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Uno spazio dedicato ai giornalisti, in cui sono raccolte informazioni, comunicati stampa e immagini di Area Science Park

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Comunicati stampa

22.06.2026
Analisi genomiche quaranta volte più veloci grazie a DEVIL
Dieci milioni di cellule analizzate in meno di due ore, con un consumo di memoria circa tre volte inferiore rispetto ai migliori strumenti esistenti e una velocità fino a quaranta volte superiore sui dataset più grandi. È questo lo straordinario risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste e di Area Science Park, della SISSA e dello Human Technopole che ha sviluppato DEVIL (Differential Expression with Variational Inference Learning), un nuovo strumento di calcolo ad altissime prestazioni. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Communications. Capire quali geni sono attivi nelle cellule è una delle chiavi per comprendere le malattie e sviluppare nuove terapie. Oggi le tecnologie più avanzate consentono di misurare l’attività genica in milioni di cellule provenienti da decine o centinaia di pazienti, generando una quantità di dati senza precedenti per la ricerca biomedica. Questa rivoluzione porta però con sé due grandi questioni: da un lato il rischio di errori nell’interpretazione dei dati, dall’altro la difficoltà di analizzare volumi così elevati di informazioni. La prima sfida è computazionale: analizzare milioni di cellule richiede una potenza di calcolo enorme. I metodi tradizionali sono troppo lenti e consumano troppa memoria per gestire questi volumi: un collo di bottiglia che rischia di vanificare il vantaggio delle nuove tecnologie di raccolta dati. La seconda sfida è statistica. Le cellule prelevate dallo stesso paziente si somigliano tra loro più di quanto si somiglino le cellule di pazienti diversi perché condividono la stessa biologia individuale, lo stesso ambiente e le stesse caratteristiche individuali. Ignorare questo fatto — come fanno molti degli strumenti attualmente in uso — può portare a conclusioni statistiche distorte, con il rischio di identificare come “significativi” cambiamenti cellulari che in realtà non lo sono, o viceversa di perderne di reali. Per tentare di risolvere i due problemi, i ricercatori, grazie a DEVIL, sono riusciti a unire in modo inedito il rigore statistico con la rapidità di calcolo. Sul piano computazionale, DEVIL, che è stato sviluppato anche grazie al sostegno di Fondazione AIRC, è stato progettato per sfruttare in modo efficiente le più moderne architetture di calcolo parallelo tipiche dell’intelligenza artificiale. Inoltre, DEVIL non è solo più rapido, ma utilizza anche meno memoria, un dettaglio non da poco. Infatti, questo significa che analisi prima riservate ai grandi centri di calcolo, diventano ora accessibili ad infrastrutture e a laboratori di ricerca più piccoli. Sul piano statistico, DEVIL risolve il problema con un approccio bayesiano che tiene correttamente conto della struttura dei dati, trattando le cellule di uno stesso paziente come correlate, separando quindi le differenze tra pazienti dalle vere differenze nell’attività cellulare. “Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza ORFEO, il data center di Area Science Park, recentemente potenziato grazie ai fondi del PNRR – sottolinea Stefano Cozzini, Direttore Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica di Area. La disponibilità di GPU di ultima generazione, caratterizzate da prestazioni di calcolo estremamente elevate, insieme a un’attenta ottimizzazione degli algoritmi su questa architettura, sviluppata dal nostro team, permette ora di usare DEVIL  per affrontare e risolvere problemi su una scala significativamente più ampia. La soddisfazione è grande: non è frequente poter contare su una squadra di così elevata competenza, capace di valorizzare al meglio le risorse acquisite.”. ”La differential expression, cioè l’analisi statistica che identifica quali geni sono significativamente più o meno attivi tra due o più condizioni biologiche diverse – spiega Giulio Caravagna dell’Università di Trieste – è una tecnologia matura. Tuttavia, il passaggio al single-cell ha introdotto problemi statistici e computazionali che rendono complessa l’analisi integrata di grandi coorti di pazienti. Il nostro lavoro nasce proprio per risolvere questo collo di bottiglia, combinando innovazione metodologica e calcolo ad alte prestazioni per scalare alla possibilità di analizzare milioni di cellule da centinaia di pazienti”. “Nello sviluppo di DEVIL, la sinergia di strumenti statistici classici e bayesiani rappresenta un fiore all’occhiello nel panorama della letteratura oncologica di riferimento – sottolinea Leonardo Egidi dell’Università di Trieste – e rende DEVIL un protocollo computazionale efficiente e dalla forte caratterizzazione metodologica. Sviluppi futuri potrebbero coinvolgere modelli spazio-temporali per più pazienti e apportare ulteriori approssimazioni di calcolo basate su alcune proprietà teoriche attualmente oggetto di studio: un bel mix di competenze statistiche, informatiche e biologiche”. DEVIL è stato testato su due casi biologici concreti. Nel primo, dedicato all’identificazione di cellule del sistema immunitario, lo strumento si è dimostrato più preciso e specifico nel riconoscere le funzioni biologiche rilevanti. Nel secondo, relativo all’invecchiamento del tessuto muscolare umano, ha individuato in modo più stabile e biologicamente fondato i cambiamenti trascrizionali legati all’età, riducendo il rumore e mettendo in evidenza i processi chiave per le analisi successive. DEVIL è stato rilasciato come software libero e gratuito, a disposizione di laboratori e ospedali di tutto il mondo, aprendo la strada a una nuova generazione di analisi genomiche su larga scala per lo studio dei tumori, delle malattie degenerative e per lo sviluppo della medicina personalizzata.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
18.06.2026
Ultimi giorni per candidarsi al Master in Data Management and Curation
Sotto il claim “Shaping Data, Shaping the Future!”  si è  concluso l’evento di assegnazione dei titoli della seconda edizione del Master in Data Management and Curation (MDMC), con la discussione delle tesi finali che hanno spaziato dalle pipeline di dati FAIR per le neuroscienze e il sequenziamento genetico, fino a strumenti di estrazione dati per la cristallizzazione delle proteine e l’applicazione di tecnologie avanzate come il GraphRAG per i dati manifatturieri i repository per la spettroscopia ad assorbimento di raggi X. Momento di grande interesse è stata la Keynote Lecture di Massimiliano Novelli, Senior Data Curation Scientist presso la European Spallation Source ERIC, che ha offerto una panoramica sulle sfide globali e sulle migliori pratiche nella gestione di infrastrutture di dati di livello internazionale. Il Master in Data Management and Curation è un corso di perfezionamento annuale promosso da Area Science Park e SISSA, dedicato alla formazione di professionisti altamente qualificati nella gestione, valorizzazione e cura dei dati scientifici secondo un approccio FAIR-by-design. Archiviata la seconda edizione, l’attenzione torna sulla prossima edizione del Master, le cui candidature sono aperte fino alle ore 13.00 del 30 giugno 2026. Il programma, della durata complessiva di circa 10 mesi e interamente in lingua inglese, integra lezioni frontali intensive a Trieste con un tirocinio di sei mesi presso laboratori di ricerca ed enti partner, durante il quale i partecipanti sviluppano un project work applicativo. Gli studenti avranno accesso privilegiato all’infrastruttura HPC ORFEO di Area Science Park, con una macchina virtuale dedicata, spazio di storage e risorse di calcolo progettate per supportare attività pratiche di formazione nella gestione dei dati e nella ricerca data-intensive. Sono disponibili cinque borse offerte da Area, SISSA e OGS che coprono la quota di iscrizione e un ulteriore supporto di 3000 euro per coprire le spese di permanenza a Trieste durante il periodo di lezioni in presenza (settembre-dicembre 2026). In base alla disponibilità finanziaria a seguito di accordi/convenzioni con Enti esterni, come per esempio la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia o altri enti di ricerca e aziende private, potranno essere disponibili ulteriori agevolazioni finanziarie, borse di studio e premi. Tutti i dettagli, il bando di ammissione, i requisiti di accesso e la struttura del corso sono disponibili sulla pagina web di MDMC.  
