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News

Tutte le notizie da Area Science Park

12.10.2026
Mobilità internazionale di studenti e ricercatori in FVG: nuovi servizi dal Welcome Office regionale
Welcome Office Friuli Venezia Giulia è l’iniziativa dedicata all’accoglienza di studenti e ricercatori stranieri e dei loro familiari sul territorio regionale. Sviluppata nell’ambito del Sistema Scientifico e dell’Innovazione del Friuli Venezia Giulia – SiS FVG, che riunisce 22 tra le principali realtà scientifiche regionali, è gestita da Area Science Park con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema scientifico e accademico del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa valorizza anche l’esperienza maturata da Area Science Park come Centro della rete paneuropea EURAXESS, che sostiene la mobilità dei ricercatori e il loro sviluppo professionale. Il Welcome Office FVG risponde all’esigenza di integrare e potenziare i servizi rivolti ai numerosi studenti e ricercatori stranieri che ogni anno scelgono il Friuli Venezia Giulia, attratti dall’elevata concentrazione di istituzioni scientifiche di eccellenza presenti sul territorio. Attraverso il portale informativo e gli sportelli di Trieste e Udine il Welcome Office offre indicazioni e assistenza nelle diverse fasi del trasferimento, dalla preparazione dell’arrivo alla permanenza in regione. Nel 2026 i servizi sono stati ampliati a partire dal nuovo sito, online da luglio e completamente rinnovato nella grafica, nell’organizzazione dei contenuti e negli strumenti disponibili. Il portale consente di reperire più facilmente le informazioni necessarie per trasferirsi e vivere in Friuli Venezia Giulia. Le sezioni dedicate alle procedure di ingresso e soggiorno e ai principali aspetti della vita quotidiana sono state aggiornate e ampliate con indicazioni che spaziano dall’ottenimento del codice fiscale e dell’assistenza sanitaria fino ai corsi di lingua italiana e al riconoscimento delle patenti estere. Illustrazioni e infografiche rendono più comprensibili le procedure complesse, mentre i video tutorial e il nuovo assistente virtuale aiutano a orientarsi tra i contenuti. Il portale rafforza così il servizio informativo pre-arrival e si integra con il supporto fornito in presenza dagli sportelli. Parallelamente, è stata intensificata la collaborazione con le autorità locali. Dal 25 marzo il Welcome Office FVG organizza incontri settimanali con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Trieste, aperti a tutti gli enti partner. Gli incontri permettono un confronto diretto e regolare sul rilascio dei permessi di soggiorno e sulla gestione delle pratiche riguardanti studenti, ricercatori e loro familiari. Sono stati inoltre coinvolti i Distretti sanitari di ASUGI per approfondire le procedure di iscrizione degli stranieri al Servizio sanitario. I dati dei primi sei mesi del 2026 restituiscono la dimensione dell’attività svolta. Gli sportelli di Trieste e Udine hanno assistito complessivamente 417 persone tra studenti, dottorandi, ricercatori e loro familiari. A queste si aggiungono 23 referenti di enti pubblici, soggetti privati e aziende coinvolti nei percorsi di accoglienza, per un totale di 440 utenti assistiti. Lo sportello di Trieste, curato da Area Science Park, ha assistito complessivamente 132 utenti: 109 persone, tra cui 48 studenti, 43 dottorandi e ricercatori e 18 familiari o lavoratori, oltre a 23 referenti di enti pubblici, soggetti privati e aziende coinvolti nei percorsi di accoglienza. L’81% delle 109 persone si trovava già in regione al momento della richiesta di assistenza e, complessivamente, due terzi dell’utenza proveniva da Paesi non appartenenti all’Unione europea. Lo sportello di Udine, curato dall’Università degli Studi di Udine, ha invece assistito 285 utenti, di cui 252 studenti e 33 dottorandi e ricercatori. L’84% proveniva da Paesi dell’Unione europea e il 16% da Paesi non UE. La maggioranza degli utenti è stata supportata prima dell’arrivo in regione.   SiS FVG è un’iniziativa della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Università e della Ricerca, per la valorizzazione del Sistema Scientifico e dell’Innovazione del Friuli Venezia Giulia.
