26/02/2021
La Fondazione Telethon finanzia due progetti dell’ICGEB
Il bando TELETHON GENERAL GRANT 2020 ha selezionato 45 progetti di ricerca focalizzati sulle malattie genetiche rare
I Nostri Campus - Progetti e attività
La Fondazione Telethon finanzia due progetti dell’ICGEB

Sono due i progetti dei laboratori di Trieste dell’ICGEB che sono rientrati fra i 45 selezionati dal TELETHON GENERAL GRANT 2020. Il bando, promosso dalla Fondazione Telethon, è finalizzato al finanziamento di progetti di ricerca focalizzati sulle malattie genetiche rare, condotti da ricercatori che lavorano in strutture di ricerca italiane pubbliche o private non profit.

I progetti dell’ICGEB selezionati sono quello della dott.ssa Federica Benvenuti sulla sindrome di Wiskott-Aldrich e quello del dott. Andrés Muro sulla malattia di Fabry.

Gli studi del laboratorio di Immunologia cellulare all’ICGEB di Trieste hanno portato all’identificazione di alcuni dei difetti cellulari che portano alla Sindrome di Wiskott-Aldrich. I pazienti affetti dalla sindrome di Wiskott-Aldrich, circa un malato su un milione di nati, sono affetti da una grave immunodeficienza che si associa inoltre a fenomeni autoimmuni.

“E’ importante delineare con precisione l’origine dell’autoimmunità e determinare se le cause sono comuni a tutti i pazienti o diverse a seconda dei sottogruppi specifici di pazienti ,” spiega Benvenuti. “I nostri studi precedenti hanno permesso di evidenziare una nuova via coinvolta nell’attivazione dell’immunità innata, chiamato cGAS-STING. Il nostro obiettivo è capire perché questa via viene attivata in maniera non controllata nel caso delle cellule mutate e l’impatto dell’attivazione sulle risposte infiammatorie nei pazienti.” Durante il triennio del progetto è previsto lo sviluppo di saggi per testare nuovi farmaci capaci di controllare in maniera selettiva questo processo di attivazione dell’autoimmunità.

Il secondo progetto selezionato è quello del gruppo di ricerca che lavora sulla Genetica molecolare guidato. Il progetto mira all’individuazione di una terapia per la malattia di Fabry (FD) basata sull’editing genetico nel fegato senza l’utilizzo di nucleasi.

La malattia di Fabry è un disordine metabolico legato al cromosoma X, causato da mutazioni genetiche a carico del gene galactosidasi A (GLA). I primi sintomi insorgono precocemente durante l’infanzia (2 anni di vita) e l’adolescenza, e sono caratterizzati dall’accumulo sistemico di glicosfingolipidi nei lisosomi, con una progressiva insufficienza multiorgano, dall’esito in molti casi fatale. L’unica terapia è la somministrazione dell’enzima GLA sintetico (prodotto in laboratorio), una procedura chiamata terapia enzimatica sostitutiva (ERT). “Questa terapia ha però diverse limitazioni,” spiega Muro, “tra cui lo sviluppo di anticorpi diretti contro l’enzima artificiale, riducendo notevolmente l’efficacia terapeutica. Inoltre, ERT è molto costosa. Lo scopo della nostra ricerca è modificare permanentemente il DNA degli epatociti in modo da produrre alti livelli di enzima che possono entrare nel sangue e raggiungere tutti gli organi, convertendo il fegato in una biofabbrica.”

“I dati preliminari sono molto incoraggianti – conclude Muro – e ci aspettiamo che l’editing genetico senza nucleasi sarà in grado di curare il modello della malattia di Fabry. Questi dati saranno cruciali per supportare l’uso clinico dell’approccio, riducendo notevolmente i costi e le limitazioni delle terapie disponibili.”

Con il bando di concorso Telethon 2020 sono stati selezionati 45 progetti da finanziare per supportare il lavoro di altrettanti gruppi di ricerca. La descrizione completa è pubblicata sul sito telethon.it.

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