News
16.12.2025
Al via la Open Call NACHIP per soluzioni innovative sull’idrogeno
È ufficialmente aperta la prima Open Call di NACHIP per finanziare soluzioni innovative nella hydrogen value chain, con scadenza per le domande il 3 febbraio 2026. NACHIP (North Adriatic Clean Hydrogen Investment Platform) è una piattaforma co-finanziata dall’Unione Europea attraverso lo strumento I3, che mira ad accelerare tecnologie pulite legate all’idrogeno nei settori della produzione, mobilità e aree urbane.
La call NACHIP è dedicata al sostegno di soluzioni tecnologiche mature nel settore dell’idrogeno, con particolare attenzione a prodotti, servizi o processi innovativi applicabili lungo la catena del valore dell’idrogeno. I progetti selezionati dovranno contribuire allo sviluppo, all’integrazione o alla dimostrazione di tecnologie già validate (TRL elevato), in linea con le esigenze dei progetti pilota NACHIP nei settori della produzione di idrogeno pulito, della mobilità e delle applicazioni urbane.
La call offre fino a 60.000 € a PMI altamente innovative o a consorzi di piccole imprese, finanziando progetti con elevato livello di maturità tecnologica (Technology Readiness Level > 7). Il budget totale disponibile per questa prima open call è di 540.000 €, con copertura al 100 % dei costi ammissibili tramite il meccanismo di cascade funding.
Possono partecipare PMI attive nelle tecnologie per l’idrogeno, componentistica, soluzioni digitali e altri ambiti rilevanti, registrate in regioni ammissibili dell’UE (inclusi Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Umbria, Slovenia e Croazia). Le proposte saranno valutate in base all’impatto strategico e alla capacità di rispondere alle esigenze tecniche del progetto NACHIP e dei cinque progetti pilota previsti dal programma.
Per saperne di più: Launch of the NACHIP Open Call for SMEs – Funding Innovative Hydrogen Solutions – NACHIP
Infrastrutture tecnologiche
11.12.2025
Deep Tech Revolution, 80 progetti innovativi candidati al bando di Area
Sono 80 i progetti innovativi ammessi alla selezione finale di Deep Tech Revolution, programma dell’ente nazionale di ricerca Area Science Park del valore di 1 milione di euro dedicato a progetti d’impresa innovativi ad alta tecnologia. Provenienti da 14 regioni italiane, i progetti candidati sono ora al vaglio di un comitato internazionale di esperti ed esperte che selezionerà, entro il 15 gennaio, i cinque vincitori destinatari di un contributo di 200mila euro ciascuno, di cui una metà erogata in denaro e una metà erogata in forma di servizi di ricerca e di accompagnamento alla crescita.
Deep Tech Revolution. Il programma nasce per promuovere e sostenere ricerca di frontiera e innovazione deep tech con focus su quattro settori identificati come aree chiave per lo sviluppo di tecnologie di grande impatto, ovvero scienze dei materiali, digitale avanzato, filiere energetiche verdi e scienze della vita. Il programma finanzia a fondo perduto cinque progetti innovativi ciascuno per un massimo di 200mila euro. Il contributo in denaro è destinato alla copertura di spese connesse all’attività di R&S (ricerca e sviluppo); il restante 50% è erogato in forma di servizi ad alta tecnologia che includono l’accesso a infrastrutture di ricerca e laboratori avanzati di Area Science Park e servizi di accelerazione di impresa e accompagnamento alla crescita.
Le candidature. Nel periodo di apertura della call sono state 187 le manifestazioni di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori; mentre a completare tutti gli step necessari sono stati 80 progetti provenienti da quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20). Spiccano Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: Roma ne ha candidati 13, Trieste 8 e Udine 6. Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1).
Le aree tematiche più rappresentate nelle proposte sono le tecnologie digitali avanzate (39) e le life science (30), seguite da scienza dei materiali (24) e filiere energetiche verdi (13). Alcuni progetti dichiarano un inquadramento multisettoriale, per questo il totale per area supera il numero complessivo delle proposte.
I progetti candidati sono in corso di valutazione da parte di un comitato tecnico scientifico internazionale secondo criteri che includono l’innovatività della soluzione, l’impatto potenziale, la scalabilità e la replicabilità, nonché l’utilizzo efficace dei servizi ad alta tecnologia offerti. I 5 progetti vincitori saranno annunciati entro il 15 gennaio 2026: il programma prenderà il via ufficialmente subito dopo.
Il programma. L’accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e prevederà due study visit internazionali che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave.
Il valore aggiunto dell’iniziativa è che ricercatori e/o startupper promotori dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato a infrastrutture di ricerca e laboratori di Area Science Park. Fanno parte dell’offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare e il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica; la strumentazione per l’analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l’energia con il Laboratorio di Microscopia Elettronica; l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) con il laboratorio di Data Engineering, e i servizi di advanced technology and business analysis.
Comunicati Stampa
Servizi per l'Innovazione
11.12.2025
IA e scienze della vita: Area alla scuola di biofisica in Guatemala
Creare un luogo di incontro tra discipline diverse, in cui studenti e ricercatori possano acquisire nuovi strumenti e competenze per affrontare questioni scientifiche al confine tra fisica e biologia. Con questo obiettivo si è svolta la prima scuola di biofisica organizzata in Guatemala all’Università del Valle dal 26 novembre al 5 dicembre, promossa da ICTP – International Centre for Theoretical Physics con la partecipazione di Area Science Park.
Tra i panelist anche Francesca Cuturello, ricercatrice del Laboratorio di Data Engineering (LADE) di Area Science Park, che ha tenuto il corso Machine Learning for Structural Biology. Nel suo intervento la ricercatrice ha illustrato come i modelli statistici di intelligenza artificiale possano essere utilizzati per comprendere la struttura e le funzioni delle biomolecole.
Alla scuola ha partecipato anche la studentessa PhD di Area, Edith Natalia Villegas Garcia, presente nel comitato organizzatore e nel ruolo di esercitatrice del corso di Machine Learning.
La scuola rappresenta un passo importante verso la costruzione di una rete internazionale di biofisica, con l’obiettivo di promuovere la ricerca in biofisica e creare legami duraturi tra le università del Guatemala e la comunità scientifica internazionale.