Comunicati Stampa data management FAIR Servizi per l'Innovazione
11.06.2026
Al via la settima edizione della Startup Marathon
Prende il via la settima edizione di Startup Marathon, iniziativa dedicata a startup, spin-off universitari o PMI innovative promossa da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica. Un progetto che negli anni ha consolidato un network nazionale di incubatori, acceleratori, università, parchi scientifici e tecnologici e altre organizzazioni che supportano lo sviluppo d’impresa, dando la possibilità a più di 200 tra le migliori realtà innovative italiane di conoscere e farsi conoscere da PMI, corporate e investitori italiani e internazionali partner della manifestazione.   Il format prevede che a “presentare” le proprie migliori startup, spin-off o PMI innovative siano proprio le organizzazioni di supporto, chiamate a candidare le realtà più promettenti del proprio network. Una modalità che consente di riunire le proposte innovative più interessanti del panorama nazionale e di accompagnarle in un percorso pensato per favorire il passaggio dal potenziale tecnologico alle opportunità di mercato.   La principale novità dell’edizione 2026 riguarda la differenziazione dei percorsi all’interno del contest. Ogni soggetto potrà candidare fino a un massimo di tre imprese partecipanti: fino a due startup, spin-off o PMI innovative con elevato potenziale di scale-up, già rivolte al mercato con i propri prodotti e servizi (in fase di Round A o B e con TRL superiore a 5); e fino a una realtà in fase early stage (con TRL non superiore a 5) ma già caratterizzata da un alto potenziale di crescita. L’obiettivo è valorizzare sia le imprese innovative più mature, alla ricerca di investimenti, partner industriali e percorsi di open innovation, sia i progetti in una fase iniziale di sviluppo, che possono trovare nella competizione un’occasione di visibilità, confronto e accelerazione.   Accanto alla startup competition viene confermato anche il programma Open Innovation B2B, studiato per consentire alle aziende partner della manifestazione di presentare le proprie esigenze di innovazione a cui potranno rispondere startup, PMI innovative e progetti imprenditoriali supportati da incubatori, acceleratori, parchi scientifici e tecnologici e università. Le imprese candidate dovranno disporre almeno di un prototipo di ricerca funzionante e proporre soluzioni coerenti con le aree di interesse espresse dai partner. A quelle ritenute più idonee sarà data la possibilità di accedere a incontri one-to-one con le corporate per presentare direttamente il proprio progetto di innovazione.   La partecipazione a Startup Marathon e al programma Open Innovation B2B è gratuita. Il termine per l’adesione dei soggetti e per la presentazione delle candidature è fissato al 15 settembre, mentre le imprese partecipanti dovranno completare il processo di candidatura entro il 30 settembre, inviando la documentazione richiesta.   Alla chiusura delle candidature verranno selezionate le startup che parteciperanno allo Startup Marathon Digital Day, in programma il 22 ottobre all’interno del programma del Digitalmeet. Durante l’evento digitale i progetti saranno presentati attraverso video pitch e valutati da una giuria composta da rappresentanti dei promotori, imprenditori, business angel, venture capitalist, manager, ed esperti del mondo dell’innovazione. In questa fase verranno selezionate le 10 finaliste che accederanno allo Startup Marathon Final Ten, in programma il 17 novembre nello spazio eventi della Tower Hall di UniCredit a Milano, dove si sfideranno in una pitch competition in presenza.   I premi I premi confermano la vocazione dell’iniziativa a trasformare la visibilità del contest in opportunità concrete di crescita. Alla startup prima classificata verrà offerta la partecipazione al programma di accelerazione UniCredit Start Lab e sarà inserita, così come la seconda e la terza classificata, tra le preselezionate per prendere parte alla missione nazionale al CES di Las Vegas, la più importante fiera al mondo dedicata all’innovazione e alle nuove tecnologie.   Verranno inoltre assegnati dei premi speciali. Uno alla migliore startup, spin-off o PMI innovativa con composizione sociale a maggioranza femminile, che potrà partecipare al programma di accelerazione internazionale BoostHerUp organizzato da Area Science Park e Angels for Women. Uno alla migliore startup in fase early stage, che avrà accesso ad un percorso di accompagnamento dedicato realizzato da WDA. Infine un Premio speciale AI per l’impiego innovativo dell’intelligenza artificiale come componente strategica e distintiva del proprio modello di business, offerto da CIAI–Consorzio Italiano Artificial Intelligence. Sarà stilata anche una classifica delle organizzazioni che supportano e candidano le startup, a cui verrà assegnato un punteggio in base al posizionamento delle imprese candidate. Alle prime tre classificate sarà offerto un accesso privilegiato all’Executive MBA in Business Innovation realizzato dal MIB Trieste School of Management, riconoscimento previsto anche per tutte le 10 startup finaliste.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione startup
26.05.2026
RNA: così le cellule elaborano le informazioni genetiche
Un gruppo di ricerca dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) di Trieste ha contribuito a chiarire uno dei processi più delicati e fondamentali della biologia cellulare: il modo in cui le cellule elaborano le informazioni genetiche contenute nell’RNA. Lo studio, pubblicato come ‘breakthrough article’ sulla prestigiosa rivista Nucleic Acids Research, è stato guidato da Pavlína Pokorná e Alessandra Magistrato del Cnr-Iom in collaborazione con il gruppo di Vla-dimir Pena del The Institute of Cancer Research di Londra. La ricerca si concentra sullo splicing dell’RNA, il meccanismo che permette alle cellule di “tagliare e ricombinare” le informazioni genetiche prima della produzione delle proteine. Quando questo processo non funziona correttamente, possono insorgere numerose malattie, tra cui tumori e patologie neurodege-nerative. Utilizzando simulazioni computazionali avanzate, il team è riuscito a osservare a livello atomistico come alcune molecole dell’RNA riescano a riconoscersi con estrema precisione all’interno della cellula. In particolare, è stato svelato il meccanismo molecolare finora sconosciuto, descritto dai ricercatori come una sorta di “molla caricata”: una struttura molecolare dove una molecola di RNA viene tenuta in uno stato di tensione da specifiche proteine (fattori di splicing) accumulando energia e quando tali proteine si dissociano la molecola di RNA sfrutta questa energia per il corretto riconoscimento delle sequenze genetiche dell’RNA messaggero. “Per noi è stato particolarmente interessante riuscire a collegare dati strutturali e simulazioni atomistiche, per caratterizzare passaggi intermedi del processo di riconoscimento di splicing che finora erano rimasti invisibili alle tecniche di biologia strutturale”, commenta Alessandra Magistrato, dirigente di ricerca del CNR-Istituto Officina dei Materiali (IOM) presso SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. “L’integrazione e la sinergia fra dati di biologia strutturale e avanzate simulazioni al computer ci permette di comprendere in modo accurato come funzionano sistemi biologici estremamente complessi e dinamici.”