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Tutte le notizie da Area Science Park
26.08.2025
Friuli Venezia Giulia: 4,7 milioni per la ricerca sull’idrogeno rinnovabile
La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 4,7 milioni di euro per sostenere nuovi progetti di ricerca sull’idrogeno rinnovabile. Il bando, che sarà attivo dall’1 al 26 settembre 2025, si inserisce in una strategia di consolidamento degli investimenti già avviati con l’Avviso infrastrutture del 2024, che aveva messo a disposizione oltre 11 milioni di euro per la creazione di poli scientifici dedicati alla transizione energetica.
Le risorse saranno destinate a finanziare attività di ricerca che potranno svilupparsi all’interno delle infrastrutture in fase di realizzazione sul territorio regionale. I cinque poli già avviati comprendono il progetto FUSE – Open Infrastructure on Future Underground Hydrogen Storage, coordinato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS) con la collaborazione delle Università di Udine e Trieste; I-CAMPUS-H2 – Infrastruttura di ricerca per la caratterizzazione analitica di materiali e processi ad uso strategico H2, guidata dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) con Area Science Park ed Elettra – Sincrotrone Trieste; H2SmartLab – Infrastruttura di ricerca per l’idrogeno rinnovabile e tecnologie intelligenti e resilienti, capofila Area Science Park insieme a SISSA e Università di Trieste; E4H2 – Efficiency for Hydrogen, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con quella di Udine; infine, l’Infrastruttura per lo sviluppo di materiali e processi avanzati per la transizione energetica nella filiera Idrogeno, sotto la guida dell’Università di Udine con il supporto dell’Università di Trieste.
Potranno partecipare i soggetti già coinvolti nelle infrastrutture regionali citate, tra cui OGS, Università di Udine, Università di Trieste, CNR-IOM, Area Science Park, Elettra Sincrotrone Trieste e SISSA. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di oltre 20 ricercatori altamente qualificati che opereranno in sinergia con università e centri di ricerca anche nell’ambito del progetto internazionale NAHV – North Adriatic Hydrogen Valley.
I progetti selezionati, della durata massima di 48 mesi, dovranno essere presentati esclusivamente tramite la piattaforma “Istanze Online”. Le spese ammissibili includono il personale di ricerca, il personale di supporto fino al 10% e altre spese a forfait fino al 40%.
Infrastrutture tecnologiche
25.08.2025
IN-PLAN Train-the-Trainer Live a Vienna!
Partecipa alla prima edizione in presenza del programma IN-PLAN Train-the-Trainer, nell’ambito della Conferenza YES-Europe che si terrà a Vienna il 2 e 3 ottobre 2025!Due giorni di formazione interattiva sulla pianificazione territoriale integrata, con casi studio reali, attività pratiche e visite sul campo.
Perché partecipare?
Sulla scia del successo delle precedenti sessioni di capacity-building, questa edizione del Train-the-Trainer fornirà ai partecipanti conoscenze e strumenti per supportare le autorità locali e regionali nell’integrazione della pianificazione energetica e climatica nei processi di pianificazione territoriale.
Acquisirai competenze e strumenti per supportare le autorità locali e regionali nella pianificazione territoriale integrata
Scoprirai le migliori pratiche da tutta Europa
Diventerai un IN-PLAN Multiplier certificato con Digital Badge
L’obiettivo generale di IN-PLAN (Integrated Energy, Climate and Spatial planning), di cui Area Science Park è partner, è infatti quello di sviluppare, testare e implementare la metodologia IN-PLAN – una struttura di supporto di lunga durata che consenta agli enti locali e regionali di attuare efficacemente i loro piani energetici, climatici e territoriali grazie a un’integrazione della pianificazione energetica e climatica con la pianificazione territoriale
Previsto anche per alcuni partecipanti selezionati il diritto al rimborso delle spese di viaggio e alloggio fino a un massimo di 500 EUR a persona (l’eventuale procedura di rimborso sarà comunicata nel dettaglio ai partecipanti selezionati).
Le registrazioni sono aperte fino al 16 settembre 2025 (17:00 CET).
Non perdere l’occasione: unisciti al cambiamento per città più sostenibili e resilienti!
