Vai direttamente ai contenuti della pagina
News

Deep Tech Revolution: le 10 startup verso la dimensione europea e internazionale

25.09.2026
Finanziamenti EIC, contrattualistica per la crescita, profili di credito e venture capital: tre giornate di bootcamp per rafforzare le competenze imprenditoriali delle startup del programma di Area Science Park. A fine ottobre è in programma la study visit internazionale tra San Francisco e Seattle.
Servizi per l'Innovazione

Dalla sfida di conquistare un finanziamento europeo EIC a quella di affacciarsi sui mercati internazionali. Il terzo bootcamp di Deep Tech Revolution, il programma ideato da Area Science Park per sostenere la crescita di startup e spin-off con tecnologie derivanti dalla ricerca di frontiera, ha messo al centro aspetti che integrano e accompagnano la dimensione più strettamente scientifica e tecnologica: le competenze necessarie per far crescere un’impresa deep tech.

Svoltosi dal 22 al 24 settembre, il bootcamp ha rappresentato una delle tappe del percorso di accompagnamento che Area Science Park ha costruito per le 10 startup selezionate, tra le oltre 80 candidature ricevute: Soundsafe Care, Yeastime, Novac, Magnetic Future, SatEnlight, LivGemini, Antares Electrolysis, EMC Gems, Rotonium e DNAswitch. Le imprese operano in ambiti che spaziano dalle scienze della vita ai materiali, dalle tecnologie digitali avanzate alle filiere energetiche verdi, sviluppando soluzioni che vanno dalla robotica per applicazioni chirurgiche ai supercondensatori, dai digital twin per la medicina ai processori fotonici per il quantum computing.

Dal progetto scientifico alla crescita dell’impresa

Deep Tech Revolution accompagna le 10 startup per 12 mesi, mettendo a disposizione un sostegno complessivo di 2 milioni di euro, metà in denaro e metà in servizi integrati, tra cui l’accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati presenti in Area Science Park, che le startup possono utilizzare per affrontare specifiche esigenze di ricerca e sviluppo: dall’HPC alle analisi genomiche ed epigenomiche, dalla microscopia elettronica avanzata alla caratterizzazione dei materiali, fino alle attività in collaborazioni con Elettra Sincrotrone Trieste.

Al supporto fornito da infrastrutture scientifiche e servizi tecnologici si affianca un percorso di capacity building e accompagnamento alla crescita. È proprio su questa seconda dimensione che si è concentrato il terzo bootcamp: tre giornate dedicate alle competenze necessarie per trasformare una tecnologia di frontiera in un’impresa capace di crescere e confrontarsi con i mercati internazionali.

Un percorso incentrato sul confronto diretto con esperti che hanno messo a fattor comune la propria esperienza di lungo corso, portando casi di studio reali, un metodo di lavoro e un mindset già testati sul campo. È questo approccio, insieme ai momenti di colloqui one-to-one, ad aver dato alle sessioni formative una dimensione particolarmente concreta, permettendo alle startup di misurarsi con situazioni e decisioni che potranno incontrare nel proprio percorso di crescita.

La prima giornata è stata dedicata allo European Innovation Council (EIC), uno dei principali strumenti della Commissione Europea a sostegno delle innovazioni tecnologiche dirompenti e ad alto rischio. Renato Fa di APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea ha spiegato come affrontare il percorso di candidatura, entrando nel dettaglio delle diverse fasi: dalla short proposal alla long proposal, fino alla preparazione dell’intervista tecnica e del colloquio davanti alla commissione valutatrice e agli investitori a Bruxelles. Francesco Matteucci, EIC Ambassador, ha invece approfondito il contesto istituzionale e la logica con cui l’Unione Europea seleziona e sostiene l’innovazione deep tech, i criteri di valutazione delle proposte e gli errori più frequenti, tutti elementi che aiutano a leggere il programma con uno sguardo più consapevole e strategico.

Ad arricchire la sessione, uno dei momenti più coinvolgenti per i founder: la testimonianza di tre startup che hanno già affrontato questo percorso altamente competitivo e ottenuto un finanziamento EIC completo, nella formula grant+equity: RareEarth, Circular Materials e Aindo. Quest’ultima, insediata nel campus di Padriciano di Area Science Park, nel 2025 si è aggiudicata un finanziamento EIC Accelerator di 2,1 milioni di euro. Le tre startup hanno portato in aula non solo success stories, ma anche failure stories che hanno spesso preceduto il risultato positivo: tentativi ed errori, raccontati senza filtri, che hanno permesso di capire cosa può non funzionare nella preparazione di una proposta EIC e, soprattutto, come lavorare per trasformare un primo insuccesso in un’occasione di miglioramento.

A chiudere la giornata, momenti di confronto individuale e valutazione delle idee progettuali, con analisi calibrate sulle diverse fasi di sviluppo delle startup.

Il secondo giorno ha portato l’attenzione sulla contrattualistica commerciale e internazionale. Davide Galantini di DG Legal ha affrontato la gestione dei contratti e delle licenze di know-how attraverso esempi concreti di drafting, soffermandosi sulle clausole più problematiche e sugli elementi legali e di business da considerare nella negoziazione. La sessione ha toccato anche la contrattualistica per le collaborazioni industriali e di R&D e per le operazioni di M&A.

La giornata è proseguita con gli incontri individuali dedicati al profilo di credito, durante i quali gli startupper sono stati affiancati da Stefano Cocchieri di Capital Light. Il tema è stato ripreso nella giornata conclusiva, dedicata agli indicatori finanziari chiave, alla struttura finanziaria e al ruolo del credit profile nelle diverse fasi di crescita di una startup.

A chiudere il programma, giovedì 24, il focus sull’accesso ai mercati internazionali del venture capital, con Gianmaria Feleppa di UCAPITAL. L’intervento ha riguardato in particolare il mercato statunitense e gli ecosistemi emergenti, le diverse modalità di strutturazione dei round internazionali, il rapporto tra investimenti pubblici e privati e le opportunità e implicazioni legate a un eventuale trasferimento della sede legale all’estero.

La prossima tappa: San Francisco e Seattle

Dopo il bootcamp, il percorso entra subito in una nuova fase con la study visit internazionale in programma dal 26 al 30 ottobre tra San Francisco e Seattle. Le 10 startup avranno l’opportunità di entrare in contatto diretto con uno degli ecosistemi dell’innovazione più dinamici e rilevanti a livello internazionale, attraverso visite a centri di ricerca, imprese big-tech e incontri con investitori e altri startupper. Sarà un’occasione per conoscere modelli, competenze e strumenti di crescita in un contesto globale, ma soprattutto per presentare le proprie tecnologie e i propri progetti a potenziali partner e interlocutori.

Dopo i laboratori, le infrastrutture di ricerca e i bootcamp, Deep Tech Revolution porterà quindi le 10 startup fuori dai confini nazionali, in un passaggio pensato per rafforzare la loro capacità di confrontarsi con i mercati e iniziare a costruire connessioni di valore.