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Tutte le notizie da Area Science Park
11.09.2026
Green Energy: prima pietra del progetto di Elettra a Cava Scoria
Si è svolta oggi, presso la Cava Scoria, la cerimonia di presentazione del progetto Green Energy e della posa simbolica della prima pietra del parco fotovoltaico che verrà realizzato da Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca di interesse nazionale con sede nel campus di Area Science Park, finalizzato a rafforzare la sostenibilità energetica della propria infrastruttura di ricerca e a recuperare un’area estrattiva situata tra i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle – Dolina.
Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini, in rappresentanza del Ministro Anna Maria Bernini, il Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste Giovanni Comelli, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il Sindaco di San Dorligo della Valle – Dolina Aleksander Coretti.
Hanno inoltre partecipato circa 200 invitati, tra rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, della comunità scientifica, delle università, degli enti di ricerca, dei professionisti che hanno curato gli aspetti tecnici e progettuali e dei numerosi soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito al percorso amministrativo e autorizzativo che ha portato oggi all’avvio della fase realizzativa del progetto.
La posa della prima pietra segna l’avvio della fase realizzativa e conclude il percorso preparatorio avviato nel 2024 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Comune di San Dorligo della Valle – Dolina ed Elettra Sincrotrone Trieste, cui sono seguiti gli studi di fattibilità, la progettazione dell’intervento, le valutazioni ambientali e il completamento dell’iter autorizzativo.
Green Energy rappresenta uno dei principali investimenti programmati negli ultimi anni da Elettra Sincrotrone Trieste e contribuirà a rafforzare la sostenibilità energetica di una delle principali infrastrutture di ricerca italiane, utilizzata ogni anno da migliaia di ricercatori provenienti da oltre cinquanta Paesi.
Con un investimento complessivo di circa 26,5 milioni di euro, il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 8,8 MWp, costituito da quasi 13.000 moduli bifacciali ad alta efficienza, in grado di produrre oltre 11.600 MWh di energia all’anno, contribuendo a coprire circa il 25% del fabbisogno energetico del Centro.
Il parco fotovoltaico avrà inoltre una funzione che va oltre la produzione di energia. Un sistema avanzato di sensori consentirà di monitorare le prestazioni dei moduli e i principali parametri dell’impianto, permettendo di analizzarne e ottimizzarne la produzione in diverse condizioni operative. Il parco diventerà così anche un laboratorio di ricerca applicata sulle tecnologie energetiche, nel quale sperimentare, testare e migliorare soluzioni fotovoltaiche, anche in collaborazione con le aziende del settore, creando nuove opportunità di ricerca e innovazione nel campo delle energie rinnovabili.
L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che finanzia la realizzazione dell’impianto con 21 milioni di euro, e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha destinato 5,5 milioni di euro all’acquisizione della Cava Scoria.
Il progetto è accompagnato inoltre da un articolato programma di recupero ambientale dell’area, con interventi di messa in sicurezza dei versanti, rimodellazione morfologica, rinaturalizzazione e valorizzazione paesaggistica, oltre alla realizzazione di un Centro visite e di una vedetta carsica destinati a favorire la conoscenza del progetto e del territorio.
“La ricerca – dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini – è un potente motore di sviluppo e il progetto che prende avvio oggi a Trieste ne è un esempio concreto. Green Energy non sarà soltanto un impianto per produrre energia rinnovabile, ma un’infrastruttura al servizio della ricerca, per sperimentare e migliorare le tecnologie fotovoltaiche e sviluppare nuove soluzioni insieme alle università, agli enti di ricerca e alle imprese. È questo il modello che vogliamo sostenere: mettere in rete conoscenza, competenze e capacità produttiva, trasformando i risultati della ricerca in innovazione e in crescita per i territori. Per questo il Ministero dell’Università e della Ricerca ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, finanziandone la realizzazione con 21 milioni di euro. Un investimento nella ricerca, nella sostenibilità e nella capacità del nostro Paese di costruire oggi le tecnologie di cui avremo bisogno domani”.
Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Con la posa della prima pietra del progetto Green Energy compiamo un passo importante per il futuro di Elettra Sincrotrone Trieste e della ricerca in Friuli Venezia Giulia. Elettra è un’eccellenza scientifica internazionale e sostenerne la crescita significa rafforzare la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Green Energy affronta una sfida strategica: aumentare l’autonomia energetica di un’infrastruttura fondamentale per la ricerca.
