Vetroresina: una seconda vita

Due imprenditori, due broker tecnologici, Enterprise Europe Network e i suoi partner internazionali. Dalla sinergia di questi elementi è nata un’idea innovativa brevettata per il riciclaggio dei rifiuti in vetroresina.

Autore: Giada Cadei      Progetto: Enterprise Europe Network     Attività: ricerca partner

C’erano una volta due aziende. Una aveva sede a Udine e l’altra a Budoia. Lavoravano nello stesso settore e pochi chilometri le separavano, ma non si conoscevano affatto. C’erano poi due broker tecnologici, che lavoravano presso il Servizio Trasferimento Tecnologico di AREA Science Park, con il compito di aiutare le aziende a sviluppare progetti d’innovazione: Martina Terconi, specializzata nel campo della plastica e dell’impiego di materiali innovativi e Francesca Marchi, impegnata a favorire lo scambio di tecnologie e know-how e le opportunità di sviluppo tra le aziende del Friuli Venezia Giulia e quelle estere, attraverso la rete internazionale Enterprise Europe Network. Così comincia una nuova storia d’innovazione.

La prima azienda – MM Grigliati – fondata nel 1977 da Giorgio Morandini e Ruggero Montagnese, fornisce soluzioni nel campo della vetroresina: produce grigliati  e completa l’offerta con la progettazione, i calcoli strutturali e la consulenza tecnica per costruire piani di calpestio, recinzioni, cancelli, scale, passerelle, parapetti, apprezzati in Italia e all’estero. La vetroresina è un materiale plastico rinforzato con fibre di vetro che garantisce eccellenti proprietà: resiste alla corrosione e alle alte temperature, sopporta gli agenti atmosferici e la luce, è leggera, resistente, non richiede manutenzione, è un ottimo isolante elettrico. Per questo si adatta con successo ad applicazioni in moltissimi ambienti: industrie chimiche e farmaceutiche, alimentari, manifatturiere (quali concerie o cartiere), miniere, navi, installazioni off shore, impianti di trattamento delle acque, settore elettrico e ferroviario. Purtroppo però gli scarti, gli sfridi e le polveri di levigatura sono difficilmente riciclabili. Vanno opportunamente smaltiti e questo implica costi notevoli per le aziende, che devono pagare sia per trasportarli sia per farli smaltire adeguatamente, limitandone così l’impatto sull’ambiente.

La seconda azienda – Gees Recycling – è molto più giovane, anche se nasce dall’intuizione di Giovanni Lucchese, uno che nella vetroresina ci lavora da sempre, avendo avviato aziende di produzione in Italia, Europa e nei Paesi Arabi. Ogni anno nella sola Europa si stimano 40.000 tonnellate di rifiuti in vetroresina. Il 90% delle barche da diporto ha lo scafo realizzato in questo materiale e, a fine vita, spesso questi relitti vengono abbandonati in discariche abusive, deturpando i paesaggi e inquinando l’ambiente. Lucchese si chiede se sia possibile trasformare questa mole enorme di rifiuti in una prospettiva concreta di lavoro e di ricchezza, che non penalizzi l’ambiente. Ha idea di come farlo, ma deve sviluppare industrialmente il suo progetto.

Grazie agli approfondimenti con i tecnici di AREA, Gees Recycling si convince a brevettare la sua innovazione: attraverso un processo esclusivamente meccanico e non inquinante, gli scarti vengono prima ridotti a un macinato fine e poi usati per creare nuovi prodotti – come pannelli o piatti doccia -, nuovamente riciclabili. Il processo messo a punto supera la criticità principale, ovvero il rischio di autocombustione. L’Ufficio Studi e PatLib di AREA, dedicato alle analisi brevettuali e documentali e all’estrazione di informazioni strategiche, verifica che non esista al mondo un altro procedimento simile e consiglia di proteggere con brevetto l’intero processo produttivo. Lucchese e gli imprenditori che lo affiancano in Gees Recycling depositano in Italia la tecnologia RFM® (Recycled Fiberglass Material), che a breve verrà protetta anche all’estero. Per ammortizzare i costi di ricerca e sviluppo sostenuti e affinare il processo, sarebbe auspicabile da un lato cedere il proprio know-how nelle aree con più alta concentrazione di rifiuti in vetroresina (Europa, Usa e Turchia), dall’altro poter contare su una fornitura stabile e programmata di scarti di qualità.

AREA propone di promuovere un’offerta di tecnologia attraverso Enterprise Europe Network, la più grande rete di sostegno alle imprese che ricercano partner tecnologici e commerciali, attiva in 54 paesi nel mondo.

Tra le manifestazioni di interesse ricevute, la più promettente proviene da un’azienda turca di Izmir, impegnata nella produzione di coperture in vetroresina. E’ attualmente allo studio un’ipotesi di franchising tecnologico, che consenta lo sfruttamento commerciale del brevetto e la personalizzazione del layout e dell’intero processo produttivo a favore di aziende terze.

Grazie alla conoscenza capillare delle aziende operanti in regione e alla capacità di creare relazioni, è stato inoltre possibile avviare una collaborazione proprio tra le due aziende friulane. Dopo numerosi tentativi fatti da MM Grigliati per il recupero degli scarti (termovalorizzazione, recupero delle polveri, produzione di energia elettrica), le 10 tonnellate/mese che fino a poco tempo fa prendevano la strada della discarica a costi elevati ora si sono trasformate in “materia prima seconda” proprio per Gees Recycling. Il vantaggio è doppio: MM ha ridotto del 30% il costo dello smaltimento e ora il trasporto viene effettuato direttamente da Gees Recycling incluso nel prezzo. E’ possibile così smaltire il 100% di sfridi e polveri, con attenzione al rispetto dell’ambiente. Gees smaltisce e riusa gli scarti di vetroresina per creare nuovi prodotti, apprezzati dal mercato e a loro volta riciclabili.

“Abbiamo ottenuto un indubbio vantaggio economico: quello che era un possibile fornitore si è trasformato in un cliente ed è ora possibile interagire anche con le altre cinque aziende correlate a MM attraverso la rete d’impresa Together for Tomorrow”, sottolinea Franco Mioni, direttore Marketing di Gees. Gli fa eco Emanuel  Morandini, uno dei titolari di MM Grigliati: “AREA ha saputo creare per noi delle opportunità reali, dimostrando capacità di networking e collaborazione tecnologica con aziende estere e con le realtà del territorio”. Le aziende e l’ambiente ringraziano.

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Pagina aggiornata il: 18 settembre 2015