Traffico di animali: formazione condivisa tra Italia e Austria per contrastare il fenomeno

28/09/2017 - Servizi per l'Innovazione - Progetti e attività
In questi giorni a Klagenfurt e Trieste corsi per pubblici ufficiali e operatori delle forze dell'ordine nell'ambito del progetto Bio-Crime

 

Il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia sono rotte di transito e di destinazione per il traffico illegale di animali da compagnia. Attraverso i valichi confinari ne passano centinaia, soprattutto cuccioli di cani e gatti, destinati a un mercato nero il cui fatturato, stimato in 300 milioni di euro, è secondo solamente al traffico di droga.

Per contrastare il fenomeno e le problematiche sanitarie che ne derivano lo scorso febbraio ha preso il via progetto europeo Bio-Crime, con l’obiettivo di  creare una rete di collaborazione tra Italia e Austria che coinvolga le forze dell’ordine, le magistrature, i servizi veterinari e gli operatori sanitari di entrambi i Paesi.

In questi giorni hanno quindi preso il via a Klagenfurt e in AREA Science Park  – che coordina le attività formative del progetto – i corsi per pubblici ufficiali e operatori delle forze dell’ordine incentrati su traffico di animali, identificazione e farmaci, procedure investigative e normativa italiana e austriaca, rete internet e deep internet, zoonosi e animal handling, rischio biologico e protocolli di sicurezza.

“Quello della tratta illegale degli animali da compagnia è un problema che non va sottovalutato perché rappresenta un pericolo concreto per la salute dei cittadini – sottolinea l’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca. Oltre a questioni di tipo commerciale ed etico, il traffico illegale di animali comporta un rischio elevato di introduzione di gravi malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. Infatti, gli animali comperati sul mercato nero non sono soggetti ad alcun controllo sanitario e possono anche provenire da aree infette”.

“Lo scambio di informazioni ed esperienze aumenterà la capacità di opporsi a questo traffico che si ripercuote su tante famiglie le quali, inconsapevolmente, acquistano animali con gravi patologie o che hanno subito maltrattamenti – spiega il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Trieste, Dario Grohmann. Si tratta quindi di un’iniziativa estremamente positiva e mi auguro che questa collaborazione venga ulteriormente rafforzata”.

Infine, Sabrina Strolego, console onoraria d’Austria sottolinea: “Bio-Crime è un progetto che tutela sia le persone e che gli animali. I trattamenti a cui vengono infatti sottoposti i cuccioli contrabbandati sono spesso terribili e incidono in maniera determinante sulla loro salute, per cui anche loro hanno diritto ad esser tutelati e protetti”. (fonte ARC)