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PROFILO DINAMICO ATTIVITA' 2010

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  Strategia e obiettivi

Come complemento al Bilancio economico e finanziario, al Bilancio Sociale e al Bilancio del Capitale intellettuale, il Consorzio per l’Area di ricerca ha sviluppato dal 2007 un documento definito Profilo dinamico delle attività (PDA).
Scopo di tale strumento è tracciare il profilo di un’organizzazione attiva in ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, andando ad evidenziare in quali aree si posizionano le attività in ciascun periodo.
L’obiettivo primario è stato quello di fornire uno strumento gestionale che permettesse di: 
- rendere trasparente l’utilizzo delle risorse (umane ed economiche); 
- verificare la correlazione fra risorse umane (misurate in giorni uomo equivalenti) e quelle economiche; 
- definire strategie di equilibrio (o di disequilibrio motivato) tra risorse umane e relativi finanziamenti; 
- correlare risorse e risultati.

IL MODELLO
Il primo passo è stato definire un modello che fosse calzante per la nostra organizzazione ma che potesse essere esportato e condiviso con altri enti di ricerca.

Sono state, per questo, individuate 4 possibili missioni base per Università e Centri di Ricerca. Esse sono:
1) Formazione;
2) Ricerca per la conoscenza: ricerca non ancora finalizzata ad applicazioni in ambito produttivo;
3) Ricerca per la competitività dell’industria: ricerca indirizzata a specifiche applicazioni industriali;
4) Ricerca per la competitività del territorio: ricerca indirizzata allo sviluppo del tessuto produttivo territoriale nel suo complesso (cioè di Enti ed Organizzazioni pubbliche e private, esclusi i settori industriali già individuati).

Per la gestione, sia operativa che strategica degli Enti di Ricerca, è essenziale comprendere che a differenti missioni corrispondono differenze sostanziali fra obiettivi, clienti, valutatori, risultati e, sovente, tipi di finanziamento ed enti che li erogano.

Si ritiene inoltre che, per soddisfare gli obiettivi gestionali interni e quelli di governo esterno di Università, centri ed enti dedicati a ricerca e formazione, non sia sufficiente considerare le quattro missioni base. Il confronto con i Paesi più evoluti nel trasferimento di conoscenze e risultati evidenzia la forte necessità di aggiungere alle quattro missioni base le corrispondenti quattro complementari, che riguardano la “gestione strategica ed operativa” delle precedenti. Perciò, per un generico ente di ricerca o per una qualsiasi Università, le missioni possibili sono in sostanza otto:

1. Formazione;
2. Gestione strategica e operativa della formazione;
3. Ricerca per la conoscenza;
4. Gestione strategica e operativa della ricerca per la conoscenza;
5. Ricerca per la competitività dell’industria;
6. Gestione strategica e operativa della ricerca per la competitività dell’industria;
7. Ricerca per la competitività del territorio;
8. Gestione strategica e operativa della ricerca per la competitività del territorio.

Per gestione strategica ed operativa si intendono le attività di previsione, programmazione, organizzazione, gestione di progetti, coordinamento, valutazione, controllo, diffusione, trasferimento tecnologico, team building e, più in generale, ogni attività di supporto alla valorizzazione di formazione e ricerca.

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