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Dai nostri campus

Tutte le notizie da Area Science Park

15.10.2026
Talenti in azienda: concluso il ciclo di borse 2025
Si è concluso il ciclo 2025 delle borse di studio promosse da Area Science Park per favorire l’incontro tra giovani talenti tecnico-scientifici e imprese del parco. Quindici borsisti hanno intrapreso un percorso di formazione e ricerca in azienda, mettendo alla prova le proprie conoscenze su progetti concreti e acquisendo nuove competenze a fianco di professionisti di diverse discipline. Il programma sostiene la formazione intersettoriale e il trasferimento di conoscenze tra pubblico e privato, offrendo anche la possibilità di accedere ai laboratori e alle infrastrutture di ricerca e tecnologiche di Area Science Park attraverso un catalogo di formazione specialistica. Un’esperienza che unisce l’approfondimento scientifico alla conoscenza dei processi aziendali e delle esigenze a cui l’innovazione è chiamata a rispondere. Numerosi gli ambiti affrontati dai borsisti: intelligenza artificiale, salute, calcolo scientifico, automazione industriale, mobilità e ambiente. Ecco i protagonisti del ciclo 2025: Massimiliano Bosdachin, presso 3I – Impresa Ingegneria Italia, ha lavorato all’integrazione di una rete neurale nei sistemi di visione per il controllo qualità industriale, con l’obiettivo di ridurre i falsi positivi e riconoscere i prodotti conformi anche in presenza di irregolarità superficiali. Alessia Bosco, presso AB ANALITICA, si è dedicata allo sviluppo di un pannello genetico per la diagnosi precoce del carcinoma epatocellulare, attraverso tecnologie di sequenziamento di nuova generazione e l’analisi del DNA tumorale circolante nel sangue. Matej Gruden, presso Althea Italia, ha lavorato a un sistema basato sull’intelligenza artificiale per valutare lo stato funzionale delle sonde ecografiche e identificarne i malfunzionamenti attraverso l’analisi di dati, immagini e segnali. Dario De Lorenzi, presso Bracco Imaging, si è occupato della caratterizzazione strutturale di molecole utilizzate come mezzi di contrasto iodurati, applicando le proprie competenze chimiche all’interno di un gruppo di ricerca multidisciplinare. Davide Grandis Cacciapaglia, presso Clonit, ha approfondito l’impiego delle tecnologie di sequenziamento di nuova generazione per la ricerca di nuovi biomarcatori nella diagnostica molecolare. Alessandro Querenghi, presso ESTECO, ha lavorato a metodi di fluidodinamica computazionale senza griglia, sviluppando in linguaggio Julia un solutore iterativo parallelo ottimizzato per il calcolo ad alte prestazioni e per la simulazione di sistemi di grandi dimensioni. Marco Tallone, presso Glance Vision Technologies, si è dedicato alla ricostruzione tridimensionale e alla localizzazione di oggetti industriali attraverso un robot collaborativo dotato di fotocamera, per facilitare l’automazione delle operazioni di lavorazione. Stellamaris Sotomayor Ruth Burneo, presso Helyx Industries, si è dedicata a un progetto per rendere accessibili tecnologie di rilevazione del DNA per la diagnosi della malaria anche nelle comunità rurali del Camerun, avvicinando gli strumenti diagnostici ai pazienti. Chiara Capraro, presso Laboratorio di Ingegneria Ferroviaria e Traffico – LIFT, ha sviluppato modelli matematici per ottimizzare gli orari del trasporto pubblico e i turni di veicoli e autisti, nel rispetto dei vincoli operativi e normativi. Pietro Mihelj, presso PICOSATS, ha esplorato potenzialità e limiti dell’intelligenza artificiale nelle telecomunicazioni satellitari, con particolare attenzione alle applicazioni per radio e antenne destinate allo spazio. Wendalina Tigani, presso Primo Principio, ha partecipato al progetto IDEOLOGIST, che integra intelligenza artificiale e biodiversità microbica per migliorare la gestione dei vigneti di fronte ai cambiamenti climatici e al degrado del suolo. Giacomo Grion, presso Prodigys Technology, ha lavorato a una soluzione di intelligenza artificiale per l’allenamento e la riabilitazione a distanza, capace di analizzare video acquisiti con dispositivi mobili, rilevare parametri biomeccanici e fornire indicazioni correttive in tempo reale. Riccardo Simonetti, presso Promoscience, si è occupato di una soluzione informatica per aiutare scienziati e ricercatori a costruire piani di lavoro in modo semplice, anche attraverso l’intelligenza artificiale. Serena Di Marco, presso Shoreline, ha studiato tecniche di condizionamento del ciclo riproduttivo di due specie di ostriche, Magallana gigas e Ostrea edulis, per ottenere larve destinate rispettivamente a test ecotossicologici e a progetti di ripopolamento. Gabriel Gustavo Costanzo, presso Test Veritas, ha lavorato allo sviluppo di un prodotto per la valutazione delle prestazioni dei laboratori di analisi chimiche, applicando l’analisi dei dati a esigenze concrete dell’azienda. Crescita, connessione, integrazione, esplorazione: sono alcune delle parole scelte dai borsisti per descrivere l’esperienza. Dalle loro testimonianze emerge il valore di un percorso che permette di acquisire autonomia, lavorare in gruppo e comprendere come un’idea di ricerca possa trasformarsi in una soluzione utile. Per molti, la borsa ha rappresentato anche un’occasione per mettere a fuoco le proprie aspirazioni: proseguire nella ricerca e sviluppo, approfondire gli studi o continuare a lavorare nei settori conosciuti durante il programma. Percorsi diversi, accomunati dalla possibilità di costruire un legame concreto tra formazione scientifica e mondo del lavoro.