Servizi per l'Innovazione
12.10.2026
Enti di ricerca e università insieme al Malnisio Science Festival 2026
Un piccolo borgo ai piedi delle Dolomiti Friulane, la storica Centrale idroelettrica “A. Pitter”, che arrivò a illuminare Venezia, e attorno le università e i grandi enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia e d’Italia. È la formula del Malnisio Science Festival, che per l’ottava edizione sceglie un tema che è anche un metodo: “CollegaMENTI. La scienza che unisce”. Collegamenti tra saperi e territori, tra scienze e linguistica, tra la ricerca, le nuove generazioni, le comunità e le imprese.  A Malnisio arriva la rete della ricerca del Friuli Venezia Giulia e non solo. Area Science Park, partner di primo piano del festival, partecipa con il Direttore Generale Giorgio Graditi, il Direttore dell’Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica Stefano Cozzini e le ricercatrici Smritirekha Talukdar, Giuditta De Lorenzo e Mariarita de Luca– tra intelligenza artificiale, energia, idrogeno e virus.   Ad aprire il festival, venerdì sera, sarà Gabriella Greison, fisica, scrittrice e narratrice di meccanica quantistica. Da lì il filo dei collegamenti attraversa il linguaggio, naturale e artificiale, con la linguista computazionale Daniela Vellutino (Università di Salerno), che spiegherà come si insegna una lingua a menti umane e artificiali, e con le ricerche di Ambra Ferrari sulle origini della comunicazione; la salute, nel segno dell’approccio One Health, con Paola Grenni sull’antibiotico-resistenza, il CRO di Aviano con il Direttore Scientifico Gustavo Baldassarre, Samuele Massarut, Direttore del Dipartimento di Oncologia Chirurgica e della SOC di Chirurgia Oncologica del Seno, Alessandra Bearz, Responsabile della SOS Tumori del Polmone e della Pleura, e Andrea Dassie, Direttore della SOC di Fisica Sanitaria, e la Fondazione Telethon con Giulia Detela (“La cura dei geni”) e Valentina Murelli (“La prima terapia genica non profit al mondo”); fino alle disuguaglianze raccontate da Giacomo Gabbuti (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) e all’informazione scientifica con il direttore di Focus Gian Mattia Bazzoli e Maurizio Melis di Radio24.  Una scienza a portata di nuove generazioni Il festival parte dalle scuole: venerdì 20 novembre la mattina è dedicata alle scuole secondarie di primo grado a Palazzo Toffoli e alle scuole secondarie di secondo grado partner in Auditorium. Sabato e domenica, nella Labs Area, i laboratori per bambini sono organizzati dall’IIS “E. Torricelli” di Maniago e dall’ITST “J.F. Kennedy” di Pordenone.   I numeri 3 giornate, oltre 30 appuntamenti tra incontri, spettacoli e laboratori, quasi 40 relatori da tutta Italia e 3 spazi: Auditorium Aristide Zenari, Sala Rossa – Caffè Letterario e Labs Area. Nato nel 2017, in sette edizioni il festival ha coinvolto oltre 150 relatori e superato le 16mila presenze; nel 2025 ha raggiunto circa 3mila partecipanti, il risultato più alto della sua storia.   “È in atto una profonda trasformazione della società guidata dallo sviluppo rapido e simultaneo di numerose e concomitanti tecnologie ad elevato impatto su scala globale – osserva la Presidente di Area Science Park, Caterina Petrillo -. In questo contesto storico e geopolitico, i festival scientifici hanno il merito straordinario di creare uno spazio di dialogo e di comunicazione tra la comunità scientifica e la cittadinanza, dove la conoscenza specialistica si trasforma in patrimonio collettivo e la complessità in ispirazione. È su questa contaminazione che si gioca la sfida di un festival della scienza e il suo successo come motore di crescita culturale e di consapevolezza del ruolo della ricerca nella nostra vita”.   Area Science Park al Malnisio Science Festival 2026  Venerdì 20 Novembre Ore 11:30 – Quanto pesa una domanda all’AI? – Dati, energia e scelte responsabili – SEZIONE SCUOLE   Con Smritirekha Talukdar, Ricercatrice, Area Science Park  Utilizziamo ogni giorno strumenti di intelligenza artificiale per cercare informazioni, produrre testi e immagini, studiare e comunicare. Ma che cosa accade quando inviamo una domanda a un sistema di AI? Dietro una risposta apparentemente immediata operano grandi infrastrutture digitali che elaborano dati e consumano energia e altre risorse. Smritirekha Talukdar accompagnerà studentesse e studenti alla scoperta dell’impronta materiale dell’intelligenza artificiale e del rapporto tra data center, transizione energetica e ambiente.     Sabato 21 Novembre Ore 15:45 – Vecchi virus, nuovi scenari. Clima, ambiente e salute in un mondo connesso  Con Giuditta De Lorenzo, Virologa e biologa, Area Science Park   Dalla pandemia di COVID-19 alla crescente attenzione verso Dengue e Zika, i virus continuano a ricordarci quanto la salute sia legata all’ambiente e alle trasformazioni della società. Non tutti si diffondono nello stesso modo: alcuni viaggiano attraverso le persone, altri dipendono da vettori come le zanzare. Mobilità globale, urbanizzazione, cambiamenti climatici e alterazione degli ecosistemi possono modificare le condizioni nelle quali infezioni nuove o già conosciute emergono e raggiungono nuovi territori. Ma come ci si prepara alle minacce di domani? La risposta risiede nello studio fondamentale della biologia virale: decifrare il funzionamento di un virus noto oggi ci fornisce le chiavi,   Ore 18:00 – Elettroni e molecole, l’idrogeno nelle reti energetiche del futuro  Con Giorgio Graditi, Direttore Generale di Area Science Park   Le reti energetiche stanno attraversando una trasformazione profonda. Nate per distribuire in un’unica direzione l’elettricità prodotta da poche grandi centrali, devono oggi integrare fonti rinnovabili diffuse e variabili, sistemi di accumulo e nuovi consumi.In questo scenario, elettricità e molecole dovranno dialogare. L’idrogeno prodotto a partire da energia rinnovabile può rappresentare una connessione tra la rete elettrica e alcuni impieghi industriali ed energetici difficili da elettrificare direttamente. Il suo contributo dovrà tuttavia essere valutato in relazione all’efficienza, ai costi, alla sostenibilità, alla sicurezza e alle infrastrutture necessarie.    Domenica 22 novembre Ore 16:30 – Noi, i dati e l’intelligenza artificiale: abitare consapevolmente gli ecosistemi digitali   Con Stefano Cozzini, Direttore Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Tecnologica, Area Science Park e Mariarita de Luca, Ricercatrice presso il Laboratorio di Data Engineering, Area Science Park   Le infrastrutture digitali non sono soltanto sistemi hardware e software: sono ecosistemi nei quali tecnologie e comportamenti umani interagiscono continuamente. Al loro interno convivono almeno due prospettive: quella di tecnologi e ricercatori che progettano, sviluppano e gestiscono le infrastrutture e quella delle persone che utilizzano quotidianamente servizi digitali e sistemi di intelligenza artificiale, in modo più o meno consapevole. L’intervento esplorerà le responsabilità associate a entrambi i ruoli, con particolare attenzione alla raccolta e alla gestione dell’enorme quantità di dati necessaria per addestrare gli algoritmi di intelligenza artificiale.
