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Comunicati Stampa

Tutte le notizie da Area Science Park

28.10.2026
Dieci startup italiane incontrano negli USA i leader mondiali dell’innovazione
Cinque giornate di formazione, visite a poli globali della ricerca come Berkeley e grandi imprese tecnologiche come Microsoft e Bosch, oltre a incontri con esperti dell’innovazione e opportunità di networking con potenziali partner internazionali. Dal 26 al 30 ottobre dieci startup deep tech italiane fanno tappa negli Stati Uniti con una study visit tra San Francisco, la Silicon Valley e Seattle. Si tratta di una delle attività di accompagnamento imprenditoriale previste da Deep Tech Revolution, il programma di sostegno alle imprese innovative ad alta intensità scientifica e tecnologica creato dall’ente nazionale di ricerca Area Science Park. La missione ha l’obiettivo di mettere le startup in contatto diretto con alcuni dei principali ecosistemi mondiali della ricerca e dell’innovazione e favorire lo sviluppo di nuove relazioni industriali e commerciali. La study visit, che si svolge dal 26 al 30 ottobre, attraversa alcuni dei principali poli dell’innovazione statunitense, da San Francisco e dalla Silicon Valley fino a Seattle. Dopo una prima giornata di formazione dedicata all’ecosistema imprenditoriale americano, il percorso fa tappa al campus di Berkeley della University of California e al Lawrence Berkeley National Laboratory, due importanti centri di ricerca scientifica e tecnologica. Il programma comprende anche incontri con ricercatori della rete ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation), che riunisce scienziati e studiosi italiani attivi in Nord America, e visite a realtà come SRI International, centro di ricerca indipendente, e MBC BioLabs, specializzata nel supporto alle startup biotecnologiche. Sono inoltre previsti incontri differenziati in base ai settori di attività delle startup: quelle attive nelle scienze della vita visiteranno ImYoo, impresa biotech della Bay Area, mentre le startup impegnate nelle tecnologie per l’energia e il clima incontreranno i ricercatori del centro R&D di Bosch, con la possibilità di presentare i propri progetti al fondo di corporate venture capital del gruppo. La seconda parte della missione si svolge a Seattle, con tappe presso grandi gruppi internazionali come Microsoft e T-Mobile, oltre a una visita a 9Zero, hub dedicato alle tecnologie per il clima, e ai Washington Clean Energy Testbeds, centro specializzato nel supporto alla ricerca e alla commercializzazione di tecnologie per l’energia pulita. Nel corso delle cinque giornate sono previste anche sessioni di presentazione dei progetti imprenditoriali, momenti di networking e occasioni di confronto con potenziali partner industriali e investitori, per esplorare opportunità di collaborazione e sviluppo sul mercato statunitense. «Con Deep Tech Revolution vogliamo accompagnare le startup non soltanto nello sviluppo delle loro tecnologie, ma anche nel percorso che porta i risultati della ricerca verso il mercato», commenta Roberto Pillon, responsabile della Business Generation Unit di Area Science Park. «La study visit negli Stati Uniti è un’occasione per confrontarsi con alcuni dei principali ecosistemi internazionali dell’innovazione, conoscere modelli di sviluppo imprenditoriale e costruire relazioni con potenziali partner industriali, di ricerca, e investitori. Un passaggio importante per progetti ad alta intensità scientifica, che hanno bisogno di competenze, risorse e connessioni per crescere». I progetti delle dieci startup spaziano dalle scienze della vita alle tecnologie digitali avanzate, dalla ricerca sui nuovi materiali alla transizione energetica. Tra gli ambiti di applicazione figurano la robotica chirurgica e le tecnologie mediche, le biotecnologie per la produzione alimentare e lo sviluppo di nuove terapie, i sistemi di accumulo e conversione dell’energia, la superconduttività, le comunicazioni satellitari, la simulazione digitale e il quantum computing. Un insieme di settori ad alta intensità di ricerca, in cui lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche richiede competenze scientifiche specialistiche, infrastrutture avanzate e percorsi di trasferimento dalla ricerca al mercato.   Il programma e le startup Avviato operativamente a febbraio 2026, Deep Tech Revolution è il programma con cui Area Science Park sostiene lo sviluppo di progetti imprenditoriali basati su tecnologie di frontiera in quattro ambiti: scienze dei materiali, digitale avanzato, filiere energetiche verdi e scienze della vita. Il programma prevedeva inizialmente il finanziamento di cinque startup, selezionate attraverso un bando che aveva raccolto 80 candidature complete da 14 regioni italiane. A maggio, alla luce dell’elevato valore scientifico e tecnologico dei progetti presentati, Area Science Park ha deciso di raddoppiare la dotazione economica, portandola da 1 a 2 milioni di euro complessivi e consentendo l’accesso al programma ad altre cinque startup, individuate seguendo la graduatoria. Ciascuna delle dieci imprese beneficia di 200mila euro di sostegno, per metà sotto forma di contributo economico a fondo perduto e per metà attraverso servizi ad alta tecnologia per la ricerca e sviluppo e servizi di accompagnamento alla crescita. L’elemento distintivo del percorso, della durata di dodici mesi, è l’accesso alle infrastrutture di ricerca e ai laboratori avanzati di Area Science Park, tra cui quelli dedicati alla genomica ed epigenomica, alla microscopia elettronica e all’analisi dei materiali, oltre alle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni (HPC). A queste risorse si affiancano attività di formazione, capacity building, networking e internazionalizzazione, di cui la study visit negli Stati Uniti costituisce una delle tappe. La prima coorte, che ha avviato le attività a febbraio, comprende Soundsafe Care (Pisa), che sviluppa soluzioni robotiche basate sugli ultrasuoni per procedure chirurgiche non invasive; Yeastime (Roma), che utilizza gli ultrasuoni per migliorare la produttività delle coltivazioni di microalghe destinate ai settori alimentare, nutraceutico e biotecnologico; Novac (Modena), impegnata nello sviluppo di supercondensatori strutturali per l’accumulo di energia nella mobilità elettrica; Magnetic Future (Bologna), che lavora su interruttori superconduttori ad alta temperatura per applicazioni nell’energia e in altri settori avanzati; e  SatEnlight (Milano), che sviluppa tecnologie ottiche per aumentare velocità, affidabilità e sicurezza delle comunicazioni satellitari. A maggio si sono aggiunte LivGemini (Roma), che utilizza tecnologie digital twin per la diagnosi e la pianificazione personalizzata dei trattamenti degli aneurismi dell’aorta toracica; Antares Electrolysis (Genova), che sviluppa elettrolizzatori di nuova generazione per la produzione di idrogeno; DNAswitch (Padova), impegnata nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici per la malattia di Huntington; EMC Gems (Udine), specializzata in simulazioni elettromagnetiche avanzate e digital twin per la progettazione di dispositivi elettronici; e Rotonium (Padova), che lavora allo sviluppo di processori quantistici fotonici a temperatura ambiente.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