Infrastrutture di ricerca
10.12.2025
Metalmeccanica: pubblicato il report 2025 di COMET
Il nuovo report dell’Osservatorio Metalmeccanica FVG, promosso da COMET – Cluster Metalmeccanica Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Area Science Park, Intesa Sanpaolo, Università di Trieste e Università di Udine, restituisce l’immagine di un comparto che torna a crescere dopo due anni di lieve arretramento (-0,7% nel 2023, -0,6% nel 2024).
Presentato presso Cantina Pitars di San Martino al Tagliamento all’incontro dal titolo “Navigare il cambiamento: strategie e adattamento delle imprese metalmeccaniche FVG”, ha rappresentato un’occasione di confronto tra mondo della ricerca, istituzioni e imprese. Dopo i saluti istituzionali, il programma si è articolato in due tavole rotonde: una dedicata al report, l’altra ha invece dato voce alle imprese, con gli interventi di AlfaTech Srl, Cappellotto Spa, Latofres Srl e Mit Srl – MIT Group, che hanno condiviso esperienze concrete di adattamento strategico, innovazione e internazionalizzazione. A moderare il confronto Saverio Maisto, direttore del Cluster COMET, e Michele Valerio di Eupragma. Le conclusioni sono state affidate al presidente del COMET, Sergio Barel.
INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ
La metalmeccanica, che rappresenta il 43% della manifattura regionale e si conferma pilastro del sistema produttivo, registra infatti un incremento dello 0,9%, confermando i dati di giugno 2025, mentre il resto della manifattura FVG mantiene una dinamica negativa (-1,4%). La specializzazione elettro-meccanica rimane dominante, con un contributo del 3% da parte delle filiere collegate. La distribuzione territoriale rimane concentrata nelle province di Udine e Pordenone, dove si colloca il 77% delle imprese osservate.
Emerge con forza il tema dell’innovazione: il 36% delle aziende metalmeccaniche mostra segnali concreti – brevetti, progetti europei o regionali, startup e spinoff – in una quota superiore rispetto al resto della manifattura, che si ferma al 32%; pur in un contesto di calo generale, la metalmeccanica mantiene dunque una posizione di vantaggio. Anche la sostenibilità ambientale segna un passo avanti: le imprese che hanno ottenuto certificazioni energetiche o ambientali, partecipato a progetti europei o depositato brevetti green crescono del 6% rispetto al 2024, raggiungendo quota 161; il resto della manifattura registra invece una flessione dell’8%.
FATTURATO E STRATEGIE
Sul piano economico, il fatturato della metalmeccanica regionale tra il 2021 e il 2024 è cresciuto dell’8,7%, in linea con l’andamento nazionale. Tuttavia, nel confronto tra il 2024 e il 2023, il FVG ha subito un calo più marcato (-4,1%) rispetto al resto d’Italia (-3,3%). La redditività, misurata dall’Ebitda Margin, è scesa dall’11,8% al 10,8%, pur restando vicina alla media nazionale. In controtendenza, la solidità patrimoniale delle imprese regionali si è rafforzata: il patrimonio netto sul passivo ha raggiunto il 39,7%, in crescita rispetto al 37,4% dell’anno precedente e superiore al dato nazionale. Le differenze dimensionali mostrano come le microimprese abbiano sofferto di più, con un calo del fatturato del 5,1%, seguite dalle piccole (-4,0%), mentre le medie e grandi hanno limitato la flessione allo 0,8%. I margini operativi restano simili per tutte le dimensioni, attorno al 9,5%, ma la patrimonializzazione è più robusta nelle grandi imprese, che tra il 2022 e il 2024 hanno guadagnato 7 punti percentuali. Il report sottolinea inoltre l’importanza della governance e delle strategie adottate. Le aziende con almeno un under 40 nel board hanno registrato crescite a doppia cifra (+26,8%), mentre quelle con tutti i membri over 65 si sono fermate al +5,9%. L’orientamento ai mercati esteri ha garantito un incremento del 20% contro il 16% delle imprese non esportatrici. Certificazioni di qualità, certificazioni ambientali e brevetti si confermano leve decisive di sviluppo, con tassi di crescita rispettivamente del 22,9%, 27,3% e 17,4%. Infine, il report dedica spazio ad alcune realtà emblematiche del territorio, tra cui AlfaTech, Latofres, PMI e TSM (Fiume Veneto), Cappellotto (Fontanafredda), Gruppo Cividale (Tavagnacco,) Cosma Group (Porcia), Mit Srl – MIT Group (San Quirino), Startech (Trieste), Mec-2 (Casiacco).
CONCLUSIONI: BAREL
Concludendo, i dati 2025 confermano un elemento chiave: le imprese della metalmeccanica regionale stanno reagendo con determinazione alla complessità dello scenario internazionale. Le strategie di diversificazione dei mercati, messe in campo già da tempo, stanno mostrando segnali concreti di efficacia, come dimostrano le performance dell’export nei primi mesi dell’anno, in crescita nonostante le incertezze geopolitiche e i nuovi dazi USA. Tuttavia, la sfida è tutt’altro che conclusa. “I dati del secondo semestre 2025 ci consegnano una fotografia nitida: la metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia ha saputo navigare la tempesta meglio del resto del comparto manifatturiero, segnando un’inversione di tendenza positiva – afferma il presidente del Comet, Sergio Barel -. Tuttavia, non possiamo ignorare la crescente polarizzazione del nostro tessuto produttivo: la forbice tra chi corre, trainato da export, certificazioni e una governance giovane, e chi fatica, si sta allargando. Il tempo delle decisioni basate solo sull’intuito è finito. Il futuro richiede alle nostre imprese un cambio di paradigma fondato sull’agilità strategica, sulla lucidità dei dati e sulla capacità di captare i segnali deboli del cambiamento. In questo scenario, il ruolo del COMET è cruciale: portare l’ecosistema dell’innovazione e l’accesso ai mercati internazionali anche alle PMI meno strutturate, supportandole in questo salto culturale. Abbiamo imparato a navigare in mari tempestosi; ora dobbiamo alzare lo sguardo e prepararci al futuro con continuità, visione e coraggio”.