Dai nostri campus
14.09.2026
Diciotto anni di passione, impegno e ricerca della FIF
Diciotto anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica, con lo sguardo sempre più rivolto a una dimensione internazionale. La Fondazione Italiana Fegato ETS ha celebrato il proprio 18° anniversario con un evento che non è stato soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione per raccontare un percorso e fare il punto sulle nuove frontiere della ricerca sulle malattie del fegato. Un percorso nel quale la FIF ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel sistema scientifico, costruendo collaborazioni in Italia e nel mondo e sviluppando un approccio capace di collegare ricerca, innovazione, prevenzione e cura. A testimoniare quanto la rete della Fondazione abbia ormai assunto una dimensione internazionale sono stati proiettati i saluti video di alcuni ricercatori e rappresentanti di istituzioni scientifiche di diversi Paesi: dalle Filippine all’Argentina, dal Messico al Brasile fino all’Indonesia. Tra loro Loraine Kay Cabral, Segretaria dell’ASEAN Liver Initiative ed ex fellow FIF; Graciela Mazzone dell’Universidad Austral di Buenos Aires; Norberto Chavez Tapia, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Medica Sur in Messico ed ex fellow FIF; Fatima Theresinha Costa Rodrigues Guma dell’UFRGS – Universidade Federal do Rio Grande do Sul; Eddy Giri-Rachman Putra di BRIN, l’Agenzia Indonesiana per l’Innovazione e la Ricerca; e Renato Solidum, Segretario del DOST – Dipartimento Filippino per la Scienza e la Tecnologia. “La Fondazione Italiana Fegato nel sistema scientifico globale: dal laboratorio alla cura, tra innovazione, prevenzione e futuro” è stato quindi il tema del panel istituzionale, un confronto dedicato alle trasformazioni che stanno interessando la ricerca biomedica e alle opportunità offerte dall’incontro tra discipline, tecnologie e competenze internazionali. A discuterne sono stati Claudio Tiribelli, Presidente della Fondazione Italiana Fegato ETS; Guido Sanguinetti, Full Professor e Group Leader del Machine Learning and Systems Biology Group della SISSA; Gianluca Tell, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Udine; e Umberto Baccarani, Professore di Chirurgia dell’Università degli Studi di Udine e chirurgo dell’équipe dei trapianti di fegato e rene dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC). Il confronto ha offerto l’opportunità di evidenziare una delle sfide più importanti della ricerca contemporanea: trasformare le conoscenze prodotte nei laboratori in strumenti concreti per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie epatiche. Un passaggio nel quale la contaminazione tra ricerca scientifica, medicina, tecnologia e trasferimento delle conoscenze assume un ruolo sempre più decisivo. Diciotto anni dopo la sua nascita, la Fondazione Italiana Fegato ETS conferma così la propria vocazione: fare della ricerca un ponte tra conoscenza e salute, tra il laboratorio e la cura. Un patrimonio di competenze e relazioni sul quale costruire le prossime sfide della ricerca sul fegato.