20.10.2026
Startup Marathon 2026 entra nel vivo
Centoventuno tra startup, spin-off e PMI innovative candidate da 41 organizzazioni di supporto all’impresa in tutta Italia, di cui 76 candidature al contest e 64 per il percorso Open Innovation con le grandi corporate partner dell’iniziativa. Si chiudono con numeri record le adesioni a Startup Marathon 2026, manifestazione promossa da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica per mettere in connessione le realtà innovative italiane con imprese, investitori e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione. Tra le 76 realtà candidate alla competizione, 53 hanno un TRL superiore a 5 e si trovano quindi in una fase più avanzata di sviluppo e accesso al mercato, mentre 23 sono startup early stage. Una distinzione introdotta per la prima volta nell’edizione 2026 con l’obiettivo di riconoscere esigenze e traiettorie differenti e offrire opportunità più coerenti con il grado di maturità delle imprese partecipanti. A candidarle sono stati 41 tra incubatori, acceleratori, università, parchi scientifici e tecnologici e altre organizzazioni impegnate nel supporto alla nascita e alla crescita di nuove imprese. Il format della manifestazione prevede infatti che siano queste realtà ad aderire formalmente al programma, presentando fino a un massimo di 2 imprese del proprio ‘roster’. Tra tutte le candidature, sono 33 le imprese selezionate per partecipare allo Startup Marathon Digital Day, in programma il 22 ottobre nell’ambito del DIGITALmeet. Nel corso della giornata le realtà in gara presenteranno i propri progetti attraverso video pitch, sottoposti alla valutazione di una giuria composta da rappresentanti dei promotori e dei partner della manifestazione, imprenditori, business angel, venture capitalist, manager ed esperti del mondo dell’innovazione. Il Digital Day rappresenterà il passaggio decisivo verso la fase finale della competizione: al termine delle valutazioni saranno individuate le 10 startup finaliste, chiamate a presentare dal vivo il proprio progetto il 17 novembre alla Startup Marathon Final Ten, ospitata nello spazio eventi della Tower Hall di UniCredit a Milano. Open Innovation B2B: 64 candidature per incontrare le corporate Accanto alla competizione, Startup Marathon 2026 conferma il programma Open Innovation B2B, pensato per mettere direttamente in relazione la domanda di innovazione delle aziende con le soluzioni sviluppate da startup, pmi innovative e progetti imprenditoriali provenienti dall’intero network della manifestazione. Sono 64 le candidature raccolte quest’anno per il percorso, in cui sono incluse 19 startup che si sono candidate per partecipare anche al contest. Le imprese innovative hanno presentato tecnologie e soluzioni in risposta alle aree di interesse indicate dalle corporate partner della manifestazione e, dopo la fase di valutazione, quelle maggiormente coerenti potranno accedere a incontri one-to-one con le aziende, con l’obiettivo di approfondire possibili collaborazioni, sperimentazioni e percorsi di sviluppo congiunto. «I numeri di questa edizione mostrano un ecosistema capace di esprimere progetti in fasi di sviluppo molto diverse, dalle tecnologie ancora in consolidamento fino a imprese già pronte a confrontarsi con il mercato e con partner industriali. È proprio su questa pluralità che abbiamo scelto di lavorare nel 2026, introducendo un percorso che distingue maggiormente le realtà early stage da quelle con un livello di maturità più elevato. Il Digital Day sarà il primo momento in cui questa varietà di competenze e tecnologie verrà messa a confronto con investitori, imprese ed esperti, mantenendo l’obiettivo che accompagna Startup Marathon fin dalla sua nascita: ridurre la distanza tra ricerca, innovazione e mercato», afferma Roberto Pillon, responsabile dell’Ufficio Generazione d’impresa di Area Science Park. I premi Anche nel 2026 i riconoscimenti messi in palio sono pensati per accompagnare le startup oltre la competizione, favorendo l’accesso a programmi di accelerazione, opportunità di networking, investitori e mercati internazionali. Alla startup prima classificata sarà offerta la partecipazione al programma di accelerazione UniCredit Start Lab. La vincitrice, insieme alla seconda e alla terza classificata, entrerà inoltre tra le realtà preselezionate per partecipare alla missione nazionale al CES di Las Vegas, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’innovazione e alle nuove tecnologie. L’edizione 2026 prevede inoltre diversi riconoscimenti speciali. La migliore startup, spin-off o PMI innovativa con una composizione sociale a maggioranza femminile potrà partecipare a un programma di accelerazione internazionale promosso da Area Science Park e Angels for Women. Novità di quest’anno è il premio destinato alla migliore startup early stage, che accederà a un percorso di accompagnamento dedicato realizzato da WDA. Debutta inoltre il Premio speciale AI, offferto dal CIAI – Consorzio Italiano Artificial Intelligence, rivolto alla realtà capace di utilizzare l’intelligenza artificiale come componente strategica e distintiva del proprio modello di business. Anche le organizzazioni che hanno candidato le imprese saranno coinvolte nella competizione attraverso una classifica basata sui risultati ottenuti dalle startup del proprio network. Alle prime tre classificate sarà offerto un accesso privilegiato all’Executive MBA in Business Innovation del MIB Trieste School of Management, opportunità riconosciuta anche a tutte le dieci startup che raggiungeranno la finale.  