TAVOLE ROTONDE
Alla serata dedicata all’analisi del comparto regionale e alle strategie di adattamento, sono intervenuti esperti di rilievo provenienti dal mondo bancario, accademico e della ricerca. Nella tavola rotonda moderata dal direttore del COMET, Saverio Maisto, Anna Maria Moressa di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato come le PMI abbiano mostrato una maggiore tenuta nella marginalità rispetto alle grandi imprese, grazie alla qualità che ha permesso di mantenere attiva la filiera locale. Maria Chiarvesio dell’Università degli Studi di Udine, ha posto l’accento sul contesto geopolitico sfavorevole e su come le imprese possono tracciare e monitorare il cambiamento, cogliendo le opportunità. Guido Bortoluzzi dell’Università degli Studi di Trieste, ha presentato tre modalità con cui le aziende intercettano segnali dal mercato: attraverso rapporti con imprese capaci di analisi di scenario, il dialogo con i fornitori, l’impiego di osservatori esterni. Da qui la riflessione di Saverio Maisto, che ha rilanciato: “In difesa o in attacco? Di sicuro mai fermi”, e infatti Bortoluzzi consiglia di “gettare più ami in settori diversi o di pescare più a fondo dove i competitor non arrivano”. Enrico Longato di Area Science Park, ha portato l’attenzione su indicatori di innovazione e sostenibilità quali la partecipazione a bandi europei green, il deposito di brevetti, le certificazioni. Nella seconda tavola rotonda, moderata da Michele Valerio di Eupragma, hanno condiviso esperienze concrete di adattamento e visione strategica le imprese Alfatech Srl, Cappellotto Spa, Latofres Srl e MIT Srl – MIT Group, protagoniste di un confronto diretto sulle sfide e soluzioni adottate nel contesto metalmeccanico regionale.
Comunicati Stampa
Servizi per l'Innovazione
09.12.2025
Modificare e sostituire interi cromosomi umani lasciandone intatta la struttura
Un gruppo internazionale di ricercatori del MRC Laboratory of Molecular Biology e del Wellcome Sanger Institute di Cambridge, guidato da Gianluca Petris – oggi Principal Investigator della Genome Engineering & Biotechnology Unit della Fondazione Italiana Fegato e docente al Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine – ha ottenuto un risultato senza precedenti: trasferire, modificare e sostituire interi cromosomi umani mantenendo intatta la loro struttura. Lo studio, pubblicato su Science, rappresenta una svolta decisiva per la biologia sintetica e generativa e per le future terapie genetiche avanzate.
I ricercatori hanno sviluppato una tecnologia che permette di spostare cromosomi umani interi da una cellula all’altra senza danneggiarne il DNA, di modificarli in speciali “cellule fabbrica” costituite da cellule staminali embrionali di topo e di reintrodurli successivamente nelle cellule umane finali. In queste cellule fabbrica, i telomeri dei cromosomi umani – strutture che, quando si accorciano, sono critiche nei processi di invecchiamento e stabilità genomica – si allungano fino a dieci volte, tornando poi spontaneamente alle lunghezze tipiche umane quando i cromosomi vengono riportati nelle cellule riceventi. È stato inoltre possibile eliminare il cromosoma originale delle cellule umane e sostituirlo con quello ingegnerizzato, completando per la prima volta un ciclo intero di trapianto cromosomico con fedeltà genomica senza precedenti.
Questo approccio consente di affrontare domande biologiche che finora erano rimaste fuori dalla portata dell’editing genomico tradizionale (come CRISPR-Cas). La nuova tecnologia permette infatti di modificare e analizzare in modo causale il genoma umano come un sistema integrato, e non più solo gene per gene. Diventa cosi più semplice valutare il contributo delle grandi regioni regolatorie, il ruolo del cosiddetto “DNA oscuro”, e l’organizzazione tridimensionale del DNA nella cellula. Inoltre, offre un modello unico per studiare le alterazioni cromosomiche tipiche del cancro, nonché i meccanismi alla base dell’invecchiamento, incluso il comportamento dinamico dei telomeri. Guardando al futuro, questo lavoro apre la strada alla costruzione di cromosomi e genomi sintetici, alla progettazione di cellule con funzioni completamente nuove, a cellule e tessuti con maggiore compatibilità immunologica e resistenza intrinseca ai virus e allo sviluppo di una nuova generazione di terapie genetiche capaci di affrontare anche malattie complesse e rare.
La parte sperimentale della ricerca è stata condotta interamente nel Regno Unito grazie al supporto del Medical Research Council (MRC), del Wellcome Trust e di una Marie Skłodowska-Curie European Postdoctoral Fellowship vinta dal Dr. Petris durante il suo periodo all’estero.
La prosecuzione e l’espansione di questa linea di ricerca in Italia sono oggi portate avanti dal Dr. Petris presso la Fondazione Italiana Fegato e l’Università di Udine, grazie al sostegno di finanziamenti competitivi quali il My First AIRC Grant (AIRC) e il programma PNRR – Giovani Ricercatori.
Come sottolinea Gianluca Petris, “si tratta di un risultato che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato irrealizzabile e che oggi apre la strada a una nuova generazione di conoscenze e tecnologie destinate ad avere un impatto scientifico, medico, economico e sociale di grande rilievo”.
Dai nostri campus
05.12.2025
Una Piattaforma digitale per le terapie avanzate
Grazie al progetto Interreg COHERENCE – Cross Border Health Regulatory Alliance for Advanced Therapies – guidato dall’ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology), nasce una piattaforma digitale che supporta ricercatori e clinici nella compliance regolatoria per gli Advanced Therapy Medicinal Products (ATMP) a base cellulare.
La piattaforma è stata creata con l’obiettivo di supportare e guidare ricercatori e clinici attraverso il complesso iter normativo necessario per lo sviluppo di terapie avanzate, facilitando e accelerando il passaggio dalla fase preclinica a quella clinica in modo sicuro ed etico.
Frutto della capitalizzazione di esperienza tra i partner interregionali Italia e Slovenia, il portale si propone come uno strumento aperto, modulare e scalabile, destinato ad accogliere e integrare futuri aggiornamenti normativi.
La piattaforma è multilingue (italiano, sloveno e inglese), offre una chiara mappa delle normative nazionali (italiane e slovene) ed europee e mette a disposizione templates, check-list della modulistica essenziale, protocolli sperimentali e pubblicazioni.