Istituzionale
09.10.2026
III Ed. Premio Mondofuturo: ecco i libri finalisti
Una multinazionale che ha sconfitto la fame, ma che nasconde un segreto; una donna che affida alla scrittura le memorie di un mondo quasi privo di esseri umani; un esperimento psicoterapeutico in cui tre coscienze si incontrano per affrontare le violenze del passato. Sono questi gli scenari che presentano i tre libri finalisti della III edizione del Premio Letterario Mondofuturo: Uomini pallidi di Giovanni Peparello (Zona 42), La terra tersa di Ilaria Matteoni (effequ) e La luce inversa di Mota (Wojtek). I tre finalisti affrontano, con prospettive e linguaggi diversi, il rapporto tra corpi, memoria e trasformazione. Tre percorsi che portano l’invenzione narrativa a interrogare le conseguenze umane delle proprie premesse. Promosso da Area Science Park e La Cappella Underground, il Premio Mondofuturo nasce per valorizzare l’incontro tra letteratura, fantascienza e scienza e premia ogni anno il miglior libro di fantascienza originale, non tradotto da altre lingue e pubblicato in I edizione nell’anno di riferimento. Per questa edizione, dedicata alle opere del 2025, sono pervenute 30 candidature, di cui 24 ammissibili, in crescita rispetto alle 19 opere in concorso in ciascuna delle prime due edizioni. La terna finalista è stata selezionata dalla Giuria di Esperti ed Esperte, che riunisce scrittori e scrittrici, docenti universitari/e, giornalisti/e ed esperti/e di letteratura e fantascienza di fama nazionale. Sono: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente all’Università degli Studi di Milano (Presidente della Giuria); Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, autrice di Rai Radio3; Alberto Garlini, curatore di Pordenone Legge e scrittore; Alessandro Mezzena Lona, giornalista e scrittore; Giulia Martino, scrittrice e critica videoludica; Andrea Viscusi, scrittore e content creator; Angela Bernardoni, podcaster e co-autrice di “Fantascienza: Storia delle storie del futuro”; Elisabetta Di Minico, Ricercatrice specializzata in distopia e alterità presso l’Università Complutense di Madrid; Dottor Pira, fumettista, grafico e autore televisivo italiano; Collettivo Scrittori FantaTrieste. La scelta del vincitore è affidata alla Giuria Scientifica, composta da scienziate e scienziati, addette e addetti alla ricerca di Area Science Park e di altri enti di ricerca attivi sul territorio. A loro si affiancano alcuni membri onorari, tra cui Alberto Bollis, condirettore del quotidiano Il Piccolo, e Fabrizio Brancoli, vicedirettore dei quotidiani del gruppo Nord Est Multimedia con delega a Eventi e Cultura. La giuria ha il compito di individuare l’opera che esprime la migliore visione scientifica, tecnologica e sociale. Il Premio Mondofuturo, con i libri finalisti e le loro visioni del mondo, è parte integrante del Trieste Science+Fiction Festival, in programma nel capoluogo giuliano dal 3 all’8 novembre 2026. Il 7 e l’8 novembre, gli autori incontreranno il pubblico per presentare le opere finaliste. La cerimonia di premiazione è in programma l’8 novembre alle 18.00. Il progetto beneficia del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del sostegno di “Io sono Friuli Venezia Giulia”. — I TRE LIBRI FINALISTI DEL PREMIO LETTERARIO MONDOFUTURO – III EDIZIONE Uomini pallidi di Giovanni Peparello · Zona 42 La fame nel mondo è stata sconfitta: la carne-non-carne prodotta da Tunguska assicura sazietà e pace, ma anche un monopolio difficile da contrastare. Dietro il successo dell’azienda si nasconde un segreto che lega manager, forze speciali e inquietanti uomini pallidi. Dopo anni di tentativi, un giornalista riesce a entrare nel complesso per intervistare il Vicepresidente. Un’emergenza ai livelli più bassi interrompe l’incontro: un problema coi topi, dicono. La discesa verso l’abisso diventa un’indagine sulle ragioni del dominio di Tunguska, tra operazioni militari, grottesche dinamiche aziendali e qualcosa che dai sogni dell’umanità sembra voler emergere. L’autore. Giovanni Peparello è nato a Orvieto nel 1994 e vive a Bologna, dove studia e lavora, scrivendo articoli e comunicati stampa. Suoi racconti sono apparsi su Specularia e Malgrado le mosche. Uomini pallidi è il suo primo romanzo. La terra tersa dii Ilaria Matteoni · effequ Alla fine di aprile del 2078, in un mondo svuotato dalla presenza umana, una donna anziana affida alla scrittura il racconto di sé. Annota visioni, perdite e gesti domestici, mentre le memorie delle figlie, della sorella e della madre popolano il silenzio. Sullo sfondo del collasso ambientale, la parola diventa custodia e cura, testamento e reinvenzione. Con una lingua poetica, segnata dalle rovine del mondo, il romanzo compone un diario postapocalittico di intima resistenza, in cui sopravvivere significa ricordare. L’autrice. Ilaria Matteoni (Carrara, 1996) vive tra Pisa e Carrara. Nel 2023 ha pubblicato Becco d’arancia e altri racconti per L’Erudita e scrive di letteratura e cinema su L’Indiependente. Laureata in Storia dell’arte medievale all’Università di Pisa, è autrice di contributi scientifici. Dal 2021 ha intrapreso il dottorato alla Scuola Normale di Pisa, occupandosi principalmente di scultura e arredo lapideo. La luce inversa di Mota · Wojtek Vanessa, Siddiq e Martin partecipano, sotto la guida della dottoressa Hollis, all’esperimento psicoterapeutico della Camera a Luce Inversa. Attraverso il racconto degli abusi subiti nell’infanzia, le loro coscienze affiorano, si confondono e si contaminano, aprendo una possibilità di rielaborare il dolore. Le risposte divergono: Vanessa cerca il distacco, Siddiq il perdono, Martin è trascinato dalla rabbia verso la vendetta. Ne nasce un racconto a tre voci, lucido e onirico, sul potere della manipolazione e sulla ricerca di un luogo in cui l’amore non sia più violato. L’autore. Mota è nato a Moncalieri nel 1981. Dopo aver frequentato una scuola di tecniche della narrazione, lasciata poco prima del diploma, dal 2006 vive in montagna. Ha svolto diversi mestieri e si è dedicato alla musica rap con lo pseudonimo di Invernomuto, continuando a scrivere. La luce inversa è il suo primo romanzo pubblicato.