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
09.10.2026
Dall’AI all’idrogeno: la ricerca al servizio della transizione energetica
Nel numero 3/2026 di Gestione Energia, la rivista di energy management pubblicata da FIRE – Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, il Direttore Generale di Area Science Park, Giorgio Graditi, interviene sui cambiamenti che stanno interessando il sistema energetico. Al centro dell’intervista ci sono alcune delle questioni centrali della transizione energetica: l’evoluzione delle reti elettriche e la loro capacità di integrare le fonti rinnovabili, ma anche il ruolo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale come strumenti per rendere più efficienti e flessibili i sistemi energetici. “L’IA può trasformare grandi quantità di dati in decisioni operative più rapide e migliori – spiega Graditi – e i gemelli digitali permettono di simulare il comportamento di impianti e reti e di valutare strategie di gestione prima di applicarle”. Un tema che apre una questione altrettanto rilevante: come conciliare le opportunità offerte dall’IA con la crescente domanda di energia dei data center? “La sostenibilità deve guidare l’intera filiera digitale”, continua Graditi. Un equilibrio da ricercare considerando non solo le prestazioni delle tecnologie, ma anche il loro consumo di risorse e il rapporto con le infrastrutture energetiche, per esempio evitando la concentrazione localizzata dei data center in poche aree congestionate. È in questo scenario che si inserisce il contributo di Area Science Park, Ente che collega ricerca, sperimentazione e adozione industriale, offrendo infrastrutture e competenze per validare le tecnologie in condizioni prossime a quelle reali. Anche grazie a infrastrutture come il data center ORFEO e all’attività di sviluppo di un ecosistema dedicato all’idrogeno rinnovabile, attraverso per esempio la partecipazione alla NAHV, il coordinamento del progetto NASCHA e le attività legate ai progetti H2SmartLab e i-Campus H2. L’obiettivo è creare le condizioni per verificare tecnologie e soluzioni, valutarne prestazioni e sostenibilità e favorirne il trasferimento alle filiere produttive. Leggi l’intervista completa o vai alla rivista Gestione Energia.
Comunicati Stampa Infrastrutture tecnologiche
14.09.2026
A Trieste la XVIII edizione del Congresso Multinazionale di Microscopia
La XVIII edizione del Multinational Congress on Microscopy (18MCM), uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla microscopia e alle sue applicazioni più avanzate, si terrà a Trieste dal 12 al 17 settembre 2027. A candidare il capoluogo giuliano la Società Italiana di Scienze Microscopiche (SISM) in collaborazione con Area Science Park e, in particolare, con il suo Laboratorio di Microscopia Elettronica, costruito su un consolidato patrimonio di competenze, strumentazione innovativa e relazioni internazionali. Si stima che il congresso porterà a Trieste oltre 400 partecipanti tra ricercatori e giovani studiosi provenienti da tutta Europa, un’affluenza simile a quella registrata nell’edizione precedente, tenutasi a Portorose (Slovenia) nel settembre 2025. “Ospitare a Trieste la XVIII edizione del Multinational Congress on Microscopy rappresenta un importante riconoscimento della comunità scientifica del territorio e conferma il ruolo della città come polo internazionale della ricerca, fondato su un ecosistema di eccellenza e di solide collaborazioni», dichiara la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo, che aggiunge «Per l’Ente che presiedo il congresso è una conferma dell’eccellenza del percorso intrapreso negli ultimi anni, che ha visto importanti investimenti in infrastrutture e competenze dedicate alla scienza dei materiali e alla microscopia elettronica avanzata. Un impegno riconosciuto anche a livello europeo, come dimostra il recente successo del progetto Microscopy Europe che ha superato le soglie della valutazione europea ed è stato inserito nella Roadmap ESFRI 2026. Microscopy Europe sarà la prima infrastruttura europea distribuita dedicata alla microscopia elettronica avanzata per la caratterizzazione dei materiali su scala atomica. Area Science Park ha partecipato alla progettazione, ha contribuito e contribuirà nei prossimi 10 anni allo sviluppo del programma scientifico”. Il Multinational Congress on Microscopy è una piattaforma di scambio scientifico, tecnologico e formativo di rilevanza internazionale. “La XVIII edizione del Multinational Congress on Microscopy sarà un’occasione importante per riunire a Trieste la comunità internazionale della microscopia e mettere a confronto i più recenti sviluppi scientifici e tecnologici del settore” sottolinea Regina Ciancio, Responsabile del Laboratorio di Microscopia Elettronica di Area Science Park e Chair del Congresso. “Il programma spazierà dalla scienza dei materiali alle scienze della vita, con particolare attenzione alle nuove frontiere della microscopia avanzata, alla strumentazione e alle metodologie emergenti. Grande spazio sarà, inoltre, dedicato ai giovani ricercatori, alla formazione e al dialogo tra ricerca, infrastrutture scientifiche e industria”. Per maggiori informazioni sul 18MCM visita la pagina Home | 18MCM.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
11.09.2026
Green Energy: prima pietra del progetto di Elettra a Cava Scoria
Si è svolta oggi, presso la Cava Scoria, la cerimonia di presentazione del progetto Green Energy e della posa simbolica della prima pietra del parco fotovoltaico che verrà realizzato da Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca di interesse nazionale con sede nel campus di Area Science Park, finalizzato a rafforzare la sostenibilità energetica della propria infrastruttura di ricerca e a recuperare un’area estrattiva situata tra i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle – Dolina. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini, in rappresentanza del Ministro Anna Maria Bernini, il Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste Giovanni Comelli, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il Sindaco di San Dorligo della Valle – Dolina Aleksander Coretti. Hanno inoltre partecipato circa 200 invitati, tra rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, della comunità scientifica, delle università, degli enti di ricerca, dei professionisti che hanno curato gli aspetti tecnici e progettuali e dei numerosi soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito al percorso amministrativo e autorizzativo che ha portato oggi all’avvio della fase realizzativa del progetto. La posa della prima pietra segna l’avvio della fase realizzativa e conclude il percorso preparatorio avviato nel 2024 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Comune di San Dorligo della Valle – Dolina ed Elettra Sincrotrone Trieste, cui sono seguiti gli studi di fattibilità, la progettazione dell’intervento, le valutazioni ambientali e il completamento dell’iter autorizzativo. Green Energy rappresenta uno dei principali investimenti programmati negli ultimi anni da Elettra Sincrotrone Trieste e contribuirà a rafforzare la sostenibilità energetica di una delle principali infrastrutture di ricerca italiane, utilizzata ogni anno da migliaia di ricercatori provenienti da oltre cinquanta Paesi. Con un investimento complessivo di circa 26,5 milioni di euro, il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 8,8 MWp, costituito da quasi 13.000 moduli bifacciali ad alta efficienza, in grado di produrre oltre 11.600 MWh di energia all’anno, contribuendo a coprire circa il 25% del fabbisogno energetico del Centro. Il parco fotovoltaico avrà inoltre una funzione che va oltre la produzione di energia. Un sistema avanzato di sensori consentirà di monitorare le prestazioni dei moduli e i principali parametri dell’impianto, permettendo di analizzarne e ottimizzarne la produzione in diverse condizioni operative. Il parco diventerà così anche un laboratorio di ricerca applicata sulle tecnologie energetiche, nel quale sperimentare, testare e migliorare soluzioni fotovoltaiche, anche in collaborazione con le aziende del settore, creando nuove opportunità di ricerca e innovazione nel campo delle energie rinnovabili. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che finanzia la realizzazione dell’impianto con 21 milioni di euro, e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha destinato 5,5 milioni di euro all’acquisizione della Cava Scoria. Il progetto è accompagnato inoltre da un articolato programma di recupero ambientale dell’area, con interventi di messa in sicurezza dei versanti, rimodellazione morfologica, rinaturalizzazione e valorizzazione paesaggistica, oltre alla realizzazione di un Centro visite e di una vedetta carsica destinati a favorire la conoscenza del progetto e del territorio. “La ricerca – dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini – è un potente motore di sviluppo e il progetto che prende avvio oggi a Trieste ne è un esempio concreto. Green Energy non sarà soltanto un impianto per produrre energia rinnovabile, ma un’infrastruttura al servizio della ricerca, per sperimentare e migliorare le tecnologie fotovoltaiche e sviluppare nuove soluzioni insieme alle università, agli enti di ricerca e alle imprese. È questo il modello che vogliamo sostenere: mettere in rete conoscenza, competenze e capacità produttiva, trasformando i risultati della ricerca in innovazione e in crescita per i territori. Per questo il Ministero dell’Università e della Ricerca ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, finanziandone la realizzazione con 21 milioni di euro. Un investimento nella ricerca, nella sostenibilità e nella capacità del nostro Paese di costruire oggi le tecnologie di cui avremo bisogno domani”. Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Con la posa della prima pietra del progetto Green Energy compiamo un passo importante per il futuro di Elettra Sincrotrone Trieste e della ricerca in Friuli Venezia Giulia. Elettra è un’eccellenza scientifica internazionale e sostenerne la crescita significa rafforzare la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Green Energy affronta una sfida strategica: aumentare l’autonomia energetica di un’infrastruttura fondamentale per la ricerca. La realizzazione dell’innovativo impianto fotovoltaico dimostra inoltre come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme. La Regione ha scelto di essere protagonista di questo percorso, stanziando 5,5 milioni di euro per l’acquisizione dell’area e gli interventi necessari. È un investimento concreto sulla ricerca, sull’innovazione e sulla sostenibilità del nostro sistema scientifico. Abbiamo inoltre accompagnato il progetto attraverso un efficace coordinamento istituzionale, favorendo la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: istituzioni capaci di fare squadra e creare le condizioni per realizzare opere strategiche. Green Energy guarda al futuro di Elettra, un futuro nel quale ricerca, innovazione, sostenibilità e autonomia energetica rappresentano leve fondamentali di competitività”. “Per Elettra l’energia non è soltanto un costo o una risorsa operativa, ma la condizione essenziale per garantire continuità alla ricerca e l’accesso alle nostre infrastrutture da parte della comunità scientifica internazionale – dichiara Giovanni Comelli, Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste -. Green Energy nasce anche da questa consapevolezza e ha una caratteristica per noi fondamentale: l’energia prodotta servirà alla ricerca svolta con Elettra 2.0 e FERMI, ma lo stesso parco fotovoltaico diventerà parte della nostra attività scientifica, un vero laboratorio a cielo aperto sulle tecnologie energetiche. C’è poi un altro aspetto al quale teniamo particolarmente: il rapporto con il territorio di cui Elettra è parte. Con questo progetto non ci limitiamo a recuperare un’area che ha concluso il proprio ciclo estrattivo, ma vogliamo restituirla al territorio con una funzione nuova. La Cava Scoria diventerà un luogo nel quale produzione di energia rinnovabile, ricerca e recupero ambientale convivono, ma anche uno spazio di conoscenza e divulgazione, aperto a tutti attraverso il Centro Visite e la Vedetta Elettra. Crediamo che un’infrastruttura di ricerca debba generare valore non soltanto attraverso i risultati scientifici, ma anche grazie al legame che costruisce con il territorio in cui opera. Green Energy rappresenta anche questo: trasformare un’esigenza concreta di Elettra in un’opportunità di ricerca, conoscenza e valorizzazione di un luogo che viene restituito alla comunità con una nuova identità”.
