Vai direttamente ai contenuti della pagina

Press

Uno spazio dedicato ai giornalisti, in cui sono raccolte informazioni, comunicati stampa e immagini di Area Science Park

Per ricevere aggiornamenti ed entrare a far parte della mailing list dedicata alla stampa, scrivi a: press@areasciencepark.it

Press kit

Scheda di Area Science Park
Tipologia documento
DOWNLOAD
Immagini - Organi
File .zip
DOWNLOAD
Immagini - Laboratori e uffici
File .zip
DOWNLOAD
Immagini - Vita nel Parco
File .zip
DOWNLOAD

Comunicati stampa

10.09.2026
Premio Bernardo Nobile: al via la XXI edizione
Area Science Park bandisce la XXI edizione del Premio Bernardo Nobile, iniziativa dedicata alla valorizzazione di studi sull’utilizzo e l’analisi delle informazioni connesse alla proprietà intellettuale, che, in questa nuova edizione, estende il proprio ambito di interesse all’impiego dell’intelligenza artificiale e al suo impatto sui processi inventivi e creativi. Il Premio è dedicato alla memoria di Bernardo Nobile, fondatore e primo responsabile del Centro PatLib di Area Science Park. Nel corso degli anni, l’iniziativa si è affermata come strumento di incentivo e promozione per l’approfondimento e la valorizzazione del patrimonio informativo rappresentato dai brevetti e, più in generale, per lo studio di strumenti e metodologie capaci di supportare i processi di ricerca e innovazione. La XXI edizione mantiene questo spirito originario, aggiornandone i contenuti alla luce delle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ricerca, dell’innovazione e della proprietà intellettuale, a partire dal ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nell’accesso e nell’elaborazione delle informazioni e nei processi inventivi e creativi. L’iniziativa, realizzata con il coinvolgimento dell’Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali (AIDB), assegnerà 4 premi in denaro, del valore di 2.500 euro ciascuno, ad altrettanti laureati e/o dottori di ricerca. Le tesi candidate dovranno rientrare in una delle seguenti categorie: Categorie n. 1 e n. 2, dedicate rispettivamente a tesi di laurea magistrale o specialistica e a tesi di dottorato di ricerca che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nell’elaborazione di fonti bibliografiche e informative, finalizzate alla definizione dello stato dell’arte scientifico e tecnologico, con particolare riferimento ai dati e alle informazioni contenuti nei documenti brevettuali; Categoria n. 3, riservata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano analizzato opportunità e rischi dell’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto del processo inventivo e della tutela e gestione delle invenzioni, valutandone i benefici per l’inventore e/o per il management della proprietà intellettuale e approfondendone gli aspetti etici, legali e/o morali; Categoria n. 4, dedicata a tesi di laurea magistrale o specialistica e/o di dottorato che abbiano esplorato opportunità e rischi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del processo creativo delle opere dell’ingegno umano, analizzandone gli aspetti etici, legali e/o morali. Gli ambiti considerati comprendono scienze, letteratura, musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, radiodiffusione, programmi per elaboratore e banche dati. Il bando si rivolge a laureati e dottori di ricerca che abbiano conseguito il proprio titolo presso un’università italiana da non più di tre anni alla data di scadenza. Le tesi, redatte in lingua italiana o inglese, dovranno essere coerenti con l’oggetto delle categorie previste dal bando. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 26 ottobre 2026. Il bando completo e la documentazione necessaria per presentare la candidatura sono disponibili nella pagina dedicata al Premio Bernardo Nobile.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
09.09.2026
H2SmartLab: al via la gara per il nuovo laboratorio sull’idrogeno rinnovabile
Area Science Park avvia una procedura aperta telematica per l’affidamento della fornitura e della posa in opera delle attrezzature e degli impianti destinati al laboratorio APSU/H2SmartLab, che sarà realizzato nel Campus di Basovizza. Il progetto H2SmartLab prevede la creazione di un laboratorio dimostratore dedicato alla produzione, allo stoccaggio e all’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile, finalizzato allo studio di sistemi energetici resilienti anche attraverso lo sviluppo di un gemello digitale. Il laboratorio è stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e rappresenta uno dei tasselli per la crescita dell’ecosistema dell’idrogeno nell’area Nord Adriatico. La nuova infrastruttura contribuirà a rafforzare l’interazione tra ricerca e industria, mettendo a disposizione delle imprese competenze, servizi e infrastrutture per attività di ricerca e sviluppo, simulazione avanzata, intelligenza artificiale e digital twin. L’importo a base di gara è pari a 3.109.653,43 euro (più IVA), comprensivo degli oneri per la sicurezza e al netto dell’IVA. La procedura, identificata dal codice G24732, sarà gestita attraverso la piattaforma UnityFVG e aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per l’8 ottobre 2026.
