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Comunicati Stampa

Tutte le notizie da Area Science Park

15.04.2026
Studio degli agenti patogeni emergenti: si conclude con successo PRP@CERIC
L’ambizioso progetto Pathogen Readiness Platform for CERIC-ERIC Upgrade – PRP@CERIC, si chiude centrando tutti i suoi obiettivi e rispettando le stringenti tempistiche europee, lasciando in eredità all’infrastruttura di ricerca CERIC-ERIC l’ampliamento della sua mission come piattaforma d’eccellenza per lo studio degli agenti patogeni emergenti. Il progetto, del valore di 41 milioni di euro, coordinato da Area Science Park e sviluppato insieme a CNR, Università di Napoli Federico II, Università di Salerno e Università del Salento, ha creato un ecosistema geograficamente distribuito e integrato che offre a ricercatori accademici e industriali strumenti all’avanguardia per affrontare le sfide derivanti dai patogeni umani, animali e vegetali. Sette macro-aree di eccellenza scientifica caratterizzano la nuova infrastruttura di ricerca: Pathogen Research, Structural Biology, Advanced Microspectroscopy, Mechanobiology, Multi-omics, Artificial Intelligence and Simulations, e Bioelectronics. Questo approccio interdisciplinare consente di studiare i patogeni nelle condizioni più fisiologiche possibili, dalla ricerca di base allo sviluppo di nuovi farmaci e sistemi diagnostici. Tra i risultati più significativi, il potenziamento dei laboratori BSL3 all’interno del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB per l’analisi e lo studio in condizioni di sicurezza di agenti infettivi, l’implementazione di sistemi innovativi di screening automatizzati, l’acquisizione di un microscopio crio-elettronico di ultima generazione e il rafforzamento delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni per l’intelligenza artificiale applicata alla biologia computazionale. Il progetto ha inoltre comportato l’assunzione di 32 nuovi ricercatori e tecnologi, consolidando la posizione di Trieste come hub internazionale per le scienze della vita. “Per Area Science Park PRP@CERIC ha rappresentato una tappa fondamentale nel rafforzamento della strategia di sviluppo dell’Ente nel campo delle infrastrutture di ricerca, fondata sull’integrazione di competenze e sulla messa a sistema di capacità scientifiche e tecnologiche già presenti. L’aggiudicazione del progetto nell’ambito dei fondi PNRR del MUR ha infatti segnato un passaggio decisivo in questa direzione – dichiara la Presidente Caterina Petrillo. – A tre anni dall’avvio del progetto, questa esperienza ha contribuito a ridefinire la missione dell’Ente, oggi orientata alla realizzazione di infrastrutture di ricerca e tecnologiche come strumenti abilitanti per lo sviluppo di ricerca avanzata e per il sostegno all’innovazione deep tech, che nasce dalla ricerca ad alto rischio. La sostenibilità di PRP@CERIC nel medio periodo sarà garantita da finanziamenti ottenuti su bandi competitivi, come ad esempio il progetto INGenIO per lo studio delle malattie rare, e dall’offerta di servizi al sistema imprenditoriale”. “L’infrastruttura di ricerca contribuisce in modo significativo anche alla pandemic preparedness e al progresso della ricerca nel contrasto alla resistenza antimicrobica e si configura come un elemento di connessione tra le scienze biomediche e le discipline fisiche e biofisiche, favorendo un approccio interdisciplinare capace di generare nuove modalità di indagine e risultati scientifici innovativi – spiega Federica Mantovani, Manager dell’Infrastruttura PRP per Area Science Park. – L’integrazione di strumentazioni avanzate, tecnologie emergenti e approcci basati sull’intelligenza artificiale consente, inoltre, di potenziare ulteriormente le capacità