Comunicati Stampa Dai nostri campus
10.09.2026
Premio Bernardo Nobile: al via la XXI edizione
Area Science Park bandisce la XXI edizione del Premio Bernardo Nobile, iniziativa dedicata alla valorizzazione di studi sull’utilizzo e l’analisi delle informazioni connesse alla proprietà intellettuale, che, in questa nuova edizione, estende il proprio ambito di interesse all’impiego dell’intelligenza artificiale e al suo impatto sui processi inventivi e creativi. Il Premio è dedicato alla memoria di Bernardo Nobile, fondatore e primo responsabile del Centro PatLib di Area Science Park. Nel corso degli anni, l’iniziativa si è affermata come strumento di incentivo e promozione per l’approfondimento e la valorizzazione del patrimonio informativo rappresentato dai brevetti e, più in generale, per lo studio di strumenti e metodologie capaci di supportare i processi di ricerca e innovazione. La XXI edizione mantiene questo spirito originario, aggiornandone i contenuti alla luce delle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ricerca, dell’innovazione e della proprietà intellettuale, a partire dal ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nell’accesso e nell’elaborazione delle informazioni e nei processi inventivi e creativi. L’iniziativa, realizzata con il coinvolgimento dell’Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali (AIDB), assegnerà 4 premi in denaro, del valore di 2.500 euro ciascuno, ad altrettanti laureati e/o dottori di ricerca. Le tesi candidate dovranno rientrare in una delle seguenti categorie: Categorie n. 1 e n. 2, dedicate rispettivamente a tesi di laurea magistrale o specialistica e a tesi di dottorato di ricerca che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nell’elaborazione di fonti bibliografiche e informative, finalizzate alla definizione dello stato dell’arte scientifico e tecnologico, con particolare riferimento ai dati e alle informazioni contenuti nei documenti brevettuali; Categoria n. 3, riservata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano analizzato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto del processo inventivo e della tutela e gestione delle invenzioni, valutandone i benefici per l’inventore e/o per il management della proprietà intellettuale e approfondendone gli aspetti etici, legali e/o morali; Categoria n. 4, dedicata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del processo creativo delle opere dell’ingegno umano, analizzandone gli aspetti etici, legali e/o morali. Gli ambiti considerati comprendono scienze, letteratura, musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, radiodiffusione, programmi per elaboratore e banche dati. Il bando si rivolge a laureati e dottori di ricerca che abbiano conseguito il proprio titolo presso un’università italiana da non più di tre anni alla data di scadenza. Le tesi, redatte in lingua italiana o inglese, dovranno essere coerenti con l’oggetto delle categorie previste dal bando. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 26 ottobre 2026. Il bando completo e la documentazione necessaria per presentare la candidatura sono disponibili nella pagina dedicata al Premio Bernardo Nobile.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
09.09.2026
H2SmartLab: al via la gara per il nuovo laboratorio sull’idrogeno rinnovabile
Area Science Park avvia una procedura aperta telematica per l’affidamento della fornitura e della posa in opera delle attrezzature e degli impianti destinati al laboratorio APSU/H2SmartLab, che sarà realizzato nel Campus di Basovizza. Il progetto H2SmartLab prevede la creazione di un laboratorio dimostratore dedicato alla produzione, allo stoccaggio e all’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile, finalizzato allo studio di sistemi energetici resilienti anche attraverso lo sviluppo di un gemello digitale. Il laboratorio è stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e rappresenta uno dei tasselli per la crescita dell’ecosistema dell’idrogeno nell’area Nord Adriatico. La nuova infrastruttura contribuirà a rafforzare l’interazione tra ricerca e industria, mettendo a disposizione delle imprese competenze, servizi e infrastrutture per attività di ricerca e sviluppo, simulazione avanzata, intelligenza artificiale e digital twin. L’importo a base di gara è pari a 3.109.653,43 euro (più IVA), comprensivo degli oneri per la sicurezza e al netto dell’IVA. La procedura, identificata dal codice G24732, sarà gestita attraverso la piattaforma UnityFVG e aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per l’8 ottobre 2026.
