Gli enti di ricerca coinvolti

MUSE – MUSEO DELLE SCIENZE

www.muse.it

Da oltre tre decenni la sezione di Geologia e Paleontologia del MUSE si dedica allo studio della diversità geo-paleontologica dell’area dolomitica. I recenti progetti di ricerca sugli effetti dei grandi cambiamenti ambientali avvenuti nella storia del pianeta Terra hanno condotto alla rianalisi di successioni rocciose e reperti fossili che sono stati integrati in analisi a scala globale, dimostrando la rilevanza del patrimonio geo-paleontologico delle Dolomiti e fornendo nuove chiavi di lettura del nostro passato più remoto.

Lo studio oggi pubblicato su Nature è il risultato di anni di osservazioni e analisi, avviate grazie alla collaborazione con Evelyn Kustatscher del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e Silvio Renesto dell’Università dell’Insubria, che si sono sviluppate nell’elaborazione di un complesso protocollo di analisi e lo sviluppo di un nuovo modello di interpretazione delle grandi crisi globali, in particolare della più profonda estinzione di massa della storia, avvenuta 252 milioni di anni fa. Un evento che segnò la fine per molti gruppi di organismi ma che, come dimostra anche questo studio, costituì un’opportunità per altri.

Lo studio è parte del progetto “The end-Permian mass extinction in the Southern and Eastern Alps: extinction rates vs. taphonomic biases in different depositional environments” finanziato dall’Euregio Science Fund.

 

CENTRO INTERNAZIONALE DI FISICA TEORICA “ABDUS SALAM” (ICTP) DI TRIESTE ED ELETTRA SINCROTRONE TRIESTE

www.ictp.it , www.elettra.trieste.it

I ricercatori di Elettra Sincrotrone Trieste e del Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP) di Trieste hanno contribuito a questo studio con un’indagine accurata e non invasiva del fossile, volta a salvaguardarne l’integrità e, allo stesso tempo, in grado di svelarne dettagli nascosti. Sono state utilizzate tecnologie all’avanguardia e, in particolare, quelle disponibili presso il Laboratorio Multidisciplinare (MLab) dell’ICTP dedicate specificamente al patrimonio culturale e all’archeologia e frutto di una collaborazione tra i due centri.  Il laboratorio, co-finanziato dal Centro Fermi di Roma, ha a disposizione una serie di strumenti analitici portatili per radiografia a raggi X, microtomografia, fluorescenza e diffrazione utilizzati sia per attività di ricerca che per la formazione di studenti e scienziati dei Paesi in via di sviluppo.

Il Laboratorio Multidisciplinare dell’ICTP

Il Laboratorio Multidisciplinare (MLab) dell’ICTP ospita attività che promuovono esperimenti  interdisciplinari e la fisica applicata. Tra le attività scientifiche di eccellenza realizzate dal laboratorio ci sono la progettazione di circuiti digitali integrati e lo sviluppo di tecnologie innovative che consentono di analizzare ai raggi X la materia, dalle rocce ai beni storici e archeologici, senza danneggiarli.

Il Laboratorio collabora con numerosi istituti di ricerca scientifica, sia locali che internazionali, per offrire agli scienziati provenienti dai Paesi in via di sviluppo una formazione concreta, che traduca gli studi teorici in applicazioni pratiche.

ICTP

Da oltre 50 anni l’ICTP rappresenta una forza trainante nell’ambito degli sforzi compiuti a livello globale per l’avanzamento scientifico dei Paesi in via di sviluppo. Fondato nel 1964 dal premio Nobel Abdus Salam, l’ICTP persegue il suo mandato assicurando agli scienziati dei Paesi in via di sviluppo un aggiornamento costante e mettendoli in grado di avere una carriera lunga e produttiva. Dall’Afghanistan allo Zimbabwe, passando per decine di paesi intermedi, scienziati sia giovani sia maturi, provenienti in particolar modo dal Sud del mondo, definiscono l’ICTP come un punto d’incontro per condividere le loro teorie e per imparare gli uni dagli altri per poi ritornare a continuare la ricerca e ’insegnamento nei paesi di origine. Dall’anno della fondazione, oltre 130.000 scienziati provenienti da 188 Paesi sono venuti all’ICTP per discutere delle teorie più recenti nei propri settori di ricerca. Da molto tempo l’ICTP viene apprezzato come un istituto al quale confluisce una grande ricchezza scientifica e culturale.

Elettra Sincrotrone Trieste

La sorgente Italiana di luce di sincrotrone di terza generazione Elettra è al servizio della comunità scientifica e industriale nazionale e internazionale dal 1993. Attiva nel parco scientifico di Trieste Area Science Park,  attrae ricercatori da tutto il mondo. Oltre 1200 scienziati ed ingegneri provenienti da Europa, Asia ed America utilizzano ogni anno l’infrastruttura. Il fascio di elettroni, che circola nell’anello di accumulazione di Elettra a velocità prossime a quelle della luce produce una radiazione di altissima intensità e brillanza, a frequenze che vanno dall’infrarosso ai raggi X molto penetranti. Presso le stazioni sperimentali sono disponibili diverse tecniche di indagine analitica e di trattamento dei materiali consentendo ad un ampio spettro di utenti appartenenti ad istituzioni accademiche ed industriali di poter far uso di avanzate tecniche di ricerca e di condurre esperimenti allo stato dell’arte in fisica, chimica, biologia, scienze della vita, science dell’ambiente, medicina, scienze forensi e di conservazione del patrimonio culturale.

All’interno di Elettra, il gruppo SYRMEP si occupa da oltre 20 anni di sviluppare tecniche di imaging a raggi X e protocolli di analisi di immagine innovativi per applicazioni che vanno dalla medicina alla biologia, dalla scienza dei materiali alla geologia ed allo studio dei beni culturali. I ricercatori di Elettra coinvolti nel “Cultural Heritage Project” hanno a disposizione tecnologie all’avanguardia per le loro indagini, basate sia sulla luce di sincrotrone che su strumentazione da laboratorio come quella impiegata in questo studio, frutto di una collaborazione tra Elettra e ICTP.

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Pagina aggiornata il: 31 maggio 2018