21/09/2021
ICGEB promuove un programma di diagnostica di laboratorio rapido in Africa
Uno studio pilota sui test SARS-CoV-2 economici ed efficaci, coordinato da ICGEB, è stato esteso con successo in Africa
I Nostri Campus - Diagnostica
ICGEB promuove un programma di diagnostica di laboratorio rapido in Africa

La diagnosi rapida di Covid-19 è uno dei pilastri per contenere la pandemia. La maggior parte delle tecniche di test, tuttavia, sono costose e richiedono laboratori ben attrezzati difficilmente disponibili nei paesi a basso e medio reddito (LMIC). Il test RT-LAMP a rilevamento colorimetrico sviluppato da New England Biolabs® (NEB®) rappresenta una soluzione promettente a questo problema ma fino a oggi scarsamente testata. ICGEB, in collaborazione con quattro paesi africani, ha recentemente pubblicato uno studio pilota che ne conferma l’efficacia. Grazie alla proficua collaborazione con NEB e al finanziamento della Bill & Melinda Gates Foundation, ICGEB estenderà ora il progetto ad altri cinque paesi in Africa, confermando il suo ruolo centrale nell’aiutare i LMIC a ottenere strumenti e capacità adeguate a fronteggiare la pandemia da COVID-19.

La pandemia da COVID-19 è una minaccia globale ma che può dare enormi opportunità per accelerare ricerca e sviluppo. È fondamentale però che i nuovi sviluppi siano condivisi e diffusi in tutto il mondo così da ridurre il divario tecnologico tra i paesi. Lo studio pilota appena pubblicato va in questa direzione: coordinato da ICGEB, ha coinvolto 1.657 individui in quattro paesi africani – Nigeria, Etiopia, Camerun, Kenya – e Italia. Il kit colorimetrico LAMP sviluppato da NEB può dare risultati in circa 30 minuti direttamente sul campo o in situazioni con ridotte risorse diagnostiche e di ricerca. Lo scopo dello studio era valutare l’efficacia di questo nuovo metodo in diversi laboratori africani. Secondo i risultati del progetto, il test RT-LAMP è una formidabile alternativa all’attuale standard per la diagnosi di SARS-CoV-2, la RT-qPCR. Obiettivo del progetto era inoltre, rendere autonome le realtà locali nello svolgere e applicare questa tecnologia: sono state queste infatti a svolgere i test sul campo coordinandosi con ICGEB. Lo studio pilota è stato recentemente pubblicato sulla rivista EClinicalMedicine di The Lancet. Questi entusiasmanti risultati hanno proiettato il progetto al passo successivo che espanderà a più paesi l’utilizzo di questo kit attraverso un efficace programma di trasferimento tecnologico.

“Siamo entusiasti dei nostri risultati per due motivi” afferma Lawrence Banks, Direttore Generale ICGEB, “In primo luogo, per il successo del progetto nel coordinare e svolgere le attività diagnostiche in aree remote e lontane, e in secondo luogo, perché questo ha creato un banco di prova per la valutazione dei bisogni e un canale a lungo termine per fornire assistenza tecnica sul campo, aumentando al contempo le competenze locali”.

La seconda fase del progetto si concentrerà nell’ampliare la rete di paesi beneficiari del progetto. A questi sarà resa disponibile questa tecnologia semplice ed economica, una formazione scientifica diretta e l’assistenza tecnica necessaria. In questo modo si potenzierà la capacità di diagnosi di SARS-CoV-2 di un numero sempre maggiore di laboratori nei paesi bersaglio. Ciò produrrà un impatto sul lungo periodo in termini di risorse, competenze e conoscenze acquisite aumentando così le capacità di risposta verso COVID-19. Grazie a questi sforzi le pandemie attuali e future potranno essere controllate localmente, perché solo così si può pensare di sconfiggerle globalmente.

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