Comunicati Stampa Infrastrutture tecnologiche
08.09.2026
HPC4SME: il supercalcolo a disposizione delle PMI del FVG
Area Science Park lancia HPC4SME, la call che offre alle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia infrastrutture tecnologiche avanzate, servizi specialistici e contributi economici per verificare la fattibilità tecnica, le prestazioni e l’utilità di nuove soluzioni digitali, prima della loro adozione in azienda o messa in produzione. L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza diffusa tra le PMI: molte imprese hanno, infatti, idee, prototipi, modelli, software o dataset che richiedono capacità di calcolo avanzate, non sempre disponibili internamente. HPC4SME sostiene proprio questa fase di sperimentazione, offrendo alle aziende l’accesso a ORFEO, il data center di Area Science Park a Trieste: un’infrastruttura modulare ad alte prestazioni progettata per supportare la ricerca scientifica avanzata e l’innovazione industriale. All’accesso all’infrastruttura si affiancano i servizi specialistici e il supporto tecnico di Area Science Park, necessari per utilizzare efficacemente le risorse disponibili e accompagnare l’impresa nella gestione del progetto, raccordando fabbisogni aziendali, attività e servizi attivati. Il percorso comprende inoltre una valutazione del livello di Information Security dell’impresa, per un’adozione più consapevole e sicura di dati, sistemi e processi digitali. La call sostiene progetti sperimentali che prevedono, tra l’altro, l’analisi di grandi quantità di dati aziendali, simulazioni e calcoli complessi, la validazione digitale di soluzioni e prodotti prima della loro realizzazione fisica, il test di soluzioni di intelligenza artificiale, la sperimentazione di Large Language Models su documentazione tecnica e basi informative aziendali, oltre allo sviluppo di API, microservizi e applicazioni containerizzate in ambiente Kubernetes. Ogni progetto deve comprendere almeno tre servizi, scelti da un catalogo che include, tra gli obbligatori, Innovation Management e Information Security, a cui si aggiunge almeno un servizio tecnologico – dal computing e storage su infrastruttura HPC all’inferenza su Large Language Models, fino a Kubernetes su infrastruttura HPC. L’accesso a HPC4SME si articola in due fasi: una Call to Action, ovvero un confronto tecnico preliminare con Area Science Park per mettere a fuoco il progetto, verificarne la coerenza con le finalità del bando e individuare i servizi più adatti; la successiva domanda di contributo, con cui l’impresa presenta in modo dettagliato attività, risultati attesi, personale coinvolto ed eventuali consulenze specialistiche. Possono partecipare le piccole e medie imprese con sede operativa o filiale attiva in Friuli Venezia Giulia, o che si impegnano ad attivarla entro i termini previsti dall’avviso. La dotazione complessiva della call è di 450.000 euro, con valutazione a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni progetto, della durata massima di 8 mesi, deve avere un valore complessivo compreso tra 30.000 e 100.000 euro: i servizi erogati da Area Science Park sono coperti al 100% del loro valore attraverso un contributo in natura, mentre le spese sostenute dall’impresa per personale interno e consulenze specialistiche possono beneficiare di un contributo in denaro pari all’80% delle spese ammissibili, a fondo perduto. Tutte le informazioni sulla call e sulle scadenze sono disponibili a questo link.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
31.07.2026
Area ospiterà tre ricercatori kenyoti presso le proprie infrastrutture di ricerca
Sono tre i ricercatori/le ricercatrici kenyote che potranno svolgere attività scientifica presso i laboratori e le infrastrutture di ricerca di Area Science Park grazie a un contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca che l’Ente ha ottenuto partecipando a un bando competitivo nell’ambito degli investimenti del PNRR. In particolare, i tre ricercatori/ricercatrici selezionati saranno ospitati a Trieste per tre mesi e potranno svolgere attività di ricerca presso PRP@CERIC, l’infrastruttura altamente specializzata per lo studio di agenti patogeni emergenti, operando su ORFEO, centro per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) di Area Science Park. Le attività riguarderanno lo sviluppo di strumenti per l’analisi dei dati genomici, lo studio dell’efficienza dei modelli di intelligenza artificiale generativa e la realizzazione di nuove simulazioni numeriche. L’iniziativa MUR rappresenta un’attuazione concreta della cooperazione scientifica prevista dal Piano Mattei per l’Africa e degli strumenti di cooperazione bilaterale sottoscritti tra Italia e Kenya nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha infatti promosso e finanziato con 500.000 euro un’iniziativa nazionale sperimentale di mobilità internazionale che consentirà a ricercatori di nazionalità kenyota di svolgere attività di ricerca presso infrastrutture di eccellenza finanziate dal PNRR. Il programma coinvolge complessivamente 13 enti e istituzioni della ricerca italiana, con il finanziamento di 19 progetti e 48 slot trimestrali di mobilità. Diversi gli ambiti scientifici interessati dalle assegnazioni, che riguardano alcuni dei settori più strategici per la ricerca italiana: dalla biodiversità alle tecnologie quantistiche, dall’high performance computing e big data alle terapie geniche e farmaci a RNA. Questa azione contribuirà allo sviluppo di collaborazioni tra Area Science Park e le istituzioni scientifiche kenyote di riferimento.
Comunicati Stampa Istituzionale
28.07.2026
Così le cellule “spengono” i loro interruttori molecolari