Comunicati Stampa Infrastrutture tecnologiche
08.09.2026
HPC4SME: il supercalcolo a disposizione delle PMI del FVG
Area Science Park lancia HPC4SME, la call che offre alle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia infrastrutture tecnologiche avanzate, servizi specialistici e contributi economici per verificare la fattibilità tecnica, le prestazioni e l’utilità di nuove soluzioni digitali, prima della loro adozione in azienda o messa in produzione. L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza diffusa tra le PMI: molte imprese hanno, infatti, idee, prototipi, modelli, software o dataset che richiedono capacità di calcolo avanzate, non sempre disponibili internamente. HPC4SME sostiene proprio questa fase di sperimentazione, offrendo alle aziende l’accesso a ORFEO, il data center di Area Science Park a Trieste: un’infrastruttura modulare ad alte prestazioni progettata per supportare la ricerca scientifica avanzata e l’innovazione industriale. All’accesso all’infrastruttura si affiancano i servizi specialistici e il supporto tecnico di Area Science Park, necessari per utilizzare efficacemente le risorse disponibili e accompagnare l’impresa nella gestione del progetto, raccordando fabbisogni aziendali, attività e servizi attivati. Il percorso comprende inoltre una valutazione del livello di Information Security dell’impresa, per un’adozione più consapevole e sicura di dati, sistemi e processi digitali. La call sostiene progetti sperimentali che prevedono, tra l’altro, l’analisi di grandi quantità di dati aziendali, simulazioni e calcoli complessi, la validazione digitale di soluzioni e prodotti prima della loro realizzazione fisica, il test di soluzioni di intelligenza artificiale, la sperimentazione di Large Language Models su documentazione tecnica e basi informative aziendali, oltre allo sviluppo di API, microservizi e applicazioni containerizzate in ambiente Kubernetes. Ogni progetto deve comprendere almeno tre servizi, scelti da un catalogo che include, tra gli obbligatori, Innovation Management e Information Security, a cui si aggiunge almeno un servizio tecnologico – dal computing e storage su infrastruttura HPC all’inferenza su Large Language Models, fino a Kubernetes su infrastruttura HPC. L’accesso a HPC4SME si articola in due fasi: una Call to Action, ovvero un confronto tecnico preliminare con Area Science Park per mettere a fuoco il progetto, verificarne la coerenza con le finalità del bando e individuare i servizi più adatti; la successiva domanda di contributo, con cui l’impresa presenta in modo dettagliato attività, risultati attesi, personale coinvolto ed eventuali consulenze specialistiche. Possono partecipare le piccole e medie imprese con sede operativa o filiale attiva in Friuli Venezia Giulia, o che si impegnano ad attivarla entro i termini previsti dall’avviso. La dotazione complessiva della call è di 450.000 euro, con valutazione a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni progetto, della durata massima di 8 mesi, deve avere un valore complessivo compreso tra 30.000 e 100.000 euro: i servizi erogati da Area Science Park sono coperti al 100% del loro valore attraverso un contributo in natura, mentre le spese sostenute dall’impresa per personale interno e consulenze specialistiche possono beneficiare di un contributo in denaro pari all’80% delle spese ammissibili, a fondo perduto. Tutte le informazioni sulla call e sulle scadenze sono disponibili a questo link.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
31.07.2026
Area ospiterà tre ricercatori kenyoti presso le proprie infrastrutture di ricerca
Sono tre i ricercatori/le ricercatrici kenyote che potranno svolgere attività scientifica presso i laboratori e le infrastrutture di ricerca di Area Science Park grazie a un contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca che l’Ente ha ottenuto partecipando a un bando competitivo nell’ambito degli investimenti del PNRR. In particolare, i tre ricercatori/ricercatrici selezionati saranno ospitati a Trieste per tre mesi e potranno svolgere attività di ricerca presso PRP@CERIC, l’infrastruttura altamente specializzata per lo studio di agenti patogeni emergenti, operando su ORFEO, centro per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) di Area Science Park. Le attività riguarderanno lo sviluppo di strumenti per l’analisi dei dati genomici, lo studio dell’efficienza dei modelli di intelligenza artificiale generativa e la realizzazione di nuove simulazioni numeriche. L’iniziativa MUR rappresenta un’attuazione concreta della cooperazione scientifica prevista dal Piano Mattei per l’Africa e degli strumenti di cooperazione bilaterale sottoscritti tra Italia e Kenya nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha infatti promosso e finanziato con 500.000 euro un’iniziativa nazionale sperimentale di mobilità internazionale che consentirà a ricercatori di nazionalità kenyota di svolgere attività di ricerca presso infrastrutture di eccellenza finanziate dal PNRR. Il programma coinvolge complessivamente 13 enti e istituzioni della ricerca italiana, con il finanziamento di 19 progetti e 48 slot trimestrali di mobilità. Diversi gli ambiti scientifici interessati dalle assegnazioni, che riguardano alcuni dei settori più strategici per la ricerca italiana: dalla biodiversità alle tecnologie quantistiche, dall’high performance computing e big data alle terapie geniche e farmaci a RNA. Questa azione contribuirà allo sviluppo di collaborazioni tra Area Science Park e le istituzioni scientifiche kenyote di riferimento.