Istituzionale
09.10.2026
Dall’AI all’idrogeno: la ricerca al servizio della transizione energetica
Nel numero 3/2026 di Gestione Energia, la rivista di energy management pubblicata da FIRE – Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, il Direttore Generale di Area Science Park, Giorgio Graditi, interviene sui cambiamenti che stanno interessando il sistema energetico. Al centro dell’intervista ci sono alcune delle questioni centrali della transizione energetica: l’evoluzione delle reti elettriche e la loro capacità di integrare le fonti rinnovabili, ma anche il ruolo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale come strumenti per rendere più efficienti e flessibili i sistemi energetici. “L’IA può trasformare grandi quantità di dati in decisioni operative più rapide e migliori – spiega Graditi – e i gemelli digitali permettono di simulare il comportamento di impianti e reti e di valutare strategie di gestione prima di applicarle”. Un tema che apre una questione altrettanto rilevante: come conciliare le opportunità offerte dall’IA con la crescente domanda di energia dei data center? “La sostenibilità deve guidare l’intera filiera digitale”, continua Graditi. Un equilibrio da ricercare considerando non solo le prestazioni delle tecnologie, ma anche il loro consumo di risorse e il rapporto con le infrastrutture energetiche, per esempio evitando la concentrazione localizzata dei data center in poche aree congestionate. È in questo scenario che si inserisce il contributo di Area Science Park, Ente che collega ricerca, sperimentazione e adozione industriale, offrendo infrastrutture e competenze per validare le tecnologie in condizioni prossime a quelle reali. Anche grazie a infrastrutture come il data center ORFEO e all’attività di sviluppo di un ecosistema dedicato all’idrogeno rinnovabile, attraverso per esempio la partecipazione alla NAHV, il coordinamento del progetto NASCHA e le attività legate ai progetti H2SmartLab e i-Campus H2. L’obiettivo è creare le condizioni per verificare tecnologie e soluzioni, valutarne prestazioni e sostenibilità e favorirne il trasferimento alle filiere produttive. Leggi l’intervista completa o vai alla rivista Gestione Energia.
Comunicati Stampa Infrastrutture tecnologiche
05.10.2026
Il Ministro Bernini e i Presidenti degli Enti di Ricerca in udienza da Papa Leone XIV
Nella Sala delle Udienze del Palazzo Apostolico del Vaticano, lo scorso 3 ottobre, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini insieme ai Presidenti degli Enti pubblici di ricerca. Tra i presenti anche la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo. L’occasione ha rappresentato un momento di attenzione alla comunità scientifica italiana e al valore della ricerca come strumento di conoscenza e di progresso. Temi che si legano idealmente a Magnifica humanitas, l’enciclica di Papa Leone XIV, e alla riflessione sulla centralità della persona di fronte al progresso della scienza e della tecnologia. “Incontrare il Santo Padre insieme ai Presidenti degli Enti pubblici di ricerca italiani è stata un’occasione preziosa per parlare di ricerca, innovazione e formazione” ha dichiarato il Ministro Bernini che ha aggiunto “C’è un messaggio che sentiamo particolarmente nostro: la conoscenza e le scoperte portano con loro una responsabilità. Vale per la ricerca e l’innovazione, ma anche per la formazione. In un tempo che ci abitua ad avere tutto immediatamente, conoscere e formare significa anche restituire valore al tempo: il tempo dello studio, della fatica, del dubbio, persino dell’errore. Perché la conoscenza non è solo ciò che impariamo, ma ciò che ci mette nelle condizioni di scegliere, comprendere e agire con libertà e consapevolezza”.  