L’iniziativa include inoltre un’azione pilota con la progettazione di uno studio clinico per il trattamento delle ferite difficili, che servirà a testare l’efficacia della piattaforma prima della sua apertura definitiva a una più ampia partecipazione di gruppi di ricerca a livello europeo.
Dai nostri campus
03.12.2025
Anche l’insetto più resistente dell’Antartide ingerisce microplastiche
Un nuovo studio, supportato dal consorzio europeo di infrastrutture di ricerca CERIC-ERIC, ha rivelato che le microplastiche – minuscoli frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm – hanno iniziato a infiltrarsi anche negli ecosistemi terrestri più remoti della Terra: le disabitate distese dell’Antartide. La ricerca, condotta da un team dell’Università del Kentucky, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e di Elettra Sincrotrone Trieste, rivela che, sebbene le microplastiche possano essere ingerite dal moscerino Belgica antarctica, i danni fisiologici su questa specie sembrano limitati. Al contempo, i risultati sottolineano la necessità di un monitoraggio più ampio, poiché indicano come l’attività umana e l’inquinamento da plastica continuino ad aumentare a livello globale, anche nei luoghi più inaspettati.
L’inquinamento da plastica è ormai diventato un problema ambientale critico a livello globale. Sebbene l’Antartide sia un continente geograficamente isolato, ricerche precedenti hanno dimostrato che le microplastiche possono raggiungere le sue coste attraverso il trasporto marittimo, la deposizione atmosferica, il turismo e persino le operazioni scientifiche. Tuttavia, fino ad ora, si sapeva poco su come questi inquinanti influiscono sui minuscoli invertebrati che vivono nel suolo antartico e che costituiscono la base di questi ecosistemi terrestri.
“Nel nostro studio – spiega Nicholas Teets, entomologo dell’Università del Kentucky e coordinatore della ricerca – abbiamo esaminato larve di moscerini, sia esemplari esposti alla plastica in laboratorio sia raccolti nel loro habitat. Questo ci ha permesso di effettuare la prima valutazione completa dell’ingestione di microplastiche e dei suoi impatti fisiologici nel Belgica antarctica, l’unico insetto endemico del continente e uno dei suoi animali terrestri più abbondanti”. Infatti, nonostante le loro dimensioni, i moscerini antartici svolgono un ruolo cruciale nel riciclo dei nutrienti e nella salute dell’ecosistema del suolo: con solo una manciata di specie animali terrestri che popolano il continente, qualsiasi inquinante che minacci questi invertebrati potrebbe quindi influenzare l’intera catena alimentare.
“Grazie all’uso di avanzate tecniche di imaging, come la micro-spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier (FTIR) e la spettroscopia Raman”, aggiunge Elisa Bergami, ecologista dell’Università di Modena e Reggio Emilia, “abbiamo rilevato per la prima volta frammenti di microplastica all’interno del tratto digestivo delle larve di moscerini selvatici. Sebbene l’ingestione fosse rilevata in meno del 7% degli esemplari raccolti sul campo, questi risultati confermano che la plastica sta raggiungendo i suoli antartici”. È interessante notare che, quando le larve sono state esposte sperimentalmente a concentrazioni variabili di microsfere di plastica per 10 giorni, i ricercatori non hanno riscontrato alcun effetto sulla sopravvivenza (anche a dosi di gran lunga superiori ai livelli ambientali previsti) né cambiamenti rilevabili nel tasso metabolico, suggerendo che l’esposizione a breve termine non alteri i principali processi fisiologici. “Tuttavia, abbiamo osservato una diminuzione delle riserve lipidiche in risposta a dosi elevate di plastica, suggerendo possibili impatti sul metabolismo energetico, che potrebbero avere severe conseguenze durante i rigidi inverni antartici”, sottolinea Jack Devlin, ricercatore dell’Università del Kentucky e primo autore dello studio.
“Oltre a sottolineare i vantaggi dell’utilizzo, nell’entomologia moderna, di un approccio multidisciplinare basato su tecniche analitiche avanzate e complementari (come quelle disponibili presso Elettra e nel Consorzio CERIC) – commenta Lisa Vaccari, ricercatrice senior presso la facility SISSI-Bio di Elettra Sincrotrone Trieste – questo lavoro mostra anche l’importanza di ridurre al minimo la contaminazione derivante dalle attività scientifiche stesse, raccomandando tecniche non invasive come l’imaging μ-FTIR quale metodo affidabile per le valutazioni future”.
Sebbene gli effetti fisiologici immediati delle microplastiche sulla Belgica antarctica sembrino minimi, infatti, le conseguenze a lungo termine, specialmente in condizioni di stress ambientale crescente, rimangono sconosciute. Sono quindi necessari studi più approfonditi, anche per esaminare possibili danni ai tessuti o risposte molecolari alterate negli insetti esposti alla plastica per un periodo prolungato.
CERIC-ERIC è un Consorzio europeo di infrastrutture di ricerca (ERIC) che offre a ricercatori e industrie un unico punto di accesso a oltre 60 tecniche e laboratori presso le stretture partner in otto paesi dell’Europa centro-orientale, e presso le strutture associate, per la ricerca multidisciplinare a livello micro- e nano-metrico nei campi dei materiali avanzati, dei biomateriali e delle nanotecnologie. L’accesso ai servizi di CERIC per la ricerca avviene tramite bandi internazionali che premiano i migliori progetti e che prevedono la pubblicazione dei risultati ottenuti. Nei laboratori di CERIC si possono analizzare e sintetizzare i materiali e si può indagarne la struttura combinando tecniche basate sull’uso di NMR, elettroni, ioni, neutroni e fotoni.
Dai nostri campus
29.11.2025
Assegnati i riconoscimenti della XX edizione del Premio Bernardo Nobile
Sono Lorenzo Emer, Elisa Sabbadin, Miriana Di Stefano, Maria Caterina Crocco, Manuele Favero e Giacomo Russo i vincitori della XX edizione del Premio Bernardo Nobile per tesi di laurea o dottorato che abbiano valorizzato l’utilizzo della documentazione e dell’informazione brevettuale, l’applicazione di metodologie e tecniche di intelligenza artificiale per l’estrazione di contenuti di valore da fonti bibliografiche o lo sviluppo di analisi anticipatorie (foresight e forecast) aventi a oggetto tecnologie “deep-tech”.