Una ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha contribuito a chiarire uno dei meccanismi fondamentali di funzionamento del sistema cellulare, cioè il processo attraverso cui determinate proteine – le Rho GTPasi, che regolano processi quali l’organizzazione del citoscheletro, il movimento cellulare e la comunicazione tra le cellule– si “disattivano” dopo aver svolto la loro funzione. Lo studio, coordinato dalle ricercatrici di Cnr-Iom Angela Parise e Alessandra Magistrato, è pubblicato sul Journal of the American Chemical Society (JACS). Le Rho GTPasi sono proteine che agiscono come interruttori molecolari: alternano uno stato “acceso” e uno “spento”. Quando questo sistema di regolazione viene alterato, possono svilupparsi diverse patologie, tra cui tumori e metastasi. Comprendere nel dettaglio come questi interruttori si attivano e si disattivano rappresenta quindi un’importante sfida per la biologia molecolare e la medicina. Grazie a simulazioni computazionali avanzate, che combinano dinamica molecolare classica e metodi quantistici, le ricercatrici sono riuscite a osservare con risoluzione atomica il meccanismo con cui la proteina RhoA origina la reazione chimica che determina il passaggio dalla forma attiva a quella inattiva. “Lo studio ha identificato un meccanismo finora sconosciuto”, spiega Angela Parise (Cnr-Iom), prima autrice dello studio. “Durante la reazione, una glutammina – un amminoacido presente nel sito attivo della proteina – cambia temporaneamente struttura, comportandosi come una sorta di navetta che trasferisce protoni e rende possibile la reazione chimica. Al termine del processo, l’ingresso di molecole d’acqua permette alla proteina di ritornare nella configurazione iniziale, pronta per un nuovo ciclo di attività. Questo modello risolve un dibattito aperto da anni sul funzionamento delle Rho GTPasi”. “Per noi è stato particolarmente importante riuscire a ricostruire, passo dopo passo, l’intero meccanismo della reazione. L’integrazione tra simulazioni molecolari avanzate e dati strutturali ci ha permesso di osservare passaggi fondamentali che finora erano rimasti invisibili e di proporre un nuovo meccanismo d’azione di queste proteine”, afferma Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del Cnr-Iom. “La possibilità di seguire il movimento degli atomi durante la reazione ci ha consentito di comprendere come la proteina riesca a disattivarsi e a tornare pronta per un nuovo ciclo. Si tratta di un approccio che potrà essere applicato anche allo studio di molte altre proteine coinvolte nella regolazione delle funzioni cellulari”. Applicare simulazioni molecolari avanzate allo studio di proteine e acidi nucleici coinvolti in processi patologici è proprio uno dei focus di ricerca del gruppo di ricerca del Cnr-Iom, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. (Ufficio Stampa del CNR)
Comunicati Stampa Dai nostri campus
23.07.2026
IP4FVG-EDIH: oltre 1.140 servizi per la trasformazione digitale delle imprese
Trasformare le risorse pubbliche in un intervento concreto a favore della competitività del sistema produttivo, grazie a servizi ad elevato valore aggiunto per accelerare la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese e favorire l’adozione di tecnologie in ambiti sempre più strategici che vanno dall’Intelligenza Artificiale al Calcolo ad alte prestazioni, alla Cybersecurity. È quanto realizzato da IP4FVG-EDIH, l’European Digital Innovation Hub del Friuli Venezia Giulia progetto PNRR (M4C2 I2.3) finanziato da Next Generation EU, grazie ad un partenariato coordinato da Area Science Park che ha riunito i principali attori dell’ecosistema territoriale dell’innovazione (APE FVG, DITEDI, TEC4I FVG, LEF, Polo Tecnologico Alto Adriatico, SISSA, SMACT, Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste) e al supporto strategico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. I numeri rendono bene l’idea del lavoro svolto: IP4FVG-EDIH ha erogato servizi specialistici per un valore complessivo di 4.483.500 euro impiegando integralmente i 3.888.992 euro di risorse PNRR assegnate dal MIMIT per il cofinanziamento dei servizi alle imprese. Il settore manifatturiero, in particolare, ha ricevuto oltre 1,9 milioni di euro di servizi. Complessivamente, i soggetti beneficiari sono stati 328: 301 PMI (247 micro e piccole imprese e 54 medie), 19 grandi imprese e 8 pubbliche amministrazioni. Nel corso del progetto sono stati forniti 1.144 servizi, articolati in percorsi personalizzati di trasformazione digitale e verde, quasi il 92% dei quali destinati alle PMI. “L’approccio adottato da IP4FVG-EDIH – sottolinea Martina Terconi, coordinatrice del progetto – è stato quello di offrire a imprese e pubbliche amministrazioni percorsi di innovazione mirati, piuttosto che puntare sull’erogazione di singoli interventi, combinando assessment specialistici, formazione di alto livello, sperimentazione per la prova prima dell’investimento e consulenza per l’innovazione tecnologica. L’obiettivo perseguito è stato quello di innescare processi di trasformazione digitale e verde con un impatto misurabile sul sistema produttivo e sul territorio”. Dal punto di vista della distribuzione geografica, il Friuli Venezia Giulia è stato il principale beneficiario dell’iniziativa: circa il 73% del cofinanziamento PNRR, pari a 2,85 milioni di euro, è stato destinato a imprese regionali. Sul territorio sono stati erogati, infatti, 868 servizi, contribuendo a rafforzare l’ecosistema locale dell’innovazione, pur mantenendo un’apertura verso aziende provenienti da tutta Italia. “Questi risultati sono il frutto del lavoro congiunto del partenariato e della capacità di mettere a sistema competenze specialistiche, infrastrutture tecnologiche e servizi ad alto valore aggiunto”, conclude Terconi. Tra i percorsi erogati da Area Science Park – per un valore complessivo di oltre 736 mila euro -, particolare rilievo hanno assunto quelli dedicati alla cybersecurity e al calcolo ad alte prestazioni (HPC), due tecnologie chiave per la trasformazione digitale. I percorsi di cybersecurity hanno coinvolto 17 imprese, per un valore complessivo di oltre 115 mila euro, mentre i servizi HPC hanno supportato 13 progetti di simulazione avanzata, ottimizzazione e AI, con oltre 133 mila euro di valore. Accanto ai servizi specialistici, Area Science Park ha promosso anche percorsi strutturati come Scale-Up Lab e Open Innovation@IP4FVG, favorendo la crescita di 18 startup innovative e la collaborazione tra domanda e offerta di innovazione con la realizzazione di 5 PoC in ambiti quali cybersecurity, realtà virtuale immersiva per la formazione medica specialistica, digital twin e modellazione predittiva in ambito ambientale, IA semantica, IoT e analytics predittivi. Il progetto, infine, ha trovato riconoscimento anche a livello europeo. IP4FVG-EDIH ha infatti partecipato all’EDIH Summit 2026 di Bruxelles, dedicato al rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione nell’intelligenza artificiale, dove è stato individuato dalla Direzione Generale CONNECT della Commissione europea come esempio di best practice nell’ambito dell’ecosistema manifatturiero degli European Digital Innovation Hub. Maggiori dettagli sui risultati del progetto sono disponibili nella dashboard interattiva, che consente di consultare dati e indicatori relativi ai servizi erogati, ai beneficiari coinvolti e agli ambiti di intervento: vai alla dashboard.   Il progetto IP4FVG-EDIH è finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 2 (M4C2) – Investimento 2.3 – Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria (finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU). Partner: Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park; APE FVG – Agenzia per l’energia del Friuli Venezia Giulia; DITEDI – Cluster Tecnologie Digitali; Friuli Innovazione – TEC4I FVG; Lean Experience Factory; Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani; SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati; SMACT Competence Center; Università degli Studi di Udine; Università degli Studi di Trieste.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