Comunicati Stampa Istituzionale
28.07.2026
Così le cellule “spengono” i loro interruttori molecolari
Una ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha contribuito a chiarire uno dei meccanismi fondamentali di funzionamento del sistema cellulare, cioè il processo attraverso cui determinate proteine – le Rho GTPasi, che regolano processi quali l’organizzazione del citoscheletro, il movimento cellulare e la comunicazione tra le cellule– si “disattivano” dopo aver svolto la loro funzione. Lo studio, coordinato dalle ricercatrici di Cnr-Iom Angela Parise e Alessandra Magistrato, è pubblicato sul Journal of the American Chemical Society (JACS). Le Rho GTPasi sono proteine che agiscono come interruttori molecolari: alternano uno stato “acceso” e uno “spento”. Quando questo sistema di regolazione viene alterato, possono svilupparsi diverse patologie, tra cui tumori e metastasi. Comprendere nel dettaglio come questi interruttori si attivano e si disattivano rappresenta quindi un’importante sfida per la biologia molecolare e la medicina. Grazie a simulazioni computazionali avanzate, che combinano dinamica molecolare classica e metodi quantistici, le ricercatrici sono riuscite a osservare con risoluzione atomica il meccanismo con cui la proteina RhoA origina la reazione chimica che determina il passaggio dalla forma attiva a quella inattiva. “Lo studio ha identificato un meccanismo finora sconosciuto”, spiega Angela Parise (Cnr-Iom), prima autrice dello studio. “Durante la reazione, una glutammina – un amminoacido presente nel sito attivo della proteina – cambia temporaneamente struttura, comportandosi come una sorta di navetta che trasferisce protoni e rende possibile la reazione chimica. Al termine del processo, l’ingresso di molecole d’acqua permette alla proteina di ritornare nella configurazione iniziale, pronta per un nuovo ciclo di attività. Questo modello risolve un dibattito aperto da anni sul funzionamento delle Rho GTPasi”. “Per noi è stato particolarmente importante riuscire a ricostruire, passo dopo passo, l’intero meccanismo della reazione. L’integrazione tra simulazioni molecolari avanzate e dati strutturali ci ha permesso di osservare passaggi fondamentali che finora erano rimasti invisibili e di proporre un nuovo meccanismo d’azione di queste proteine”, afferma Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del Cnr-Iom. “La possibilità di seguire il movimento degli atomi durante la reazione ci ha consentito di comprendere come la proteina riesca a disattivarsi e a tornare pronta per un nuovo ciclo. Si tratta di un approccio che potrà essere applicato anche allo studio di molte altre proteine coinvolte nella regolazione delle funzioni cellulari”. Applicare simulazioni molecolari avanzate allo studio di proteine e acidi nucleici coinvolti in processi patologici è proprio uno dei focus di ricerca del gruppo di ricerca del Cnr-Iom, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. (Ufficio Stampa del CNR)
Comunicati Stampa Dai nostri campus
23.07.2026
IP4FVG-EDIH: oltre 1.140 servizi per la trasformazione digitale delle imprese
Trasformare le risorse pubbliche in un intervento concreto a favore della competitività del sistema produttivo, grazie a servizi ad elevato valore aggiunto per accelerare la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese e favorire l’adozione di tecnologie in ambiti sempre più strategici che vanno dall’Intelligenza Artificiale al Calcolo ad alte prestazioni, alla Cybersecurity. È quanto realizzato da IP4FVG-EDIH, l’European Digital Innovation Hub del Friuli Venezia Giulia progetto PNRR (M4C2 I2.3) finanziato da Next Generation EU, grazie ad un partenariato coordinato da Area Science Park che ha riunito i principali attori dell’ecosistema territoriale dell’innovazione (APE FVG, DITEDI, TEC4I FVG, LEF, Polo Tecnologico Alto Adriatico, SISSA, SMACT, Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste) e al supporto strategico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. I numeri rendono bene l’idea del lavoro svolto: IP4FVG-EDIH ha erogato servizi specialistici per un valore complessivo di 4.483.500 euro impiegando integralmente i 3.888.992 euro di risorse PNRR assegnate dal MIMIT per il cofinanziamento dei servizi alle imprese. Il settore manifatturiero, in particolare, ha ricevuto oltre 1,9 milioni di euro di servizi. Complessivamente, i soggetti beneficiari sono stati 328: 301 PMI (247 micro e piccole imprese e 54 medie), 19 grandi imprese e 8 pubbliche amministrazioni. Nel corso del progetto sono stati forniti 1.144 servizi, articolati in percorsi personalizzati di trasformazione digitale e verde, quasi il 92% dei quali destinati alle PMI. “L’approccio adottato da IP4FVG-EDIH – sottolinea Martina Terconi, coordinatrice del progetto – è stato quello di offrire a imprese e pubbliche amministrazioni percorsi di innovazione mirati, piuttosto che puntare sull’erogazione di singoli interventi, combinando assessment specialistici, formazione di alto livello, sperimentazione per la prova prima dell’investimento e consulenza per l’innovazione tecnologica. L’obiettivo perseguito è stato quello di innescare processi di trasformazione digitale e verde con un impatto misurabile sul sistema produttivo e sul territorio”. Dal punto di vista della distribuzione geografica, il Friuli Venezia Giulia è stato il principale beneficiario dell’iniziativa: circa il 73% del cofinanziamento PNRR, pari a 2,85 milioni di euro, è stato destinato a imprese regionali. Sul territorio sono stati erogati, infatti, 868 servizi, contribuendo a rafforzare l’ecosistema locale dell’innovazione, pur mantenendo un’apertura verso aziende provenienti da tutta Italia. “Questi risultati sono il frutto del lavoro congiunto del partenariato e della capacità di mettere a sistema competenze specialistiche, infrastrutture tecnologiche e servizi ad alto valore aggiunto”, conclude Terconi. Tra i percorsi erogati da Area Science Park – per un valore complessivo di oltre 736 mila euro -, particolare rilievo hanno assunto quelli dedicati alla cybersecurity e al calcolo ad alte prestazioni (HPC), due tecnologie chiave per la