La realizzazione dell’innovativo impianto fotovoltaico dimostra inoltre come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme. La Regione ha scelto di essere protagonista di questo percorso, stanziando 5,5 milioni di euro per l’acquisizione dell’area e gli interventi necessari. È un investimento concreto sulla ricerca, sull’innovazione e sulla sostenibilità del nostro sistema scientifico. Abbiamo inoltre accompagnato il progetto attraverso un efficace coordinamento istituzionale, favorendo la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: istituzioni capaci di fare squadra e creare le condizioni per realizzare opere strategiche. Green Energy guarda al futuro di Elettra, un futuro nel quale ricerca, innovazione, sostenibilità e autonomia energetica rappresentano leve fondamentali di competitività”.
“Per Elettra l’energia non è soltanto un costo o una risorsa operativa, ma la condizione essenziale per garantire continuità alla ricerca e l’accesso alle nostre infrastrutture da parte della comunità scientifica internazionale – dichiara Giovanni Comelli, Presidente e Amministratore Delegato di Elettra Sincrotrone Trieste -. Green Energy nasce anche da questa consapevolezza e ha una caratteristica per noi fondamentale: l’energia prodotta servirà alla ricerca svolta con Elettra 2.0 e FERMI, ma lo stesso parco fotovoltaico diventerà parte della nostra attività scientifica, un vero laboratorio a cielo aperto sulle tecnologie energetiche.
C’è poi un altro aspetto al quale teniamo particolarmente: il rapporto con il territorio di cui Elettra è parte. Con questo progetto non ci limitiamo a recuperare un’area che ha concluso il proprio ciclo estrattivo, ma vogliamo restituirla al territorio con una funzione nuova. La Cava Scoria diventerà un luogo nel quale produzione di energia rinnovabile, ricerca e recupero ambientale convivono, ma anche uno spazio di conoscenza e divulgazione, aperto a tutti attraverso il Centro Visite e la Vedetta Elettra. Crediamo che un’infrastruttura di ricerca debba generare valore non soltanto attraverso i risultati scientifici, ma anche grazie al legame che costruisce con il territorio in cui opera. Green Energy rappresenta anche questo: trasformare un’esigenza concreta di Elettra in un’opportunità di ricerca, conoscenza e valorizzazione di un luogo che viene restituito alla comunità con una nuova identità”.
Dai nostri campus
10.09.2026
Premio Bernardo Nobile: al via la XXI edizione
Area Science Park bandisce la XXI edizione del Premio Bernardo Nobile, iniziativa dedicata alla valorizzazione di studi sull’utilizzo e l’analisi delle informazioni connesse alla proprietà intellettuale, che, in questa nuova edizione, estende il proprio ambito di interesse all’impiego dell’intelligenza artificiale e al suo impatto sui processi inventivi e creativi.
Il Premio è dedicato alla memoria di Bernardo Nobile, fondatore e primo responsabile del Centro PatLib di Area Science Park. Nel corso degli anni, l’iniziativa si è affermata come strumento di incentivo e promozione per l’approfondimento e la valorizzazione del patrimonio informativo rappresentato dai brevetti e, più in generale, per lo studio di strumenti e metodologie capaci di supportare i processi di ricerca e innovazione.
La XXI edizione mantiene questo spirito originario, aggiornandone i contenuti alla luce delle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ricerca, dell’innovazione e della proprietà intellettuale, a partire dal ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nell’accesso e nell’elaborazione delle informazioni e nei processi inventivi e creativi.
L’iniziativa, realizzata con il coinvolgimento dell’Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali (AIDB), assegnerà 4 premi in denaro, del valore di 2.500 euro ciascuno, ad altrettanti laureati e/o dottori di ricerca. Le tesi candidate dovranno rientrare in una delle seguenti categorie:
Categorie n. 1 e n. 2, dedicate rispettivamente a tesi di laurea magistrale o specialistica e a tesi di dottorato di ricerca che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nell’elaborazione di fonti bibliografiche e informative, finalizzate alla definizione dello stato dell’arte scientifico e tecnologico, con particolare riferimento ai dati e alle informazioni contenuti nei documenti brevettuali;
Categoria n. 3, riservata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano analizzato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto del processo inventivo e della tutela e gestione delle invenzioni, valutandone i benefici per l’inventore e/o per il management della proprietà intellettuale e approfondendone gli aspetti etici, legali e/o morali;
Categoria n. 4, dedicata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del processo creativo delle opere dell’ingegno umano, analizzandone gli aspetti etici, legali e/o morali. Gli ambiti considerati comprendono scienze, letteratura, musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, radiodiffusione, programmi per elaboratore e banche dati.
