Sviluppare un nuovo dispositivo per la diagnosi precoce del melanoma
Rendere la diagnosi precoce del melanoma più rapida e accessibile, realizzando un prototipo funzionante in laboratorio. È l’obiettivo del progetto europeo “Thz-Skin Pathfinder Open”, finanziato dal programma Eic della Commissione Europea, che mira a rivoluzionare la diagnosi del melanoma, creando uno strumento portatile in grado di identificare le macchie pericolose della pelle in pochi secondi, senza bisogno di bisturi o biopsie. Il cancro della pelle causa oltre 36.000 morti all’anno nell’Unione Europea e anticiparne il prima la diagnosi è un fattore di prevenzione decisivo.
Al progetto, coordinato dalla University of Eastern Finland, partecipa con un ruolo importante Elettra Sincrotrone Trieste, con il gruppo guidato da Giuseppe Cautero.
L’idea di base è che le cellule sane e quelle malate reagiscano in modo differente se esposte alle onde elettromagnetiche nella regione spettrale del terahertz (radiazioni invisibili), a causa della diversa composizione chimica, del contenuto d’acqua e della struttura delle membrane. Il primo passo sarà mappare queste differenze per creare una libreria aperta di “impronte spettrali” dei tumori, che servirà ad addestrare algoritmi di intelligenza artificiale.
Sviluppato a partire dal precedente progetto Attract, il sensore è composto da una matrice di risonatori micromeccanici, una sorta di micro molle che fungono da pixel. Quando investite dalle radiazioni terahertz, le molle si scaldano cambiando frequenza. Il risultato è un’immagine iperspettrale che rivela il “colore” della radiazione emessa dalla pelle, che può essere associato allo stato sano oppure malato delle cellule.
Il team di Elettra si occupa della progettazione dell’elettronica di controllo e di acquisizione in grado di “ascoltare” in tempo reale i minimi cambiamenti di frequenza delle micro molle. La sfida principale nei prossimi quattro anni sarà sconfiggere il rumore di fondo, che rischia di coprire i segnali debolissimi emessi dalle cellule.