08.07.2026
Blue Economy: con BEST 4.0 passi avanti nella Transizione Digitale e l’AI
Applicare alla Blue Economy i principi chiave di Industria 4.0, aiutando le piccole e medie imprese che operano sulle due sponde della costa adriatica a innovare prodotti e processi di produzione puntando al progresso tecnologico, alla digitalizzazione e a forme di sviluppo sostenibile compatibili con l’ambiente. È questo l’obiettivo del progetto BEST 4.0, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Croazia 2021–2027, che mira a sostenere l’introduzione delle tecnologie avanzate nei settori dell’economia blu attraverso i Digital Innovation Hubs per ridurre le distanze in termini di innovazione all’interno dell’area italo-croata. Il percorso ha coinvolto ben centosessanta piccole e medie imprese in auditing aziendali volti a misurarne il livello di maturità tecnologica, tra le quali individuare quelle a cui destinare percorsi mirati di miglioramento aziendale e innovazione, introducendo soluzioni tecnologiche ed evolute e sviluppando nuove competenze digitali. Per quanto riguarda le realtà con sede in Friuli-Venezia Giulia, la collaborazione di Area Science Park con il Maritime Technology Cluster FVG ha permesso a venti imprese di ricevere un audit gratuito, propedeutico all’accesso al catalogo dei servizi specialistici del progetto. Dopo una fase di call per l’accesso ai servizi completamente finanziati, il programma è ora arrivato alla fase operativa di erogazione dei servizi alle imprese da parte di Area Science Park, partner del progetto. Per presentare i risultati delle prime attività realizzate è stato organizzato il 22 giugno in Area Science Park un “Dissemination day” dal titolo “Intelligenza Artificiale per le PMI: percezioni, consapevolezza e proposte”. L’evento, diviso in due parti, ha visto la partecipazione di esperti di settore in una tavola rotonda dal titolo ‘provocatorio’ “L’Intelligenza Artificiale in azienda serve davvero?”. È stata un’occasione per discutere punti di vista culturali, etici e manageriali sulle effettive potenzialità dello strumento. Durante l’evento è stato presentato il percorso di affiancamento, condotto in sinergia con i consulenti di infoFactory, partito dalla mappatura delle esigenze legate all’adozione dell’Intelligenza Artificiale. Dall’analisi di diverse realtà del territorio operanti in molteplici settori produttivi specializzati nella Blue Economy in particolare della filiera nautica e industriale, sono emersi alcuni bisogni trasversali e prioritari, come la necessità di ridurre il lavoro manuale sui dati, accelerare il reperimento delle informazioni, prendere decisioni strategiche basate su dati migliori e preservare il know-how aziendale valorizzando le risorse già esistenti. Tra le quarantadue proposte di intervento concrete scaturite da questa mappatura, sono state individuate alcune categorie tecnologiche ricorrenti, tra cui spiccano i sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation) su documentazione tecnica/normativa, l’uso di rapporti digitali con trascrizione vocale, l’ottimizzazione dei processi di progettazione e il monitoraggio di progetti e scadenze. L’aspetto più rilevante emerso dall’analisi riguarda la concretezza del programma: ben il cinquantacinque per cento delle proposte raccolte presenta infatti una fattibilità alta o molto alta, dimostrando che oltre la metà del lavoro mappato è realizzabile fin da subito e non costituisce una semplice esplorazione di idee. Oltre alle attività di “Dimostrazione e testing” condotte in sinergia con i consulenti di infoFactory, è stata fornita una prima informativa di possibili bandi pubblici a cui candidare i progetti pilota emersi durante l’attività di analisi. I prossimi passi del progetto BEST 4.0 prevedono il coinvolgimento di Area Science Park, tra le altre attività, nella realizzazione di un nuovo catalogo di servizi da poter erogare alle PMI in base alle esperienze maturate in questi due anni di attività.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
22.06.2026
Analisi genomiche quaranta volte più veloci grazie a DEVIL
Dieci milioni di cellule analizzate in meno di due ore, con un consumo di memoria circa tre volte inferiore rispetto ai migliori strumenti esistenti e una velocità fino a quaranta volte superiore sui dataset più grandi. È questo lo straordinario risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste e di Area Science Park, della SISSA e dello Human Technopole che ha sviluppato DEVIL (Differential Expression with Variational Inference Learning), un nuovo strumento di calcolo ad altissime prestazioni. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Communications. Capire quali geni sono attivi nelle cellule è una delle chiavi per comprendere le malattie e sviluppare nuove terapie. Oggi le tecnologie più avanzate consentono di misurare l’attività genica in milioni di cellule provenienti da decine o centinaia di pazienti, generando una quantità di dati senza precedenti per la ricerca biomedica. Questa rivoluzione porta però con sé due grandi questioni: da un lato il rischio di errori nell’interpretazione dei dati, dall’altro la difficoltà di analizzare volumi così elevati di informazioni. La prima sfida è computazionale: analizzare milioni di cellule richiede una potenza di calcolo enorme. I metodi tradizionali sono troppo lenti e consumano troppa memoria per gestire questi volumi: un collo di bottiglia che rischia di vanificare il vantaggio delle nuove tecnologie di raccolta dati. La seconda sfida è statistica. Le cellule prelevate dallo stesso paziente si somigliano tra loro più di quanto si somiglino le cellule di pazienti diversi perché condividono la stessa biologia individuale, lo stesso ambiente e le stesse caratteristiche individuali. Ignorare questo fatto — come fanno molti