Acqua, la risorsa più importante da preservare [#WorldWaterDay]

22/03/2018 - I Nostri Campus - Smart cities
Grazie ai servizi e alle tecnologie di una giovane società dell'Area Science Park, l'acquedotto di Trieste ha drasticamente ridotto le dispersioni idriche

 

Secondo i dati del diffusi dal GIEC (Gruppo Intergovernativo degli Esperti sul Cambiamento Climatico) i cambiamenti climatici stanno influendo enormemente sulla disponibilità della risorsa acqua. All’aumento di un grado della temperatura terrestre corrisponde, secondo gli scienziati, una riduzione, per il 7% della popolazione, del 20% della disponibilità delle risorse idriche. Questo significa che, se non si metteranno in atto misure decise e risolutive, il rischio è che al 2030 la disponibilità di acqua potrebbe ridursi del 40% rispetto ad oggi.

In Italia l’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), sulla base delle rilevazioni negli invasi di bonifica, segnala che negli ultimi sette anni in Italia le disponibilità idriche si sono più che dimezzate. E il Nord sta peggio del resto dello Stivale.

Il rapporto “Bes 2017: il benessere equo e sostenibile in Italia” dell’ISTAT, fornisce alcuni dati sulla dispersione dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile nel nostro Paese. Il 51,6% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali. Di contro, il Nord-ovest è la ripartizione con il livello di dispersione più basso (30,7%). Piemonte e Valle d’Aosta sono le uniche regioni in cui l’indicatore di dispersione si riduce rispetto al 2012. In Valle d’Aosta, in particolare, l’avvio e il consolidamento di specifici sistemi di telecontrollo e di monitoraggio del servizio, nonché l’ammodernamento della rete e la ridotta lunghezza delle reti di distribuzione, hanno permesso di contenere ulteriormente la perdita di risorsa idrica portando l’indicatore sul livello minimo registrato in Italia (18,7%). In tutti gli altri casi si registra un aumento delle perdite idriche rispetto al volume complessivamente immesso in rete, anche se di entità variabile27. Tale aumento è particolarmente elevato per la Basilicata che presenta nel 2015 il livello più alto dell’indicatore (56,3%).

La tecnologia oggi è di grande aiuto nella progettazione e nel monitoraggio di reti idriche in grado di ridurre sensibilmente gli sprechi. In Area Science Park Idrostudi è una giovane società che fornisce servizi e tecnologie per gestire al meglio gli acquedotti e minimizzare le dispersioni idriche. Idrostudi ha messo a punto un sistema per rendere “smart” l’acquedotto di Trieste. L’intervento lo spiega l’ingegner Francesca Zanello al quotidiano di Trieste, Il Piccolo: “Prima si caratterizza la rete idrica, con l’acquisizione d’informazioni dal gestore e il rilievo sul campo: tutti questi dati vengono digitalizzati in un sistema informativo territoriale consultabile via web – Quindi si procede alla distrettualizzazione, suddividendo l’intera rete in porzioni idraulicamente indipendenti, con l’installazione di strumenti di monitoraggio di portata e pressione lungo le condotte. Si procede dunque al monitoraggio, grazie a un software specifico in grado di inviare i dati in tempo reale tramite GSM/GPRS, e all’analisi dei dati, che permette di determinare per ogni singolo distretto il bilancio idrico e di identificarne le perdite. Una volta individuate le perdite, che si possono localizzare più precisamente anche con l’uso di tecniche acustiche, si può procedere alla loro gestione, con l’installazione di valvole riduttrici di pressione in punti chiave della rete. Un’installazione che può essere anche simulata prima, per stimarne l’effetto, grazie alla modellazione numerica”.

Grazie a questo sistema le perdite dell’acquedotto triestino si sono notevolmente ridotte, passando in percentuale dal 45,9% del 2013 al 37,5% di fine 2017, con un risparmio di circa otto miliardi di litri d’acqua all’anno.