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Ricreare in laboratorio un fegato che si comporti come uno reale è una sfida cruciale per la ricerca biomedica. I modelli tridimensionali permettono infatti di superare i limiti delle colture tradizionali, restituendo un ambiente più vicino a quello fisiologico.
Grazie a questi “mini-fegati” è stato possibile individuare il ruolo di specifiche cellule coinvolte nell’infiammazione e il loro legame con la produzione di colesterolo, aprendo nuove prospettive di intervento.
La possibilità di testare farmaci già esistenti su modelli di malattia realistici apre la strada a terapie più mirate e a un approccio sempre più personalizzato alla cura delle patologie epatiche.
Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC, ha coinvolto l’ICGEB, l’Università degli Studi di Trieste, Elettra Sincrotrone Trieste, la Fondazione Italiana Fegato (FIF), l’Ospedale di Cattinara e l’Ospedale Materno Infantile Burlo Garofolo.
Ne abbiamo parlato con Giovanni Sorrentino, Group Leader, Modelli avanzati di malattia presso l’ICGEB e Professore Associato di Istologia all’Università di Trieste.
Cosa possono raccontare oggi dei tatuaggi realizzati secoli fa? Da una ricerca, pubblicata su Heritage Science, che ha studiato frammenti di pelle tatuata, emergono storie di pratiche diffuse, credenze religiose e forme di espressione personale che attraversano il tempo.
Sistemi di analisi non distruttivi, che uniscono competenze e tecnologie avanzate, permettono non solo di ricostruire tecniche e materiali del passato, ma anche di comprendere come questi reperti siano stati conservati, offrendo nuove informazioni preziose per la ricerca e per il patrimonio museale.
La ricerca ha coinvolto il consorzio CERIC-ERIC, Elettra Sincrotrone Trieste, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (ICTP), l’Università Tor Vergata di Roma e il Polo Museale dell’Università di Bologna.
Ne abbiamo parlato con Chiaramaria Stani, ricercatrice presso Elettra Sincrotrone Trieste.
Un team scientifico internazionale è riuscito per la prima volta a trasferire, modificare e sostituire interi cromosomi umani, mantenendo intatta la loro struttura grazie a una tecnologia innovativa che supera i tradizionali limiti dell’editing genetico. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science e rappresenta una svolta per la biologia sintetica e le terapie genetiche avanzate.
Questa nuova metodologia permette di spostare cromosomi da una cellula all’altra senza danneggiare il DNA, aprendo prospettive uniche per studiare elementi genomici finora poco accessibili.
Lo studio potrebbe rivelarsi utile per sviluppare nuove terapie genetiche su scala cromosomica, in particolare per le malattie rare. Inoltre apre la strada alla creazione di cellule riprogrammate o potenziate, capaci di combattere in modo più efficace i tumori.
Ne abbiamo parlato con Gianluca Petris, Principal Investigator della Genome Engineering & Biotechnology Unit della Fondazione Italiana Fegato e docente al Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine.
Per saperne di più: Modificare e sostituire interi cromosomi umani lasciandone intatta la struttura – Area Science Park
La violenza di genere può emergere attraverso segnali chiari: isolamento, cambiamenti nelle abitudini, tensione legata ai contatti con il partner o lividi nascosti. A Trieste il Centro Antiviolenza GOAP rappresenta un presidio fondamentale, attivo telefonicamente tutti i giorni e accessibile anche senza appuntamento, per garantire supporto immediato alle donne che ne hanno bisogno.
Area Science Park si impegna attivamente nel promuovere un ambiente di lavoro sicuro e nel contrasto alla violenza di genere, anche attraverso la collaborazione con GOAP e l’apertura di sportelli dedicati nei propri campus, iniziativa condivisa con altri enti di ricerca del territorio.
Ne abbiamo parlato in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con Maria Ferrara, Vicepresidente del GOAP, e Grazia Dall’Acqua, Responsabile Ufficio Valorizzazione Risorse Umane e Benessere di Area Science Park.
Le tecnologie ad alto tasso di innovazione stanno avanzando in modo prorompente nel panorama mondiale, assumendo i connotati di una vera e propria tecnocrazia, che influenza le sfere socioeconomica ed etico-culturale della società. Nel nostro Paese è necessario dare linfa ad attività di ricerca fondamentale, ricerca applicata e creazione d’impresa, che devono avere tutte la stessa dignità per i nostri giovani talenti.
Ne abbiamo parlato con Anna Gregorio, Presidente di PicosaTS.
Alcuni farmaci funzionano perfettamente. Altri, quasi identici, no. A volte basta un minuscolo dettaglio – invisibile a occhio nudo – a fare la differenza tra una cura efficace e un effetto indesiderato. Quel dettaglio si chiama chiralità, e oggi la scienza lo studia con strumenti sempre più avanzati per progettare farmaci più sicuri e mirati.
Ne abbiamo parlato con Paola Storici, Responsabile del Laboratorio di Biologia Strutturale di Elettra Sincrotrone Trieste.
Guarda l’evento: DENTRO AL FARMACO: QUANDO LA FORMA DI UNA MOLECOLA FA LA DIFFERENZA