. “Per la prima volta siamo riusciti a visualizzare i processi dinamici dello splicing con tale livello di dettaglio ed è stato davvero affascinante osservare queste molecole all’opera.”, aggiunge Pavlína Po-korná, prima autrice dello studio. ”Il nostro approccio modellistico può fungere da guida per studi ana-loghi su altri processi cellulari, consentendoci di aggiungere ulteriori tasselli al nostro quadro di com-prensione dell’espressione genica”. Questa scoperta aiuta a comprendere meglio uno dei passaggi chiave dell’espressione genica e offre nuove prospettive per lo studio dei meccanismi molecolari coinvolti in molte malattie tra cui, in modo particolare, diversi tipi di tumore. Il gruppo di ricerca guidato da Alessandra Magistrato presso il Cnr-Iom e SISSA si occupa di studiare, tramite metodi computazionali avanzati, i meccanismi molecolari alla base di processi biologici rilevanti per la salute umana e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Il lavoro è stato sostenuto da Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro con un progetto Investigator Grant e le simulazioni sono state possibile grazie al supporto del centro di calcolo CINECA attraverso l’iniziativa ISCRA.
Comunicati Stampa Dai nostri campus RNA
20.05.2026
Deep Tech Revolution: un milione di euro in più per 5 nuove startup
Digital twin per il trattamento personalizzato degli aneurismi dell’aorta toracica, elettrolizzatori di nuova generazione per la transizione energetica, terapie geniche per la malattia di Huntington, simulatori elettromagnetici avanzati per l’elettronica di potenza e processori fotonici per il quantum computing: Area Science Park annuncia l’ingresso di altre cinque startup nel programma Deep Tech Revolution, nato per sostenere progetti imprenditoriali ad alta intensità scientifica e tecnologica. La decisione arriva a seguito dell’elevato valore scientifico e tecnologico delle proposte presentate al lancio del bando, che aveva portato a inizio anno alla selezione di una prima coorte di 5 startup. Alla luce della qualità complessiva delle candidature e seguendo l’ordine della graduatoria del bando, Area Science Park ha scelto di raddoppiare i fondi a disposizione del programma, portando la dotazione complessiva da 1 a 2 milioni di euro e ampliando la platea delle imprese beneficiarie da 5 a 10 startup. Le startup selezionate riceveranno fondi per 200mila euro ciascuna, di cui metà in denaro e metà in servizi ad alta tecnologia per l’attività di ricerca e sviluppo – con accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati di Area Science Park – e in servizi di accompagnamento alla crescita. Le nuove startup selezionate sono LivGemini di Roma, che sviluppa tecnologie digital twin per il trattamento cardiovascolare personalizzato; Antares Electrolysis di Genova, attiva nello sviluppo di sistemi elettrochimici per la produzione di idrogeno e la transizione energetica; DNAswitch di Padova, impegnata nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici per la malattia di Huntington; EMC Gems di Udine, specializzata in simulazione elettromagnetica e piattaforme cloud per la progettazione di dispositivi complessi; Rotonium di Padova, che lavora allo sviluppo di processori fotonici per rendere il quantum computing più accessibile e scalabile. «La qualità dei progetti presentati è stata immediatamente evidente alla Commissione che ha esaminato le proposte e stilato la graduatoria di merito; idee promettenti, dirompenti e potenzialmente in grado di portare sul mercato innovazioni con un alto impatto sulla società», ha dichiarato la Presidente di Area Science Park, prof. Caterina Petrillo. «Abbiamo quindi deciso di ampliare la disponibilità finanziaria iniziale per sostenere altri cinque progetti, contribuendo così a creare le condizioni per il loro sviluppo. Riteniamo che accompagnare e valorizzare idee ad alto rischio sia un compito e una responsabilità che rientra tra quelle di un ente pubblico». Il programma. L’accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e il suo valore aggiunto principale è che le startup promotrici dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato alle infrastrutture tecnologiche e di ricerca e ai laboratori di Area Science Park. Fanno parte dell’offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare, in particolare il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica ed Elettra Sincrotrone Trieste; la strumentazione per l’analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l’energia con il Laboratorio di Microscopia Elettronica; l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) con il laboratorio di Data Engineering. Sono previste, inoltre, delle study visit internazionali che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale attraverso visite a centri di eccellenza e incontri con esperti, imprenditori e ricercatori; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking tramite eventi ad hoc e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave. Le candidature. Nel periodo di apertura della call sono state presentate 187 manifestazioni di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori, che si sono registrati per poter applicare al bando. A finalizzare la candidatura sono stati infine 80 progetti, di provenienza diffusa in tutto il territorio nazionale, con quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20). Spiccano due poli, in Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: nel primo pesa Roma (13), nel secondo Trieste (8) e Udine (6). Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1). Nel complesso, la mappa racconta un ecosistema diffuso, che combina hub metropolitani e poli regionali con province di media dimensione, segno di una partecipazione davvero capillare sul territorio nazionale. La prima coorte. Le prime 5 vincitrici del bando sono state annunciate a febbraio: Soundsafe Care (Pisa) sviluppa soluzioni robotiche che sfruttano gli ultrasuoni per procedure chirurgiche extracorporee e senza incisioni; Yeastime (Roma) applica la stimolazione a ultrasuoni per ottimizzare la coltivazione di microalghe; Novac (Modena) sviluppa un supercondensatore che funge da riserva di potenza per i pacchi batteria; Magnetic Future (Bologna) sviluppa una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS) per facilitare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto; SatEnlight (Milano) propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati satellitare.   