Per maggiori informazioni e iscrizioni: https://fedarene.org/event/in-plan-train-the-trainer-live-in-vienna/
Servizi per l'Innovazione
06.08.2025
Una soluzione scalabile per la cattura e lo stoccaggio della CO₂
Lo studio, condotto da un team interdisciplinare che ha riunito scienziati del consorzio di infrastrutture di ricerca CERIC-ERIC, di Elettra Sincrotrone Trieste, dell’Università Tecnica di Graz (TU Graz) e dell’Istituto Officina dei Materiali (IOM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IOM-CNR), è stato recentemente pubblicato su Nature Communications. Nella ricerca, supportata da CERIC-ERIC, i ricercatori affrontato una sfida critica nel settore: adattare materiali MOF altamente porosi in assemblaggi pratici, durevoli e reattivi, da integrare in tecnologie di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, mantenendo al contempo la loro integrità strutturale e capacità di assorbimento.
Gli obiettivi di neutralità climatica (o carbonica) mirano a mitigare l’impatto umano sul cambiamento climatico raggiungendo un equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica (CO2) e il suo assorbimento o sequestro dall’atmosfera. In questo contesto, i MOF, noti per la loro eccezionale porosità e la chimica altamente regolabile, sono tra i candidati più promettenti per le future strategie di mitigazione delle emissioni di CO₂. Tuttavia, la loro integrazione e il loro utilizzo sono stati rallentati dalla difficoltà di fabbricare forme funzionali e stabili – soprattutto film o membrane – compatibili con gli attuali sistemi industriali. In questo nuovo studio, i ricercatori hanno ingegnerizzato film MOF flessibili a base di zinco (Zn), cresciuti come strutture stratificate eteroepitassiali su alcuni substrati. Questi film incorporano leganti organici funzionalizzati, tra cui molecole fotocommutabili come l’azobenzene, che consentono la cattura reversibile di CO₂ innescata dalla luce (sia ultravioletta sia visibile).
“Questi risultati dimostrano che è possibile progettare film MOF che non solo funzionano a condizioni prossime a quelle ambientali, ma che possono essere controllati a distanza utilizzando la luce – una strategia intelligente per la cattura dell’anidride carbonica, efficiente dal punto di vista energetico, che consente allo stesso tempo un controllo non invasivo del sistema”, afferma l’autrice principale della ricerca, la Dr.ssa Sumea Klokic, che ha progettato l’esperimento ed eseguito le relative misurazioni nell’ambito della ricerca supportata da CERIC-ERIC e ora è ricercatrice presso la TU Graz. Adattando la chimica dei leganti, il team ha ottenuto una maggiore flessibilità e reattività nei film Zn-MOF, consentendo l’assorbimento reversibile di CO₂ e l’adattamento strutturale dinamico a condizioni quasi-ambientali. “Utilizzando una combinazione di tecniche analitiche all’avanguardia disponibili presso le infrastrutture partner di CERIC-ERIC – tra cui la diffusione di raggi X ad ampio angolo a incidenza radente (GIWAXS) e la spettromicroscopia a infrarossi – siamo stati in grado di caratterizzare a fondo il sistema reversibile a bassa energia che abbiamo sviluppato, osservando le interazioni su scala molecolare e quantificando l’assorbimento di CO₂ in tempo reale, soprattutto in presenza di stimoli esterni come luce e temperatura” aggiunge il Dr Giovanni Birarda, ricercatore presso la linea di luce SISSI-Bio di Elettra Sincrotrone Trieste. Presso la beamline SISSI, la spettromicroscopia a infrarossi ha infatti consentito di studiare la distribuzione spaziale e la dinamica molecolare di CO₂ all’interno dei film MOF con elevata specificità chimica e risoluzione micrometrica.
Guardando al futuro, i ricercatori sottolineano la necessità di migliorare le tecniche di imaging su scala nanometrica – come quelle che saranno sviluppate e implementate con l’aggiornamento di Elettra Sincrotrone Trieste (Elettra 2.0), che garantirà l’accesso a metodologie di analisi complementari per sondare processi dinamici su scale di lunghezza ancora più piccole – per mappare la distribuzione di CO₂ all’interno dei film MOF. Tali approcci potrebbero sbloccare ulteriori applicazioni dei MOF oltre allo stoccaggio dell’anidride carbonica, tra cui dispositivi di separazione dei gas, membrane a matrice mista e sensori ambientali.