Il bando si rivolge a laureati e dottori di ricerca che abbiano conseguito il proprio titolo presso un’università italiana da non più di tre anni alla data di scadenza. Le tesi, redatte in lingua italiana o inglese, dovranno essere coerenti con l’oggetto delle categorie previste dal bando.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 26 ottobre 2026. Il bando completo e la documentazione necessaria per presentare la candidatura sono disponibili nella pagina dedicata al Premio Bernardo Nobile.
Comunicati Stampa
Servizi per l'Innovazione
09.09.2026
H2SmartLab: al via la gara per il nuovo laboratorio sull’idrogeno rinnovabile
Area Science Park avvia una procedura aperta telematica per l’affidamento della fornitura e della posa in opera delle attrezzature e degli impianti destinati al laboratorio APSU/H2SmartLab, che sarà realizzato nel Campus di Basovizza.
Il progetto H2SmartLab prevede la creazione di un laboratorio dimostratore dedicato alla produzione, allo stoccaggio e all’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile, finalizzato allo studio di sistemi energetici resilienti anche attraverso lo sviluppo di un gemello digitale. Il laboratorio è stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e rappresenta uno dei tasselli per la crescita dell’ecosistema dell’idrogeno nell’area Nord Adriatico.
La nuova infrastruttura contribuirà a rafforzare l’interazione tra ricerca e industria, mettendo a disposizione delle imprese competenze, servizi e infrastrutture per attività di ricerca e sviluppo, simulazione avanzata, intelligenza artificiale e digital twin.
L’importo a base di gara è pari a 3.109.653,43 euro (più IVA), comprensivo degli oneri per la sicurezza e al netto dell’IVA. La procedura, identificata dal codice G24732, sarà gestita attraverso la piattaforma UnityFVG e aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per l’8 ottobre 2026.
Comunicati Stampa
Infrastrutture tecnologiche
08.09.2026
HPC4SME: il supercalcolo a disposizione delle PMI del FVG
Area Science Park lancia HPC4SME, la call che offre alle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia infrastrutture tecnologiche avanzate, servizi specialistici e contributi economici per verificare la fattibilità tecnica, le prestazioni e l’utilità di nuove soluzioni digitali, prima della loro adozione in azienda o messa in produzione.
L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza diffusa tra le PMI: molte imprese hanno, infatti, idee, prototipi, modelli, software o dataset che richiedono capacità di calcolo avanzate, non sempre disponibili internamente. HPC4SME sostiene proprio questa fase di sperimentazione, offrendo alle aziende l’accesso a ORFEO, il data center di Area Science Park a Trieste: un’infrastruttura modulare ad alte prestazioni progettata per supportare la ricerca scientifica avanzata e l’innovazione industriale.
All’accesso all’infrastruttura si affiancano i servizi specialistici e il supporto tecnico di Area Science Park, necessari per utilizzare efficacemente le risorse disponibili e accompagnare l’impresa nella gestione del progetto, raccordando fabbisogni aziendali, attività e servizi attivati. Il percorso comprende inoltre una valutazione del livello di Information Security dell’impresa, per un’adozione più consapevole e sicura di dati, sistemi e processi digitali.
La call sostiene progetti sperimentali che prevedono, tra l’altro, l’analisi di grandi quantità di dati aziendali, simulazioni e calcoli complessi, la validazione digitale di soluzioni e prodotti prima della loro realizzazione fisica, il test di soluzioni di intelligenza artificiale, la sperimentazione di Large Language Models su documentazione tecnica e basi informative aziendali, oltre allo sviluppo di API, microservizi e applicazioni containerizzate in ambiente Kubernetes.
Ogni progetto deve comprendere almeno tre servizi, scelti da un catalogo che include, tra gli obbligatori, Innovation Management e Information Security, a cui si aggiunge almeno un servizio tecnologico – dal computing e storage su infrastruttura HPC all’inferenza su Large Language Models, fino a Kubernetes su infrastruttura HPC.
L’accesso a HPC4SME si articola in due fasi: una Call to Action, ovvero un confronto tecnico preliminare con Area Science Park per mettere a fuoco il progetto, verificarne la coerenza con le finalità del bando e individuare i servizi più adatti; la successiva domanda di contributo, con cui l’impresa presenta in modo dettagliato attività, risultati attesi, personale coinvolto ed eventuali consulenze specialistiche.
Possono partecipare le piccole e medie imprese con sede operativa o filiale attiva in Friuli Venezia Giulia, o che si impegnano ad attivarla entro i termini previsti dall’avviso.