Le nuove startup selezionate LivGemini, Roma Progetto: VENUS Flow LivGemini è una startup innovativa italiana fondata nel 2024 come spin-off del progetto Horizon 2020 MeDiTATe, dedicato allo sviluppo di tecnologie di Digital Twin per il trattamento cardiovascolare personalizzato. La società interviene sulla sfida clinica degli aneurismi dell’aorta toracica, una condizione caratterizzata da una dilatazione patologica dell’aorta nella regione del torace, che può portare a rottura potenzialmente letale se non adeguatamente monitorata e trattata. Per supportare i clinici nella diagnosi e nella pianificazione personalizzata di casi complessi, LivGemini ha sviluppato LivSpace, una suite software pensata per integrare tre funzionalità principali: analisi anatomica e morfologica, simulazione biomeccanica per la pianificazione preoperatoria e valutazione emodinamica per l’analisi funzionale. Il progetto VENUS Flow punta ad ampliare LivSpace con nuove capacità di analisi funzionale, fornendo previsioni emodinamiche quasi in tempo reale a partire da dati TAC. L’obiettivo è aiutare i clinici a comprendere meglio il ruolo delle dinamiche del flusso sanguigno nella progressione della patologia e a integrare queste informazioni nei processi decisionali. Per lo sviluppo del progetto, la startup utilizzerà servizi di High Performance Computing, infrastrutture di calcolo e analisi avanzate sull’ambiente tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.   Antares Electrolysis, Genova Progetto: Scalable Thin-cell AEM Core with Key Integrated Nodes – STACK-IN Antares Electrolysis è una pmi deep tech italiana e spin-off accreditato dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Con sede a Genova, sviluppa sistemi elettrochimici per la transizione energetica, con un focus sugli elettrolizzatori a membrana a scambio anionico, noti come AEM, e su piattaforme elettrosintetiche per e-fuels ed e-chemicals. La società lavora alla progettazione e produzione di stack AEM scalabili e modulari, con attenzione alla compatibilità con processi di automazione, alla riduzione dell’utilizzo di materie prime critiche e alla tracciabilità digitale. Il progetto STACK-IN mira a progettare, prototipare e validare una nuova generazione di stack AEM compatibili con assemblaggio robotizzato, basati sull’utilizzo di materiali ibridi per i campi di flusso e su trattamenti superficiali avanzati, tra cui plating, PVD e funzionalizzazioni idrofile o idrofobiche. Queste soluzioni sono pensate per garantire stabilità chimica e compatibilità con processi automatizzati. Per il progetto, Antares accederà a servizi nell’ambito della scienza dei materiali e delle nanotecnologie, oltre ad analisi avanzate del contesto tecnologico e di business nei settori energia, idrogeno e materie prime critiche.   DNASwitch, Padova Progetto: SPARK-HD – Small-molecule Potentiation of Active Regulator Kinetics in Huntington’s Disease DNAswitch è una startup biotech italiana e spin-off universitario con sede a Padova, fondata nel 2024. La società lavora allo sviluppo di trattamenti innovativi di terapia genica per la malattia di Huntington, una rara patologia neurodegenerativa per la quale oggi non esistono cure efficaci. Il progetto SPARK-HD introduce un approccio terapeutico orientato a superare le strategie di terapia genica che richiedono la somministrazione invasiva tramite vettori AAV, puntando invece sull’attivazione farmacologica di un percorso protettivo endogeno. Attraverso la combinazione di modellazione strutturale predittiva, dinamica molecolare e modelli avanzati in vitro della malattia, il progetto mira ad accelerare l’identificazione di attivatori small-molecule di MTF1 con elevato potenziale traslazionale. DNAswitch utilizzerà servizi di analisi genomica ed epigenomica e infrastrutture di High Performance Computing per attività di simulazione.   EMC Gems, Udine Progetto: TWINERGY – Digital Twin Platform for High-Efficiency Power Converter Design EMC Gems è una pmi deep tech italiana nata come startup dell’Università di Udine. L’azienda nasce da oltre vent’anni di ricerca accademica nella simulazione elettromagnetica – ovvero l’uso di modelli matematici e software avanzati per riprodurre al computer il comportamento fisico di dispositivi reali, prima ancora di costruirli. Negli ultimi cinque anni EMC Gems ha sviluppato internamente una nuova generazione di simulatori proprietari e piattaforme cloud per progettare dispositivi elettromagnetici complessi. Il progetto TWINERGY interviene su una sfida cruciale per l’elettronica del futuro: progettare alimentatori, trasformatori planari e solid-state transformers sempre più compatti, efficienti e affidabili. Queste tecnologie saranno fondamentali per data center, mobilità elettrica, aerospazio, robotica, energie rinnovabili e reti intelligenti. Ad oggi la loro progettazione rappresenta un vero e proprio collo di bottiglia in quanto lenta, complessa e fortemente dipendente da simulazioni specialistiche. TWINERGY combina simulazione elettromagnetica ad altissima velocità, digital twin e intelligenza artificiale generativa per ridurre tempi, errori, perdite di efficienza e prototipi fisici, trasformando la simulazione da collo di bottiglia a motore dell’innovazione. Per lo sviluppo del progetto, l’azienda accederà a infrastrutture di calcolo High Performance Computing e ad analisi avanzate del contesto tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.   Rotonium, Padova Progetto: Development of the photonic quantum processor PIC precursor to VORTIQ Rotonium è una startup deep tech fondata nel 2022 dall’imprenditore Roberto Siagri e da Fabrizio Tamburini, pioniere dell’ottica quantistica. La sede operativa della società si trova a Padova. La società lavora allo sviluppo di processori fotonici a temperatura ambiente per rendere il quantum computing più accessibile e per fornire acceleratori quantistici scalabili destinati ai mercati edge, aerospazio e difesa. Il progetto ha come obiettivo principale lo sviluppo, l’ottimizzazione e la validazione di porte quantistiche fotoniche e sorgenti di singoli fotoni, componenti necessari per realizzare un’architettura FPQGA, ovvero una field-programmable quantum gate array completamente integrata. Rotonium utilizzerà infrastrutture di calcolo High Performance Computing e servizi di analisi avanzata del contesto tecnologico e di business nell’ambito delle tecnologie digitali.