Istituzionale
29.09.2026
Area Science Park in Ecuador per rafforzare la cooperazione su IA e gestione dei dati
Dal 14 al 18 settembre 2026 una delegazione di Area Science Park composta da Mariarita de Luca e Federica Bazzocchi, ricercatrici al Laboratorio di Data Engineering – LADE, e da Federica Mantovani, Infrastructure Manager, ha visitato il Center for Research, Development and Innovation in Digital Technologies dell’ESPOL (Escuela Superior Politécnica del Litoral), storica università pubblica ecuadoriana con sede a Guayaquil. La missione si inserisce nell’ambito dell’EU-CELAC, l’iniziativa europea che promuove la cooperazione scientifica e tecnologica tra Unione Europea e paesi dell’America Latina e dei Caraibi. La visita, il cui obiettivo principale è stato esplorare le opportunità di cooperazione in ambiti legati all’edge AI e ai sistemi intelligenti, rappresenta idealmente lo scambio rispetto alla study visit che Area Science Park ha ospitato lo scorso giugno, sempre nell’ambito di EU-CELAC, quando una delegazione di università e centri di ricerca latinoamericani ha visitato il Data Center ORFEO. Nel corso della settimana la delegazione di Area ha visitato diversi centri di ricerca dell’ESPOL, tra cui il CIDIS – Centro de Investigación, Desarrollo e Innovación de Sistemas Computacionales, centro dedicato allo sviluppo di tecnologie basate su visione artificiale, machine learning, robotica e sistemi energetici e il CTI – Centro de Tecnologías de Información, dedicato alla ricerca sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con linee di attività che toccano anche l’intelligenza artificiale industriale e le tecnologie per ambienti intelligenti. La delegazione ha inoltre visitato il CIBE – Centro de Biotecnología, la cui missione è generare, applicare, trasferire e diffondere soluzioni biotecnologiche a supporto della competitività dell’industria agricola, e SOLCA, istituto oncologico tra i più avanzati dell’Ecuador e della regione. Gli incontri con i gruppi di ricerca dell’ESPOL hanno fatto emergere diverse linee e ambiti di collaborazione su cui poter convogliare interessi comuni e sviluppare attività complementari: tra queste, drug discovery, virologia, oncologia, multiomica, idrogeno, robotica e nuovi materiali. Accanto alle linee di ricerca, sono stati discussi anche programmi per la condivisione di linee guida e best practice, percorsi di supporto alla gestione e alla definizione di programmi di sostenibilità delle infrastrutture di ricerca, e iniziative di technology transfer. Il tema al centro della collaborazione resta in particolare la gestione dei dati secondo i principi FAIR, per cui sono state poste le basi per futuri programmi strutturati di formazione. A latere della visita, le rappresentanti di Area Science Park sono intervenute come speaker al workshop “First Summer School on Research Data and FAIR Principles – Ecuador Edition“, promosso da ESPOL, Universidad Indoamerica, dal Ministerio de Educación, Deporte y Cultura del Governo dell’Ecuador, da ISTICI, Area Science Park e CEDIA, e articolato in due sessioni: il 18 settembre a Guayaquil e il 21 settembre a Quito. Nel corso degli incontri, Mariarita de Luca, Federica Bazzocchi e Federica Mantovani hanno guidato i partecipanti attraverso i temi dell’Open Science e della gestione dei dati di ricerca, con particolare attenzione ai principi FAIR e all’approccio FAIR-by-Design.
Infrastrutture di ricerca
25.09.2026
Deep Tech Revolution: le 10 startup verso la dimensione europea e internazionale
Dalla sfida di conquistare un finanziamento europeo EIC a quella di affacciarsi sui mercati internazionali. Il terzo bootcamp di Deep Tech Revolution, il programma ideato da Area Science Park per sostenere la crescita di startup e spin-off con tecnologie derivanti dalla ricerca di frontiera, ha messo al centro aspetti che integrano e accompagnano la dimensione più strettamente scientifica e tecnologica: le competenze necessarie per far crescere un’impresa deep tech. Svoltosi dal 22 al 24 settembre, il bootcamp ha rappresentato una delle tappe del percorso di accompagnamento che Area Science Park ha costruito per le 10 startup selezionate, tra le oltre 80 candidature ricevute: Soundsafe Care, Yeastime, Novac, Magnetic Future, SatEnlight, LivGemini, Antares Electrolysis, EMC Gems, Rotonium e DNAswitch. Le imprese operano in ambiti che spaziano dalle scienze della vita ai materiali, dalle tecnologie digitali avanzate alle filiere energetiche verdi, sviluppando soluzioni che vanno dalla robotica per applicazioni chirurgiche ai supercondensatori, dai digital twin per la medicina ai processori fotonici per il quantum computing. Dal progetto scientifico alla crescita dell’impresa Deep Tech Revolution accompagna le 10 startup per 12 mesi, mettendo a disposizione un sostegno complessivo di 2 milioni di euro, metà in denaro e metà in servizi integrati, tra cui l’accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati presenti in Area Science Park, che le startup possono utilizzare per affrontare specifiche esigenze di ricerca e sviluppo: dall’HPC alle analisi genomiche ed epigenomiche, dalla microscopia elettronica avanzata alla caratterizzazione dei materiali, fino alle attività in collaborazioni con Elettra Sincrotrone Trieste. Al supporto fornito da infrastrutture scientifiche e servizi tecnologici si affianca un percorso di capacity building e accompagnamento alla crescita. È proprio su questa seconda dimensione che si è concentrato il terzo bootcamp: tre giornate dedicate alle competenze necessarie per trasformare una tecnologia di frontiera in un’impresa capace di crescere e confrontarsi con i mercati internazionali. Un percorso incentrato sul confronto diretto con esperti che hanno messo a fattor comune la propria esperienza di lungo corso, portando casi di studio reali, un metodo di lavoro e un mindset già testati sul campo. È questo approccio, insieme ai momenti di colloqui one-to-one, ad aver dato alle sessioni formative una dimensione particolarmente concreta, permettendo alle startup di misurarsi con situazioni e decisioni che potranno incontrare nel proprio percorso di crescita. La prima giornata è stata dedicata allo European Innovation Council (EIC), uno dei principali strumenti della Commissione Europea a sostegno delle innovazioni tecnologiche dirompenti e ad alto rischio. Renato Fa di APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea ha spiegato come affrontare il percorso di candidatura, entrando nel dettaglio delle diverse fasi: dalla short proposal alla long proposal, fino alla preparazione dell’intervista tecnica e del colloquio davanti alla commissione valutatrice e agli investitori a Bruxelles. Francesco Matteucci, EIC Ambassador, ha invece approfondito il contesto istituzionale e la logica con cui l’Unione Europea seleziona e sostiene l’innovazione deep tech, i criteri di valutazione delle proposte e gli errori più frequenti, tutti elementi che aiutano