La dotazione complessiva della call è di 450.000 euro, con valutazione a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni progetto, della durata massima di 8 mesi, deve avere un valore complessivo compreso tra 30.000 e 100.000 euro: i servizi erogati da Area Science Park sono coperti al 100% del loro valore attraverso un contributo in natura, mentre le spese sostenute dall’impresa per personale interno e consulenze specialistiche possono beneficiare di un contributo in denaro pari all’80% delle spese ammissibili, a fondo perduto.
Tutte le informazioni sulla call e sulle scadenze sono disponibili a questo link.
Comunicati Stampa
Servizi per l'Innovazione
03.09.2026
Trieste Next: presentata a Milano la XV edizione
Che cosa significa pensare? Come nasce un’idea? Quanto del nostro modo di conoscere dipende dal cervello e quanto dalle relazioni con l’ambiente, gli altri esseri umani e le tecnologie? E che cosa cambia ora che le intelligenze artificiali sono entrate nei processi con cui produciamo conoscenza, prendiamo decisioni e immaginiamo il futuro? Sono alcune delle domande al centro della quindicesima edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica, in programma a Trieste dal 25 al 27 settembre 2026.
Il tema dell’edizione, presentata a Milano presso la sede del Parlamento Europeo , è “La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze”. Tre giornate di incontri, dialoghi e appuntamenti dedicati alla ricerca contemporanea e alle sue implicazioni per la società, con i protagonisti della comunità scientifica italiana e internazionale. Oltre cento eventi e trecento relatori tra talk, laboratori, spettacoli e concerti, che si potranno seguire in presenza e in diretta streaming sui canali digitali del festival. Il venerdì pomeriggio, come ti consueto Trieste, in Piazza Unità e dintorni, ospiterà anche gli eventi legati alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.
Il programma interseca discipline diverse, dalle neuroscienze all’intelligenza artificiale, dalla medicina alla fisica, dalla geofisica all’oceanografia, dalla pedagogia alla filosofia, fino alla diplomazia scientifica. Un percorso che parte dal funzionamento del cervello per interrogarsi sulle diverse forme dell’intelligenza e arrivare alle modalità con cui oggi la conoscenza viene costruita, condivisa e utilizzata.
Anche per questa edizione Area Science Park è tra i promotori della manifestazione assieme a: Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord-Est Multimedia/Il NordEst/Il Piccolo, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati.*
“Trieste Next rappresenta per Area Science Park un’imperdibile occasione di incontro con i cittadini e di dialogo sulla scienza, sulle tecnologie, e sull’impatto che il sempre più rapido sviluppo tecnologico ha sulle società” ha dichiarato la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo che ha aggiunto “L’edizione 2026 della manifestazione offre numerosi spunti di riflessione, a partire da cosa possiamo chiamare “pensiero” nella attuale rivoluzione tecnologica della IA, a quale sia il rapporto tra pensiero e linguaggio e come l’organizzazione del pensare cambi quando cambia il linguaggio. Cercheremo di discutere nel contesto scientifico la differenza tra comprendere, predire e generare, e il ruolo dell’IA in ognuna di queste caratteristiche del pensiero. Rimane centrale nella ricerca la consapevolezza delle potenzialità, così come dei limiti, di uno strumento come l’IA, con la necessaria conseguente assunzione di responsabilità della scienza nei confronti della società e dei cittadini”.
Tutti gli incontri di Trieste Next sono accessibili gratuitamente, è necessaria la prenotazione.
Il programma aggiornato è consultabile al sito: www.triestenext.it.
*Curato da Eventi NEM, il festival è un progetto di Trieste Città della Conoscenza e si avvale della collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano. È realizzato con la collaborazione di Fondazione CRTrieste, con il patrocinio di Consiglio Nazionale delle Ricerche, INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Main partner della manifestazione è Generali. Partner sono AcegasApsAmga, AgorAI Innovation Hub spa, Data Science and Artificial Intelligence Foundation ETS, EstEnergy, Gruppo Hera, Insiel. Content Partner sono Fondazione AIRC, Eurobiohightech, Fondazione Telethon. Partner tecnico è APLEONA.
Infrastrutture di ricerca
Istituzionale
31.07.2026
Area ospiterà tre ricercatori kenyoti presso le proprie infrastrutture di ricerca
Sono tre i ricercatori/le ricercatrici kenyote che potranno svolgere attività scientifica presso i laboratori e le infrastrutture di ricerca di Area Science Park grazie a un contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca che l’Ente ha ottenuto partecipando a un bando competitivo nell’ambito degli investimenti del PNRR.