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
21.04.2026
Filiera dell’idrogeno nel Nord Adriatico: a Zagabria il punto sulle iniziative in corso
Trasformare idee innovative nel campo dell’idrogeno in progetti concreti, finanziabili e scalabili: è questa la sfida che è stata al centro dell’evento HE Access to Finance, ospitato presso lo Zagreb Innovation Centre (ZICER). L’incontro ha riunito imprese, innovatori, decisori politici ed esperti del settore finanziario, offrendo un’importante piattaforma di dialogo sulle prospettive della transizione energetica europea. Protagonista dell’evento è stato il North Adriatic Hydrogen Ecosystem, un sistema integrato che coinvolge Croazia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia, del quale Area Science Park è partner. Si tratta di un modello di cooperazione transnazionale pensato per rafforzare la filiera dell’idrogeno e accelerarne l’adozione su scala industriale, articolato in tre iniziative complementari: NAHV, NACHIP e NASCHA. NAHV, prima hydrogen valley transnazionale dell’UE, punta a sviluppare una catena del valore completa; NACHIP si configura come piattaforma per la maturazione tecnologica e il collegamento tra imprese e partner industriali; NASCHA, infine, agisce come acceleratore, accompagnando le PMI nel raggiungimento della capacità di attrarre investitori attraverso progetti pilota. L’idrogeno rinnovabile si conferma un vettore chiave per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate, lo stoccaggio energetico a lungo termine, la mobilità sostenibile e l’integrazione tra diversi sistemi energetici. Un rappresentante della Commissione europea (DG REGIO) ha inoltre illustrato il ruolo dello Strumento per gli Investimenti in Innovazione Interregionale (I3), evidenziandone il potenziale nel supportare le PMI nella crescita e nell’accesso al mercato. Particolare attenzione è stata dedicata alla prossima Open Call NACHIP, prevista per settembre 2026, che offrirà alle aziende la possibilità di testare, validare e integrare le proprie soluzioni in ambienti pilota reali. Tra le opportunità individuate figurano lo sviluppo delle energie rinnovabili, la decarbonizzazione industriale, l’innovazione nella mobilità e la costruzione di catene del valore integrate dell’idrogeno. Tuttavia, permangono alcune criticità: costi elevati, complessità normativa, limiti infrastrutturali, sfide legate allo stoccaggio e un coinvolgimento ancora insufficiente degli investitori. Da qui l’appello condiviso a rafforzare il coordinamento tra stakeholder, semplificare il quadro regolatorio e sostenere con decisione la fase di scaling delle tecnologie. “Entro la fine dell’anno – afferma Fabrizia Salvi tecnologa di Area Science Park – NASCHA lancerà le proprie call di cascade funding per contribuire a colmare i gap ancora presenti lungo la filiera dell’idrogeno nell’ambito dei progetti pilota, sostenendo soluzioni innovative e rafforzando la cooperazione transfrontaliera nell’area del Nord Adriatico. In questo contesto, Area Science Park sta contribuendo attivamente allo sviluppo di un ecosistema dell’idrogeno dinamico attraverso diverse iniziative, favorendo l’adozione di tecnologie innovative e vicine al mercato e la collaborazione tra i diversi attori del territorio”. La giornata si è conclusa con una visita a Patria Composite, a Samobor, dove i partecipanti hanno potuto osservare applicazioni concrete per lo stoccaggio dell’idrogeno e il loro ruolo nei sistemi energetici del futuro. Il ciclo di eventi HE Access to Finance proseguirà nei prossimi mesi con tappe a Cres (26 maggio), Sežana e Trieste (in autunno) e Nova Gorica e Gorizia (10–12 novembre 2026), nell’ambito della più ampia HE Conference North Adriatic. La sesta edizione della conferenza, dedicata al tema “Idrogeno per la Sovranità dell’UE”, si terrà l’11 e 12 novembre 2026 tra Nova Gorica e Gorizia.
Comunicati Stampa Infrastrutture tecnologiche
15.04.2026
Studio degli agenti patogeni emergenti: si conclude con successo PRP@CERIC
L’ambizioso progetto Pathogen Readiness Platform for CERIC-ERIC Upgrade – PRP@CERIC, si chiude centrando tutti i suoi obiettivi e rispettando le stringenti tempistiche europee, lasciando in eredità all’infrastruttura di ricerca CERIC-ERIC l’ampliamento della sua mission come piattaforma d’eccellenza per lo studio degli agenti patogeni emergenti. Il progetto, del valore di 41 milioni di euro, coordinato da Area Science Park e sviluppato insieme a CNR, Università di Napoli Federico II, Università di Salerno e Università del Salento, ha creato un ecosistema geograficamente distribuito e integrato che offre a ricercatori accademici e industriali strumenti all’avanguardia per affrontare le sfide derivanti dai patogeni umani, animali e vegetali. Sette macro-aree di eccellenza scientifica caratterizzano la nuova infrastruttura di ricerca: Pathogen Research, Structural Biology, Advanced Microspectroscopy, Mechanobiology, Multi-omics, Artificial Intelligence and Simulations, e Bioelectronics. Questo approccio interdisciplinare consente di studiare i patogeni nelle condizioni più fisiologiche possibili, dalla ricerca di base allo sviluppo di nuovi farmaci e sistemi diagnostici. Tra i risultati più significativi, il potenziamento dei laboratori BSL3 all’interno del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB per l’analisi e lo studio in condizioni di sicurezza di agenti infettivi, l’implementazione di sistemi innovativi di screening automatizzati, l’acquisizione di un microscopio crio-elettronico di ultima generazione e il rafforzamento delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni per l’intelligenza artificiale applicata alla biologia computazionale. Il progetto ha inoltre comportato l’assunzione di 32 nuovi ricercatori e tecnologi, consolidando la posizione di Trieste come hub internazionale per le scienze della vita. “Per Area Science Park PRP@CERIC ha rappresentato una tappa fondamentale nel rafforzamento della strategia di sviluppo dell’Ente nel campo delle infrastrutture di ricerca, fondata sull’integrazione di competenze e sulla messa a sistema di capacità scientifiche e tecnologiche già presenti. L’aggiudicazione del progetto nell’ambito dei fondi PNRR del MUR ha infatti segnato un passaggio decisivo in questa direzione – dichiara la Presidente Caterina Petrillo. – A tre anni dall’avvio del progetto, questa esperienza ha contribuito a ridefinire la missione dell’Ente, oggi orientata alla realizzazione di infrastrutture di ricerca e tecnologiche come strumenti abilitanti per lo sviluppo di ricerca avanzata e per il sostegno all’innovazione deep tech, che nasce dalla ricerca ad alto rischio. La sostenibilità di PRP@CERIC nel medio periodo sarà garantita da finanziamenti ottenuti su bandi competitivi, come ad esempio il progetto INGenIO per lo studio delle malattie rare, e dall’offerta di servizi al sistema imprenditoriale”. “L’infrastruttura di ricerca contribuisce in modo significativo anche alla