18.09.2008 /
"Parchi scientifici e tecnologici: si o no?"
14-17 settembre 2008
Conferenza mondiale della IASP - Johannesburg
Parchi scientifici e tecnologici: si o no? ….
La risposta è “SI”, anche se chi lo dice è l’Associazione internazionale dei parchi di tutto
il mondo (che conta 1.100 strutture di riferimento).
E’, ovviamente, una risposta di parte, ma supportata da diverse evidenze, emerse nel corso
del Meeting mondiale dei parchi che si conclude oggi a Johannesburg (Sudafrica). AREA Science Park
ha preso parte all’evento, confrontandosi così con i migliori parchi a livello globale.
Le
caratteristiche del successo di un parco scientifico nello sviluppo del suo
territorio si possono così sintetizzare:
- presenza di un incubatore per creare e far crescere aziende high-tech;
- servizi di alto livello per la formazione e l’assistenza nella gestione e nella promozione
degli insediati;
- elevato turnover degli insediati, con espulsione delle start-up che non si sviluppano
o sopravvivono solo grazie a finanziamenti pubblici;
vanno, inoltre, ricollocate all’esterno del parco le aziende che, pur avendo successo,
perdono le caratteristiche high-tech, rinunciando ad attività di ricerca e di sviluppo
tecnologico;
- svolgimento di attività di trasferimento tecnologico, strategiche per diffondere nel parco
e sul
territorio i risultati della ricerca che si ottengono “world wide”:
lo scouting dell’innovazione deve essere a livello globale per portare benefici
locali;
- capacità interna di realizzare gli obiettivi citati ma, anche, supporto della Pubblica
Amministrazione, con indirizzi strategici e opportuni finanziamenti.
Accordi e diffusione di best practices
Nel corso della Conferenza, AREA Science Park ha, fra l’altro, impostato accordi di
collaborazione che saranno verificati e conclusi nel prossimo futuro con Technopol in Estonia,
Surrey Research Park nel Regno Unito, Global Research Alliance localizzata in India e in Europa.
Infine, nel campo del trasferimento tecnologico, alcuni parchi dell’Andalusia (Spagna) hanno
fatto tesoro e applicato con successo le metodologie di
Innovation Network
di AREA, indicate dall’Unione Europea tra le undici “best practice” da adottare, cosa che
ha suscitato un notevole interesse fra molti dei partecipanti.
Innovation Network parte dal concetto che sono i ricercatori che debbano andare incontro agli
imprenditori e non solo viceversa. Sono quindi stati stabiliti sul territorio del Friuli Venezia
Giulia Centri di competenza nei settori industriali più importanti: legno e arredo, cantieristica e
nautica, energia, ingegneria d’impresa, plastica e nuovi materiali, agroindustria.
Ogni Centro è baricentrico rispetto alla localizzazione delle PMI, si occupa di effettuare
analisi dei fabbisogni di innovazione tecnologica e gestionale e, con il supporto di AREA, offre
soluzioni alle imprese.
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