di osservazione, modellizzazione e interpretazione dei fenomeni biologici complessi”. Il progetto ha rafforzato il ruolo strategico di CERIC-ERIC nel panorama europeo delle infrastrutture di ricerca. La piattaforma distribuita geograficamente rappresenta un modello innovativo di collaborazione scientifica, dove le competenze complementari dei diversi partner si integrano per offrire un servizio unico nel suo genere. L’approccio multidisciplinare adottato permette di affrontare le sfide della ricerca sui patogeni con una visione olistica, dalla caratterizzazione molecolare fino alle applicazioni cliniche. L’infrastruttura, progettata secondo i principi FAIR per la condivisione dei dati, garantirà l’accesso alla comunità scientifica attraverso CERIC-ERIC e offrirà servizi anche al settore industriale.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
01.04.2026
Iscrizioni aperte al Master in Data Management and Curation (MDMC)
Sono ufficialmente aperte le candidature per la nuova edizione del Master in Data Management and Curation (MDMC), il corso di perfezionamento annuale promosso da Area Science Park e SISSA, dedicato alla formazione di professionisti altamente qualificati nella gestione, valorizzazione e cura dei dati scientifici secondo un approccio FAIR-by-design. Nato dalla collaborazione tra due istituzioni di eccellenza del panorama scientifico nazionale e internazionale, MDMC si rivolge a diplomati ITS e laureati triennali, magistrali o del vecchio ordinamento. Il Master sviluppa competenze teoriche e operative nella gestione e cura del dato, con particolare attenzione agli aspetti di qualità, integrità e documentazione lungo tutto il ciclo di vita dei dati. Queste competenze sono fondamentali per garantire un uso più sicuro, affidabile e consapevole dell’Intelligenza Artificiale, nel quadro delle pratiche di Open Science e Data Governance. Il programma, della durata complessiva di circa 10 mesi e interamente in lingua inglese, integra lezioni frontali intensive a Trieste con un tirocinio di sei mesi presso laboratori di ricerca ed enti partner, durante il quale i partecipanti sviluppano un project work applicativo. L’impianto didattico è centrato sull’integrazione tra progettazione dei dati, qualità, interoperabilità e utilizzo responsabile dell’Intelligenza Artificiale, formando figure professionali come Data Steward, Data Curator, Data Engineer e Research Data Manager, sempre più richieste sia in ambito accademico sia nel settore industriale. Gli studenti avranno accesso privilegiato all’infrastruttura HPC ORFEO di Area Science Park, con una macchina virtuale dedicata, spazio di storage e risorse di calcolo progettate per supportare attività pratiche di formazione nella gestione dei dati e nella ricerca data-intensive. Sono disponibili cinque borse offerte da Area, SISSA e OGS che coprono la quota di iscrizione e un ulteriore supporto di 3000 euro per coprire le spese di permanenza a Trieste durante il periodo di lezioni in presenza (Settembre-dicembre 2026). In base alla disponibilità finanziaria a seguito di accordi/convenzioni con Enti esterni, come per esempio la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, o altri enti di ricerca e aziende private, potranno essere disponibili ulteriori agevolazioni finanziarie, borse di studio e premi che verranno resi noti sulla pagina web di MDMC. Le candidature devono essere presentate tramite il portale PICA entro le ore 13.00 del 30 giugno 2026. La selezione avverrà sulla base della valutazione del curriculum e della lettera motivazionale; potrà essere previsto un breve colloquio online. Tutti i dettagli sul bando di ammissione, i requisiti di accesso e la struttura del corso sono disponibili nel bando ufficiale.
