Dal MUR il Piano Triennale della Ricerca: bandi, strumenti e risorse
”Uno strumento strategico, da lungo atteso, che permette di pianificare gli interventi e programmare le attività di ricerca, a vantaggio della stabilità e della crescita degli enti” così ha commentato la Presidente di Area Science Park, Caterina Petrillo, il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Il MUR ha, infatti, pubblicato il nuovo Piano in attuazione della legge di Bilancio 2026. Il decreto firmato dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, introduce un nuovo modello di programmazione e finanziamento della ricerca, fondato su un calendario dei bandi certo, un fondo unico e su risorse definite. Un’impostazione che introduce stabilità e prevedibilità per università ed enti di ricerca, assicurando continuità e chiarezza nella programmazione dei finanziamenti.
Il calendario dei bandi
Il Piano Triennale della Ricerca prevede un cronoprogramma definito che permette di conoscere in anticipo, per ogni annualità, gli strumenti di finanziamento previsti dal MUR, i tempi – gli avvisi saranno pubblicati entro il 30 aprile di ogni anno – e le modalità dei bandi, comprese le date di pubblicazione degli avvisi e delle graduatorie, nonché la dotazione economica.
Il Fondo per la Programmazione della Ricerca
A supporto del Piano viene istituito presso il MUR il nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca (FPR), nel quale confluiscono i principali strumenti ministeriali destinati alla ricerca di base e applicata: il Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST), il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), il Fondo Italiano per la Scienza (FIS), il Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) e il Fondo per la ricerca in campo economico e sociale (FRES). Le linee di finanziamento comprendono inoltre i Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) e il sostegno alla partecipazione a partenariati di ricerca europei e all’attuazione di accordi bilaterali, rafforzando anche il ruolo del MUR nell’ambito del Piano Mattei.
La dotazione economica
La dotazione del Fondo per la Programmazione della Ricerca, nel triennio 2026-2028, è pari a 259.029.354 euro nel 2026, 257.633.003 euro nel 2027 e 285.703.366 euro nel 2028; per gli anni successivi è fissata in 665.901.239 euro nel 2029 e nel 2030 e in 687.830.876 euro nel 2031.
A queste risorse si aggiungono quelle destinate ai PRIN che, come previsto dalla legge di Bilancio 2026, diventano annuali e acquisiscono una dotazione minima strutturale pari a 150 milioni di euro per ciascun anno. Per il 2026, tuttavia, lo stanziamento supera i 270 milioni di euro, risultando quasi raddoppiato rispetto alla soglia minima prevista. Complessivamente, le risorse destinate alla ricerca ammontano quindi a oltre 409 milioni di euro nel 2026, superano i 407 milioni nel 2027 e raggiungono circa 435 milioni nel 2028.
I fondi saranno assegnati attraverso procedure competitive e processi di valutazione fondati sul merito scientifico e su standard internazionali di peer review.
I nuovi strumenti
Accanto agli strumenti di finanziamento già consolidati, la riforma introduce nuove misure dedicate alla ricerca innovativa e di frontiera, ciascuna con una dotazione finanziaria specifica. Si tratta dei PRIN Hybrid e dei Synergy Grant.
I PRIN Hybrid – finanziati nel 2026 con 59 milioni di euro – costituiscono una nuova linea di finanziamento orientata alla valorizzazione della multidisciplinarità, promuovendo l’integrazione tra saperi umanistici e applicazione delle nuove tecnologie – dalle tecnologie quantistiche all’high performance computing, fino all’intelligenza artificiale – in una logica di ibridazione delle competenze.
I Synergy Grant, con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2026, sono invece pensati per rafforzare la cooperazione tra comunità scientifica e sistema produttivo. Lo strumento sostiene progetti di ricerca applicata e innovativa che richiedono integrazione di competenze multidisciplinari e capacità di tradursi in soluzioni concrete per il benessere dei cittadini e per la competitività del Paese.