Dai nostri campus
06.08.2025
Area continua ad attrarre personale ad alta specializzazione
Il Parco Scientifico Tecnologico di Trieste conferma la capacità di attrarre, trattenere e valorizzare competenze altamente qualificate. L’ultima rilevazione sul personale operante nei campus di Padriciano e Basovizza di Area Science Park registra un lieve incremento occupazionale con 2.828 addetti (dato al 31 dicembre 2024, + 28 unità rispetto all’anno precedente), ma l’aspetto più significativo resta l’alto livello di istruzione e specializzazione di coloro che lavorano nelle imprese e centri di ricerca insediati: tre quarti può vantare una laurea (48,6%) o un dottorato di ricerca (28,7%). Le discipline maggiormente rappresentate sono quelle tecnico-scientifiche, in particolare Ingegneria, Biotecnologie e Informatica, in linea con le aree di specializzazione del Parco.
L’indagine annuale condotta dall’Ufficio Sviluppo Parco ha coinvolto 50 aziende e 8 centri/enti di ricerca, tra i quali Area Science Park che all’attività scientifica unisce la gestione del Parco. La componente femminile rappresenta oggi il 37% del totale, pari a 1.051 persone, segnando un lieve ma costante incremento rispetto al biennio precedente. I dati evidenziano inoltre che oltre la metà del personale – 1.667 addetti – è costituita da dipendenti, a conferma della stabilità contrattuale prevalente all’interno del sistema. Completano il quadro 844 unità di personale esterno, 234 borsisti e 73 collaboratori, a testimonianza di una rete articolata di competenze che abbraccia ricerca, formazione e trasferimento tecnologico.
Quanto alla provenienza, il 64% degli addetti proviene dal Friuli Venezia Giulia, il 21% da altre regioni italiane e il 15% dall’estero. Sul versante anagrafico, il 47% degli addetti ha meno di 40 anni (21% under 30 e 26% nella fascia 31-40 anni), mentre il 24% è compreso nella fascia 41-50 anni e il 29% in quella over 51. Dati che riflettono un equilibrio tra esperienza e nuove energie, a beneficio della continuità e del ricambio generazionale, elementi fondamentali per un sistema della ricerca e dell’innovazione strutturato e in continua evoluzione.
Dai nostri campus
05.08.2025
Area Science Park e AVITHRAPID per affrontare possibili future pandemie
È stato firmato nelle settimane scorse il Protocollo d’Intesa tra Area Science Park e il partenariato internazionale del progetto AVITHRAPID (Antiviral Therapeutics for Rapid Response Against Pandemic Infectious Diseases) che segna un passo in avanti nella pandemic preparedess, ovvero la capacità di prevenire e rispondere a future minacce poste alla collettività dal diffondersi di malattie infettive.
Il protocollo d’intesa formalizza l’impegno condiviso nel rafforzare la capacità di affrontare future pandemie attraverso la ricerca avanzata, lo sviluppo di antivirali e la creazione di un’infrastruttura sostenibile nel lungo termine, esplicitamente dedicata a prevenzione e contrasto di future pandemie.
Al centro dell’accordo, l’obiettivo di promuovere il cosiddetto ‘100-Day Response Framework’, finalizzato a identificare entro i primi 100 giorni candidati clinici efficaci contro i patogeni emergenti e a contribuire allo sviluppo di approcci preventivi. Questo modello di risposta si basa su tre pilastri fondamentali, ovvero la rapida caratterizzazione dei patogeni, lo screening ad alto rendimento di librerie di composti per esplorare opportunità di riposizionamento dei farmaci e l’accelerazione delle pipeline traslazionali.
Nel quadro della collaborazione appena firmata, attraverso l’infrastruttura dedicata alla ricerca sui patogeni – PRP@CERIC , Area Science Park apporta piattaforme tecnologiche avanzate, approcci preventivi e strategie innovative per contrastare le infezioni virali emergenti.
Oltre alla cooperazione scientifica, il Protocollo si ripropone di individuare opportunità di finanziamento a livello europeo per la realizzazione di iniziative di ricerca congiunte, nonché per attività di comunicazione scientifica e disseminazione sui temi della pandemic preparedess e della ricerca sulle malattie infettive. Sforzi che mirano a favorire una maggiore informazione della collettività e al contempo una maggiore resilienza del sistema sanitario.
In un’epoca in cui velocità, collaborazione e condivisione delle conoscenze sono essenziali per la salute globale, questa nuova alleanza si inserisce nell’intento dell’Europa a guidare non solo l’innovazione, ma anche la capacità di prevenire e rispondere al diffondersi di malattie infettive.