Comunicati Stampa data management data science Infrastrutture di ricerca
24.03.2026
Anche Elettra Sincrotrone apre una collaborazione con il GOAP
Si amplia la rete di collaborazione tra istituzioni scientifiche del territorio impegnate nella promozione della parità di genere e nel contrasto alla violenza e alle discriminazioni. Elettra Sincrotrone Trieste entra infatti nella convenzione tra Area Science Park e il GOAP – Gruppo Operatrici Antiviolenza e Progetti, già estesa lo scorso anno anche all’OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. L’estensione dell’accordo rappresenta un ulteriore passo nel percorso condiviso dalle istituzioni scientifiche del territorio per promuovere la cultura del rispetto, della parità di genere e del contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione. La violenza di genere è infatti un fenomeno diffuso e trasversale che attraversa la società e che richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, anche attraverso attività di informazione, prevenzione e sensibilizzazione. La collaborazione con il GOAP di Area Science Park, OGS ed Elettra Sincrotrone Trieste punta proprio a rafforzare queste azioni, valorizzando il ruolo che gli enti di ricerca possono svolgere nel promuovere ambienti di lavoro sempre più attenti ai temi dell’inclusione e della parità, oltre che nel favorire una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere. “L’adesione di Elettra Sincrotrone Trieste a questa iniziativa rappresenta un passo importante per rafforzare l’impegno delle istituzioni scientifiche nella promozione della parità di genere e nel contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione – dichiara Michele Svandrlik, Coordinatore Generale e Referente del Gender Equality team di Elettra Sincrotrone Trieste. – La collaborazione con Area Science Park, GOAP e OGS consente di costruire una rete territoriale capace di offrire strumenti di informazione, formazione e supporto, contribuendo a creare ambienti di lavoro sempre più consapevoli, inclusivi e rispettosi. Come referente del Gender Equality Team di Elettra e dell’attuazione dell’accordo, ritengo fondamentale che questi temi trovino spazio non solo nelle politiche istituzionali, ma anche nella vita quotidiana delle organizzazioni scientifiche.” Attraverso iniziative condivise, momenti formativi e attività di divulgazione, la rete intende contribuire a diffondere conoscenza e strumenti utili per riconoscere e prevenire situazioni di discriminazione e violenza, promuovendo azioni e relazioni basate sul rispetto e sulla responsabilità reciproca all’interno delle comunità scientifiche e professionali.
Comunicati Stampa Istituzionale
25.02.2026
Deep Tech Revolution: le 5 startup selezionate
Ultrasuoni per la chirurgia non invasiva e per i “superfood” del futuro, elettromagneti innovativi, supercondensatori per la mobilità elettrica, e comunicazioni ottiche satellitari: l’ente nazionale di ricerca Area Science Park annuncia le cinque startup vincitrici del bando Deep Tech Revolution, che assegna finanziamenti complessivi per 1 milione di euro a progetti d’impresa innovativi ad alta tecnologia. Le startup selezionate riceveranno fondi per 200mila euro ciascuna, di cui metà in denaro e metà in servizi ad alta tecnologia per l’attività di ricerca e sviluppo – con accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati di Area Science Park – e in servizi di accompagnamento alla crescita. Deep Tech Revolution è il programma di Area Science Park nato per promuovere e sostenere ricerca di frontiera e innovazione deep tech con focus su quattro ambiti chiave: scienze dei materiali, digitale avanzato, filiere energetiche verdi e scienze della vita. Finanzierà a fondo perduto cinque progetti imprenditoriali selezionati tra decine di candidature arrivate da tutta Italia. Soundsafe Care (Pisa) sviluppa soluzioni robotiche che sfruttano gli ultrasuoni per procedure chirurgiche extracorporee e senza incisioni; Yeastime (Roma) applica la stimolazione a ultrasuoni per ottimizzare la coltivazione di microalghe, aumentando produttività e composti bioattivi per food/feed, nutraceutica e biotech industriale; Novac (Modena) sviluppa un supercondensatore per applicazioni automotive che funge da riserva di potenza per i pacchi batteria, integrabile nel veicolo in un guscio in fibra di carbonio, ottimizzando massa e volume; Magnetic Future (Bologna) sviluppa una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS) per facilitare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l’energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI); SatEnlight (Milano) propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati satellitare. «Il percorso Deep Tech Revolution rappresenta per Area un’ambiziosa sfida all’interno della strategia dell’Ente, nata dalla convergenza tra la consolidata esperienza in innovazione e generazione di impresa e le competenze nella ricerca scientifica di recente sviluppo», ha raccontato la presidente di Area Science Park Caterina Petrillo, che ha poi aggiunto: «Il progetto sostiene idee e iniziative ad alto rischio, che proprio per la loro natura innovativa incontrano maggiori difficoltà nel trovare finanziatori. In questo contesto, il ruolo di Area Science Park, in quanto ente pubblico di ricerca, può essere determinante nel creare le condizioni affinché queste progettualità possano emergere e svilupparsi, assorbendo una parte del rischio che il mercato, in alcuni casi, non è ancora disposto a sostenere». Il programma. L’accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e il suo valore aggiunto principale è che le startup promotrici dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato alle infrastrutture tecnologiche e di ricerca e ai laboratori di Area Science Park. Fanno parte dell’offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare, in particolare il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica ed Elettra Sincrotrone Trieste; la strumentazione per l’analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l’energia con il Laboratorio di Microscopia Elettronica; l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) con il laboratorio di Data Engineering, e la rete dei dimostratori del Digital Innovation Hub. Sono previste, inoltre, delle study visit internazionali che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale attraverso visite a centri di eccellenza e incontri con esperti, imprenditori e ricercatori; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking tramite eventi ad hoc e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave. Le candidature. Nel periodo di apertura della call sono state presentate 187 manifestazioni di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori, che si sono registrati per poter applicare al bando. A finalizzare la candidatura sono stati infine 80 progetti, di provenienza diffusa in tutto il territorio nazionale, con quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20). Spiccano due poli, in Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: nel primo pesa Roma (13), nel secondo Trieste (8) e Udine (6). Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1). Nel complesso, la mappa racconta un ecosistema diffuso, che combina hub metropolitani e poli regionali con province di media dimensione, segno di una partecipazione davvero capillare sul territorio nazionale. «Siamo stati davvero colpiti dalla qualità delle proposte presentate», ha commentato Pablo Garcia Tello, capo sezione sviluppo progetti e iniziative UE del CERN di Ginevra, che ha presieduto la commissione che ha valutato i progetti e selezionato le 5 startup assegnatarie dei fondi. «Dimostrano non solo un eccezionale livello di eccellenza scientifica e tecnologica, ma anche un vivo interesse nel tradurre questi risultati in benefici per la società. L’iniziativa si mostra molto solida e promette grandi sviluppi per il futuro». Le startup Soundsafe Care (Pisa) Progetto: ØSCAR 2.0 – A robotic device for non-invasive tissue mechanical ablation Soundsafe Care è uno spin-off accreditato della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che integra robotica e tecnologie a ultrasuoni per ridefinire gli standard della chirurgia. Il progetto “Zero scar” (ØSCAR 2.0) si posiziona nel settore delle scienze della vita e delle tecnologie mediche avanzate, focalizzandosi sull’innovazione chirurgica non invasiva. La società sta sviluppando dispositivi d’avanguardia capaci di eseguire procedure extracorporee precise, eliminando la necessità di incisioni e proteggendo i tessuti sani circostanti attraverso ablazione localizzata e robot-assistita di tessuto tumorale. Per lo sviluppo del progetto, la startup utilizzerà i servizi di caratterizzazione chimica e fenotipica, l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) e le analisi di business per l’ambiente digitale. Yeastime (Roma) Progetto: US4BIOMA: Ultrasounds for Bioeconomy of Microalgae Con sede a Roma, Yeastime sviluppa soluzioni deep tech per l’ottimizzazione dei processi biotecnologici mediante la stimolazione a ultrasuoni. Il progetto “US4BIOMA” interviene nel settore delle Life Sciences attraverso l’implementazione di sistemi innovativi per la coltivazione di microalghe. Integrando moduli a ultrasuoni in diverse configurazioni di reattori (fototrofici ed eterotrofici), la startup mira a incrementare