L’energia che mangiamo

05/12/2016 - I Nostri Campus - Energia
Su Molecole Francesco Menegoni parla di fisica e alimentazione partendo da tre concetti: energia, lavoro e calore

Quando siamo stanchi diciamo che non abbiamo energia per fare un certo lavoro e quando compiamo un’attività fisica il nostro corpo produce calore, tant’è che spesso diciamo “ho sudato sette camicie”! Energia, lavoro e calore sono concetti molto usati in fisica, che possono essere interessanti per quanto consta l’energia che mangiamo.

La forma di energia che noi utilizziamo per vivere viene dal cibo. Lo possiamo verificare in maniera molto semplice andando a leggere l’etichetta di qualsiasi alimento confezionato: ad esempio troveremo scritto che a un biscotto corrisponde un valore energetico di 55 kcal, pari a 230 kilojoule, ovvero 230.000 J di energia in un biscotto!

Cosa significa? Ci si può fare un’idea di quanto sia un joule considerando che equivale al lavoro richiesto per sollevare una massa di 102 g (una piccola mela) per un metro, opponendosi alla forza di gravità terrestre. Quindi con un biscotto avremmo l’energia sufficiente a spostare 23 tonnellate per 1 metro contro la forza di gravità.

Allora mangiamo troppo? (continua a leggere il post su “Il Piccolo”).

 

Francesco Menegoni, ingegnere biomedico con un dottorato in bioingegneria, è presidente e amministratore delegato di g&life, azienda che opera nel settore della nutrigenetica, la genetica applicata alla nutrizione.