In particolare, i tre ricercatori/ricercatrici selezionati saranno ospitati a Trieste per tre mesi e potranno svolgere attività di ricerca presso PRP@CERIC, l’infrastruttura altamente specializzata per lo studio di agenti patogeni emergenti, operando su ORFEO, centro per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) di Area Science Park. Le attività riguarderanno lo sviluppo di strumenti per l’analisi dei dati genomici, lo studio dell’efficienza dei modelli di intelligenza artificiale generativa e la realizzazione di nuove simulazioni numeriche.
L’iniziativa MUR rappresenta un’attuazione concreta della cooperazione scientifica prevista dal Piano Mattei per l’Africa e degli strumenti di cooperazione bilaterale sottoscritti tra Italia e Kenya nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione.
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha infatti promosso e finanziato con 500.000 euro un’iniziativa nazionale sperimentale di mobilità internazionale che consentirà a ricercatori di nazionalità kenyota di svolgere attività di ricerca presso infrastrutture di eccellenza finanziate dal PNRR. Il programma coinvolge complessivamente 13 enti e istituzioni della ricerca italiana, con il finanziamento di 19 progetti e 48 slot trimestrali di mobilità.
Diversi gli ambiti scientifici interessati dalle assegnazioni, che riguardano alcuni dei settori più strategici per la ricerca italiana: dalla biodiversità alle tecnologie quantistiche, dall’high performance computing e big data alle terapie geniche e farmaci a RNA.
Questa azione contribuirà allo sviluppo di collaborazioni tra Area Science Park e le istituzioni scientifiche kenyote di riferimento.
Comunicati Stampa
Istituzionale
30.07.2026
Qualità della ricerca: ottimi risultati per Area Science Park
Area Science Park si posiziona tra i principali Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani per la qualità della ricerca e la capacità di ottenere fondi su progetti competitivi. È quanto emerge dai risultati della quarta Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, il principale esercizio nazionale di valutazione della qualità della ricerca svolto dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR).
La VQR 2020-2024 ha coinvolto 132 istituzioni (100 università, 13 enti pubblici di ricerca e 19 istituzioni volontarie), analizzando oltre 199.000 prodotti scientifici e le attività di oltre 75.800 ricercatrici e ricercatori.
Nei risultati aggregati pubblicati dall’ANVUR, Area Science Park si colloca al terzo posto tra gli Enti Pubblici di Ricerca per qualità della ricerca (indicatore R1_2, valore 1,09) e al secondo posto per la qualità dei progetti ottenuti su base competitiva (indicatore R5, valore 1,22).
Questi risultati confermano la capacità dell’Ente di coniugare ricerca scientifica di eccellenza e competitività nell’accesso ai finanziamenti, valorizzando un modello che integra infrastrutture di ricerca, competenze scientifiche e trasferimento tecnologico.
L’ANVUR ha inoltre avviato, in via sperimentale, una valutazione delle infrastrutture di ricerca, un ambito in cui Area Science Park ha, di recente, operato importanti investimenti e che sarà oggetto della prossima VQR.
Infrastrutture di ricerca
Istituzionale
30.07.2026
Il Presidente del CNR Andrea Lenzi visita Area Science Park
La Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo, ha incontrato, nella sede istituzionale dell’Ente presso il Campus di Padriciano, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Andrea Lenzi, in visita a Trieste per una due giorni dedicata alla conoscenza del sistema scientifico cittadino e al confronto con i principali enti di ricerca e di alta formazione presenti sul territorio.
Lenzi, accompagnato dal Direttore Generale del CNR Jacopo Greco, ha partecipato a un incontro che ha visto la partecipazione, oltre che della Presidente Petrillo, anche di Salvatore La Rosa, Direttore della Struttura Ricerca e Innovazione, Andrea Zelco, Direttore della Struttura Gestione e Sviluppo del Parco Scientifico e Tecnologico, Regina Ciancio, Responsabile del Laboratorio di Microscopia Elettronica, Federica Mantovani, Infrastructure Manager, e Matteo Biagetti, ricercatore del Laboratorio Data Engineering.
La Presidente Petrillo ha illustrato le principali attività dell’Ente e la nuova visione strategica, incentrata sullo sviluppo di infrastrutture di ricerca e tecnologiche come motore della ricerca, dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e della competitività del Paese. Si è poi soffermata sui progetti e sulle collaborazioni in corso tra Area Science Park e il CNR, in particolare con l’Istituto Officina dei Materiali.