la produttività della biomassa e a potenziare l’accumulo di composti bioattivi di alto valore. Tali sostanze trovano applicazione in ambiti quali i nuovi prodotti alimentari (novel food), la mangimistica, la nutraceutica e le biotecnologie industriali. Yeastime accederà a servizi di analisi genomica ed epigenomica, biologia strutturale, microscopia a forza atomica (AFM) e analisi di mercato digitale. Novac (Modena) Progetto: SCARF – Structural supercapacitor pack for Automotive applications embedded in a Reinforced carbon Fiber shell Novac è una startup innovativa di Modena attiva nella ricerca e sviluppo di nuovi materiali per l’accumulo di energia. Il progetto “SCARF” ha l’obiettivo di ottimizzare un supercondensatore strutturale da accoppiare ai pacchi batteria nel settore automotive, fornendo una riserva di potenza extra ai veicoli. La tecnologia proprietaria di Novac permette di integrare il supercondensatore direttamente in un guscio in fibra di carbonio, sfruttando volumi del veicolo solitamente inutilizzati e consentendo una riduzione delle dimensioni della batteria principale. Il progetto punta a dimostrare la fattibilità della produzione in scala per mercati ad alto valore aggiunto. Tra i servizi richiesti figurano la microscopia a forza atomica (AFM), il supporto in scienza dei materiali e nanotecnologie e le analisi tecnologiche avanzate su energia e materie prime critiche. Magnetic Future (Bologna) Progetto: SuperSwitch – Scalable HTS Switching Devices for Efficient Superconducting Power Systems Magnetic Future è uno spin-off deep tech dell’Università Mercatorum e dell’Università di Bologna, nato per accelerare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l’energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI). Il progetto mira a validare una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS), componenti essenziali per le flux pump, ovvero alimentatori innovativi che migliorano drasticamente l’efficienza energetica dei magneti. L’iniziativa si colloca alla frontiera della superconduttività applicata e della conversione di potenza per la transizione energetica. La startup usufruirà dell’infrastruttura HPC e di servizi di analisi avanzata nei settori energia, idrogeno e materie prime critiche. SatEnlight (Milano) Progetto: SatEnlight – Unlocking the full potential of Optical Communications SatEnlight, startup milanese all’avanguardia nelle comunicazioni terrestri e satellitari, propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati. Grazie a due brevetti esclusivi per un sistema di ricezione ottica basato sul momento angolare orbitale (OAM), la società punta a trasformare radicalmente il settore. La tecnologia sfrutta i cosiddetti “vortici ottici” per multiplare più canali di dati su un singolo raggio laser, aumentando drasticamente l’efficienza della larghezza di banda. La missione di SatEnlight è stabilire un nuovo standard per le comunicazioni spaziali ad alte prestazioni. Il percorso di sviluppo prevede l’utilizzo di servizi di analisi di business digitale e dell’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC).
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
11.02.2026
INGenIO: 21 milioni di euro per lo studio delle malattie rare
Il progetto INGenIO presentato da Area Science Park al bando competitivo Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 21-27 del MUR ha ottenuto un finanziamento di oltre 21 Milioni di Euro destinati allo sviluppo di un’infrastruttura integrata, interoperabile e distribuita per la diagnosi, la comprensione molecolare e l’individuazione di terapie personalizzate per le malattie rare, patologie che colpiscono circa 30 milioni di persone nella sola Europa. Il progetto è risultato quinto nella graduatoria di merito, ottenendo un punteggio pari a 96/100. INGenIO (Infrastruttura Digitale Next-Gen per lo Studio delle Patologie Rare: Identificazione di Target Guidata da Multi-Omics & A.I. per la Precision Drug Discovery & Delivery) si propone di analizzare dati clinici provenienti da pazienti con patologie rare attraverso tecniche di Intelligenza Artificiale progettate per favorire una diagnosi precoce e identificare potenziali farmaci. Sul fronte sperimentale il progetto integra le tecnologie multi-omiche e digitali di Area Science Park con metodi di risonanza magnetica, microscopia elettronica e preparativa avanzata disponibili nei laboratori partner. Attraverso la messa a sistema di competenze e strumentazioni specializzate sul territorio nazionale, il progetto riesce a coprire l’intera filiera: dallo studio delle patologie alla modellistica computazionale sino alla sintesi di nuovi candidati farmaci. INGenIO, coordinato da Area