a leggere il programma con uno sguardo più consapevole e strategico. Ad arricchire la sessione, uno dei momenti più coinvolgenti per i founder: la testimonianza di tre startup che hanno già affrontato questo percorso altamente competitivo e ottenuto un finanziamento EIC completo, nella formula grant+equity: RareEarth, Circular Materials e Aindo. Quest’ultima, insediata nel campus di Padriciano di Area Science Park, nel 2025 si è aggiudicata un finanziamento EIC Accelerator di 2,1 milioni di euro. Le tre startup hanno portato in aula non solo success stories, ma anche failure stories che hanno spesso preceduto il risultato positivo: tentativi ed errori, raccontati senza filtri, che hanno permesso di capire cosa può non funzionare nella preparazione di una proposta EIC e, soprattutto, come lavorare per trasformare un primo insuccesso in un’occasione di miglioramento. A chiudere la giornata, momenti di confronto individuale e valutazione delle idee progettuali, con analisi calibrate sulle diverse fasi di sviluppo delle startup. Il secondo giorno ha portato l’attenzione sulla contrattualistica commerciale e internazionale. Davide Galantini di DG Legal ha affrontato la gestione dei contratti e delle licenze di know-how attraverso esempi concreti di drafting, soffermandosi sulle clausole più problematiche e sugli elementi legali e di business da considerare nella negoziazione. La sessione ha toccato anche la contrattualistica per le collaborazioni industriali e di R&D e per le operazioni di M&A. La giornata è proseguita con gli incontri individuali dedicati al profilo di credito, durante i quali gli startupper sono stati affiancati da Stefano Cocchieri di Capital Light. Il tema è stato ripreso nella giornata conclusiva, dedicata agli indicatori finanziari chiave, alla struttura finanziaria e al ruolo del credit profile nelle diverse fasi di crescita di una startup. A chiudere il programma, giovedì 24, il focus sull’accesso ai mercati internazionali del venture capital, con Gianmaria Feleppa di UCAPITAL. L’intervento ha riguardato in particolare il mercato statunitense e gli ecosistemi emergenti, le diverse modalità di strutturazione dei round internazionali, il rapporto tra investimenti pubblici e privati e le opportunità e implicazioni legate a un eventuale trasferimento della sede legale all’estero. La prossima tappa: San Francisco e Seattle Dopo il bootcamp, il percorso entra subito in una nuova fase con la study visit internazionale in programma dal 26 al 30 ottobre tra San Francisco e Seattle. Le 10 startup avranno l’opportunità di entrare in contatto diretto con uno degli ecosistemi dell’innovazione più dinamici e rilevanti a livello internazionale, attraverso visite a centri di ricerca, imprese big-tech e incontri con investitori e altri startupper. Sarà un’occasione per conoscere modelli, competenze e strumenti di crescita in un contesto globale, ma soprattutto per presentare le proprie tecnologie e i propri progetti a potenziali partner e interlocutori. Dopo i laboratori, le infrastrutture di ricerca e i bootcamp, Deep Tech Revolution porterà quindi le 10 startup fuori dai confini nazionali, in un passaggio pensato per rafforzare la loro capacità di confrontarsi con i mercati e iniziare a costruire connessioni di valore.
Servizi per l'Innovazione
22.09.2026
Al via la 3° edizione del Master in Data Management and Curation di Area Science Park e SISSA
Trieste, 22 settembre 2026  – Ha preso ufficialmente il via oggi, 22 settembre 2026, la terza edizione del Master in Data Management and Curation – MDMC, il programma di formazione post-laurea promosso da Area Science Park e SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e pensato per formare la nuova generazione di professionisti della gestione dei dati scientifici. L’obiettivo del Master è fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e pratici necessari a gestire in modo efficace, responsabile e sostenibile l’intero ciclo di vita dei dati di ricerca: dalla loro produzione fino alla conservazione e al riutilizzo nel tempo. MDMC si inserisce all’interno dell’ecosistema scientifico e internazionale che caratterizza Trieste e nasce dalla sinergia tra due istituzioni di eccellenza nel campo della ricerca e dell’alta formazione: Area Science Park, ente nazionale di ricerca e uno dei principali parchi scientifici e tecnologici italiani, e SISSA, istituto di alta formazione e di ricerca di eccellenza a livello internazionale. Insieme, le due istituzioni hanno strutturato un programma capace di offrire ai partecipanti competenze teoriche e operative, immediatamente spendibili nel mondo della ricerca e dell’innovazione, ambiti in cui gestione dei dati e intelligenza artificiale sono ormai profondamente interconnesse. Dall’applicazione dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) alle pratiche di Open Science, dalla progettazione e implementazione di flussi di lavoro i dati in modalità “FAIR-by-design” all’ottimizzazione metadati e l’impiego di strumenti, standard e tecnologie avanzati, il corso di alta formazione MDMC consente di sviluppare competenze sempre più richieste da università, enti di ricerca, infrastrutture scientifiche e aziende innovative, in un momento storico in cui la qualità, la tracciabilità e l’apertura dei dati sono diventate condizioni fondamentali e imprescindibili nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. La terza edizione del master, della durata di un anno, si apre con una classe composta da 17 partecipanti (14 full student e 3 uditori) che riflette pienamente la vocazione internazionale e interdisciplinare del programma. Italia, Argentina, Etiopia, Ghana, India, Nigeria, Pakistan, Slovenia, Svezia e Svizzera: i Paesi di provenienza degli studenti sono differenti e variegati, aspetto che favorisce il confronto tra metodologie, sistemi di ricerca diversi e scambio di esperienze tra i partecipanti. Altrettanto eterogenei sono i percorsi di formazione da cui provengono i partecipanti. La classe riunisce infatti background disciplinari molto diversi tra loro, dalla data science alla matematica, dalla biologia molecolare e dalla genomica funzionale alla meteorologia e alle scienze del clima, dalla psicologia e neuroscienze cognitive alla comunicazione grafica. Una varietà che rispecchia la natura della data curation, disciplina trasversale e fondamentale per ogni campo della scienza e della tecnologia. In concomitanza con l’avvio della terza edizione, è stato lanciato il nuovo sito ufficiale del Master in Data Management and Curation, punto di riferimento per seguire da vicino le attività del programma. Sul sito sono disponibili tutti gli aggiornamenti relativi al percorso formativo in corso, il calendario dei seminari pubblici organizzati nell’ambito del Master (aperti anche a chi non è iscritto al programma), e le informazioni sulle prossime edizioni. Il sito e gli aggiornamenti sono consultabili all’indirizzo: http://mdmc-program.it/.  