pandemic preparedness e al progresso della ricerca nel contrasto alla resistenza antimicrobica e si configura come un elemento di connessione tra le scienze biomediche e le discipline fisiche e biofisiche, favorendo un approccio interdisciplinare capace di generare nuove modalità di indagine e risultati scientifici innovativi – spiega Federica Mantovani, Manager dell’Infrastruttura PRP per Area Science Park. – L’integrazione di strumentazioni avanzate, tecnologie emergenti e approcci basati sull’intelligenza artificiale consente, inoltre, di potenziare ulteriormente le capacità di osservazione, modellizzazione e interpretazione dei fenomeni biologici complessi”. Il progetto ha rafforzato il ruolo strategico di CERIC-ERIC nel panorama europeo delle infrastrutture di ricerca. La piattaforma distribuita geograficamente rappresenta un modello innovativo di collaborazione scientifica, dove le competenze complementari dei diversi partner si integrano per offrire un servizio unico nel suo genere. L’approccio multidisciplinare adottato permette di affrontare le sfide della ricerca sui patogeni con una visione olistica, dalla caratterizzazione molecolare fino alle applicazioni cliniche. L’infrastruttura, progettata secondo i principi FAIR per la condivisione dei dati, garantirà l’accesso alla comunità scientifica attraverso CERIC-ERIC e offrirà servizi anche al settore industriale.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
01.04.2026
Iscrizioni aperte al Master in Data Management and Curation (MDMC)
Sono ufficialmente aperte le candidature per la nuova edizione del Master in Data Management and Curation (MDMC), il corso di perfezionamento annuale promosso da Area Science Park e SISSA, dedicato alla formazione di professionisti altamente qualificati nella gestione, valorizzazione e cura dei dati scientifici secondo un approccio FAIR-by-design. Nato dalla collaborazione tra due istituzioni di eccellenza del panorama scientifico nazionale e internazionale, MDMC si rivolge a diplomati ITS e laureati triennali, magistrali o del vecchio ordinamento. Il Master sviluppa competenze teoriche e operative nella gestione e cura del dato, con particolare attenzione agli aspetti di qualità, integrità e documentazione lungo tutto il ciclo di vita dei dati. Queste competenze sono fondamentali per garantire un uso più sicuro, affidabile e consapevole dell’Intelligenza Artificiale, nel quadro delle pratiche di Open Science e Data Governance. Il programma, della durata complessiva di circa 10 mesi e interamente in lingua inglese, integra lezioni frontali intensive a Trieste con un tirocinio di sei mesi presso laboratori di ricerca ed enti partner, durante il quale i partecipanti sviluppano un project work applicativo. L’impianto didattico è centrato sull’integrazione tra progettazione dei dati, qualità, interoperabilità e utilizzo responsabile dell’Intelligenza Artificiale, formando figure professionali come Data Steward, Data Curator, Data Engineer e Research Data Manager, sempre più richieste sia in ambito accademico sia nel settore industriale. Gli studenti avranno accesso privilegiato all’infrastruttura HPC ORFEO di Area Science Park, con una macchina virtuale dedicata, spazio di storage e risorse di calcolo progettate per supportare attività pratiche di formazione nella gestione dei dati e nella ricerca data-intensive. Sono disponibili cinque borse offerte da Area, SISSA e OGS che coprono la quota di iscrizione e un ulteriore supporto di 3000 euro per coprire le spese di permanenza a Trieste durante il periodo di lezioni in presenza (Settembre-dicembre 2026). In base alla disponibilità finanziaria a seguito di accordi/convenzioni con Enti esterni, come per esempio la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, o altri enti di ricerca e aziende private, potranno essere disponibili ulteriori agevolazioni finanziarie, borse di studio e premi che verranno resi noti sulla pagina web di MDMC. Le candidature devono essere presentate tramite il portale PICA entro le ore 13.00 del 30 giugno 2026. La selezione avverrà sulla base della valutazione del curriculum e della lettera motivazionale; potrà essere previsto un breve colloquio online. Tutti i dettagli sul bando di ammissione, i requisiti di accesso e la struttura del corso sono disponibili nel bando ufficiale.
Comunicati Stampa data management data science Infrastrutture di ricerca
24.03.2026
Anche Elettra Sincrotrone apre una collaborazione con il GOAP
Si amplia la rete di collaborazione tra istituzioni scientifiche del territorio impegnate nella promozione della parità di genere e nel contrasto alla violenza e alle discriminazioni. Elettra Sincrotrone Trieste entra infatti nella convenzione tra Area Science Park e il GOAP – Gruppo Operatrici Antiviolenza e Progetti, già estesa lo scorso anno anche all’OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. L’estensione dell’accordo rappresenta un ulteriore passo nel percorso condiviso dalle istituzioni scientifiche del territorio per promuovere la cultura del rispetto, della parità di genere e del contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione. La violenza di genere è infatti un fenomeno diffuso e trasversale che attraversa la società e che richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, anche attraverso attività di informazione, prevenzione e sensibilizzazione. La collaborazione con il GOAP di Area Science Park, OGS ed Elettra Sincrotrone Trieste punta proprio a rafforzare queste azioni, valorizzando il ruolo che gli enti di ricerca possono svolgere nel promuovere ambienti di lavoro sempre più attenti ai temi dell’inclusione e della parità, oltre che nel favorire una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere. “L’adesione di Elettra Sincrotrone Trieste a questa iniziativa rappresenta un passo importante per rafforzare l’impegno delle istituzioni scientifiche nella promozione della parità di genere e nel contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione – dichiara Michele Svandrlik, Coordinatore Generale e Referente del Gender Equality team di Elettra Sincrotrone Trieste. – La collaborazione con Area Science Park, GOAP e OGS consente di costruire una rete territoriale capace di offrire strumenti di informazione, formazione e supporto, contribuendo a creare ambienti di lavoro sempre più consapevoli, inclusivi e rispettosi. Come referente del Gender Equality Team di Elettra e dell’attuazione dell’accordo, ritengo fondamentale che questi temi trovino spazio non solo nelle politiche istituzionali, ma anche nella vita quotidiana delle organizzazioni scientifiche.” Attraverso iniziative condivise, momenti formativi e attività di divulgazione, la rete intende contribuire a diffondere conoscenza e strumenti utili per riconoscere e prevenire situazioni di discriminazione e violenza, promuovendo azioni e relazioni basate sul rispetto e sulla responsabilità reciproca all’interno delle comunità scientifiche e professionali.