trasformazione digitale. I percorsi di cybersecurity hanno coinvolto 17 imprese, per un valore complessivo di oltre 115 mila euro, mentre i servizi HPC hanno supportato 13 progetti di simulazione avanzata, ottimizzazione e AI, con oltre 133 mila euro di valore. Accanto ai servizi specialistici, Area Science Park ha promosso anche percorsi strutturati come Scale-Up Lab e Open Innovation@IP4FVG, favorendo la crescita di 18 startup innovative e la collaborazione tra domanda e offerta di innovazione con la realizzazione di 5 PoC in ambiti quali cybersecurity, realtà virtuale immersiva per la formazione medica specialistica, digital twin e modellazione predittiva in ambito ambientale, IA semantica, IoT e analytics predittivi. Il progetto, infine, ha trovato riconoscimento anche a livello europeo. IP4FVG-EDIH ha infatti partecipato all’EDIH Summit 2026 di Bruxelles, dedicato al rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione nell’intelligenza artificiale, dove è stato individuato dalla Direzione Generale CONNECT della Commissione europea come esempio di best practice nell’ambito dell’ecosistema manifatturiero degli European Digital Innovation Hub. Maggiori dettagli sui risultati del progetto sono disponibili nella dashboard interattiva, che consente di consultare dati e indicatori relativi ai servizi erogati, ai beneficiari coinvolti e agli ambiti di intervento: vai alla dashboard.   Il progetto IP4FVG-EDIH è finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 2 (M4C2) – Investimento 2.3 – Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria (finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU). Partner: Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park; APE FVG – Agenzia per l’energia del Friuli Venezia Giulia; DITEDI – Cluster Tecnologie Digitali; Friuli Innovazione – TEC4I FVG; Lean Experience Factory; Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani; SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati; SMACT Competence Center; Università degli Studi di Udine; Università degli Studi di Trieste.
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08.07.2026
Blue Economy: con BEST 4.0 passi avanti nella Transizione Digitale e l’AI
Applicare alla Blue Economy i principi chiave di Industria 4.0, aiutando le piccole e medie imprese che operano sulle due sponde della costa adriatica a innovare prodotti e processi di produzione puntando al progresso tecnologico, alla digitalizzazione e a forme di sviluppo sostenibile compatibili con l’ambiente. È questo l’obiettivo del progetto BEST 4.0, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Croazia 2021–2027, che mira a sostenere l’introduzione delle tecnologie avanzate nei settori dell’economia blu attraverso i Digital Innovation Hubs per ridurre le distanze in termini di innovazione all’interno dell’area italo-croata. Il percorso ha coinvolto ben centosessanta piccole e medie imprese in auditing aziendali volti a misurarne il livello di maturità tecnologica, tra le quali individuare quelle a cui destinare percorsi mirati di miglioramento aziendale e innovazione, introducendo soluzioni tecnologiche ed evolute e sviluppando nuove competenze digitali. Per quanto riguarda le realtà con sede in Friuli-Venezia Giulia, la collaborazione di Area Science Park con il Maritime Technology Cluster FVG ha permesso a venti imprese di ricevere un audit gratuito, propedeutico all’accesso al catalogo dei servizi specialistici del progetto. Dopo una fase di call per l’accesso ai servizi completamente finanziati, il programma è ora arrivato alla fase operativa di erogazione dei servizi alle imprese da parte di Area Science Park, partner del progetto. Per presentare i risultati delle prime attività realizzate è stato organizzato il 22 giugno in Area Science Park un “Dissemination day” dal titolo “Intelligenza Artificiale per le PMI: percezioni, consapevolezza e proposte”. L’evento, diviso in due parti, ha visto la partecipazione di esperti di settore in una tavola rotonda dal titolo ‘provocatorio’ “L’Intelligenza Artificiale in azienda serve davvero?”. È stata un’occasione per discutere punti di vista culturali, etici e manageriali sulle effettive potenzialità dello strumento. Durante l’evento è stato presentato il percorso di affiancamento, condotto in sinergia con i consulenti di infoFactory, partito dalla mappatura delle esigenze legate all’adozione dell’Intelligenza Artificiale. Dall’analisi di diverse realtà del territorio operanti in molteplici settori produttivi specializzati nella Blue Economy in particolare della filiera nautica e industriale, sono emersi alcuni bisogni trasversali e prioritari, come la necessità di ridurre il lavoro manuale sui dati, accelerare il reperimento delle informazioni, prendere decisioni strategiche basate su dati migliori e preservare il know-how aziendale valorizzando le risorse già esistenti. Tra le quarantadue proposte di intervento concrete scaturite da questa mappatura, sono state individuate alcune categorie tecnologiche ricorrenti, tra cui spiccano i sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation) su documentazione tecnica/normativa, l’uso di rapporti digitali con trascrizione vocale, l’ottimizzazione dei processi di progettazione e il monitoraggio di progetti e scadenze. L’aspetto più rilevante emerso dall’analisi riguarda la concretezza del programma: ben il cinquantacinque per cento delle proposte raccolte presenta infatti una fattibilità alta o molto alta, dimostrando che oltre la metà del lavoro mappato è realizzabile fin da subito e non costituisce una semplice esplorazione di idee. Oltre alle attività di “Dimostrazione e testing” condotte in sinergia con i consulenti di infoFactory, è stata fornita una prima informativa di possibili bandi pubblici a cui candidare i progetti pilota emersi durante l’attività di analisi. I prossimi passi del progetto BEST 4.0 prevedono il coinvolgimento di Area Science Park, tra le altre attività, nella realizzazione di un nuovo catalogo di servizi da poter erogare alle PMI in base alle esperienze maturate in questi due anni di attività.
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