La visita s’inserisce in un programma più ampio che ha portato il Presidente Lenzi e il Direttore Generale Greco a incontrare alcuni dei principali protagonisti del sistema scientifico triestino, tra cui il Presidente di Elettra Sincrotrone Trieste Giovanni Comelli.
La visita conferma il valore strategico del sistema scientifico triestino, riconosciuto a livello nazionale e internazionale come un ecosistema capace di integrare ricerca di frontiera, grandi infrastrutture, innovazione e trasferimento tecnologico, favorendo la collaborazione tra enti pubblici, università e imprese.
Infrastrutture di ricerca
Istituzionale
28.07.2026
Così le cellule “spengono” i loro interruttori molecolari
Una ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha contribuito a chiarire uno dei meccanismi fondamentali di funzionamento del sistema cellulare, cioè il processo attraverso cui determinate proteine – le Rho GTPasi, che regolano processi quali l’organizzazione del citoscheletro, il movimento cellulare e la comunicazione tra le cellule– si “disattivano” dopo aver svolto la loro funzione.
Lo studio, coordinato dalle ricercatrici di Cnr-Iom Angela Parise e Alessandra Magistrato, è pubblicato sul Journal of the American Chemical Society (JACS). Le Rho GTPasi sono proteine che agiscono come interruttori molecolari: alternano uno stato “acceso” e uno “spento”. Quando questo sistema di regolazione viene alterato, possono svilupparsi diverse patologie, tra cui tumori e metastasi. Comprendere nel dettaglio come questi interruttori si attivano e si disattivano rappresenta quindi un’importante sfida per la biologia molecolare e la medicina.
Grazie a simulazioni computazionali avanzate, che combinano dinamica molecolare classica e metodi quantistici, le ricercatrici sono riuscite a osservare con risoluzione atomica il meccanismo con cui la proteina RhoA origina la reazione chimica che determina il passaggio dalla forma attiva a quella inattiva. “Lo studio ha identificato un meccanismo finora sconosciuto”, spiega Angela Parise (Cnr-Iom), prima autrice dello studio. “Durante la reazione, una glutammina – un amminoacido presente nel sito attivo della proteina – cambia temporaneamente struttura, comportandosi come una sorta di navetta che trasferisce protoni e rende possibile la reazione chimica. Al termine del processo, l’ingresso di molecole d’acqua permette alla proteina di ritornare nella configurazione iniziale, pronta per un nuovo ciclo di attività. Questo modello risolve un dibattito aperto da anni sul funzionamento delle Rho GTPasi”.
“Per noi è stato particolarmente importante riuscire a ricostruire, passo dopo passo, l’intero meccanismo della reazione. L’integrazione tra simulazioni molecolari avanzate e dati strutturali ci ha permesso di osservare passaggi fondamentali che finora erano rimasti invisibili e di proporre un nuovo meccanismo d’azione di queste proteine”, afferma Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del Cnr-Iom. “La possibilità di seguire il movimento degli atomi durante la reazione ci ha consentito di comprendere come la proteina riesca a disattivarsi e a tornare pronta per un nuovo ciclo. Si tratta di un approccio che potrà essere applicato anche allo studio di molte altre proteine coinvolte nella regolazione delle funzioni cellulari”.
Applicare simulazioni molecolari avanzate allo studio di proteine e acidi nucleici coinvolti in processi patologici è proprio uno dei focus di ricerca del gruppo di ricerca del Cnr-Iom, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
(Ufficio Stampa del CNR)
Comunicati Stampa
Dai nostri campus
23.07.2026
Dr. Schär inaugura a Trieste un nuovo impianto pilota R&D di ultima generazione
Dr. Schär compie un nuovo passo nella propria strategia di innovazione applicata alla nutrizione specifica inaugurando, nelle vicinanze del Dr. Schär R&D Centre nell’Area Science Park di Trieste, un impianto pilota ad alta tecnologia progettato per essere utilizzato anche con l’intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo dei prodotti e ottimizzare il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale, a supporto delle principali aree di attività dell’azienda, dal gluten-free alla medical nutrition, rafforzando il ruolo del Centro come riferimento internazionale per l’innovazione dell’azienda.
Realizzato con un investimento di circa 1,2 milioni di euro, il nuovo impianto si estende su una superficie di 453 metri quadrati ed è completamente cablato e digitalizzato. La struttura consente di raccogliere e analizzare in modo integrato i dati provenienti dai diversi macchinari, facilitando un’evoluzione significativa nelle modalità di sviluppo e validazione delle formulazioni. In questo contesto, sviluppo tecnologico e attenzione alla sostenibilità convergono per sostenere l’evoluzione dei processi e garantire standard qualitativi sempre più elevati, in linea con la visione dell’azienda altoatesina: trasformare la nutrizione specifica in un’esperienza quotidiana capace di unire scienza, sicurezza e piacere del cibo.