Comunicati Stampa Istituzionale
25.02.2026
Deep Tech Revolution: le 5 startup selezionate
Ultrasuoni per la chirurgia non invasiva e per i “superfood” del futuro, elettromagneti innovativi, supercondensatori per la mobilità elettrica, e comunicazioni ottiche satellitari: l’ente nazionale di ricerca Area Science Park annuncia le cinque startup vincitrici del bando Deep Tech Revolution, che assegna finanziamenti complessivi per 1 milione di euro a progetti d’impresa innovativi ad alta tecnologia. Le startup selezionate riceveranno fondi per 200mila euro ciascuna, di cui metà in denaro e metà in servizi ad alta tecnologia per l’attività di ricerca e sviluppo – con accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati di Area Science Park – e in servizi di accompagnamento alla crescita. Deep Tech Revolution è il programma di Area Science Park nato per promuovere e sostenere ricerca di frontiera e innovazione deep tech con focus su quattro ambiti chiave: scienze dei materiali, digitale avanzato, filiere energetiche verdi e scienze della vita. Finanzierà a fondo perduto cinque progetti imprenditoriali selezionati tra decine di candidature arrivate da tutta Italia. Soundsafe Care (Pisa) sviluppa soluzioni robotiche che sfruttano gli ultrasuoni per procedure chirurgiche extracorporee e senza incisioni; Yeastime (Roma) applica la stimolazione a ultrasuoni per ottimizzare la coltivazione di microalghe, aumentando produttività e composti bioattivi per food/feed, nutraceutica e biotech industriale; Novac (Modena) sviluppa un supercondensatore per applicazioni automotive che funge da riserva di potenza per i pacchi batteria, integrabile nel veicolo in un guscio in fibra di carbonio, ottimizzando massa e volume; Magnetic Future (Bologna) sviluppa una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS) per facilitare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l’energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI); SatEnlight (Milano) propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati satellitare. «Il percorso Deep Tech Revolution rappresenta per Area un’ambiziosa sfida all’interno della strategia dell’Ente, nata dalla convergenza tra la consolidata esperienza in innovazione e generazione di impresa e le competenze nella ricerca scientifica di recente sviluppo», ha raccontato la presidente di Area Science Park Caterina Petrillo, che ha poi aggiunto: «Il progetto sostiene idee e iniziative ad alto rischio, che proprio per la loro natura innovativa incontrano maggiori difficoltà nel trovare finanziatori. In questo contesto, il ruolo di Area Science Park, in quanto ente pubblico di ricerca, può essere determinante nel creare le condizioni affinché queste progettualità possano emergere e svilupparsi, assorbendo una parte del rischio che il mercato, in alcuni casi, non è ancora disposto a sostenere». Il programma. L’accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e il suo valore aggiunto principale è che le startup promotrici dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato alle infrastrutture tecnologiche e di ricerca e ai laboratori di Area Science Park. Fanno parte dell’offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare, in particolare il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica ed Elettra Sincrotrone Trieste; la strumentazione per l’analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l’energia con il Laboratorio di Microscopia Elettronica; l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) con il laboratorio di Data Engineering, e la rete dei dimostratori del Digital Innovation Hub. Sono previste, inoltre, delle study visit internazionali che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale attraverso visite a centri di eccellenza e incontri con esperti, imprenditori e ricercatori; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking tramite eventi ad hoc e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave. Le candidature. Nel periodo di apertura della call sono state presentate 187 manifestazioni di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori, che si sono registrati per poter applicare al bando. A finalizzare la candidatura sono stati infine 80 progetti, di provenienza diffusa in tutto il territorio nazionale, con quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20). Spiccano due poli, in Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: nel primo pesa Roma (13), nel secondo Trieste (8) e Udine (6). Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1). Nel complesso, la mappa racconta un ecosistema diffuso, che combina hub metropolitani e poli regionali con province di media dimensione, segno di una partecipazione davvero capillare sul territorio nazionale. «Siamo stati davvero colpiti dalla qualità delle proposte presentate», ha commentato Pablo Garcia Tello, capo sezione sviluppo progetti e iniziative UE del CERN di Ginevra, che ha presieduto la commissione che ha valutato i progetti e selezionato le 5 startup assegnatarie dei fondi. «Dimostrano non solo un eccezionale livello di eccellenza scientifica e tecnologica, ma anche un vivo interesse nel tradurre questi risultati in benefici per la società. L’iniziativa si mostra molto solida e promette grandi sviluppi per il futuro». Le startup Soundsafe Care (Pisa) Progetto: ØSCAR 2.0 – A robotic device for non-invasive tissue mechanical ablation Soundsafe Care è uno spin-off accreditato della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che integra robotica e tecnologie a ultrasuoni per ridefinire gli standard della chirurgia. Il progetto “Zero scar” (ØSCAR 2.0) si posiziona nel settore delle scienze della vita e delle tecnologie mediche avanzate, focalizzandosi sull’innovazione chirurgica non invasiva. La società sta sviluppando dispositivi d’avanguardia capaci di eseguire procedure extracorporee precise, eliminando la necessità di incisioni e proteggendo i tessuti sani circostanti attraverso ablazione localizzata e robot-assistita di tessuto tumorale. Per lo sviluppo del progetto, la startup utilizzerà i servizi di caratterizzazione chimica e fenotipica, l’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) e le analisi di business per l’ambiente digitale. Yeastime (Roma) Progetto: US4BIOMA: Ultrasounds for Bioeconomy of Microalgae Con sede a Roma, Yeastime sviluppa soluzioni deep tech per l’ottimizzazione dei processi biotecnologici mediante la stimolazione a ultrasuoni. Il progetto “US4BIOMA” interviene nel settore delle Life Sciences attraverso l’implementazione di sistemi innovativi per la coltivazione di microalghe. Integrando moduli a ultrasuoni in diverse configurazioni di reattori (fototrofici ed eterotrofici), la startup mira a incrementare la produttività della biomassa e a potenziare l’accumulo di composti bioattivi di alto valore. Tali sostanze trovano applicazione in ambiti quali i nuovi prodotti alimentari (novel food), la mangimistica, la nutraceutica e le biotecnologie industriali. Yeastime accederà a servizi di analisi genomica ed epigenomica, biologia strutturale, microscopia a forza atomica (AFM) e analisi di mercato digitale. Novac (Modena) Progetto: SCARF – Structural supercapacitor pack for Automotive applications embedded in a Reinforced carbon Fiber shell Novac è una startup innovativa di Modena attiva nella ricerca e sviluppo di nuovi materiali per l’accumulo di energia. Il progetto “SCARF” ha l’obiettivo di ottimizzare un supercondensatore strutturale da accoppiare ai pacchi batteria nel settore automotive, fornendo una riserva di potenza extra ai veicoli. La tecnologia proprietaria di Novac permette di integrare il supercondensatore direttamente in un guscio in fibra di carbonio, sfruttando volumi del veicolo solitamente inutilizzati e consentendo una riduzione delle dimensioni della batteria principale. Il progetto punta a dimostrare la fattibilità della produzione in scala per mercati ad alto valore aggiunto. Tra i servizi richiesti figurano la microscopia a forza atomica (AFM), il supporto in scienza dei materiali e nanotecnologie e le analisi tecnologiche avanzate su energia e materie prime critiche. Magnetic Future (Bologna) Progetto: SuperSwitch – Scalable HTS Switching Devices for Efficient Superconducting Power Systems Magnetic Future è uno spin-off deep tech dell’Università Mercatorum e dell’Università di Bologna, nato per accelerare l’adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l’energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI). Il progetto mira a validare una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS), componenti essenziali per le flux pump, ovvero alimentatori innovativi che migliorano drasticamente l’efficienza energetica dei magneti. L’iniziativa si colloca alla frontiera della superconduttività applicata e della conversione di potenza per la transizione energetica. La startup usufruirà dell’infrastruttura HPC e di servizi di analisi avanzata nei settori energia, idrogeno e materie prime critiche. SatEnlight (Milano) Progetto: SatEnlight – Unlocking the full potential of Optical Communications SatEnlight, startup milanese all’avanguardia nelle comunicazioni terrestri e satellitari, propone l’utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l’affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati. Grazie a due brevetti esclusivi per un sistema di ricezione ottica basato sul momento angolare orbitale (OAM), la società punta a trasformare radicalmente il settore. La tecnologia sfrutta i cosiddetti “vortici ottici” per multiplare più canali di dati su un singolo raggio laser, aumentando drasticamente l’efficienza della larghezza di banda. La missione di SatEnlight è stabilire un nuovo standard per le comunicazioni spaziali ad alte prestazioni. Il percorso di sviluppo prevede l’utilizzo di servizi di analisi di business digitale e dell’infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC).
