Come ti allungo il motore

Puntare su una forma allungata e stretta darebbe il via a una rivoluzione nel campo della progettazione dei motori elettrici. Il progetto PoCN sta valorizzando un’intuizione nata nell’Università di Trieste.

Autore: Giada Cadei      Progetto: PoCN     Attività: valorizzazione della ricerca

Galileo Ferraris e Nikola Tesla su questo forse sì, ci piace immaginare, sarebbero andati d’accordo: il progetto di ricerca proposto dal prof. Alberto Tessarolo dell’Università di Trieste ad AREA Science Park nell’ambito del progetto PoCN – Proof of Concept Network potrebbe avere una ricaduta industriale in tempi rapidi. Parliamo di motori e generatori elettrici rotativi, tecnologie fondanti della moderna industria, messi a punto a fine ’800 grazie anche al contributo dei due insigni studiosi che se ne contesero la primogenitura.

La geometria più intuitiva da dare a un motore rotativo è sempre stata quella cilindrica. Tuttavia, quando è necessario produrre alte coppie a ridotte velocità di rotazione, le dimensioni richieste aumentano notevolmente, diventando inadatte a spazi ristretti quali quelli di ascensori, bracci meccanici, argani che, non a caso, vengono corredati di vani separati in cui alloggiare i motori. Puntare su una forma allungata e stretta aprirebbe la strada ad applicazioni completamente nuove ed è esattamente questa la direzione presa dall’Università di Trieste con un motore dalla concezione innovativa. Grazie alla sua particolare configurazione spaziale, gli sviluppatori contano di ottenere più potenza senza il ricorso intermedio a riduttori di velocità, rendendo così applicabile la soluzione anche dove i motori elettrici tradizionali oggi non potrebbero essere installati.

Passare dalla fase ideativa a quella di prototipazione e di test non è mai, comunque, uno sbocco scontato. “L’innovazione comporta dei rischi che spesso le aziende non vogliono affrontare perché troppo incerta è la quantificazione del ritorno – spiega Tessarolo. Nel nostro caso, partecipando a un progetto  come PoCN  abbiamo avuto la possibilità di lavorare a diretto contatto con un’azienda elettromeccanica piccola, vivace e flessibile, la Lampas System srl di Trieste, per creare e testare assieme un prototipo funzionante industrializzabile. Un gruppo misto di ricercatori e tecnici si è messo al lavoro per raggiungere l’obiettivo nell’arco di nove mesi, dando così corpo a quella sarebbe altrimenti rimasta solo una felice intuizione scientifica”.

Se la convalida industriale avrà successo, saranno indubbi i vantaggi sia per i ricercatori che per l’azienda. I primi avranno la possibilità di brevettare, cedere in licenza o vendere l’innovazione, fornire supporto alle imprese interessate all’industrializzazione del nuovo motore elettrico a geometria lineare. La seconda avrà un nuovo prodotto da proporre ai clienti, un know-how arricchito e una collaborazione stabile intessuta con realtà scientifiche di prestigio.

Dei circa cento progetti a PoCN proposti da università e enti italiani, sono ventuno quelli che hanno sin qui superato tutte le fasi di selezione e che vedono aprirsi la strada alla convalida in azienda. I passi successivi prevedono valutazioni di anteriorità brevettuale, l’analisi della rispondenza alle esigenze di mercato, pareri di esperti industriali di settore per quantificare, dati alla mano, l’interesse e la portata economica delle innovazioni. Come nel caso di Lampas System, queste proposte, che spaziano dal medicale, all’ambientale, dalle tecnologie di processo ai materiali, stanno convincendo aziende italiane ed estere, pronte a impegnare personale e risorse per le fasi di prototipizzazione e industrializzazione.

“Grazie a questo approccio rigoroso e articolato – afferma Danilo Farinelli, project manager PoCN – da un lato le aziende possono trovare, in un unico programma, numerosi concept della ricerca, selezionati con un’attività di qualificazione e valutazione tecnologico-commerciale; dall’altro le università possono aumentare i tassi di successo nel trasferimento tecnologico, riuscendo a portare i loro risultati all’attenzione delle aziende target.”

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Pagina aggiornata il: 18 settembre 2015