degli strumenti attualmente in uso — può portare a conclusioni statistiche distorte, con il rischio di identificare come “significativi” cambiamenti cellulari che in realtà non lo sono, o viceversa di perderne di reali. Per tentare di risolvere i due problemi, i ricercatori, grazie a DEVIL, sono riusciti a unire in modo inedito il rigore statistico con la rapidità di calcolo. Sul piano computazionale, DEVIL, che è stato sviluppato anche grazie al sostegno di Fondazione AIRC, è stato progettato per sfruttare in modo efficiente le più moderne architetture di calcolo parallelo tipiche dell’intelligenza artificiale. Inoltre, DEVIL non è solo più rapido, ma utilizza anche meno memoria, un dettaglio non da poco. Infatti, questo significa che analisi prima riservate ai grandi centri di calcolo, diventano ora accessibili ad infrastrutture e a laboratori di ricerca più piccoli. Sul piano statistico, DEVIL risolve il problema con un approccio bayesiano che tiene correttamente conto della struttura dei dati, trattando le cellule di uno stesso paziente come correlate, separando quindi le differenze tra pazienti dalle vere differenze nell’attività cellulare. “Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza ORFEO, il data center di Area Science Park, recentemente potenziato grazie ai fondi del PNRR – sottolinea Stefano Cozzini, Direttore Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica di Area. La disponibilità di GPU di ultima generazione, caratterizzate da prestazioni di calcolo estremamente elevate, insieme a un’attenta ottimizzazione degli algoritmi su questa architettura, sviluppata dal nostro team, permette ora di usare DEVIL  per affrontare e risolvere problemi su una scala significativamente più ampia. La soddisfazione è grande: non è frequente poter contare su una squadra di così elevata competenza, capace di valorizzare al meglio le risorse acquisite.”. ”La differential expression, cioè l’analisi statistica che identifica quali geni sono significativamente più o meno attivi tra due o più condizioni biologiche diverse – spiega Giulio Caravagna dell’Università di Trieste – è una tecnologia matura. Tuttavia, il passaggio al single-cell ha introdotto problemi statistici e computazionali che rendono complessa l’analisi integrata di grandi coorti di pazienti. Il nostro lavoro nasce proprio per risolvere questo collo di bottiglia, combinando innovazione metodologica e calcolo ad alte prestazioni per scalare alla possibilità di analizzare milioni di cellule da centinaia di pazienti”. “Nello sviluppo di DEVIL, la sinergia di strumenti statistici classici e bayesiani rappresenta un fiore all’occhiello nel panorama della letteratura oncologica di riferimento – sottolinea Leonardo Egidi dell’Università di Trieste – e rende DEVIL un protocollo computazionale efficiente e dalla forte caratterizzazione metodologica. Sviluppi futuri potrebbero coinvolgere modelli spazio-temporali per più pazienti e apportare ulteriori approssimazioni di calcolo basate su alcune proprietà teoriche attualmente oggetto di studio: un bel mix di competenze statistiche, informatiche e biologiche”. DEVIL è stato testato su due casi biologici concreti. Nel primo, dedicato all’identificazione di cellule del sistema immunitario, lo strumento si è dimostrato più preciso e specifico nel riconoscere le funzioni biologiche rilevanti. Nel secondo, relativo all’invecchiamento del tessuto muscolare umano, ha individuato in modo più stabile e biologicamente fondato i cambiamenti trascrizionali legati all’età, riducendo il rumore e mettendo in evidenza i processi chiave per le analisi successive. DEVIL è stato rilasciato come software libero e gratuito, a disposizione di laboratori e ospedali di tutto il mondo, aprendo la strada a una nuova generazione di analisi genomiche su larga scala per lo studio dei tumori, delle malattie degenerative e per lo sviluppo della medicina personalizzata.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
18.06.2026
Ultimi giorni per candidarsi al Master in Data Management and Curation
Sotto il claim “Shaping Data, Shaping the Future!”  si è  concluso l’evento di assegnazione dei titoli della seconda edizione del Master in Data Management and Curation (MDMC), con la discussione delle tesi finali che hanno spaziato dalle pipeline di dati FAIR per le neuroscienze e il sequenziamento genetico, fino a strumenti di estrazione dati per la cristallizzazione delle proteine e l’applicazione di tecnologie avanzate come il GraphRAG per i dati manifatturieri i repository per la spettroscopia ad assorbimento di raggi X. Momento di grande interesse è stata la Keynote Lecture di Massimiliano Novelli, Senior Data Curation Scientist presso la European Spallation Source ERIC, che ha offerto una panoramica sulle sfide globali e sulle migliori pratiche nella gestione di infrastrutture di dati di livello internazionale. Il Master in Data Management and Curation è un corso di perfezionamento annuale promosso da Area Science Park e SISSA, dedicato alla formazione di professionisti altamente qualificati nella gestione, valorizzazione e cura dei dati scientifici secondo un approccio FAIR-by-design. Archiviata la seconda edizione, l’attenzione torna sulla prossima edizione del Master, le cui candidature sono aperte fino alle ore 13.00 del 30 giugno 2026. Il programma, della durata complessiva di circa 10 mesi e interamente in lingua inglese, integra lezioni frontali intensive a Trieste con un tirocinio di sei mesi presso laboratori di ricerca ed enti partner, durante il quale i partecipanti sviluppano un project work applicativo. Gli studenti avranno accesso privilegiato all’infrastruttura HPC ORFEO di Area Science Park, con una macchina virtuale dedicata, spazio di storage e risorse di calcolo progettate per supportare attività pratiche di formazione nella gestione dei dati e nella ricerca data-intensive. Sono disponibili cinque borse offerte da Area, SISSA e OGS che coprono la quota di iscrizione e un ulteriore supporto di 3000 euro per coprire le spese di permanenza a Trieste durante il periodo di lezioni in presenza (settembre-dicembre 2026). In base alla disponibilità finanziaria a seguito di accordi/convenzioni con Enti esterni, come per esempio la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia o altri enti di ricerca e aziende private, potranno essere disponibili ulteriori agevolazioni finanziarie, borse di studio e premi. Tutti i dettagli, il bando di ammissione, i requisiti di accesso e la struttura del corso sono disponibili sulla pagina web di MDMC.  