Comunicati Stampa Servizi per l'Innovazione
11.02.2026
INGenIO: 21 milioni di euro per lo studio delle malattie rare
Il progetto INGenIO presentato da Area Science Park al bando competitivo Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 21-27 del MUR ha ottenuto un finanziamento di oltre 21 Milioni di Euro destinati allo sviluppo di un’infrastruttura integrata, interoperabile e distribuita per la diagnosi, la comprensione molecolare e l’individuazione di terapie personalizzate per le malattie rare, patologie che colpiscono circa 30 milioni di persone nella sola Europa. Il progetto è risultato quinto nella graduatoria di merito, ottenendo un punteggio pari a 96/100. INGenIO (Infrastruttura Digitale Next-Gen per lo Studio delle Patologie Rare: Identificazione di Target Guidata da Multi-Omics & A.I. per la Precision Drug Discovery & Delivery) si propone di analizzare dati clinici provenienti da pazienti con patologie rare attraverso tecniche di Intelligenza Artificiale progettate per favorire una diagnosi precoce e identificare potenziali farmaci. Sul fronte sperimentale il progetto integra le tecnologie multi-omiche e digitali di Area Science Park con metodi di risonanza magnetica, microscopia elettronica e preparativa avanzata disponibili nei laboratori partner. Attraverso la messa a sistema di competenze e strumentazioni specializzate sul territorio nazionale, il progetto riesce a coprire l’intera filiera: dallo studio delle patologie alla modellistica computazionale sino alla sintesi di nuovi candidati farmaci. INGenIO, coordinato da Area Science Park, poggia sull’esperienza maturata dall’Ente nella progettazione e implementazione di infrastrutture di ricerca con focus sulle scienze della vita (Pathogen Readiness Platform for CERIC-ERIC Upgrade – PRP@CERIC per lo studio di agenti patogeni e il data center ORFEO) e si avvale del forte partenariato di cui fanno parte l’Università di Salerno, l’Università del Salento, l’Università di Firenze, il CNR – Istituto Officina dei Materiali – IOM, l’Università di Napoli “Federico II”  che porta la collaborazione con TIGEM, il Centro di risonanza magnetica CERM di Firenze e l’ENEA di Casaccia. A questo si aggiunge una rete di imprese – in particolare PMI del Mezzogiorno – che hanno già manifestato interesse a collaborare al progetto. La struttura del progetto è tale da integrare le competenze necessarie a coprire l’intero ciclo della ricerca traslazionale e il rapporto con il sistema industriale. Un elemento caratterizzante di INGenIO, che amplia l’offerta dell’infrastruttura europea CERIC, è l’inserimento funzionale di laboratori specializzati distribuiti sul territorio nazionale e appartenenti alle altre due infrastrutture di ricerca europee INSTRUCT e METROFOOD. In questo modo, il portafoglio di strumentazioni e competenze uniche in Europa è orientato al raggiungimento di un obiettivo scientifico comune, sfidante e con elevato impatto sulla salute e la società. “Il finanziamento di INGenIO al 100% e il suo alto posizionamento nella graduatoria nazionale rappresentano un importante risultato per l’Ente che, negli ultimi anni, ha concentrato attività e investimenti sullo sviluppo di infrastrutture di ricerca aperte sia alla comunità scientifica che al mondo industriale” ha dichiarato la Presidente di Area Science Park prof. Caterina Petrillo. “In particolare, il progetto è un importante booster per rafforzare e rilanciare le strategie di sviluppo della sede Area Sud, a Salerno, dove assieme all’Ateneo lavoriamo nella caratterizzazione multi-omica in stretta sinergia con i nostri laboratori di Trieste”.
Comunicati Stampa Infrastrutture di ricerca
04.02.2026
Ricerca, 40 milioni a Enti pubblici
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato un decreto per l’assegnazione di un finanziamento premiale per gli Enti Pubblici di Ricerca pari a 40 milioni di euro. Le risorse sono assegnate sulla base di criteri specifici, come i risultati scientifici conseguiti, il contributo alle infrastrutture strategiche del Paese e la capacità di realizzare gli interventi finanziati dal PNRR. Il decreto si inserisce nel quadro delle priorità del Ministero sul rafforzamento della ricerca scientifica e tecnologica, richiamate anche in occasione della Settimana STEM, dedicata alla promozione delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Anche Area Science Park e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, enti MUR con sede principale in Friuli Venezia Giulia, sono tra i destinatari delle risorse; 2,67 milioni di euro è il finanziamento premiale ottenuto dall’OGS, 1,1 milioni di euro quello destinato ad Area Science Park. Il meccanismo premiale è stato istituito nel 2025 ed è destinato a proseguire anche nel 2026 e nel 2027. Le risorse sono attribuite sulla base di criteri specifici: il primo, relativo alla qualità della ricerca, assorbe il 50% delle risorse complessive messe a disposizione; il secondo criterio, pari al 25% delle risorse stanziate riguarda la partecipazione degli Enti alle infrastrutture di ricerca ricomprese nel Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR); il terzo criterio, anch’esso pari al 25%, valuta la capacità di spesa delle risorse assegnate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.   DICHIARAZIONE OGS “Questo finanziamento riconosce l’impegno degli Enti pubblici di ricerca e rappresenta una conferma della qualità scientifica e del valore strategico delle attività dell’OGS. È un sostegno che contribuisce a valorizzare competenze e infrastrutture e a rafforzare il ruolo dell’Ente nell’affrontare le grandi sfide del Paese”, dichiara il prof. Nicola Casagli, presidente dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS. DICHIARAZIONE AREA SCIENCE PARK “Negli ultimi anni, grazie anche ai finanziamenti PNRR, l’Ente ha fatto importanti investimenti per lo sviluppo scientifico nel settore dei materiali funzionali e per la realizzazione di infrastrutture di ricerca e tecnologiche” ha commentato la Presidente Prof. Caterina Petrillo. “Il premiale, oltre a riconoscere il lavoro fatto e i risultati ottenuti, sostiene la continuità del percorso intrapreso, in linea con le strategie nazionali in ricerca e innovazione in un’ottica di crescita dei territori”.
Comunicati Stampa Istituzionale