“Questo investimento rappresenta un passo significativo nel percorso di evoluzione del nostro modello di innovazione perché ci consente di rafforzare in modo concreto l’integrazione e la continuità tra ricerca e sviluppo industriale. Il nostro obiettivo è accelerare la trasformazione delle conoscenze in soluzioni applicabili su scala e ampliare ulteriormente il potenziale della nostra attività, anticipando le esigenze future della nutrizione specifica e contribuendo a guidarne l’evoluzione a livello globale.” – Virna Cerne, Senior Director of Global Research & Development del Dr. Schär R&D Centre.
Il nuovo impianto pilota si inserisce in un ecosistema consolidato e altamente specializzato. Il Dr. Schär R&D Centre, inaugurato nel 2003, riunisce un team di 35 ricercatori impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, con competenze che spaziano dalla chimica degli alimenti alle biotecnologie, fino allo studio delle materie prime e all’implementazione di progetti agronomici. L’attività comprende anche l’individuazione di soluzioni per il packaging e la valutazione sensoriale dei prodotti, supportata da panel dedicati, e accompagna tutte le fasi, dalla progettazione dei prototipi fino allo scaling up nei 12 stabilimenti produttivi dell’azienda, includendo test su scala intermedia per verificare e ottimizzare le ricette prima della produzione industriale.
“Questo approccio integrato ci consente di valorizzare appieno le competenze trasversali del nostro team, di lavorare su ambiti applicativi sempre più ampi e complessi e di ampliare progressivamente il nostro perimetro di azione – continua Cerne – In questo modo possiamo mettere le nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche al servizio di esigenze nutrizionali diverse, sviluppando soluzioni sempre più mirate, efficaci e rispondenti ai bisogni concreti delle persone.”
Accanto al gluten-free, mercato in cui l’azienda è leader globale, la ricerca si estende anche alla medical nutrition, con lo sviluppo di prodotti a ridotto contenuto proteico per l’insufficienza renale e di soluzioni nutrizionali per diete chetogeniche, utilizzate nel trattamento di epilessie farmaco-resistenti e disordini metabolici, oltre a nuove aree emergenti di applicazione nutrizionale.
Un impegno costante che si traduce in un patrimonio di know-how consolidato, testimoniato da 15 famiglie di brevetti (43 brevetti individuali) e in un approccio integrato che combina qualità nutrizionale, sicurezza, gusto e sostenibilità lungo l’intera filiera.
Dai nostri campus
23.07.2026
IP4FVG-EDIH: oltre 1.140 servizi per la trasformazione digitale delle imprese
Trasformare le risorse pubbliche in un intervento concreto a favore della competitività del sistema produttivo, grazie a servizi ad elevato valore aggiunto per accelerare la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese e favorire l’adozione di tecnologie in ambiti sempre più strategici che vanno dall’Intelligenza Artificiale al Calcolo ad alte prestazioni, alla Cybersecurity.
È quanto realizzato da IP4FVG-EDIH, l’European Digital Innovation Hub del Friuli Venezia Giulia progetto PNRR (M4C2 I2.3) finanziato da Next Generation EU, grazie ad un partenariato coordinato da Area Science Park che ha riunito i principali attori dell’ecosistema territoriale dell’innovazione (APE FVG, DITEDI, TEC4I FVG, LEF, Polo Tecnologico Alto Adriatico, SISSA, SMACT, Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste) e al supporto strategico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
I numeri rendono bene l’idea del lavoro svolto: IP4FVG-EDIH ha erogato servizi specialistici per un valore complessivo di 4.483.500 euro impiegando integralmente i 3.888.992 euro di risorse PNRR assegnate dal MIMIT per il cofinanziamento dei servizi alle imprese. Il settore manifatturiero, in particolare, ha ricevuto oltre 1,9 milioni di euro di servizi.
Complessivamente, i soggetti beneficiari sono stati 328: 301 PMI (247 micro e piccole imprese e 54 medie), 19 grandi imprese e 8 pubbliche amministrazioni. Nel corso del progetto sono stati forniti 1.144 servizi, articolati in percorsi personalizzati di trasformazione digitale e verde, quasi il 92% dei quali destinati alle PMI.
