una delegazione della Repubblica del Kosovo guidata dalla Ministra dell’Industria, dell’Imprenditoria, del Commercio e dell’Innovazione, Mimoza Kusari Lila, ha visitato oggi Area Science Park con l’intento di conoscere le attività dell’ente nazionale di ricerca e approfondire il modello di sviluppo e gestione del suo parco scientifico e tecnologico. Assieme alla Ministra anche l’Ambasciatrice della Repubblica del Kosovo in Italia, Nita Shala, entramba a Trieste per partecipare al forum economico “Doing Business in Kosovo”, appuntamento dedicato al rafforzamento delle relazioni economiche, commerciali e degli investimenti tra il Kosovo e il Friuli Venezia Giulia. Ad accogliere la Ministra Kusari Lila e l’ambasciatrice Shala, la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo che ha illustrato il modello sviluppato da Area Science Park: un ecosistema di ricerca e innovazione consolidato che, di recente, ha integrato al suo interno infrastrutture di ricerca e tecnologiche. L’interesse della delegazione nasce dal progetto avviato dal Governo kosovaro per trasformare un’ampia area dismessa a Prizren in un ecosistema dell’innovazione capace di integrare ricerca, trasferimento tecnologico, imprenditorialità innovativa e attrazione di investimenti. La delegazione ha, inoltre, approfondito diversi aspetti: dalla logistica all’offerta di servizi, dalla sostenibilità alla gestione degli insediamenti. “Siamo stati lieti di poter accogliere oggi la delegazione del Kosovo e di condividere esperienze e buone prassi maturate e sperimentate in quasi cinquant’anni dall’istituzione dell’ente”, ha dichiarato la Presidente di Area Science Park, Caterina Petrillo. “Area può contare su una consolidata esperienza nel capacity building e nella condivisione di modelli, competenze e strumenti a supporto dello sviluppo di ecosistemi di ricerca e innovazione. Mettere questo patrimonio di conoscenze a disposizione di realtà impegnate in percorsi di trasformazione rappresenta per noi un’importante opportunità di collaborazione e scambio”.
Dai nostri campus Istituzionale
03.06.2026
Sviluppare un nuovo dispositivo per la diagnosi precoce del melanoma
Rendere la diagnosi precoce del melanoma più rapida e accessibile, realizzando un prototipo funzionante in laboratorio.  È l’obiettivo del progetto europeo “Thz-Skin Pathfinder Open”, finanziato dal programma Eic della Commissione Europea, che mira a rivoluzionare la diagnosi del melanoma, creando uno strumento portatile in grado di identificare le macchie pericolose della pelle in pochi secondi, senza bisogno di bisturi o biopsie. Il cancro della pelle causa oltre 36.000 morti all’anno nell’Unione Europea e anticiparne il prima la diagnosi è un fattore di prevenzione decisivo. Al progetto, coordinato dalla University of Eastern Finland, partecipa con un ruolo importante Elettra Sincrotrone Trieste, con il gruppo guidato da Giuseppe Cautero. L’idea di base è che le cellule sane e quelle malate reagiscano in modo differente se esposte alle onde elettromagnetiche nella regione spettrale del terahertz (radiazioni invisibili), a causa della diversa composizione chimica, del contenuto d’acqua e della struttura delle membrane. Il primo passo sarà mappare queste differenze per creare una libreria aperta di “impronte spettrali” dei tumori, che servirà ad addestrare algoritmi di intelligenza artificiale. Sviluppato a partire dal precedente progetto Attract, il sensore è composto da una matrice di risonatori micromeccanici, una sorta di micro molle che fungono da pixel. Quando investite dalle radiazioni terahertz, le molle si scaldano cambiando frequenza. Il risultato è un’immagine iperspettrale che rivela il “colore” della radiazione emessa dalla pelle, che può essere associato allo stato sano oppure malato delle cellule. Il team di Elettra si occupa della progettazione dell’elettronica di controllo e di acquisizione in grado di “ascoltare” in tempo reale i minimi cambiamenti di frequenza delle micro molle. La sfida principale nei prossimi quattro anni sarà sconfiggere il rumore di fondo, che rischia di coprire i segnali debolissimi emessi dalle cellule.