Infrastrutture di ricerca
31.07.2025
Ferragosto 2025: chiusura uffici e variazioni di orario dei servizi ristorazione dei Campus
Si informa che gli uffici dell’Ente resteranno chiusi da lunedì 11 agosto a venerdì 15 agosto 2025.
Le attività riprenderanno regolarmente a partire da lunedì 18 agosto 2025.
Data la minor affluenza nei Campus di Area Science Park, inoltre, i servizi di ristorazione e bar subiranno alcune modifiche:
Giornate di chiusura della mensa e del bar:
15 agosto 2025
Giornate di chiusura della pizzeria:
dal 4 agosto 2025 al 24 agosto 2025
Servizio mensa ridotto con una sola linea self:
dal 11 agosto 2025 al 14 agosto 2025
Servizio bar
dal 4 agosto 2025 al 24 agosto 2025 orario ridotto dalle ore 8:00 alle ore 15:00
Ci scusiamo per eventuali disagi e auguriamo a tutti buone ferie.
Lo Staff di Area Science Park
Istituzionale
29.07.2025
Riaperte le iscrizioni per il Master in Data Management and Curation
Grazie alla disponibilità di nuove borse di studio e alla possibilità di partecipare come “uditori”, sono state riaperte le candidature per l’edizione 2025–2026 del Master in Data Management and Curation (MDMC).
La riapertura della call prevede, infatti, l’introduzione di ulteriori agevolazioni economiche per i candidati più meritevoli, tra cui esenzioni complete dalla quota di iscrizione di 4.500 euro e contributi finanziari fino a 3.000 euro. Un’ulteriore novità è la possibilità di partecipare al corso come uditori a condizione che il numero totale di studenti (partecipanti regolari e uditori) non superi le 20 persone.
Nato dalla collaborazione tra due eccellenze del panorama scientifico nazionale, Area Science Park e SISSA, il corso di perfezionamento post-laurea ha lo scopo di formare una nuova generazione di professionisti specializzati nella gestione avanzata dei dati secondo i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable). Il corso MDMC si rivolge a laureati triennali, magistrali o del vecchio ordinamento desiderosi di acquisire competenze teoriche e pratiche essenziali per affrontare le sfide dell’Open Science, dell’Intelligenza Artificiale e della Data Governance nei contesti di ricerca e industria.
Il programma, della durata complessiva di 10 mesi e interamente in lingua inglese, include 8 settimane di lezioni intensive in presenza a Trieste, un tirocinio pratico di sei mesi in laboratori ed enti partner, e un progetto di tesi finale. L’approccio didattico si distingue per la metodologia “FAIR-by-design”, che integra l’applicazione pratica dei principi FAIR sin dalla progettazione dei dati, formando figure versatili come Data Steward, Data Curator, Data Engineer e Research Data Manager.
Le iscrizioni sono aperte fino al 20 agosto 2025. La selezione sarà basata sulla valutazione dei titoli e, se necessario, su un colloquio online.
Maggiori informazioni sul programma, su come partecipare e sui requisiti di accesso sono disponibili sulla pagina dedicata.
Comunicati Stampa
Infrastrutture di ricerca
24.07.2025
Premio Mondofuturo: ecco i tre libri finalisti 2025
Di viaggi nel tempo e futuri distopici, di fughe ed estinzioni, di oggetti banali che immergono gli esseri umani in esperienze disorientanti; sono alcuni degli elementi che caratterizzano i tre libri finalisti della II edizione del Premio Letterario Mondofuturo, concorso che premia il miglior libro di fantascienza, originale e non tradotto, pubblicato in Italia nel 2024.
L’iniziativa, promossa e realizzata dall’ente nazionale di ricerca Area Science Park e da La Cappella Underground, nasce con l’intento di suscitare l’interesse pubblico verso la ricerca, la cultura scientifica e la letteratura, utilizzando la fantascienza come catalizzatore dell’attenzione.
I tre titoli finalisti della II edizione del Premio sono: Anticaja Canaglia di Cobol Pongide ed Emiglino Cicala (Edizioni Progetto Cultura), Cronache dalla deriva di Carlo Roselli (Zona 42) e Nero. Il complotto dei complotti di Luca Giommoni (effequ).