Comunicati Stampa data management FAIR Servizi per l'Innovazione
11.06.2026
Al via la settima edizione della Startup Marathon
Prende il via la settima edizione di Startup Marathon, iniziativa dedicata a startup, spin-off universitari o PMI innovative promossa da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica. Un progetto che negli anni ha consolidato un network nazionale di incubatori, acceleratori, università, parchi scientifici e tecnologici e altre organizzazioni che supportano lo sviluppo d’impresa, dando la possibilità a più di 200 tra le migliori realtà innovative italiane di conoscere e farsi conoscere da PMI, corporate e investitori italiani e internazionali partner della manifestazione.   Il format prevede che a “presentare” le proprie migliori startup, spin-off o PMI innovative siano proprio le organizzazioni di supporto, chiamate a candidare le realtà più promettenti del proprio network. Una modalità che consente di riunire le proposte innovative più interessanti del panorama nazionale e di accompagnarle in un percorso pensato per favorire il passaggio dal potenziale tecnologico alle opportunità di mercato.   La principale novità dell’edizione 2026 riguarda la differenziazione dei percorsi all’interno del contest. Ogni soggetto potrà candidare fino a un massimo di tre imprese partecipanti: fino a due startup, spin-off o PMI innovative con elevato potenziale di scale-up, già rivolte al mercato con i propri prodotti e servizi (in fase di Round A o B e con TRL superiore a 5); e fino a una realtà in fase early stage (con TRL non superiore a 5) ma già caratterizzata da un alto potenziale di crescita. L’obiettivo è valorizzare sia le imprese innovative più mature, alla ricerca di investimenti, partner industriali e percorsi di open innovation, sia i progetti in una fase iniziale di sviluppo, che possono trovare nella competizione un’occasione di visibilità, confronto e accelerazione.   Accanto alla startup competition viene confermato anche il programma Open Innovation B2B, studiato per consentire alle aziende partner della manifestazione di presentare le proprie esigenze di innovazione a cui potranno rispondere startup, PMI innovative e progetti imprenditoriali supportati da incubatori, acceleratori, parchi scientifici e tecnologici e università. Le imprese candidate dovranno disporre almeno di un prototipo di ricerca funzionante e proporre soluzioni coerenti con le aree di interesse espresse dai partner. A quelle ritenute più idonee sarà data la possibilità di accedere a incontri one-to-one con le corporate per presentare direttamente il proprio progetto di innovazione.   La partecipazione a Startup Marathon e al programma Open Innovation B2B è gratuita. Il termine per l’adesione dei soggetti e per la presentazione delle candidature è fissato al 15 settembre, mentre le imprese partecipanti dovranno completare il processo di candidatura entro il 30 settembre, inviando la documentazione richiesta.   Alla chiusura delle candidature verranno selezionate le startup che parteciperanno allo Startup Marathon Digital Day, in programma il 22 ottobre all’interno del programma del Digitalmeet. Durante l’evento digitale i progetti saranno presentati attraverso video pitch e valutati da una giuria composta da rappresentanti dei promotori, imprenditori, business angel, venture capitalist, manager, ed esperti del mondo dell’innovazione. In questa fase verranno selezionate le 10 finaliste che accederanno allo Startup Marathon Final Ten, in programma il 17 novembre nello spazio eventi della Tower Hall di UniCredit a Milano, dove si sfideranno in una pitch competition in presenza.   I premi I premi confermano la vocazione dell’iniziativa a trasformare la visibilità del contest in opportunità concrete di crescita. Alla startup prima classificata verrà offerta la partecipazione al programma di accelerazione UniCredit Start Lab e sarà inserita, così come la seconda e la terza classificata, tra le preselezionate per prendere parte alla missione nazionale al CES di Las Vegas, la più importante fiera al mondo dedicata all’innovazione e alle nuove tecnologie.   Verranno inoltre assegnati dei premi speciali. Uno alla migliore startup, spin-off o PMI innovativa con composizione sociale a maggioranza femminile, che potrà partecipare al programma di accelerazione internazionale BoostHerUp organizzato da Area Science Park e Angels for Women. Uno alla migliore startup in fase early stage, che avrà accesso ad un percorso di accompagnamento dedicato realizzato da WDA. Infine un Premio speciale AI per l’impiego innovativo dell’intelligenza artificiale come componente strategica e distintiva del proprio modello di business, offerto da CIAI–Consorzio Italiano Artificial Intelligence. Sarà stilata anche una classifica delle organizzazioni che supportano e candidano le startup, a cui verrà assegnato un punteggio in base al posizionamento delle imprese candidate. Alle prime tre classificate sarà offerto un accesso privilegiato all’Executive MBA in Business Innovation realizzato dal MIB Trieste School of Management, riconoscimento previsto anche per tutte le 10 startup finaliste.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione startup
26.05.2026
RNA: così le cellule elaborano le informazioni genetiche
Un gruppo di ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) di Trieste ha contribuito a chiarire uno dei processi più delicati e fondamentali della biologia cellulare: il modo in cui le cellule elaborano le informazioni genetiche contenute nell’RNA. Lo studio, pubblicato come ‘breakthrough article’ sulla prestigiosa rivista Nucleic Acids Research, è stato guidato da Pavlína Pokorná e Alessandra Magistrato del Cnr-Iom in collaborazione con il gruppo di Vla-dimir Pena del The Institute of Cancer Research di Londra. La ricerca si concentra sullo splicing dell’RNA, il meccanismo che permette alle cellule di “tagliare e ricombinare” le informazioni genetiche prima della produzione delle proteine. Quando questo processo non funziona correttamente, possono insorgere numerose malattie, tra cui tumori e patologie neurodege-nerative. Utilizzando simulazioni computazionali avanzate, il team è riuscito a osservare a livello atomistico come alcune molecole dell’RNA riescano a riconoscersi con estrema precisione all’interno della cellula. In particolare, è stato svelato il meccanismo molecolare finora sconosciuto, descritto dai ricercatori come una sorta di “molla caricata”: una struttura molecolare dove una molecola di RNA viene tenuta in uno stato di tensione da specifiche proteine (fattori di splicing) accumulando energia e quando tali proteine si dissociano la molecola di RNA sfrutta questa energia per il corretto riconoscimento delle sequenze genetiche dell’RNA messaggero. “Per noi è stato particolarmente interessante riuscire a collegare dati strutturali e simulazioni atomistiche, per caratterizzare passaggi intermedi del processo di riconoscimento di splicing che finora erano rimasti invisibili alle tecniche di biologia strutturale”, commenta Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del CNR-Istituto Officina dei Materiali (IOM) presso SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. “L’integrazione e la sinergia fra dati di biologia strutturale e avanzate simulazioni al computer ci permette di comprendere in modo accurato come funzionano sistemi biologici estremamente complessi e dinamici.”. “Per la prima volta siamo riusciti a visualizzare i processi dinamici dello splicing con tale livello di dettaglio ed è stato davvero affascinante osservare queste molecole all’opera.”, aggiunge Pavlína Po-korná, prima autrice dello studio. ”Il nostro approccio modellistico può fungere da guida per studi ana-loghi su altri processi cellulari, consentendoci di aggiungere ulteriori tasselli al nostro quadro di com-prensione dell’espressione genica”. Questa scoperta aiuta a comprendere meglio uno dei passaggi chiave dell’espressione genica e offre nuove prospettive per lo studio dei meccanismi molecolari coinvolti in molte malattie tra cui, in modo particolare, diversi tipi di tumore. Il gruppo di ricerca guidato da Alessandra Magistrato presso il Cnr-Iom e SISSA si occupa di studiare, tramite metodi computazionali avanzati, i meccanismi molecolari alla base di processi biologici rilevanti per la salute umana e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Il lavoro è stato sostenuto da Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro con un progetto Investigator Grant e le simulazioni sono state possibile grazie al supporto del centro di calcolo CINECA attraverso l’iniziativa ISCRA.