Dai nostri campus
11.09.2026
Green Energy: prima pietra del progetto di Elettra a Cava Scoria
Si è svolta oggi, presso la Cava Scoria, la cerimonia di presentazione del progetto Green Energy e della posa simbolica della prima pietra del parco fotovoltaico che verrà realizzato da Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca di interesse nazionale con sede nel campus di Area Science Park, finalizzato a rafforzare la sostenibilità energetica della propria infrastruttura di ricerca e a recuperare un’area estrattiva situata tra i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle – Dolina. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini, in rappresentanza del Ministro Anna Maria Bernini, il Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste Giovanni Comelli, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il Sindaco di San Dorligo della Valle – Dolina Aleksander Coretti. Hanno inoltre partecipato circa 200 invitati, tra rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, della comunità scientifica, delle università, degli enti di ricerca, dei professionisti che hanno curato gli aspetti tecnici e progettuali e dei numerosi soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito al percorso amministrativo e autorizzativo che ha portato oggi all’avvio della fase realizzativa del progetto. La posa della prima pietra segna l’avvio della fase realizzativa e conclude il percorso preparatorio avviato nel 2024 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Comune di San Dorligo della Valle – Dolina ed Elettra Sincrotrone Trieste, cui sono seguiti gli studi di fattibilità, la progettazione dell’intervento, le valutazioni ambientali e il completamento dell’iter autorizzativo. Green Energy rappresenta uno dei principali investimenti programmati negli ultimi anni da Elettra Sincrotrone Trieste e contribuirà a rafforzare la sostenibilità energetica di una delle principali infrastrutture di ricerca italiane, utilizzata ogni anno da migliaia di ricercatori provenienti da oltre cinquanta Paesi. Con un investimento complessivo di circa 26,5 milioni di euro, il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 8,8 MWp, costituito da quasi 13.000 moduli bifacciali ad alta efficienza, in grado di produrre oltre 11.600 MWh di energia all’anno, contribuendo a coprire circa il 25% del fabbisogno energetico del Centro. Il parco fotovoltaico avrà inoltre una funzione che va oltre la produzione di energia. Un sistema avanzato di sensori consentirà di monitorare le prestazioni dei moduli e i principali parametri dell’impianto, permettendo di analizzarne e ottimizzarne la produzione in diverse condizioni operative. Il parco diventerà così anche un laboratorio di ricerca applicata sulle tecnologie energetiche, nel quale sperimentare, testare e migliorare soluzioni fotovoltaiche, anche in collaborazione con le aziende del settore, creando nuove opportunità di ricerca e innovazione nel campo delle energie rinnovabili. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che finanzia la realizzazione dell’impianto con 21 milioni di euro, e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha destinato 5,5 milioni di euro all’acquisizione della Cava Scoria. Il progetto è accompagnato inoltre da un articolato programma di recupero ambientale dell’area, con interventi di messa in sicurezza dei versanti, rimodellazione morfologica, rinaturalizzazione e valorizzazione paesaggistica, oltre alla realizzazione di un Centro visite e di una vedetta carsica destinati a favorire la conoscenza del progetto e del territorio. “La ricerca – dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini – è un potente motore di sviluppo e il progetto che prende avvio oggi a Trieste ne è un esempio concreto. Green Energy non sarà soltanto un impianto per produrre energia rinnovabile, ma un’infrastruttura al servizio della ricerca, per sperimentare e migliorare le tecnologie fotovoltaiche e sviluppare nuove soluzioni insieme alle università, agli enti di ricerca e alle imprese. È questo il modello che vogliamo sostenere: mettere in rete conoscenza, competenze e capacità produttiva, trasformando i risultati della ricerca in innovazione e in crescita per i territori. Per questo il Ministero dell’Università e della Ricerca ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, finanziandone la realizzazione con 21 milioni di euro. Un investimento nella ricerca, nella sostenibilità e nella capacità del nostro Paese di costruire oggi le tecnologie di cui avremo bisogno domani”. Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Con la posa della prima pietra del progetto Green Energy compiamo un passo importante per il futuro di Elettra Sincrotrone Trieste e della ricerca in Friuli Venezia Giulia. Elettra è un’eccellenza scientifica internazionale e sostenerne la crescita significa rafforzare la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Green Energy affronta una sfida strategica: aumentare l’autonomia energetica di un’infrastruttura fondamentale per la ricerca. La realizzazione dell’innovativo impianto fotovoltaico dimostra inoltre come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme. La Regione ha scelto di essere protagonista di questo percorso, stanziando 5,5 milioni di euro per l’acquisizione dell’area e gli interventi necessari. È un investimento concreto sulla ricerca, sull’innovazione e sulla sostenibilità del nostro sistema scientifico. Abbiamo inoltre accompagnato il progetto attraverso un efficace coordinamento istituzionale, favorendo la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: istituzioni capaci di fare squadra e creare le condizioni per realizzare opere strategiche. Green Energy guarda al futuro di Elettra, un futuro nel quale ricerca, innovazione, sostenibilità e autonomia energetica rappresentano leve fondamentali di competitività”. “Per Elettra l’energia non è soltanto un costo o una risorsa operativa, ma la condizione essenziale per garantire continuità alla ricerca e l’accesso alle nostre infrastrutture da parte della comunità scientifica internazionale – dichiara Giovanni Comelli, Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste -. Green Energy nasce anche da questa consapevolezza e ha una caratteristica per noi fondamentale: l’energia prodotta servirà alla ricerca svolta con Elettra 2.0 e FERMI, ma lo stesso parco fotovoltaico diventerà parte della nostra attività scientifica, un vero laboratorio a cielo aperto sulle tecnologie energetiche. C’è poi un altro aspetto al quale teniamo particolarmente: il rapporto con il territorio di cui Elettra è parte. Con questo progetto non ci limitiamo a recuperare un’area che ha concluso il proprio ciclo estrattivo, ma vogliamo restituirla al territorio con una funzione nuova. La Cava Scoria diventerà un luogo nel quale produzione di energia rinnovabile, ricerca e recupero ambientale convivono, ma anche uno spazio di conoscenza e divulgazione, aperto a tutti attraverso il Centro Visite e la Vedetta Elettra. Crediamo che un’infrastruttura di ricerca debba generare valore non soltanto attraverso i risultati scientifici, ma anche grazie al legame che costruisce con il territorio in cui opera. Green Energy rappresenta anche questo: trasformare un’esigenza concreta di Elettra in un’opportunità di ricerca, conoscenza e valorizzazione di un luogo che viene restituito alla comunità con una nuova identità”.
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