La cerimonia si è tenuta a conclusione dell’evento “Brevetti e AI: il cuore della rivoluzione Deep Tech”, organizzato da Area Science Park con il supporto dell’Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali (AIDB), durante il quale particolarmente significativi sono stati gli interventi di alcuni vincitori delle passate edizioni, il cui excursus professionale si contraddistingue per l’attinenza con i temi da sempre promossi dal Premio, che valorizza il ruolo della proprietà intellettuale e dell’informazione brevettuale come leva strategica per ricerca, innovazione e crescita economica: Paola Belingheri della LUISS Guido Carli (vincitrice nel 2017), Giovanni Cristiano Piani di Area Science Park (vincitore nel 2011), Davide Russo dell’Università degli Studi di Bergamo // Tinexta Innovation Hub (vincitore nel 2007), Matteo Straccamore della Forward Partners, Parigi (vincitore nel 2024).
Il Premio, istituito da Area Science Park per ricordare Bernardo Nobile, promotore e primo responsabile dell’Ufficio Studi e PatLib dell’Ente nel corso degli anni ha visto candidate 824 tesi (42 nell’ultima edizione), per un totale di 56 vincitori, affermandosi come punto di riferimento nazionale per la valorizzazione della ricerca accademica in ambito brevettuale e tecnologico.
“I brevetti sono sia uno strumento per valorizzare i risultati della ricerca in una prospettiva di sfruttamento industriale, sia un modo attraverso cui startup e imprese innovative presentano la propria unicità al mercato. Avere accesso a informazioni brevettuali significa avere la possibilità di focalizzare la ricerca e identificare trend tecnologici, collaborazioni e opportunità di sviluppo” ha dichiarato la Presidente di Area Science Park Caterina Petrillo. “È in questo contesto di stretta connessione tra ricerca e impresa che si inserisce il Premio Bernardo Nobile che quest’anno celebra un anniversario importante: 20 anni dalla sua istituzione. Un percorso longevo capace di intercettare con continuità i rapidi sviluppi delle tecnologie emergenti”.
Per ciascun vincitore è previsto un riconoscimento economico di 2.500 euro e la pubblicazione della tesi sul sito di Area Science Park.
I vincitori e le motivazioni della XX edizione:
CATEGORIA 1 – Uso dei brevetti come fonte di informazione
Vincitore: Lorenzo Emer – Università di Trento / Sant’Anna – Scuola Universitaria Superiore di Pisa
Tesi: A patent analysis of AI-based green inventions: stylized facts and forecasting
Motivazione: La tesi presenta un approfondito esame dei documenti brevettuali, basato sia sulle relative classificazioni sia su un’accurata disamina linguistica dei contenuti.
CATEGORIA 2 – Analisi dei brevetti in prospettiva economica e gestionale
Vincitrice: Elisa Sabbadin – Università di Padova
Tesi: Clusters beyond borders: exploring knowledge spillovers through collaborations and acquisitions
Motivazione: La tesi si distingue per lo studio delle relazioni socio-economiche su scala globale e la capacità di trarre significativi paragoni a livello europeo ed internazionale. La Commissione ne ha particolarmente apprezzato la solidità e la validità della base metodologica.
CATEGORIA 3 – Applicazione dell’intelligenza artificiale e dei big data alla ricerca scientifica e tecnologica
Vincitori:
Miriana Di Stefano (Scienze della vita) – Università di Siena / Università di Pisa
Tesi: Big Data Analysis and Artificial Intelligence in Hit Identification and Target Fishing for Neurodegenerative Diseases
Motivazione: La tesi presenta una strutturata analisi di dataset molecolari combinata con l’applicazione di tecnologie digitali avanzate e validate in una prospettiva lungimirante nel settore farmaceutico.
Maria Caterina Crocco (Scienze dei materiali) – Università della Calabria
Tesi: Non Destructive Material Investigation: Advanced Techniques Across Disciplines
Motivazione: La tesi descrive un’analisi dell’uso innovativo e combinato di microtomografia a raggi X e spettrografia infrarossa in trasformata di Fourier e per averne descritto e validato le potenzialità di applicazione in svariati campi tecnologici a vantaggio del progresso della conoscenza scientifica e dell’innovazione tecnologica.
Manuele Favero (Tecnologie digitali avanzate) – Università di Padova
Tesi: AI Driven Generation And Classification of Short Sound Messages for Internet of Audio Things
Motivazione: La tesi tratta gli sviluppi di tecniche avanzate in un settore peculiare e non precedentemente esplorato ma ad alto impatto potenziale, contribuendo allo sviluppo di un nuovo paradigma nell’ambito delle comunicazioni.
Giacomo Russo (Filiere energetiche verdi) – Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Tesi: Development of Flux Pump-Based Supply Systems For Superconducting Coils
Motivazione: La tesi presente un’ampia rassegna di letteratura tecnica e brevettuale con un approccio strutturato e orientato al foresight e l’elevato livello di innovazione tecnologica con strumenti di IA atti a velocizzare processi di ricerca e sviluppo e ridurre i costi sperimentali allungando il ciclo di vita delle soluzioni energetiche.
MENZIONI SPECIALI
Alice Tuberoni – Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Tesi: Directed technical change: evaluating the impact of Sweden’s tax reform on clean transport innovation
Motivazione: per l’approccio multidisciplinare e l’originalità dell’analisi internazionale.
Andrea Bisciotti – Università di Ferrara
Tesi: Quantitative Mineralogy: Sorting and Recycling of Construction and Demolition Waste
Motivazione: per l’applicazione di strumenti predittivi ai temi della sostenibilità.
Letizia Girardi – Università di Trento
Tesi: Automatic Measurement and Analysis of Perivascular Spaces in Parkinsonian Subjects from Brain MRI Images
Motivazione: per l’uso innovativo dell’IA nelle applicazioni cliniche e diagnostiche.