Dai nostri campus melanoma
29.05.2026
Giovanni Comelli nuovo Presidente di Elettra Sincrotrone
Il professor Giovanni Comelli è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Elettra Sincrotrone Trieste S.C.p.A., la società d’interesse nazionale senza fini di lucro che gestisce una delle più avanzate infrastrutture di ricerca al mondo basate sull’uso della luce di sincrotrone e dei laser a elettroni liberi. Professore ordinario di Fisica Sperimentale della Materia e Applicazioni all’Università degli Studi di Trieste, autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e attivo in numerosi programmi di ricerca e infrastrutture scientifiche nazionali ed europee, Comelli è stato designato membro del nuovo Consiglio di Amministrazione dal Ministro dell’Università e della Ricerca (MUR) On. Anna Maria Bernini e nominato Presidente dall’Assemblea dei soci. Raccoglie il testimone dal professor Alfonso Franciosi, entrato in quiescienza dall’Università di Trieste, che conclude un servizio di oltre vent’anni alla guida della società. Elettra Sincrotrone Trieste è partecipata da Area Science Park, socio di maggioranza con il 55 ,87% del capitale sociale, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (35,87%), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (4,62%) da Invitalia Partecipazioni S.p.A. (3,64%). “La nomina di Giovanni Comelli, componente designato dal MUR, alla Presidenza di Elettra Sincrotrone rappresenta una scelta di continuità e allo stesso tempo di sviluppo e rilancio per la Società” ha dichiarato la Presidente di Area Science Park, Caterina Petrillo che ha aggiunto “Con Giovanni Comelli si assicura ad Elettra un solido ruolo nel sistema della ricerca nazionale e una rinnovata prospettiva in chiave internazionale. Le sue competenze, unite a una solida visione strategica e una elevata apertura alla collaborazione, costituiscono elementi fondamentali per rafforzare le relazioni con Area Science Park. Ci aspettiamo di lavorare assieme a nuove progettualità e iniziative capaci di accrescere la competitività scientifica e tecnologica del Paese. Sono certa che il professor Comelli saprà contribuire in modo significativo a consolidare il ruolo di Trieste come punto di riferimento internazionale per la scienza e l’innovazione. Un ringraziamento speciale va al Presidente uscente Prof. Franciosi per aver guidato la società fino ad oggi”. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è ora composto dal professor Giovanni Comelli (Università degli Studi di Trieste), Presidente, dalla prof.ssa Anna Gregorio (Università degli Studi di Trieste), dalla dott.ssa Caterina Vozzi (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dal prof. Giorgio Rossi (Università degli Studi di Milano) e dal dott. Paolo Valente (Direttore della Sezione INFN di Roma). Il nuovo Collegio Sindacale nominato anch’esso dai Soci è composto dai sindaci effettivi dott. Gianpaolo Graberi (Presidente), dott. Francesco Battaglia, dott.ssa Sara Rossi, dott.ssa Gabriella Magurano e dott. Pietro Coluzzi, con il dott. Vittorio Pella e la dott.ssa Paola Rodighiero quali sindaci supplenti. Per entrambi gli organi viene garantita una significativa continuità rispetto alla composizione precedente, accompagnata dall’ingresso di nuove figure caratterizzate da elevate competenze scientifiche, accademiche e professionali.  
