Dal terremoto a un’idea di futuro

04/05/2016 - I Nostri Campus - Istituzionale
Quarantennale del sisma del Friuli del 1976: fu a partire dalla legge di ricostruzione che il progetto dell’AREA Science Park, insieme a quello dell'Università di Udine, uscì dai cassetti e prese forma.

Ricostruire guardando al futuro, investendo nella cultura e nella conoscenza come strumenti della rinascita e dello sviluppo dei territori direttamente colpiti dal terremoto del 6 maggio 1976 e di tutta la regione Friuli Venezia Giulia. E’ questa la visione con la quale il D.P.R. 6 marzo 1978, n. 102, ricollegandosi alla legge 8 agosto 1977 sulla ricostruzione post sisma, istituì l’Università degli Studi di Udine e l’Area di ricerca scientifica e tecnologica in Trieste, nota oggi come AREA Science Park.

L’idea di un’area di ricerca multidisciplinare che, in stretto collegamento con il mondo universitario, si dedicasse esclusivamente alla ricerca scientifica cominciò a farsi strada alla fine degli  anni sessanta a partire dal Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam”. Risale al 1972 il primo studio sulla realizzazione di un’area scientifica nella regione Friuli-Venezia Giulia e a condurlo fu il Consorzio per l’incremento degli studi e delle ricerche degli Istituti di Fisica dell’Università di Trieste.

In questo quadro l’istituzione di un’ “area di ricerca”, in particolare sul territorio regionale, avrebbe rappresentato un nuovo ed importante servizio in grado anche di  proporsi come polo di attrazione delle attività produttive, rilanciando lo sviluppo economico della zona.

Dare un volto preciso al progetto del parco fu lo scalino successivo. Utilissime furono a questo scopo le visite a due importanti centri già operanti: Sophia-Antipolis in Francia e l’Istituto Weizmann in Israele. Illuminante  fu la risposta data dai responsabili del Weizmann al presidente del comitato per l’Area di Trieste, Italo Rocca,  che chiedeva lumi sul regolamento per la gestione delle attività dell’Istituto: “Abbiamo una sola regola – gli fu detto – attirare i più grandi cervelli del mondo e farli lavorare”. Un criterio al quale i promotori hanno cercato di mantener fede fin dal principio, fin da quando il Consorzio per l’Area di ricerca altro non aveva che un piccolo ufficio in via Trento. Il 29 giugno 1981 l’assemblea dei soci del Consorzio, presieduta da Fulvio Anzellotti, approvò “l’estensione dell’Area al comprensorio dell’ex campo profughi di Padriciano”.

Oggi AREA Science Park si sviluppa in un territorio con una delle più elevate concentrazioni di centri di ricerca in Italia, operando come sistema integrato di conoscenza, tecnologie e competenze al servizio del territorio, delle imprese, della valorizzazione della ricerca e della nascita di startup. Con i suoi 3 campus, situati a Trieste e Gorizia, una novantina di centri di R&S e imprese e gli oltre 2.500 addetti, AREA Science Park è uno dei principali nodi italiani della rete europea della ricerca e dell’innovazione. Le attività di R&S sviluppate nel parco coprono diverse tecnologie e settori: energia, ambiente, scienze della vita, nutrizione, informatica, elettronica, telecomunicazioni, fisica dei materiali, astrofisica, nanotecnologie, per citare i principali.