Comunicati Stampa
28.11.2025
L’eredità del progetto EU4EG: sviluppo e innovazione per la Macedonia del Nord
La creazione di un ecosistema imprenditoriale più efficiente, una rete di acceleratori d’impresa e nuovi servizi di supporto alla crescita di startup. Sono alcuni degli obiettivi raggiunti nell’ambito del progetto EU4EG – “EU for Economic Growth”, avviato nel 2021 per rilanciare l’economia della Macedonia del Nord e rafforzarne la competitività nel quadro dell’adesione del Paese all’Unione Europea e che ha visto Area Science, partner del progetto. In particolare, l’Ente ha contribuito al percorso di capacity building delle imprese macedoni, attraverso la realizzazione di una piattaforma per la formazione online e offrendo supporto specialistico a imprese e startup.
EU4EG si è chiuso ufficialmente il 26 novembre a Skopje con un’esposizione che ha riunito tutti gli attori coinvolti nel progetto, oltre a principali istituzioni e stakeholder tedesche e macedoni. Tra gli interventi in programma durante l’evento anche quello di Luca Mercatelli dell’Ufficio Relazioni Istituzionali di Area Science Park che ha presentato tre casi di successo di collaborazione tra ricerca e industria: la call Deep Tech Revolution a sostegno di nuove imprese innovative, le borse di formazione/lavoro per le aziende insediate all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico di Area Science Park e il supporto per la partecipazioni programmi di finanziamento comunitari.
Protagoniste della fiera sono state 24 start-up e 25 micro, piccole e medie imprese beneficiarie dei finanziamenti messi a disposizione dal progetto, che hanno presentato i risultati raggiunti negli ultimi quattro anni sul fronte dell’innovazione, dall’acquisto di nuovi macchinari allo sviluppo di nuove metodologie di produzione.
Coordinato dall’Agenzia di Cooperazione Internazionale federale tedesca (GIZ), EU4EG ha visto, oltre al coinvolgimento di Area Science Park, anche quello del Ministero Federale Tedesco per l’Economia e il Clima e dell’Iniziativa Centro Europea (CEI).
Per ulteriori informazioni visita la pagina: EU4EG – EU for Economic Growth – Area Science Park
Dai nostri campus
Servizi per l'Innovazione
27.11.2025
InterLynk, una nuova piattaforma per la rigenerazione multi-tessuto
Il progetto InterLynk, finanziato dall’UE e durato quattro anni, ha raggiunto significativi traguardi nella medicina rigenerativa sviluppando una piattaforma integrata per la riparazione di tessuti complessi, come l’articolazione temporomandibolare (ATM). La piattaforma combina biomateriali avanzati, modellazione computazionale e un innovativo sistema di bioprinting 3D per creare scaffold personalizzati capaci di supportare la rigenerazione di tessuti duri e molli all’interno di un’unica struttura.
Le innovazioni principali del progetto includono:
Nuovi Biomateriali: sviluppo di idrogel e inchiostri per ossa basati su lisati piastrinici di derivazione umana, ricchi di fattori di crescita e protetti con un brevetto, che fungono da mattoni per gli scaffold.
Tecnologia di Fabbricazione: un sistema di stampa 3D con una nuova testina “Print and Cure” e un modulo di elettrofilatura integrato, che consente la solidificazione in tempo reale del materiale e aggiunge fibre ultrafini per imitare la texture dei tessuti naturali.
Approccio Clinico: il lavoro ha coinvolto la co-creazione con chirurghi e quasi 200 pazienti per garantire che le soluzioni fossero allineate con le esigenze cliniche, mirando a colmare la lacuna di soluzioni rigenerative che combinano tessuti duri e molli.
Impatto e Prospettive
InterLynk dimostra la fattibilità di strategie di riparazione più integrate per difetti complessi, offrendo la possibilità di alternative future alle protesi, soprattutto per condizioni come i danni gravi all’ l’articolazione temporomandibolare. Il lavoro getta le basi per soluzioni personalizzate e clinicamente rilevanti con un potenziale di applicazione che si estende a una vasta gamma di difetti muscoloscheletrici.
L’apporto di Promoscience
Tra gli otto partner europei del progetto, Promoscience ha giocato un ruolo importante nel valorizzare e diffondere i risultati scientifici del progetto, mettendo a disposizione la sua lunga esperienza nella comunicazione e nell’innovazione digitale. Nell’ambito delle attività di comunicazione scientifica, ha inoltre organizzato dei laboratori presso la International School Trieste per avvicinare gli studenti delle scuole medie al tema delle biotecnologie e ai risultati di InterLynk.
Dai nostri campus
26.11.2025
NASCHA, l’acceleratore transfrontaliero per una filiera dell’idrogeno
Con il kick-off meeting che ha preso il via oggi e si concluderà domani 27 novembre prende ufficialmente il via NASCHA – North Adriatic Smart Communities Hydrogen Accelerator, la nuova iniziativa nata per accelerare lo sviluppo e l’adozione di tecnologie basate sull’idrogeno rinnovabile nell’ecosistema del Nord Adriatico. Il progetto europeo, della durata di 36 mesi, ha un valore complessivo di circa 11 milioni di euro, dei quali 7 milioni e 900mila finanziati dal programma I3 – Interregional Innovation Investments Instrument. NASCHA rappresenta la naturale evoluzione e un’importante estensione dell’iniziativa North Adriatic Hydrogen Valley (NAHV), da cui eredita la visione di una filiera dell’idrogeno integrata, resiliente e interregionale, rafforzandola attraverso attività dimostrative, strumenti di scalabilità delle soluzioni proposte e attività di accelerazione dedicate alle PMI.
Il progetto, di cui Area Science Park è capofila, riunisce 20 organizzazioni pubblico-private provenienti da Italia (principalmente Friuli Venezia Giulia), Slovenia e Croazia, rappresentative dell’intera catena del valore dell’idrogeno: enti di ricerca, PMI innovative, grandi imprese, organizzazioni di supporto alle imprese, università e autorità locali.
NASCHA mira a sviluppare tre Smart Communities of Practice e due progetti pilota per portare soluzioni basate su nuove tecnologie nel settore dell’idrogeno verde da un Livello di Maturità Tecnologica (TRL) 6 a TRL 9, rendendole quindi pronte per il mercato e per gli investimenti.