Infrastrutture di ricerca Opportunità
17.09.2026
Nuova multivisione all’Immaginario Scientifico: Area coinvolta sulla scelta dei contenuti scientifici
L’intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti nell’evoluzione dell’umanità o una tecnologia da guardare con sospetto? Da questo quesito nasce Il fattore umano: intelligenza artificiale tra arte e scienza, la nuova multivisione dell’Immaginario Scientifico di Trieste. Realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del bando Creatività, è un racconto per immagini che accompagna il pubblico dalle origini dell’IA fino agli scenari futuri. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la collaborazione di Area Science Park per la scelta e verifica dei contenuti scientifici. La multivisione è stata sviluppata con il supporto tecnico di IKON Digital Farm e ha visto il coinvolgimento della giovane illustratrice digitale Elena Degrassi. Coerentemente con la filosofia che contraddistingue l’Immaginario Scientifico fin dalla sua nascita, la multivisione utilizza le immagini come strumento per trasmettere informazioni ed emozioni. Immagini che, pur prive di commenti, racchiudono significati intuibili e, in alcuni casi, comprensibili e verificabili. La multivisione racconta lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA). I principali momenti della sua storia sono intervallati da righe di codice binario, il linguaggio fondamentale alla base del funzionamento dei sistemi digitali. Il racconto si estende poi alle applicazioni contemporanee dell’intelligenza artificiale, in particolare nei settori della medicina e della biologia, per affrontare infine alcune delle principali questioni etiche che accompagnano la sua evoluzione: dalla sorveglianza digitale alla perdita dell’anonimato, fino ai bias algoritmici e alle disuguaglianze che possono derivarne. Serena Mizzan, presidente dell’Immaginario Scientifico commenta: “Abbiamo scelto di concludere la multivisione citando la prima legge di Melvin Kranzberg, storico della tecnologia: “La tecnologia non è né buona né cattiva; non è neanche neutrale”: un invito a considerare la tecnologia come uno strumento il cui impatto dipende dal modo in cui viene sviluppato e utilizzato”. Tra dati, immagini e interrogativi emerge infatti la centralità dell’essere umano. Perché anche nell’era dell’intelligenza artificiale il pensiero critico resta una responsabilità profondamente umana. Sarà infatti il visitatore a trarre in autonomia le proprie conclusioni sui benefici e sui rischi legati all’utilizzo dell’IA, sviluppando un senso critico di fronte a sistemi sempre più capaci di apprendere dai dati e di replicarne alcune capacità e funzioni umane. “Da diversi anni Area Science Park si occupa di Intelligenza Artificiale, studiando le principali applicazioni e sviluppando algoritmi dedicati agli specifici ambiti scientifici in cui l’Ente è attivo. L’IA rappresenta una vera e propria rivoluzione per la società: la responsabilità dei ricercatori non consiste soltanto nell’utilizzarla dal punto di vista tecnico, ma anche nel renderla comprensibile e accessibile ai cittadini, raccontandone potenzialità, limiti e prospettive. La collaborazione con l’Immaginario Scientifico, e in particolare questo progetto, ci permette di aprire uno spazio di dialogo con la società su questi temi” commenta la Presidente prof. Caterina Petrillo. La multivisione, che entra a far parte degli allestimenti permanenti del museo, è visitabile durante gli orari di apertura dell’Immaginario Scientifico di Trieste, al Magazzino 26 del Porto Vecchio. È compresa nel biglietto d’ingresso al museo.