Comunicati Stampa Dai nostri campus RNA
20.05.2026
Deep Tech Revolution: un milione di euro in più per 5 nuove startup
Digital twin per il trattamento personalizzato degli aneurismi dell’aorta toracica, elettrolizzatori di nuova generazione per la transizione energetica, terapie geniche per la malattia di Huntington, simulatori elettromagnetici avanzati per l’elettronica di potenza e processori fotonici per il quantum computing: Area Science Park annuncia l’ingresso di altre cinque startup nel programma Deep Tech Revolution, nato per sostenere progetti imprenditoriali ad alta intensità scientifica e tecnologica. La decisione arriva a seguito dell’elevato valore scientifico e tecnologico delle proposte presentate al lancio del bando, che aveva portato a inizio anno alla selezione di una prima coorte di 5 startup. Alla luce della qualità complessiva delle candidature e seguendo l’ordine della graduatoria del bando, Area Science Park ha scelto di raddoppiare i fondi a disposizione del programma, portando la dotazione complessiva da 1 a 2 milioni di euro e ampliando la platea delle imprese beneficiarie da 5 a 10 startup. Le startup selezionate riceveranno fondi per 200mila euro ciascuna, di cui metà in denaro e metà in servizi ad alta tecnologia per l’attività di ricerca e sviluppo – con accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati di Area Science Park – e in servizi di accompagnamento alla crescita. Le nuove startup selezionate sono LivGemini di Roma, che sviluppa tecnologie digital twin per il trattamento cardiovascolare personalizzato; Antares Electrolysis di Genova, attiva nello sviluppo di sistemi elettrochimici per la produzione di idrogeno e la transizione energetica; DNAswitch di Padova, impegnata nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici per la malattia di Huntington; EMC Gems di Udine, specializzata in simulazione elettromagnetica e piattaforme cloud per la progettazione di dispositivi complessi; Rotonium di Padova, che lavora allo sviluppo di processori fotonici per rendere il quantum computing più accessibile e scalabile. «La qualità dei progetti presentati è stata immediatamente evidente alla Commissione che ha esaminato le proposte e stilato la graduatoria di merito; idee promettenti, dirompenti e potenzialmente in grado di portare sul mercato innovazioni con un alto impatto sulla società», ha dichiarato la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo. «Abbiamo quindi deciso di ampliare la disponibilità finanziaria iniziale per sostenere altri cinque progetti, contribuendo così a creare le condizioni per il loro sviluppo. Riteniamo che accompagnare e valorizzare idee ad alto rischio sia un compito e una responsabilità che rientra tra quelle di un ente pubblico». Il programma. L’accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e il suo valore aggiunto principale è che le startup promotrici dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato alle infrastrutture tecnologiche e di ricerca e ai laboratori di Area Science Park. Fanno parte dell’offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare, in particolare il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica ed Elettra Sincrotrone Trieste; la strumentazione per l’analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l’energia con il Laboratorio di Microscopia Elettronica; l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) con il laboratorio di Data Engineering. Sono previste, inoltre, delle study visit internazionali che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale attraverso visite a centri di eccellenza e incontri con esperti, imprenditori e ricercatori; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking tramite eventi ad hoc e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave. Le candidature. Nel periodo di apertura della call sono state presentate 187 manifestazioni di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori, che si sono registrati per poter applicare al bando. A finalizzare la candidatura sono stati infine 80 progetti, di provenienza diffusa in tutto il territorio nazionale, con quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20). Spiccano due poli, in Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: nel primo pesa Roma (13), nel secondo Trieste (8) e Udine (6). Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1). Nel complesso, la mappa racconta un ecosistema diffuso, che combina hub metropolitani e poli regionali con province di media dimensione, segno di una partecipazione davvero capillare sul territorio nazionale. La prima coorte. Le prime 5 vincitrici del bando sono state annunciate a febbraio: Soundsafe Care (Pisa) sviluppa soluzioni robotiche che sfruttano gli ultrasuoni per procedure chirurgiche extracorporee e senza incisioni; Yeastime (Roma) applica la stimolazione a ultrasuoni per ottimizzare la coltivazione di microalghe; Novac (Modena) sviluppa un supercondensatore che funge da riserva di potenza per i pacchi batteria; Magnetic Future (Bologna) sviluppa una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS) per facilitare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto; SatEnlight (Milano) propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati satellitare.   