Il progetto, oltre a sviluppare tre Smart Communities of Practice (SCP) nelle città di Celje, Ajdovščina (Slovenia) e Cres (Croazia), finalizzate a dimostrare l’efficacia delle diverse applicazioni dell’idrogeno verde rispettivamente nelle aree urbane, nell’irrigazione sostenibile e nei trasporti e mobilità attraverso l’integrazione tra innovatori, imprese, amministrazioni pubbliche e centri di ricerca, mira a rafforzare l’ecosistema di produzione, stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno dei territori del Nord Adriatico. NASCHA, infatti, integra e condivide le conoscenze tra regioni fortemente innovative e regioni meno sviluppate nelle catene del valore dell’idrogeno dell’UE, contribuendo al Green Deal Europeo, alla Strategia sull’Idrogeno e agli obiettivi di decarbonizzazione.
“NASCHA contribuisce ad accelerare la transizione energetica nell’Adriatico Settentrionale – spiega Alberto Soraci, coordinatore del progetto -. Mira a rafforzare l’ecosistema dell’idrogeno contribuendo al Green Deal Europeo. Inoltre, rafforza la cooperazione transfrontaliera e l’integrazione di tecnologie in catene del valore chiave come i trasporti e le aree urbane, per un impatto duraturo che prevede anche la replicabilità di buone pratiche da parte di altre regioni”.
Uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa è lo stanziamento di fondi dedicati alle imprese: NASCHA supporterà almeno 20 PMI attraverso finanziamenti a cascata (fino a 60.000 euro ciascuna) e programmi avanzati di accelerazione d’impresa e investor readiness.
Il progetto svilupperà, inoltre, una serie di strumenti pensati per facilitare l’adozione del modello NASCHA in altre Hydrogen Valley europee, grazie a procedure standardizzate, know-how per la selezione di terze parti, servizi di matchmaking per gli investitori.
Partner di progetto: Area Science Park (capofila), META Group, ETRA, Italian Business Angels Network Association, Obcina Ajdovscina, STEMwise, META Circularity, CTS H2, Grad CRES, OTRA, RRA PORIN, SIST, ECUBES, Inkubator, PATRIA, University ofZagreb – Faculty of Electrical Engineering and Computing, Energetika, Institut Jozef Stefan, Mestna Obcina Celje, INCOM.
Cofinanziato attraverso lo Strumento I3 implementato da EISMEA.
Comunicati Stampa
Infrastrutture tecnologiche
24.11.2025
Plastica per l’industria dagli scarti tessili: CDC Studio vince Startup Marathon 2025
Una materia prima plastica lavorabile, compatibile con le principali tecnologie di stampaggio, realizzata interamente da scarti tessili, che permette di risparmiare il 70% di CO2 rispetto alla plastica vergine. Grazie a questa idea la startup pisana CDC Studio si è aggiudicata il primo premio di Startup Marathon 2025. Il contest promosso da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica si è concluso giovedì 20 novembre, con un evento ospitato nella sede UniCredit di Milano. Dodici le finaliste selezionate da una giuria di imprenditori, investitori ed esperti del settore, a partire da una rosa quasi 60 startup e pmi innovative iscritte al contest da incubatori, acceleratori, centri di ricerca e università di tutta Italia.
I vincitori
Attive in settori a forte trazione deep tech come le biotecnologie e l’healthcare, le tecnologie industriali avanzate, la sostenibilità ambientale, la cybersecurity e l’economia circolare, le dodici startup si sono contese i premi messi in palio dagli organizzatori, tra cui l’accesso alla piattaforma di business UniCredit Start Lab e la preselezione alla missione nazionale al CES di Las Vegas.
Ad aggiudicarsi la vittoria finale è stata la startup pisana CDC Studio, supportata da Murate Idea Park, realtà fiorentina nata negli antichi spazi dell’ex carcere delle Murate che lavora per mettere in collegamento risorse umane e idee di business, fornendo formazione e mentoring per creare e diffondere cultura d’impresa e promuovendo percorsi di incubazione.
CDC Studio lavora nell’ambito della circular economy, sviluppando soluzioni per il recupero degli scarti tessili. Ogni anno l’industria del fashion smaltisce 92 milioni di tonnellate di rifiuti, con un tasso di riciclo dell’1%. La startup fondata da Cristina Di Carlo ha sviluppato Miktòs, una tecnologia che trasforma questi scarti (fibre ma anche abiti invenduti o dismessi) in un polimero estrudibile, compatibile con le principali tecnologie di stampaggio, utilizzabile settori come l’arredamento, calzature, edilizia, automotive. Il polimero può essere riutilizzato nuovamente nel processo di recupero iniziale, rendendolo un esempio di materiale riciclabile all’infinito. La startup ha anche sviluppato Cōēo, un rivestimento per rendere impermeabili e antivento i capi realizzato recuperando e riutilizzando imballaggi in plastica.
CDC Studio si è anche aggiudicata il premio come migliore startup a maggioranza femminile, che garantisce la partecipazione al programma di internazionalizzazione BoostHerUp, promosso da Area Science Park.
Al secondo posto si è classificata GeneSys Bio, startup viterbese supportata da Almacube, l’incubatore dell’Università di Bologna e Confindustria Emilia Area Centro. GeneSys Bio ha sviluppato un dispositivo con kit liofilizzati pronti all’uso che fornisce identificazione di patogeni e antibiotico-resistenze in meno di un’ora. Il modello di business prevede dispositivi in comodato d’uso gratuito con entrate ricorrenti da kit in abbonamento per cliniche, case di cura, studi medici e farmacie. L’azienda ha depositato un brevetto con altri due in arrivo e prevede il lancio di un kit veterinario entro la metà del 2026, seguito da kit umani.
Classificata al terzo posto la torinese NanoMuG, supportata dall’incubatore 2i3T dell’Università di Torino. NanoMuG ha sviluppato i mucosomi, nanoparticelle ispirate al muco naturale che incapsulano e rilasciano sia piccole molecole che proteine, per la somministrazione di farmaci avanzati come quelli a base di RNA, peptidi e proteine. L’azienda ha validato l’efficacia in vitro e la sicurezza in vivo, depositato due brevetti e lavora per avviare il licensing entro il 2027.
A tutte le startup finaliste e alle loro organizzazioni di supporto, infine, è stato riconosciuto un accesso privilegiato all’Executive MBA in Business Innovation realizzato dal MIB Trieste School of Management. UniCredit Start Lab ha inoltre assegnato un premio speciale alla startup Cyber Evolution, di Ascoli Piceno, supportata da Gellify.
Non solo il contest: l’edizione 2025 ha confermato anche il programma Open Innovation B2B, che ha sfidato le startup e le Pmi innovative a rispondere a precisi bisogni di innovazione indicati dalle aziende corporate partner dell’iniziativa, che presenteranno loro nelle prossime settimane.
Roberto Pillon, responsabile dell’ufficio Generazione d’impresa di Area Science Park, afferma: «L’edizione di quest’anno conferma una scelta strategica del nostro ente: sostenere startup deep tech che portano soluzioni avanzate in ambito green, nuovi materiali, tecnologie digitali avanzate e life science, un profilo che si riflette nel parterre di soluzioni arrivate in finale. Questo alto livello è conseguenza di un format vincente: la linfa dell’iniziativa resta infatti la rete italiana delle organizzazioni di supporto, parchi scientifici, università, incubatori e acceleratori. Grazie a questo ecosistema il passaggio dal laboratorio al mercato si accorcia e le opportunità si moltiplicano. È così che, insieme ai nostri partner, aiutiamo a trasformare la ricerca e l’alta qualità tecnologica in impatto per imprese e territori».
Francesca Perrone, Head of ESG & Start Lab Italy, UniCredit, dichiara: «Anche quest’anno abbiamo affiancato la Startup Marathon confermando il nostro impegno nel sostenere iniziative che rafforzano l’ecosistema dell’innovazione in Italia. È un’occasione per valorizzare competenze tecnologiche capaci di trasformare idee ad alto potenziale in soluzioni concrete per il mercato. I miei complimenti alla startup vincitrice, alla quale apriremo le porte di Start Lab: la nostra piattaforma di business che, da oltre dieci anni, supporta startup innovative mettendo a disposizione tutto il network di UniCredit in termini di connessioni con aziende e investitori».
Gianni Potti, presidente di Fondazione Comunica e founder di DIGITALmeet, sottolinea: «Tante startup in gara, tante imprese e investitori partecipanti: questo conferma l’interesse per una formula vincente, quale Startup Marathon, per chi vuole investire nell’innovazione. Un’occasione imperdibile, ormai uno dei principali appuntamenti italiani del settore, in perfetta sintonia con i luoghi dell’innovazione: incubatori, acceleratori, parchi scientifici e tecnologici e Università; per valorizzare e far crescere le migliori idee imprenditoriali italiane, per dare sostegno a tanti progetti che rischierebbero di esaurirsi se non sostenuti da solide organizzazioni dell’innovazione».
Antonio Bassi, Maurizio Caradonna e Renzo Chervatin, fondatori di Startup Marathon, aggiungono: «Startup Marathon nasce con l’obiettivo di valorizzare il talento imprenditoriale e accelerare la crescita dell’ecosistema innovazione. Abbiamo creato un format che unisce competizione, formazione e networking, offrendo a founder, team emergenti e investitori un punto di incontro reale, dinamico e meritocratico. La nostra mission è dare spazio alle idee ad alto potenziale, creare opportunità concrete e favorire connessioni strategiche capaci di trasformare un progetto in un’impresa solida. Startup Marathon non è solo un evento: è un percorso, un movimento, un ambiente in cui chi innova può trovare supporto, visibilità e una community pronta a sostenerlo. Come founder, confermiamo il nostro impegno nel garantire la qualità, la trasparenza e i valori che caratterizzano questa iniziativa, promuovendo un contesto inclusivo, etico e orientato all’impatto positivo sull’intero ecosistema».
I partner
Oltre ai tre promotori, sono diversi i partner che sostengono Startup Marathon. Si tratta di Angels For Women, ASAC, Avvio Capital, Bando Easy, Camera di commercio italiana per la Svizzera, Camst Group, Carel, Chiesi, Clover Venture, CRCLEX, DBA Group, Eatable Adventures, ELIS Innovation Hub, Eurotherm, Fastweb, FITT, Galdi, Giordano Controls, HiRef, InnovUp, Irinox, Italian Angels for Growth, Italian Business Angels Network, Italtel, LIFTT, Manni Group, Master Builders Solutions, Mastercard, Maxfone, MIB Trieste-School of Management, MITO Tech Ventures, Mountain X, Newu, One Factory, San Marco Group, Smartland, Step, Tecnica Group, Technowrapp, Unicorn Trainers Club, Venture Factory, WDA, Würth.
Le startup finaliste, e relative organizzazioni di supporto di riferimento
Amigo, Roma/Rovereto, supportata da Trentino Sviluppo
Aspidia, Milano, supportata da ComoNExT
Asteasier, Verona, supportata da Università degli Studi di Verona
CDC Studio, Pisa, supportata da Murate Idea Park
Cyber Evolution, Ascoli Piceno, supportata da Gellify
D/Vision Lab, Bergamo, supportata da Bergamo Sveviluppo
DNA Switch, Padova, supportata da G-Factor
EMC Gems, Udine, supportata da TEC4I FVG
GeneSys Bio | Viterbo | supportata da Almacube
NanoMuG | Torino | supportata da 2I3T
NSight Dynamics | Firenze | supportata dall’Università di Firenze
Rescomp | Vicenza | supportata dall’Università degli Studi di Padova
Startup Marathon è un contest per imprese innovative aperto a startup, pmi innovative e spin-off universitari segnalati da incubatori ed acceleratori di impresa. Promosso da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica e ideato da Antonio Bassi, Maurizio Caradonna e Renzo Chervatin, dal 2020 seleziona le più significative aziende innovative italiane e ne accelera il percorso di go-to-market. Startup Marathon negli anni ha selezionato e premiato aziende innovative attive in settori come l’intelligenza artificiale, la diagnostica, l’IoT e la sostenibilità. Tra i vincitori delle passate edizioni ci sono Soundsafe Care, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che combina robotica e ultrasuoni per il trattamento non invasivo dei tumori, CAEmate, realtà che ha sviluppato un software per la manutenzione predittiva delle infrastrutture, Aisent, che fornisce servizi basati su AI, machine learning e computer vision, M2Test, spin-off dell’Università di Trieste che ha creato un innovativo metodo di diagnosi per l’osteoporosi, e Katakem, startup che ha sviluppato un reattore chimico che consente di digitalizzare un processo chimico trasformandolo in un file replicabile ovunque.
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