Science Park, poggia sull’esperienza maturata dall’Ente nella progettazione e implementazione di infrastrutture di ricerca con focus sulle scienze della vita (Pathogen Readiness Platform for CERIC-ERIC Upgrade – PRP@CERIC per lo studio di agenti patogeni e il data center ORFEO) e si avvale del forte partenariato di cui fanno parte l’Università di Salerno, l’Università del Salento, l’Università di Firenze, il CNR – Istituto Officina dei Materiali – IOM, l’Università di Napoli “Federico II”  che porta la collaborazione con TIGEM, il Centro di risonanza magnetica CERM di Firenze e l’ENEA di Casaccia. A questo si aggiunge una rete di imprese – in particolare PMI del Mezzogiorno – che hanno già manifestato interesse a collaborare al progetto. La struttura del progetto è tale da integrare le competenze necessarie a coprire l’intero ciclo della ricerca traslazionale e il rapporto con il sistema industriale. Un elemento caratterizzante di INGenIO, che amplia l’offerta dell’infrastruttura europea CERIC, è l’inserimento funzionale di laboratori specializzati distribuiti sul territorio nazionale e appartenenti alle altre due infrastrutture di ricerca europee INSTRUCT e METROFOOD. In questo modo, il portafoglio di strumentazioni e competenze uniche in Europa è orientato al raggiungimento di un obiettivo scientifico comune, sfidante e con elevato impatto sulla salute e la società. “Il finanziamento di INGenIO al 100% e il suo alto posizionamento nella graduatoria nazionale rappresentano un importante risultato per l’Ente che, negli ultimi anni, ha concentrato attività e investimenti sullo sviluppo di infrastrutture di ricerca aperte sia alla comunità scientifica che al mondo industriale” ha dichiarato la Presidente di Area Science Park prof. Caterina Petrillo. “In particolare, il progetto è un importante booster per rafforzare e rilanciare le strategie di sviluppo della sede Area Sud, a Salerno, dove assieme all’Ateneo lavoriamo nella caratterizzazione multi-omica in stretta sinergia con i nostri laboratori di Trieste”.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
04.02.2026
Ricerca, 40 milioni a Enti pubblici
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato un decreto per l’assegnazione di un finanziamento premiale per gli Enti Pubblici di Ricerca pari a 40 milioni di euro. Le risorse sono assegnate sulla base di criteri specifici, come i risultati scientifici conseguiti, il contributo alle infrastrutture strategiche del Paese e la capacità di realizzare gli interventi finanziati dal PNRR. Il decreto si inserisce nel quadro delle priorità del Ministero sul rafforzamento della ricerca scientifica e tecnologica, richiamate anche in occasione della Settimana STEM, dedicata alla promozione delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Anche Area Science Park e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, enti MUR con sede principale in Friuli Venezia Giulia, sono tra i destinatari delle risorse; 2,67 milioni di euro è il finanziamento premiale ottenuto dall’OGS, 1,1 milioni di euro quello destinato ad Area Science Park. Il meccanismo premiale è stato istituito nel 2025 ed è destinato a proseguire anche nel 2026 e nel 2027. Le risorse sono attribuite sulla base di criteri specifici: il primo, relativo alla qualità della ricerca, assorbe il 50% delle risorse complessive messe a disposizione; il secondo criterio, pari al 25% delle risorse stanziate riguarda la partecipazione degli Enti alle infrastrutture di ricerca ricomprese nel Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR); il terzo criterio, anch’esso pari al 25%, valuta la capacità di spesa delle risorse assegnate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.   DICHIARAZIONE OGS “Questo finanziamento riconosce l’impegno degli Enti pubblici di ricerca e rappresenta una conferma della qualità scientifica e del valore strategico delle attività dell’OGS. È un sostegno che contribuisce a valorizzare competenze e infrastrutture e a rafforzare il ruolo dell’Ente nell’affrontare le grandi sfide del Paese”, dichiara il prof. Nicola Casagli, presidente dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS. DICHIARAZIONE AREA SCIENCE PARK “Negli ultimi anni, grazie anche ai finanziamenti PNRR, l’Ente ha fatto importanti investimenti per lo sviluppo scientifico nel settore dei materiali funzionali e per la realizzazione di infrastrutture di ricerca e tecnologiche” ha commentato la Presidente Prof. Caterina Petrillo. “Il premiale, oltre a riconoscere il lavoro fatto e i risultati ottenuti, sostiene la continuità del percorso intrapreso, in linea con le strategie nazionali in ricerca e innovazione in un’ottica di crescita dei territori”.
Comunicati Stampa Istituzionale
30.01.2026
Dieci startup deep tech incontrano il Venture Capital a Milano
Una pitch session durante la quale dieci promettenti startup hanno avuto l’opportunità di presentare le rispettive tecnologie, traction e visioni di crescita a una platea composta da investitori, corporate innovation manager, policy maker e operatori dell’ecosistema dell’innovazione. È stato questo il momento clou di ScaleUp Lab Pitch Day: Deep Tech startups meet VC ecosystem, evento conclusivo del programma ScaleUp Lab, che allo SmartCityLab di Milano ha visto protagoniste startup high e deep tech nella fase cruciale che separa la validazione tecnologica dallo scaling commerciale. ScaleUp Lab è un programma di accelerazione pensato da Area Science Park nell’ambito del progetto IP4FVG – EDIH per accompagnare le startup nello sviluppo delle loro competenze, lavorando su business model, open innovation e fundraising. Il percorso, supportato da Italian Tech Alliance, Strategyzer e Lab11, ha combinato momenti formativi, coaching personalizzato e confronto diretto con investitori ed esperti internazionali. Le soluzioni presentate a Milano hanno coperto un ampio spettro di settori, dall’ AI enterprise al biotech, dall’agrotech all’industrial automation e alle telecomunicazioni ottiche. “Area Science Park opera da tempo come abilitatore di ecosistemi e piattaforma di connessione tra startup ad alto potenziale e attori chiave dell’innovazione – spiega Roberto Pillon, responsabile dell’ufficio Generazione d’impresa di Area Science Park. – Questo evento è stato un’utile occasione di confronto tra ricerca, impresa e capitale. Grazie a un panel di alto livello abbiamo messo a confronto prospettive complementari del mondo del venture capital, della strategia e dell’ecosistema dell’innovazione in relazione al deep tech, affrontando temi cruciali come la valutazione delle startup deep tech, il bilanciamento tra eccellenza scientifica e sostenibilità di business, l’adattamento dei modelli di business a cicli di sviluppo lunghi e complessi e il valore strategico dell’appartenenza a ecosistemi coesi”. Nel corso dell’evento i potenziali finanziatori, con un borsellino virtuale di un milione di euro ciascuno a loro disposizione, hanno simulato ipotesi di investimento sulle startup più promettenti, valutando i pitch secondo quattro criteri: Problema & Soluzione: chiarezza del bisogno e validità della soluzione proposta Mercato: dimensione del mercato e potenziale di crescita Business Model: sostenibilità economica e strategia di monetizzazione Traction& Team: risultati raggiunti finora e competenza dei fondatori Pitch & Delivery: efficacia comunicativa, design delle slide, gestione del tempo. Le tre proposte risultate più convincenti sono state quelle di DNAswitch, SatEnlight e Primo Principio. Il Pitch Day ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso di capacity building avviato a settembre 2025, che ha coinvolto startup altamente tecnologiche provenienti da tutta Italia, impegnate nella sfida più complessa dell’innovazione deep tech: trasformare breakthrough scientifici in modelli di business scalabili, capaci di attrarre mercato, competenze e capitali. Oltre a Roberto Pillon, hanno partecipato all’evento: Francesco Cerruti – Direttore Generale, Italian Tech Alliance, Alvise Bonivento – Partner Indaco Venture Partners, Maria Butler – Business Coach, Strategyzer, Martina Terconi – Coordinatore IP4FVG-EDIH, Area Science Park, Matteo Elli – Partner, Pariter Partners. Moderatore Luca Barbieri, giornalista.   Le startup partecipanti a ScaleUp Lab Pitch Day: Asteasier Produce biomassa algale funzionale per acquacoltura e nutraceutica tramite una piattaforma proprietaria sviluppata all’Università di Verona. La soluzione offre una biodisponibilità superiore rispetto ai prodotti sintetici, puntando su segmenti di mercato premium che valorizzano la sostenibilità e l’efficacia biologica. DNAswitch Sviluppa terapie per malattie neurodegenerative, come l’Huntington, attivando i programmi protettivi naturali delle cellule neuronali anziché limitarsi a silenziare i geni difettosi. Utilizza tecnologie di delivery avanzate per garantire trattamenti duraturi e scalabili su diverse patologie. Il team è composto da esperti in neurobiologia e regolazione genica. EMC Gems Offre una piattaforma SaaS basata su cloud che integra solutori elettromagnetici e algoritmi di ottimizzazione IA per la progettazione di componenti e sensori smart. Lo spin-off mira a velocizzare un processo tradizionalmente lento e frammentato, rispondendo alla crescente domanda di componenti ad alte prestazioni. MY INDUSTRIES Propone myRobot una stazione robotica autonoma dotata di gemello digitale e IA per sostituire l’operatore umano in compiti ripetitivi e a basso valore. Il sistema si auto-programma e si adatta velocemente a piccoli lotti, riducendo i costi di automazione per le PMI manifatturiere. Primo Principio Con la piattaforma 4Agri fornisce sistemi avanzati di monitoraggio e supporto alle decisioni (DSS) per l’agricoltura 4.0 e la gestione del rischio idrogeologico. Le soluzioni aiutano le aziende agricole a conformarsi alle nuove normative e a gestire le sfide climatiche tramite modelli predittivi. SatEnlight Implementa sistemi di comunicazione ottica wireless ad alta capacità basati sulla tecnologia brevettata OAM (Orbital Angular Momentum). Utilizzando la luce al posto delle onde radio, l’azienda garantisce maggiore sicurezza e velocità nel backbone di rete per difesa e telecomunicazioni. SOC SRL Ha creato la piattaforma Semory per aiutare le PMI a gestire la conformità sulla sicurezza sul lavoro in modo automatizzato. Partendo dai documenti esistenti, l’IA genera alert e suggerisce linee guida personalizzate, permettendo alle aziende di ottenere riduzioni dei premi INAIL. Il mercato potenziale stimato, solo in Italia, è di 3 miliardi di euro annui. VitalizeDx Sviluppa gemelli digitali biodinamici per prevenire gli infortuni degli atleti professionisti integrando metriche biologiche, psicofisiche e neuromuscolari. Tramite una tecnologia portatile e un’App, fornisce dati azionabili ai team per ridurre i costi legati ai fermi biologici. Il team è a prevalenza femminile con competenze in biotecnologia e ingegneria. VZ Compliance Propone BEAMknot, una piattaforma cloud basata su digital twin per simulare e prevedere l’utilizzo reale degli spazi negli edifici prima della loro costruzione. Analizzando layout e flussi di occupazione, BEAMknot riduce la necessità di modifiche costose post-costruzione. Yeastime Ha brevettato una tecnologia a ultrasuoni per stimolare i microrganismi durante la fermentazione industriale, migliorandone l’efficienza metabolica. La soluzione plug-and-play accelera i tempi di produzione fino al 30%, riducendo i costi per birrifici e biomanifattura.
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