I tre libri finalisti, selezionati tra una rosa di 19 libri in concorso, sono stati scelti da una Giuria di Esperti ed Esperte composta da scrittori e scrittrici, docenti universitari/e, giornalisti/e ed esperti/e di letteratura e fantascienza di fama nazionale. Si tratta di: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente all’Università degli Studi di Milano (Presidente della Giuria); Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, autrice di Rai Radio3; Alberto Garlini, curatore di Pordenone Legge e scrittore; Giulia Martino, scrittrice e critica videoludica; Andrea Viscusi, scrittore e content creator; Angela Bernardoni, podcaster e co-autrice di “Fantascienza: Storia delle storie del futuro”; Elisabetta Di Minico, Ricercatrice specializzata in distopia e alterità presso l’Università Complutense di Madrid; Dottor Pira, fumettista, grafico e autore televisivo italiano; Collettivo Scrittori FantaTrieste.
“È solo la seconda edizione, ma il salto di qualità e di partecipazione rispetto alla prima è notevolissimo: molti romanzi, grande capacità di visione, immaginari che intrecciano spunti scientifici e doti di scrittura nell’invenzione di narrazioni spesso sorprendenti” ha dichiarato Nicoletta Vallorani, Presidente della Giuria degli Esperti e delle Esperte e poi aggiunto “Come diceva Le Guin, gli scrittori inventano storie che non sono fatti: per questo si chiamano fiction. Poi, però, queste storie svelano molto del mondo reale, e questo le rende preziose. I finalisti sono la campionatura ragionata di un gruppo molto più ampio. Unico piccolo rimpianto, mio e di tutti/e noi: aver avuto poche donne tra i contendenti. Ma rispetto allo scorso anno, si sta migliorando, e speriamo di averne alla prossima edizione anche più d’una nella terna finale”.
Le tre opere finaliste esplorano oggetti e temi connessi al mondo della ricerca scientifica: dai viaggi nel tempo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dal teletrasporto agli alieni, alle pistole laser. Ambiti di ricerca che da sempre suscitano l’interesse e la curiosità del pubblico.
I tre libri finalisti sono ora nelle mani di una Giuria di Scienziati e Scienziate composta da circa 50 ricercatori e ricercatrici, addetti e addette al mondo della ricerca che lavorano in Area Science Park affiancati da una giuria onoraria di cui fanno parte: Caterina Petrillo, Presidente di Area Science Park; Giovanna Fragneto, Direttore Scientifico dell’European Spallation Source – ESS; Fabio Pagan, giornalista scientifico; Fabrizio Brancoli, Vicedirettore del gruppo NEM – Nord Est Multimedia con delega a “Il Piccolo”; Giovanni Covone, Professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e ricercatore INFN e INAF; Stefano Liberati, Professore di Fisica delle Astroparticelle alla Sissa.
Alla Giuria scientifica il compito di scegliere tra le tre opere in concorso quella da premiare. Tra i criteri che guideranno la scelta: l’originalità e la visione scientifica, tecnologica e sociale del racconto. Il Premio sarà assegnato a Trieste il 2 novembre nella giornata conclusiva della XXV edizione del Trieste Science+Fiction Festival.
Il progetto Premio Letterario Mondofuturo è realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il sostegno di “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
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I TRE LIBRI FINALISTI DEL PREMIO LETTERARIO MONDOFUTURO – EDIZIONE 2025
Nero. Il complotto dei complotti di Luca Giommoni – effequ
E se tutte le teorie del complotto servissero solo per nascondere l’esistenza di un unico, grande complotto? E se il viaggio nel tempo fosse possibile, e i centri per l’impiego trovassero il modo di rimandare nel passato i disoccupati per trovare loro lavoro? Nero, giovane disoccupato e grande esperto di complotti, nel tentativo di rimediare alle storture del presente dovrà affrontare le kafkiane difficoltà degli organi di controllo burocratici, oscure potenze al lavoro per preservare la sperequazione sociale e insabbiare gli orrori. E così tutto precipita in un epico multiverso in cui ogni tentativo di riscatto viene revisionato e ogni azione positiva distorta. Ma qual è il fine? E riuscirà Nero, emblema di più di una generazione crocifissa a lavori inutili e ambizioni performative, a comprendere l’ironica ineluttabilità del proprio destino?