Dai nostri campus Istituzionale
26.05.2026
RNA: così le cellule elaborano le informazioni genetiche
Un gruppo di ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) di Trieste ha contribuito a chiarire uno dei processi più delicati e fondamentali della biologia cellulare: il modo in cui le cellule elaborano le informazioni genetiche contenute nell’RNA. Lo studio, pubblicato come ‘breakthrough article’ sulla prestigiosa rivista Nucleic Acids Research, è stato guidato da Pavlína Pokorná e Alessandra Magistrato del Cnr-Iom in collaborazione con il gruppo di Vla-dimir Pena del The Institute of Cancer Research di Londra. La ricerca si concentra sullo splicing dell’RNA, il meccanismo che permette alle cellule di “tagliare e ricombinare” le informazioni genetiche prima della produzione delle proteine. Quando questo processo non funziona correttamente, possono insorgere numerose malattie, tra cui tumori e patologie neurodege-nerative. Utilizzando simulazioni computazionali avanzate, il team è riuscito a osservare a livello atomistico come alcune molecole dell’RNA riescano a riconoscersi con estrema precisione all’interno della cellula. In particolare, è stato svelato il meccanismo molecolare finora sconosciuto, descritto dai ricercatori come una sorta di “molla caricata”: una struttura molecolare dove una molecola di RNA viene tenuta in uno stato di tensione da specifiche proteine (fattori di splicing) accumulando energia e quando tali proteine si dissociano la molecola di RNA sfrutta questa energia per il corretto riconoscimento delle sequenze genetiche dell’RNA messaggero. “Per noi è stato particolarmente interessante riuscire a collegare dati strutturali e simulazioni atomistiche, per caratterizzare passaggi intermedi del processo di riconoscimento di splicing che finora erano rimasti invisibili alle tecniche di biologia strutturale”, commenta Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del CNR-Istituto Officina dei Materiali (IOM) presso SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. “L’integrazione e la sinergia fra dati di biologia strutturale e avanzate simulazioni al computer ci permette di comprendere in modo accurato come funzionano sistemi biologici estremamente complessi e dinamici.”. “Per la prima volta siamo riusciti a visualizzare i processi dinamici dello splicing con tale livello di dettaglio ed è stato davvero affascinante osservare queste molecole all’opera.”, aggiunge Pavlína Po-korná, prima autrice dello studio. ”Il nostro approccio modellistico può fungere da guida per studi ana-loghi su altri processi cellulari, consentendoci di aggiungere ulteriori tasselli al nostro quadro di com-prensione dell’espressione genica”. Questa scoperta aiuta a comprendere meglio uno dei passaggi chiave dell’espressione genica e offre nuove prospettive per lo studio dei meccanismi molecolari coinvolti in molte malattie tra cui, in modo particolare, diversi tipi di tumore. Il gruppo di ricerca guidato da Alessandra Magistrato presso il Cnr-Iom e SISSA si occupa di studiare, tramite metodi computazionali avanzati, i meccanismi molecolari alla base di processi biologici rilevanti per la salute umana e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Il lavoro è stato sostenuto da Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro con un progetto Investigator Grant e le simulazioni sono state possibile grazie al supporto del centro di calcolo CINECA attraverso l’iniziativa ISCRA.
Comunicati Stampa Dai nostri campus RNA
07.05.2026
Gli studenti dell’Università di Leiden in visita in Area
Area Science Park ha aperto le porte del Campus di Basovizza a una delegazione internazionale composta da 39 studenti e 3 professori dell’Università di Leiden, Paesi Bassi. Il gruppo fa parte del Leidse Biologen Club, l’associazione studentesca che riunisce gli iscritti ai corsi di laurea triennale in Biologia e Bioinformatica e ai Master in Biologia. La visita a Trieste si inserisce in un viaggio di studio annuale che quest’anno tocca anche le città di Vienna e Graz. L’obiettivo del club è permettere ai futuri biologi di esplorare nuove opportunità professionali e scoprire come la ricerca accademica si traduca in applicazioni industriali e soluzioni concrete. Di grande interesse per gli studenti è risultata la varietà di progetti sviluppati nel parco scientifico, in virtù della concentrazione in un unico sito di diverse aziende e laboratori. Alle presentazioni delle attività di Area Science Park, CNR – IOM e della Piattaforma PRP (Pathogen Readiness Platform), sono seguite visite al Laboratorio di Microfabbricazione, Microsensing e Meccanobiologia (3M), al Laboratorio di Genomica ed Epigenomica (LAGE),  ad Alifax Research & Development Srl e alla Fondazione Italiana Fegato (FIF). “Per molti studenti è stata l’occasione di vedere da vicino laboratori e strumentazioni che normalmente si incontrano solo nei grandi centri di ricerca internazionali – sottolinea Federico Boscherini, direttore CNR-IOM -. È stato un piacere accogliere al campus studenti e studentesse provenienti da percorsi scientifici diversi e vedere il loro interesse per le tecnologie e le infrastrutture presenti qui a Basovizza. Le infrastrutture aperte del campus permettono proprio questo: condividere competenze, tecnologie e ambienti di ricerca avanzati con comunità scientifiche e formative internazionali”. Il soggiorno triestino del Leidse Biologen Club si è concluso con escursioni alla Grotta Gigante e in Val Rosandra.
Dai nostri campus Infrastrutture di ricerca
GLI EVENTI IN AREA SCIENCE PARK
Workshop, corsi, incontri e tavole rotonde a carattere scientifico e divulgativo
RUBRICHE VIDEO
Interviste e video racconti dal mondo della ricerca di Area Science Park