“L’approccio adottato da IP4FVG-EDIH – sottolinea Martina Terconi, coordinatrice del progetto – è stato quello di offrire a imprese e pubbliche amministrazioni percorsi di innovazione mirati, piuttosto che puntare sull’erogazione di singoli interventi, combinando assessment specialistici, formazione di alto livello, sperimentazione per la prova prima dell’investimento e consulenza per l’innovazione tecnologica. L’obiettivo perseguito è stato quello di innescare processi di trasformazione digitale e verde con un impatto misurabile sul sistema produttivo e sul territorio”.
Dal punto di vista della distribuzione geografica, il Friuli Venezia Giulia è stato il principale beneficiario dell’iniziativa: circa il 73% del cofinanziamento PNRR, pari a 2,85 milioni di euro, è stato destinato a imprese regionali. Sul territorio sono stati erogati, infatti, 868 servizi, contribuendo a rafforzare l’ecosistema locale dell’innovazione, pur mantenendo un’apertura verso aziende provenienti da tutta Italia.
“Questi risultati sono il frutto del lavoro congiunto del partenariato e della capacità di mettere a sistema competenze specialistiche, infrastrutture tecnologiche e servizi ad alto valore aggiunto”, conclude Terconi.
Tra i percorsi erogati da Area Science Park – per un valore complessivo di oltre 736 mila euro -, particolare rilievo hanno assunto quelli dedicati alla cybersecurity e al calcolo ad alte prestazioni (HPC), due tecnologie chiave per la trasformazione digitale. I percorsi di cybersecurity hanno coinvolto 17 imprese, per un valore complessivo di oltre 115 mila euro, mentre i servizi HPC hanno supportato 13 progetti di simulazione avanzata, ottimizzazione e AI, con oltre 133 mila euro di valore.
Accanto ai servizi specialistici, Area Science Park ha promosso anche percorsi strutturati come Scale-Up Lab e Open Innovation@IP4FVG, favorendo la crescita di 18 startup innovative e la collaborazione tra domanda e offerta di innovazione con la realizzazione di 5 PoC in ambiti quali cybersecurity, realtà virtuale immersiva per la formazione medica specialistica, digital twin e modellazione predittiva in ambito ambientale, IA semantica, IoT e analytics predittivi.
Il progetto, infine, ha trovato riconoscimento anche a livello europeo. IP4FVG-EDIH ha infatti partecipato all’EDIH Summit 2026 di Bruxelles, dedicato al rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione nell’intelligenza artificiale, dove è stato individuato dalla Direzione Generale CONNECT della Commissione europea come esempio di best practice nell’ambito dell’ecosistema manifatturiero degli European Digital Innovation Hub.
Maggiori dettagli sui risultati del progetto sono disponibili nella dashboard interattiva, che consente di consultare dati e indicatori relativi ai servizi erogati, ai beneficiari coinvolti e agli ambiti di intervento: vai alla dashboard.
Il progetto IP4FVG-EDIH è finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 2 (M4C2) – Investimento 2.3 – Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria (finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU).
Partner: Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park; APE FVG – Agenzia per l’energia del Friuli Venezia Giulia; DITEDI – Cluster Tecnologie Digitali; Friuli Innovazione – TEC4I FVG; Lean Experience Factory; Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani; SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati; SMACT Competence Center; Università degli Studi di Udine; Università degli Studi di Trieste.
Comunicati Stampa
Servizi per l'Innovazione
21.07.2026
Salvatore La Rosa nominato Presidente dell’Assemblea Generale di CERIC-ERIC
Il 16 luglio l’Assemblea Generale di CERIC-ERIC ha nominato il Salvatore La Rosa nuovo Presidente.
La Rosa è fisico e Direttore della Struttura Ricerca e Innovazione di Area Science Park a Trieste. È stato ricercatore di primo livello presso Elettra Sincrotrone Trieste, l’ente che rappresenta l’Italia all’interno di CERIC-ERIC, e ha lavorato nell’ambito delle politiche italiane ed europee per la ricerca presso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e, in qualità di Esperto Nazionale Distaccato, presso la Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione europea. In qualità di delegato italiano nella maggior parte degli ERIC a cui il Paese partecipa, ha seguito i negoziati internazionali per la loro costituzione. Da molti anni è inoltre delegato italiano presso lo stesso CERIC-ERIC, del quale conosce approfonditamente il funzionamento e le attività.
Per un mandato di tre anni, presiederà l’Assemblea Generale, l’organo di governo di CERIC-ERIC che definisce le politiche del Consorzio in materia scientifica, tecnica e amministrativa ed è composto da due rappresentanti ministeriali per ciascun Paese membro.
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