Anticaja Canaglia di Cobol Pongide ed Emiglino Cicala – Edizioni Progetto Cultura
Un essere umano e un robot giocattolo antropomorfo s’incontrano in un mercato delle pulci di Roma: uno di quelli in cui abili nomadi rovistatori di cassonetti dell’immondizia mettono in scena tutta l’obsolescenza programmata occidentale. I due scoprono di essere accomunati da inesplicabili esperienze legati perlopiù a vecchi oggetti desueti o anacronistici: anticaje. Decidono, quindi, di trasformare le proprie vicende in un libro di racconti nel tentativo, forse “proustiano”, di comprendere come quelle vecchie cianfrusaglie siano riuscite a deformare la realtà. Scopriremo allora che entrambi vivono in un universo con regole fisiche un po’ diverse da quelle a noi tanto familiari in un continuum in cui futuro, passato e presente si agitano in modo scomposto finendo, a volte, per divenire indistinguibili. Scopriremo, inoltre, che alcune delle anomalie sono state volontariamente innescate dal robot giocattolo, utilizzando a loro insaputa la comunità nomade Rom, gli addetti alla nettezza urbana e l’amico umano. Tattica un po’ ingannevole, certo, ma volta a salvare, se non l’intero pianeta, almeno una parte dell’umanità.
Cronache dalla deriva di Carlo Roselli – Zona 42
Noi tutti ci apparteniamo così forte, da trovarci nel presente, nel qui, da ogni tempo possibile.
Cosa succederà domani, spostando lo sguardo un po’ più in là, nella provincia desolata, sulle coste bruciate dal sole, tra i monti selvaggi e inospitali dell’appennino meridionale? Cosa sarà dell’eredità che ci sforziamo di preservare per le generazioni future? Si perderà completamente o ne rimarranno tracce comprensibili al di là dell’oceano del tempo? È una riflessione in forma di romanzo polifonico, emozionata ed emozionante, sul destino che ci attende, sulla nostra permanenza attraverso una mutazione epocale, sulla solitudine e l’amore, sulla morte, la memoria, il sapere, e sulla capacità dell’immaginazione di costruire un mondo possibile, finalmente liberato dalla gabbia di una contemporaneità perpetua, eternamente uguale a sé stessa.
Istituzionale
14.07.2025
CGM Fablab apre la nuova sede operativa in Area Science Park
CGM Fablab, divisione italiana del gruppo tedesco CompuGroup Medical, leader nelle soluzioni digitali per la sanità, ha inaugurato la sua sede operativa all’interno del nostro parco scientifico e tecnologico.
Un passo importante per rafforzare l’impegno di CGM Fablab nell’innovazione del sistema sanitario, attraverso lo sviluppo di software avanzati che semplificano l’attività quotidiana dei professionisti della salute e migliorano la gestione del paziente lungo l’intero percorso di cura.
Per saperne di più: https://fab-lab.it
Dai nostri campus
14.07.2025
Protezioni solari ecologiche con l’Intelligenza Artificiale
Ali Hassanali, ricercatore presso il Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam (ICTP), ha ottenuto una sovvenzione di 150.000 euro dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) per sviluppare filtri UV ecologici e sicuri per la pelle. Il progetto si propone di utilizzare l’intelligenza artificiale (IA) per progettare nuove molecole da utilizzare nelle creme solari.
Denominato CUSHOP (Capturing UV Sunlight Using Hydrogen-Bond Networks: Organic Sun Screens for Skin Protection), il progetto combinerà algoritmi di IA generativa ed esperimenti in laboratorio per creare molecole organiche in grado di assorbire i raggi UVA e UVB, principali responsabili dei danni alla pelle. Queste molecole potranno essere integrate in nuovi prodotti per la protezione solare, offrendo una risposta all’aumento dei casi di melanoma e alle crescenti preoccupazioni sull’impatto nocivo delle attuali creme solari sugli ecosistemi marini.
Le ricerche si baseranno sulle conoscenze sviluppate da Hassanali e dal suo team nell’ambito del progetto quinquennale HyBOP (Hydrogen-Bond Networks as Optical Probes), anch’esso finanziato dall’ERC. Avviato nel 2022, HyBOP studia l’interazione di molecole organiche – in particolare dei sistemi con legami a idrogeno – con la luce. Comprendere quali sono le caratteristiche molecolari coinvolte nell’assorbimento dei raggi UVA e UVB contribuirà alla ricerca di nuove molecole da usare per la protezione solare.
Il finanziamento consentirà la creazione di due posizioni di post-dottorato all’ICTP e permetterà al Centro di dotarsi di nuovi computer. La progettazione, condotta con simulazione matematica al computer (in-silico), di macromolecole mediante modelli generativi, sarà svolta in stretta collaborazione con gli esperti di AI del Laboratorio di Data Engineering di Area Science Park, coordinato da Alberto Cazzaniga. Il gruppo lavorerà non solo in collaborazione con Silvia Marchesan e il suo team dell’Università di Trieste per sintetizzare le molecole progettate con l’IA e testarne le prestazioni quando integrate in prodotti solari, ma anche con un’azienda cosmetica per esplorare le possibilità di commercializzazione dei risultati.
Altre istituzioni del Sistema Scientifico e dell’Innovazione del Friuli Venezia Giulia, tra cui la SISSA, saranno coinvolte in diverse fasi del progetto. CUSHOP è uno dei 150 progetti selezionati nel 2025 dall’ERC nell’ambito del programma Proof of Concept Grants, che sostiene ricercatrici e ricercatori già vincitori di una borsa ERC nelle prime fasi del processo di applicazione o commercializzazione della loro ricerca.
Comunicati Stampa
Infrastrutture di ricerca
07.07.2025
Si apre una nuova era per il Sincrotrone: inizia l’installazione di Elettra 2.0
Dopo 32 anni di operatività, 160.000 ore di luce fornite e quasi 12.000 esperimenti eseguiti, che hanno portato a circa 10.000 articoli scientifici peer-reviewed, la macchina di luce Elettra è stata spenta il 2 luglio 2025 per l’ultima volta.
Un momento simbolico che segna la chiusura di una fase storica e che ne inaugura un’altra con l’inizio dell’installazione dei componenti della nuova macchina di luce Elettra 2.0 al posto di quelli di Elettra.
La nuova infrastruttura, realizzata con un investimento pubblico di quasi 200 milioni di euro, è basata su un anello di accumulazione di quarta generazione, che garantirà prestazioni significativamente superiori in termini di stabilità, brillanza, coerenza e precisione dei fasci di fotoni. L’avvio della nuova macchina di luce è previsto nel 2026 e i primi utenti esterni sono attesi a partire dall’inizio del 2027.
Elettra 2.0 fornirà fasci di luce fino a 1.000 volte più brillanti, con una coerenza 60 volte superiore, resa possibile da una riduzione dell’emittanza del fascio di 50 volte rispetto all’attuale macchina. La nuova sorgente fornirà fotoni più stabili, focalizzati e coerenti, con energie fino a 120 keV ad un massimo di 32 stazioni sperimentali, di cui 20 riconfigurate a partire dalle 28 beamline ch’erano operative su Elettra e 12 completamente nuove, progettate per rispondere alle esigenze emergenti nei settori dei materiali funzionali, dei dispositivi quantistici, della catalisi, della biologia strutturale, dell’imaging biomedico e della fisica della materia condensata.
La nuova macchina sfrutterà un layout con multi-bend achromat, che garantirà eccellente stabilità e prestazioni ottiche, e sarà dotata di ondulatori in vuoto, magneti curvanti superconduttivi ad alto campo, nuovi sistemi di manipolazione campioni e rivelatori ad alte prestazioni.
A supporto della ricerca, saranno attivi anche 12 laboratori specialistici, che continueranno a servire la ricerca internazionale anche durante il “dark period” dedicato all’installazione di tutti i componenti della nuova macchina di luce, insieme al laser ad elettroni liberi FERMI che continuerà a operare regolarmente durante l’intero periodo.
Elettra 2.0 continuerà a valorizzare le importanti collaborazioni attive con partner nazionali e internazionali.
Elettra Sincrotrone Trieste, collocata all’interno del parco scientifico e tecnologico Area Science Park, ha presentato ufficialmente il progetto martedì 8 luglio 2025, alla presenza di rappresentanti istituzionali e scientifici, fra cui la Presidente di Area Science Park, Caterina Petrillo.
Un commento del Presidente e Ad Prof. Alfonso Franciosi: “Con Elettra 2.0 costruiamo una nuova infrastruttura pensata per supportare la ricerca del futuro. Grazie a una luce molto più brillante e coerente, potremo osservare i materiali nella loro struttura più intima, sviluppare tecniche avanzate come la ptychography, la spettroscopia risolta in spin e l’imaging ad alta risoluzione. Misure che prima richiedevano ore potranno ora essere completate in pochi minuti, con un livello di dettaglio e di precisione molto maggiori. La nuova macchina sarà al servizio di una comunità scientifica ampia e interdisciplinare: dai materiali per l’energia alle tecnologie quantistiche, dalla catalisi alle biotecnologie. Ad esempio con SYRMEP Life Science, offriremo strumenti d’avanguardia per la medicina traslazionale, inclusa la possibilità di analisi ad alta risoluzione su pazienti per la diagnostica delle patologie polmonari. Elettra 2.0 sarà uno strumento competitivo a massimo livello internazionale, accessibile, aperto e progettato per affrontare le grandi sfide della scienza e dell’innovazione.”
Dai nostri campus
04.07.2025
Dal MUR incremento di 10 mln del fondo ordinario enti di ricerca
È di circa un miliardo e mezzo di euro il Fondo ordinario destinato agli Enti e alle Istituzioni di ricerca (FOE) per il 2025, con un incremento di 10 milioni rispetto allo scorso anno. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che assegna 1.485.883.600 euro per il funzionamento ordinario degli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR.
“Gli Enti nazionali di ricerca sono avamposti strategici di conoscenza e sperimentazione – spiega il Ministro Bernini –, sono presidi di sapere e di analisi fondamentali per il nostro Paese e i ricercatori di tutto il mondo. Anche quest’anno abbiamo aumentato le risorse non solo per il loro funzionamento ordinario, ma soprattutto perché possano incrementare le iniziative progettuali straordinarie che sono la leva dell’innovazione”.
Nell’ambito del FOE 2025 è stato riattivato il contributo italiano al bilancio della Commissione Inter-governativa per la Ricerca nel Mar Mediterraneo (CIESM). Il finanziamento ammonta a 365.024 euro e consentirà all’Italia di riacquistare il diritto di partecipazione e voto alle decisioni dell’organismo. Era dal 2016 che il nostro Paese non aveva più un rappresentante ufficiale presso il board della CIESM.
Tra gli enti di ricerca che ricevono le risorse del MUR due sono quelli con sede principale a Trieste e sono: Area Science Park e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS.
Nel dettaglio l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste (Area Science Park) riceve 34.669.141 euro, rispetto ai 34.433.040 euro del 2024, con un aumento di 236.101 euro.
“L’incremento del fondo ordinario destinato ad Area sarà dedicato all’avvio del progetto di Technology Foresight FUTURA che si concentrerà sull’analisi e sullo sviluppo di possibili scenari legati all’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore life science per rispondere alle grandi sfide del futuro” ha dichiarato la Presidente Caterina Petrillo che ha poi aggiunto “Il progetto è integrato nella strategia di rafforzamento delle nostre infrastrutture di ricerca, in particolare, quelle dedicate alle scienze omiche e alle biotecnologie di frontiera. È un primo pilota che potrà poi avere applicazione anche nel settore delle tecnologie per l’energia sostenibile e nella ricerca nei nuovi materiali, dove l’impiego dell’AI per lo sviluppo scientifico e delle infrastrutture di laboratorio può essere ottimizzato dalla predittività degli scenari”.
Il progetto FUTURA ha l’obiettivo di sviluppare processi e metodi di costruzione e analisi di futuri possibili al fine di anticipare cambiamenti, sfide e impatti della tecnologia ed elaborare una visione a lungo termine che consenta di promuovere nel presente azioni indirizzate agli scenari più desiderabili.
La disponibilità residua, pari a 40.314.760 euro — in aumento di 472.082 euro rispetto ai 39.842.678 euro del 2024 — è destinata a tre principali voci di finanziamento. Tra cui quella destinata a Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A che riceve in continuità con l’anno precedente un finanziamento pari a 14 milioni di euro.
Il riparto delle risorse del FOE viene effettuato sulla base dei piani pluriennali di attività predisposti dagli enti destinatari delle assegnazioni, in coerenza con le indicazioni del Programma nazionale della ricerca (PNR). Questi finanziamenti sono finalizzati anche a sostenere la partecipazione degli Enti pubblici di ricerca afferenti al MUR agli European Research Infrastructure Consortium (ERIC) o ai progetti da questi realizzati.
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