Infrastrutture di ricerca Istituzionale
15.09.2026
Delegazione del Ministero della Difesa visita Area Science Park
Nell’ambito di una visita di due giorni dedicata alle istituzioni di ricerca e di alta formazione del Friuli Venezia Giulia, una delegazione del Ministero della Difesa ha fatto tappa in Area Science Park. A rappresentare il Ministero della Difesa l’Ammiraglio di Divisione Vito Lacerenza, Vice Capo di Gabinetto Vicario, e il Contrammiraglio Vincenzo Pullez, Capo dell’Ufficio studi strategici e innovazione tecnologica. Alla visita hanno partecipato anche i referenti del Protocollo d’intesa “I-HUB FVG”, sottoscritto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Francesco Ciardiello per il MUR, Gianluigi Sechi per il MIMIT e Ketty Segatti per la RAFVG. La delegazione è stata accolta dalla Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo, che ha illustrato le principali attività dell’Ente e le sue infrastrutture di ricerca e tecnologiche. Per Area Science Park hanno preso parte all’incontro anche Stefano Cozzini, direttore dell’Istituto Ricerca per l’Innovazione Tecnologica, Regina Ciancio, responsabile del Laboratorio di Microscopia Elettronica, Roberto Pillon, responsabile dell’Ufficio Generazione d’Impresa, e Alberto Soraci, referente dei progetti per l’idrogeno. La visita ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e approfondimento su competenze, tecnologie e ambiti di ricerca di comune interesse, ponendo le basi per possibili future collaborazioni.  
Istituzionale
15.09.2026
Trieste Opicina Historic 2026: la gara fa tappa ad Area Science Park
Il 19 e 20 settembre 2026 torna la Trieste Opicina Historic, manifestazione organizzata dal Club dei Venti all’Ora e dedicata alla memoria della storica gara in salita Trieste–Opicina, disputata dal 1911 al 1971. Sabato 19 settembre, dalle 15.30, Piazza della Borsa ospiterà le vetture partecipanti per l’esposizione, le verifiche tecniche e la consegna del materiale. Saranno presenti anche i ragazzi di UniTS Racing Team, dell’Università degli Studi di Trieste, con la nuova monoposto realizzata dal team. Domenica 20 settembre sarà invece dedicata alle prove di regolarità. La partenza è prevista alle 10.00 da Porto Vecchio e il percorso riprenderà la strada della storica Trieste–Opicina, attraversando l’altopiano carsico e la Slovenia. Nel corso della giornata, il percorso interesserà anche Area Science Park, dove, all’interno del comprensorio di Padriciano, sono previste tre prove a tempo, in programma alle 10.30, 11.00 e 12.35. Il passaggio ad Area Science Park si inserisce in un’edizione particolarmente significativa della manifestazione, che quest’anno celebra il 65° anniversario del Club dei Venti all’Ora, il 44° della Trieste Opicina Historic e il 115° dalla prima edizione della Trieste–Opicina. La Trieste Opicina Historic torna così a celebrare la storia dell’automobilismo e a valorizzare il territorio di Trieste e del Carso, coinvolgendo anche Area Science Park, uno dei luoghi di riferimento per la ricerca e l’innovazione del Friuli Venezia Giulia. Vedi il programma completo
14.09.2026
Diciotto anni di passione, impegno e ricerca della FIF
Diciotto anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica, con lo sguardo sempre più rivolto a una dimensione internazionale. La Fondazione Italiana Fegato ETS ha celebrato il proprio 18° anniversario con un evento che non è stato soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione per raccontare un percorso e fare il punto sulle nuove frontiere della ricerca sulle malattie del fegato. Un percorso nel quale la FIF ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel sistema scientifico, costruendo collaborazioni in Italia e nel mondo e sviluppando un approccio capace di collegare ricerca, innovazione, prevenzione e cura. A testimoniare quanto la rete della Fondazione abbia ormai assunto una dimensione internazionale sono stati proiettati i saluti video di alcuni ricercatori e rappresentanti di istituzioni scientifiche di diversi Paesi: dalle Filippine all’Argentina, dal Messico al Brasile fino all’Indonesia. Tra loro Loraine Kay Cabral, Segretaria dell’ASEAN Liver Initiative ed ex fellow FIF; Graciela Mazzone dell’Universidad Austral di Buenos Aires; Norberto Chavez Tapia, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Medica Sur in Messico ed ex fellow FIF; Fatima Theresinha Costa Rodrigues Guma dell’UFRGS – Universidade Federal do Rio Grande do Sul; Eddy Giri-Rachman Putra di BRIN, l’Agenzia Indonesiana per l’Innovazione e la Ricerca; e Renato Solidum, Segretario del DOST – Dipartimento Filippino per la Scienza e la Tecnologia. “La Fondazione Italiana Fegato nel sistema scientifico globale: dal laboratorio alla cura, tra innovazione, prevenzione e futuro” è stato quindi il tema del panel istituzionale, un confronto dedicato alle trasformazioni che stanno interessando la ricerca biomedica e alle opportunità offerte dall’incontro tra discipline, tecnologie e competenze internazionali. A discuterne sono stati Claudio Tiribelli, Presidente della Fondazione Italiana Fegato ETS; Guido Sanguinetti, Full Professor e Group Leader del Machine Learning and Systems Biology Group della SISSA; Gianluca Tell, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Udine; e Umberto Baccarani, Professore di Chirurgia dell’Università degli Studi di Udine e chirurgo dell’équipe dei trapianti di fegato e rene dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC). Il confronto ha offerto l’opportunità di evidenziare una delle sfide più importanti della ricerca contemporanea: trasformare le conoscenze prodotte nei laboratori in strumenti concreti per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie epatiche. Un passaggio nel quale la contaminazione tra ricerca scientifica, medicina, tecnologia e trasferimento delle conoscenze assume un ruolo sempre più decisivo. Diciotto anni dopo la sua nascita, la Fondazione Italiana Fegato ETS conferma così la propria vocazione: fare della ricerca un ponte tra conoscenza e salute, tra il laboratorio e la cura. Un patrimonio di competenze e relazioni sul quale costruire le prossime sfide della ricerca sul fegato.
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