Le nuove startup selezionate LivGemini, Roma Progetto: VENUS Flow LivGemini è una startup innovativa italiana fondata nel 2024 come spin-off del progetto Horizon 2020 MeDiTATe, dedicato allo sviluppo di tecnologie di Digital Twin per il trattamento cardiovascolare personalizzato. La società interviene sulla sfida clinica degli aneurismi dell’aorta toracica, una condizione caratterizzata da una dilatazione patologica dell’aorta nella regione del torace, che può portare a rottura potenzialmente letale se non adeguatamente monitorata e trattata. Per supportare i clinici nella diagnosi e nella pianificazione personalizzata di casi complessi, LivGemini ha sviluppato LivSpace, una suite software pensata per integrare tre funzionalità principali: analisi anatomica e morfologica, simulazione biomeccanica per la pianificazione preoperatoria e valutazione emodinamica per l’analisi funzionale. Il progetto VENUS Flow punta ad ampliare LivSpace con nuove capacità di analisi funzionale, fornendo previsioni emodinamiche quasi in tempo reale a partire da dati TAC. L’obiettivo è aiutare i clinici a comprendere meglio il ruolo delle dinamiche del flusso sanguigno nella progressione della patologia e a integrare queste informazioni nei processi decisionali. Per lo sviluppo del progetto, la startup utilizzerà servizi di High Performance Computing, infrastrutture di calcolo e analisi avanzate sull’ambiente tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.   Antares Electrolysis, Genova Progetto: Scalable Thin-cell AEM Core with Key Integrated Nodes – STACK-IN Antares Electrolysis è una pmi deep tech italiana e spin-off accreditato dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Con sede a Genova, sviluppa sistemi elettrochimici per la transizione energetica, con un focus sugli elettrolizzatori a membrana a scambio anionico, noti come AEM, e su piattaforme elettrosintetiche per e-fuels ed e-chemicals. La società lavora alla progettazione e produzione di stack AEM scalabili e modulari, con attenzione alla compatibilità con processi di automazione, alla riduzione dell’utilizzo di materie prime critiche e alla tracciabilità digitale. Il progetto STACK-IN mira a progettare, prototipare e validare una nuova generazione di stack AEM compatibili con assemblaggio robotizzato, basati sull’utilizzo di materiali ibridi per i campi di flusso e su trattamenti superficiali avanzati, tra cui plating, PVD e funzionalizzazioni idrofile o idrofobiche. Queste soluzioni sono pensate per garantire stabilità chimica e compatibilità con processi automatizzati. Per il progetto, Antares accederà a servizi nell’ambito della scienza dei materiali e delle nanotecnologie, oltre ad analisi avanzate del contesto tecnologico e di business nei settori energia, idrogeno e materie prime critiche.   DNASwitch, Padova Progetto: SPARK-HD – Small-molecule Potentiation of Active Regulator Kinetics in Huntington’s Disease DNAswitch è una startup biotech italiana e spin-off universitario con sede a Padova, fondata nel 2024. La società lavora allo sviluppo di trattamenti innovativi di terapia genica per la malattia di Huntington, una rara patologia neurodegenerativa per la quale oggi non esistono cure efficaci. Il progetto SPARK-HD introduce un approccio terapeutico orientato a superare le strategie di terapia genica che richiedono la somministrazione invasiva tramite vettori AAV, puntando invece sull’attivazione farmacologica di un percorso protettivo endogeno. Attraverso la combinazione di modellazione strutturale predittiva, dinamica molecolare e modelli avanzati in vitro della malattia, il progetto mira ad accelerare l’identificazione di attivatori small-molecule di MTF1 con elevato potenziale traslazionale. DNAswitch utilizzerà servizi di analisi genomica ed epigenomica e infrastrutture di High Performance Computing per attività di simulazione.   EMC Gems, Udine Progetto: TWINERGY – Digital Twin Platform for High-Efficiency Power Converter Design EMC Gems è una pmi deep tech italiana nata come startup dell’Università di Udine. L’azienda nasce da oltre vent’anni di ricerca accademica nella simulazione elettromagnetica – ovvero l’uso di modelli matematici e software avanzati per riprodurre al computer il comportamento fisico di dispositivi reali, prima ancora di costruirli. Negli ultimi cinque anni EMC Gems ha sviluppato internamente una nuova generazione di simulatori proprietari e piattaforme cloud per progettare dispositivi elettromagnetici complessi. Il progetto TWINERGY interviene su una sfida cruciale per l’elettronica del futuro: progettare alimentatori, trasformatori planari e solid-state transformers sempre più compatti, efficienti e affidabili. Queste tecnologie saranno fondamentali per data center, mobilità elettrica, aerospazio, robotica, energie rinnovabili e reti intelligenti. Ad oggi la loro progettazione rappresenta un vero e proprio collo di bottiglia in quanto lenta, complessa e fortemente dipendente da simulazioni specialistiche. TWINERGY combina simulazione elettromagnetica ad altissima velocità, digital twin e intelligenza artificiale generativa per ridurre tempi, errori, perdite di efficienza e prototipi fisici, trasformando la simulazione da collo di bottiglia a motore dell’innovazione. Per lo sviluppo del progetto, l’azienda accederà a infrastrutture di calcolo High Performance Computing e ad analisi avanzate del contesto tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.   Rotonium, Padova Progetto: Development of the photonic quantum processor PIC precursor to VORTIQ Rotonium è una startup deep tech fondata nel 2022 dall’imprenditore Roberto Siagri e da Fabrizio Tamburini, pioniere dell’ottica quantistica. La sede operativa della società si trova a Padova. La società lavora allo sviluppo di processori fotonici a temperatura ambiente per rendere il quantum computing più accessibile e per fornire acceleratori quantistici scalabili destinati ai mercati edge, aerospazio e difesa. Il progetto ha come obiettivo principale lo sviluppo, l’ottimizzazione e la validazione di porte quantistiche fotoniche e sorgenti di singoli fotoni, componenti necessari per realizzare un’architettura FPQGA, ovvero una field-programmable quantum gate array completamente integrata. Rotonium utilizzerà infrastrutture di calcolo High Performance Computing e servizi di analisi avanzata del contesto tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione