Il valore delle infrastrutture di ricerca va ben oltre i soli risultati scientifici, incidendo su innovazione tecnologica, sviluppo economico, formazione del capitale umano e benessere collettivo. Ciò risulta particolarmente evidente nei parchi scientifici, dove la prossimità tra infrastrutture di ricerca, imprese ed enti di ricerca accelera la circolazione del sapere e favorisce le ricadute tecnologiche. In un contesto in cui decisori politici ed enti finanziatori richiedono sempre più alle infrastrutture di ricerca di dimostrare un impatto che superi la sola eccellenza scientifica, la valutazione dell’impatto socio-economico è divenuta fondamentale.
È proprio questo il tema al centro del seminario “Misurare l’impatto socio-economico della ricerca: dal modello ai casi applicativi”, ospitato il 31 marzo – dalle 10.00 alle 12.30 – in Area Science Park tenuto da Massimo Florio, Professore Emerito di Economia Pubblica presso l’Università degli Studi di Milano e co-fondatore di CSIL, e da Gelsomina (Jessica) Catalano è partner ed esperto senior presso CSIL, con oltre 17 anni di esperienza nella valutazione dell’impatto socio-economico e delle politiche per le infrastrutture di ricerca e innovazione (R&I).
Il seminario propone un modello strutturato per misurare il valore più ampio generato dagli ecosistemi della ricerca in diversi ambiti (ad es. fisica delle particelle, scienza e tecnologia spaziale, scienze della vita, ecc.). Il modello si basa su una concezione ampia di impatto, capace di cogliere l’intero spettro del valore prodotto dalle infrastrutture di ricerca: eccellenza scientifica, ricadute tecnologiche, sviluppo del capitale umano, effetti culturali e benefici più estesi per la società.
Il seminario presenterà inoltre applicazioni concrete che mostrano l’uso operativo e il potenziale analitico del modello, tra cui la valutazione del contributo del sincrotrone ALBA Light Source nel promuovere l’innovazione industriale; contributo del sincrotrone Diamond Light Source allo sviluppo di un vaccino innovativo (Virus-Like Particle); il valore della conoscenza e dell’innovazione generate dal database UniProt attraverso l’accesso gratuito a dati biologici a supporto della ricerca a livello mondiale; e alcuni esempi selezionati che illustrano gli impatti tecnologici delle attività del CERN e dell’ASI.
Per partecipare è necessario iscriversi compilando il seguente form:
Massimo Florio
Professore Emerito di Economia Pubblica presso l’Università degli Studi di Milano e co-fondatore di CSIL, è un esperto di riferimento nella valutazione dell’impatto socio-economico delle infrastrutture di ricerca e dei grandi investimenti scientifici, con oltre 30 anni di esperienza. Ha diretto studi per la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, la Banca Europea degli Investimenti, il CERN, l’Agenzia Spaziale Italiana e infrastrutture di ricerca come ALBA, Diamond ed ELIXIR. Ha ricoperto il ruolo di Senior Advisor in diversi progetti Horizon Europe, tra cui PathOS, FCCIS e RI-PATHS, contribuendo alla definizione di quadri di valutazione per la scienza aperta e le politiche sulle infrastrutture di ricerca. In passato è stato coinvolto, come Direttore Scientifico, nella valutazione degli investimenti in infrastrutture e attività di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (RST) finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nel periodo 2007-2013. Le sue ricerche sono pubblicate in riviste come Research Policy e Technological Forecasting and Social Change, e in volumi tra cui Investing in Science (MIT Press, 2019) e The Privatisation of Knowledge (Routledge, 2023).
Gelsomina (Jessica) Catalano
Partner ed esperto senior presso CSIL, con oltre 17 anni di esperienza nella valutazione dell’impatto socio-economico e delle politiche per le infrastrutture di ricerca e innovazione (R&I). Ha guidato e contribuito a numerosi incarichi per la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e altre istituzioni dell’UE. Attualmente, Jessica è Task Leader in uno studio di progettazione Horizon Europe per un’Infrastruttura Europea sulle Tecnologie Avanzate di Genomica, dove coordina la valutazione dell’impatto socio-economico e la definizione degli indicatori di monitoraggio delle performance. Negli ultimi anni ha inoltre collaborato con diverse infrastrutture di ricerca (ad es. Agenzia Spaziale Italiana, CERN, sincrotroni ALBA e Diamond, ELIXIR) e ha contribuito alla valutazione dei diversi tipi di impatto. Ha contribuito allo sviluppo di un modello per la valutazione degli impatti delle infrastrutture di ricerca nell’ambito del progetto Horizon 2020 RI-PATHS. Ha coordinato lo sviluppo di un modello di analisi costi-benefici applicato alla scienza aperta nell’ambito del progetto Horizon Europe PathOS e ha utilizzato questo modello per la valutazione del database UniProt e del repository RCAAP.